Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Lettera / Signor sindaco di Triora, sono il presidente de A Vastera…E replica Di Fazio
Il raduno al Redentore di Monte Saccarello

Gentilissimo Sig.Di Fazio, sindaco di Triora, in qualità di presidente de A Vastera, Űniun de Tradisiùn Brigašche mi complimento innanzi tutto per la sua recente elezione a Primo Cittadino della Comunità triorese. Inoltre voglio fare alcune precisazioni in merito a quanto a lei attribuito, dal blog Trucioli, in relazione  alla Comunità e alla Terra Brigasca (senza entrare nel merito degli opuscoli sulle Vie del Sale, che ancora non ho avuto modo di vedere ). Risponde il sindaco e breve commento di Sandro Oddo dell’Associazione Pro Triora, storico e studioso. Leggi anche il raduno e la festa in onore del Redentore (Monte Saccarello).

Il presidente dr. Belgrano a Upega (2017) con il presidente Dardanello (Camera di Commercio di Cuneo)

La Comunità Brigasca  è presente  nel  territorio alle pendici del M.te Saccarello  da diversi secoli (da almeno 900 aa), occupando, oltre al suolo dell’ antico comune di Briga, anche territori limitrofi, quali appunto Verdeggia , amministrativamente  in territorio di Triora, Viozene e le sue frazioni occidentali,  nel comune di Ormea, l’alta Val Ellero, comune di Roccaforte Mondovì .

Caratteri peculiari e unificanti sono: la lingua unica e identica in tutti i Centri, la cultura, le tradizioni, collegate soprattutto alla pastorizia ovina, ma non solo.

Pertanto parlare di Terra Brigasca come un qualcosa di nuovo,” causa di possibile confusione”mi pare , escludendo la malafede o l’ignoranza, abbastanza pretestuoso (per altro all’interno della sua Comunità ha illustri studiosi in merito, fatto salvo quanto sopra).

La spartizione territoriale seguita al trattato di pace del 1947 ha ulteriormente parcellizzato la comunità brigasca, che resta comunque solida e sentita tra tutti i suoi membri. Non a caso una recente relazione del Prof. Enrico Martini parla di” Meravigliosi Curdi nostrani: la Terra Brigasca”. Quest’anno l’Encontr en Tèra Brigašca, raduno annuale di tutti i Brigaschi, avverrà a Realdo il 2 settembre prossimo e già da ora mi pregio di invitarla a partecipare.

Quello della lingua poi è un capitolo che ha sempre attirato contrasti anche intensi tra studiosi preparati, ma, spesso, anche da parte di personaggi di sedicente spessore accademico, motivati però da fervido livore e magari protetti come  il  web può fare, spesso senza aver mai calpestato il suolo brigasco.                Dal lato scientifico mi risulta che la definizione di “dialetto ligure alpino” sia una delle possibili Interpretazioni insieme ad altre ugualmente giustificate. Il riconoscimento di minoranza linguistica occitana è avvenuto da parte sia  della Regione Liguria che Piemonte, e ciò forse disturba alcune sensibilità.

Io non sono un linguista, ma ritengo, come altri prima di me, che a seguito del disfacimento della lingua Latina, genitore di tutte le cosiddette lingue romanze, le contiguità linguistiche e le cosiddette isoglosse siano materia piuttosto complessa e interpretativa. Nel caso dei Brigaschi si sovrappongono poi gli intensi contatti da transumanza con Liguria e Provenza.

Mi limito comunque a dire che, per noi Brigaschi, la lingua è un fondamentale elemento di coesione e unicità. Confermo che Verdeggia è un’isola brigasca, da sempre in territorio ligure.

La invito da ultimo a riflettere sul fatto che le potenzialità  di un’offerta territoriale più articolata ed estesa, comprensiva della Terra Brigasca, con le sue peculiarità  geo-botaniche, storiche e culturali e con le, suo malgrado,  acquisite caratteristiche di internazionalità dopo il 1947, non può che giovare e arieggiare una valle soccombente come l’alta Valle Argentina, presentandosi come un fiore all’occhiello.

O qualcuno pensa al contrario ad imporre delle gabelle per il sale e affini? Nel primo caso siano ben venuti migliori e costruttivi rapporti. La saluto cordialmente e le confermo l’invito per il 2 settembre a Realdo.

