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1)Lettera al Prefetto di Savona. A10 invasione Tir. Un tempo utilizzavano i trafori. I rimedi
2) Lettera dell’arch. Galati su Leed for Cities.
3)A Celle Ligure, meeting ‘Arcobaleno scuola’

Egregio Signor Prefetto, il lavoro in Italia ha preso una brutta piega già molti anni fa: continua corsa al ribasso dei salari, laureati retribuiti come manovali, contratti a singhiozzo, continua precarietà a vita, sicurezza del lavoro inesistente. E’ così che una nazione può progredire ? Assolutamente no! Lo si vede dalla diaspora dei laureati che oltre ad essere “bravi” tecnicamente e scientificamente sono anche bravi nel secondo aspetto della professionalità “la voglia di fare”! Le migliori menti se ne vanno, oppure si piegano ad una vita di serie B. Ma questo modo di fare del mondo del lavoro ha gravi risvolti in tanti settori. Leggi anche la lettera dell’arch. Francesca Galati nel dibattito e polemiche sulla certificazione di sostenibilità LEED for CITIES ottenuta dalla città di Savona. Vedi anche: Il piacere di leggere’ venerdì 8 giugno nella piazzetta antistante la Fornace Alba Docilia ad Albissola Marina. Si tratta di una serie di poesie e testi di canzoni proposti dai partecipanti al corso curato da Lello Ceravolo e realizzato in Fornace nei mesi scorsi. Poche ore prima, in Fornace, l’inaugurazione della mostra ‘Via terra – Ceramica contemporanea da Faenza’. E da Celle Ligure il meeteng Arcobaleno dei Lios per i diversamente abili.

Il prefetto di Savona dal febbraio scorso dr. Antonio Cananà

Ad esempio nel mondo del trasporto su strada: chi sono oggi gli autisti dei TIR ? Le strade della Liguria sono invase da TIR in transito e gli autisti sono spesso neo patentati o poco più, con esperienza minima di guida, e quindi con un “grado di sicurezza” per le nostre strade estremamente basso.

Il fenomeno degli autisti di automezzi pesanti reclutati all’estero con stipendi bassi e stili di vita difficilmente accettabili dagli autisti italiani, è un fenomeno annoso, che si ripercuote pesantemente sulla sicurezza delle nostre strade, teatro di incidenti a catena che bloccano la nostra regione per molte ore di seguito ad ogni incidente. 
Bloccare l’A10 per 6 ore significa in pratica mandare in fumo una giornata lavorativa per moltissime persone con gravissime ripercussioni economiche. L’A10 è la quasi esclusiva via di comunicazione della Liguria, il blocco della A10 provoca quasi simultaneamente il blocco dell’Aurelia è quindi una totale paralisi di buona parte della regione. 
La causa, oltre a quanto già detto, va ricercata nell’incremento del traffico TIR a causa della appetibilità del percorso ligure rispetto a quello dei trafori. Anni fa il percorso era quello dei trafori, successivamente a causa del blocco dei trafori i TIR hanno scoperto il percorso ligure, e su questo sono rimasti.
Che fare? Credo che sarebbe necessario riequilibrare il traffico “costringendo” i TIR a ritornare sul percorso dei trafori. 
Come? Ad esempio aumentando “considerevolmente” le tariffe, consentendo l’accesso a Ventimigliacontingentato” in modo da evitare che una corsia autostradale sia praticamente riservata ai TIR, consentire l’accesso ai veicoli con autisti con esperienza, vietare la sosta ”selvaggia” nelle nostre scarsissime aree di sosta. 
E’ noto che il casello di Savona-Vado è sempre preso d’assalto da una grande quantità di TIR, ben oltre il numero fisiologico, e che spesso parcheggiano anche nelle aree adiacenti nel raggio di un paio di chilometri. Sanzionare questi comportamenti dovrebbe essere un incentivo ad un comportamento diverso e civile. 
Le sanzioni devono però essere adeguate e “riscosse” altrimenti mezzo sequestrato ! Sono decenni che questo fenomeno va avanti, e spesso sono incappato in giornate “nere” restando “bloccato” buona parte della giornata in autostrada. Finora ho visto solo azioni palliative, è necessario passare ad azioni più efficaci.
Conosco signor Prefetto la Sua sensibilità ed il Suo impegno teso alla risoluzione dei problemi che apprezzo molto: mi sono permesso di suggerire qualche idea affinchè Lei possa valutarne la fattibilità.
Cordiali saluti, Comitato Casello Albamare
il Presidente
Paolo Forzano

IL MEETING ARCOBALENO A CELLE LIGURE.

 APPUNTAMENTO CON I LIONS OLTRE LE BARRIERE. GARE RISERVATE AI DIVERSAMENTE ABILI

Grazie al meeting ‘Arcobaleno scuola’, torna mercoledì 6 giugno allo stadio ‘Olmo – Ferro’ di Celle Ligure l’appuntamento ‘Con i Lions oltre le barriere’. Il nuovo inserimento delle gare riservate ai diversamente abili nella ormai tradizionale manifestazione sportiva di fine anno scolastico conferma quanto i Lions dei quattro Club savonesi della zona 3A Distretto 108 Ia3 (Albisole, Arenzano-Cogoleto, Varazze-Celle e Valbormida)  si sentano vicini al mondo della disabilità e vogliano continuare l’impegno nato un anno fa, grazie alla presidente di zona Anna Pisani che, con gli allora presidenti di club, volle unire le gare di atletica a un interessante convegno svoltosi a Varazze.

Il suo successore, Giuseppe Pata, ha deciso di puntare ancora su questa iniziativa, ben coadiuvato dai presidenti di questa annata lionistica, Gian Carlo Canepa (Arenzano-Cogoleto), Silvia Scotti (Albisole), Vincenzo Andreoni (Valbormida) e Gabriella Giambruni (Varazze-Celle). I Lions collaborano con Centro Atletica Celle e i Comuni di Celle e Varazze, Coni, Fidal, Atletica Arcobaleno, Fispes e Cip (Comitato italiano paralimpico). La manifestazione è inserita nella ‘Giornata nazionale dello sport’.

L’appuntamento allo stadio di Celle (il logo del meeting è di Enrica Noceto) è per mercoledì 6 giugno, con inizio alle ore 9,30. Come un anno fa le gare per atleti disabili faranno parte integrante del programma, che prevede la partecipazione attiva di circa 300 atleti – studenti. In pista e in pedana, le categorie ragazzi/e e cadetti/e. Molte le iniziative collaterali per far sì che la manifestazione si trasformi nuovamente in una grande festa per tutti. Ospite d’onore e protagonista della premiazione sarà la nuotatrice Erica Musso, atleta tesserata per le Fiamme Oro, vice campionessa del mondo nel 2015 a Kalan nella staffetta 4×200 stile libero, insieme con Nizzau, Masini-Luccetti e Federica Pellegrini. “Abbiamo cercato, per quanto possibile, di favorire la massima partecipazione alle gare e il coinvolgimento di alunni portatori di handicap – spiega Giuseppe Pata – L’obiettivo è quello di avvicinare i ragazzi con disabilità allo sport e di stimolare le associazioni sportive presenti sul territorio ad aprirsi a questo mondo”.

 

‘Ad alta voce – Il piacere di leggere’ venerdì 8 giugno nella piazzetta antistante la Fornace Alba Docilia ad Albissola Marina. Si tratta di una serie di poesie e testi di canzoni proposti dai partecipanti al corso curato da Lello