  Dott . Giovanni Belgrano

LA RISPOSTA DEL NEO PRIMO CITTADINO DI TRIORA,

Il sindaco di Triora Di Fazio

L’IMPRENDITORE MASSIMO DI FAZIO

INTERVIENE ANCHE IL PRESIDENTE ASSOCIAZIONE PRO TRIORA

Mi permetto far rilevare come il sindaco abbia agito correttamente e nell’interesse della comunità rappresentata. E’ il caso di sottolineare come Massimo Di Fazio abbia a cuore la vicenda di Monesi (il primo atto da lui firmato riguarda proprio la strada “provvisoria”) e la cosiddetta “area brigasca”, avendo riattato la strada Realdo-Sanson, oggi transitabile. Mi pare che a neppure due mesi dalla elezione abbia già fatto molto, senza considerare che il Comune di Triora, di concerto con l’Associazione festa del Redentore sul Saccarello, fra breve inizierà a ristrutturare e a consolidare il piedestallo del monumento.

La saluto cordialmente augurando buone feste.

Sandro Oddo ( Associazione Pro Triora)

UN LETTORE scrive a proposito di Redentore e Monte Saccarello

Ho letto quanto ha scritto il sindaco di Triora Di Fazio, ha fotografato perfettamente la situazione: addirittura si organizza un convegno al Casinò di Sanremo…Non ci sono più parole per esprimere la mia grande delusione per chi ha vissuto una vita in montagna !

Ricordo il benemerito Sandro Oddo, per circa 30 segretario del Comitato Pro Saccarello. Ho  tanti bei ricordi e mi spiace che il nostro bel monumento venga così strumentalizzato, se sbaglio chiedo scusa.

L’appuntamento della prima domenica davanti al Redentore era veramente un’occasione per pregare e stare insieme. Il più bel ricordo che riserbo è stato quando Giacumin Lanteri  e Sandro Oddo sono andati a Santo Stefano Belbo (CN) a ritirare un pezzo di mano del Redentore, tranciata da un fulmine. Mano che poi il Comitato (con don Nanni) ha riattaccato nel 1980, quando sono stati eseguiti molti lavori manutentivi.

RADUNO AL REDENTORE: DAL CASINO’ DI SAN REMO AL MONTE SACCARELLO

Sabato 4 e domenica 5 agosto si terrà a Sanremo e sulla vetta del Monte Saccarello una manifestazione a sostegno della candidatura delle “Alpi del Mediterraneo” a Patrimonio Unesco, in coincidenza con il tradizionale appuntamento della Festa della Fraternità Montanara sulla vetta più alta di Liguria.

La manifestazione prevede nel pomeriggio di sabato, a partire dalle ore 16, una conferenza a Sanremo presso il Teatro del Casinò, con una illustrazione del significato storico e sociale del raduno al Saccarello e della candidatura Unesco delle “Alpi del Mediterraneo”, seguita dal passaggio di consegne della pergamena, da una breve esibizione del Coro Alpino M. Saccarello e da un rinfresco conclusivo.

Il giorno successivo, domenica, si svolgerà il tradizionale raduno in vetta al Monte Saccarello:
– ore 10.30 Ritrovo c/o statua Redentore e S. Messa(*)  celebrata da S.E. Monsignor Antonio Suetta)
– ore 11.30 Breve commemorazione presso la Stele,  inni nazionali
– ore 12.00 Festa collettiva
(*) La S. Messa sarà video trasmessa in diretta presso la sede della Pro-Loco di Verdeggia, in collaborazione con la Protezione Civile di Lucca. Pranzo a seguire.

L’iniziativa è in particolare sostenuta dalla Direzione nazionale del Club Alpino Italiano, che ha dato la sua formale adesione al progetto di candidatura. La conferenza i sabato sarà connotata come momento di comunicazione al grande pubblico sui temi trattati, ma anche espressione di autorevolezza istituzionale in un contesto transfrontaliero, vista anche la presenza dei rappresentanti delle istituzioni co- promotori della candidatura (Provincia di Imperia, Giardini Hanbury, Parco Alpi Liguri, Parco Alpi Marittime, Parco del Mercantour, Dipartimento delle Alpi Marittime, Principato di Monaco) e dei “cugini” Club Alpino francese e monegasco.

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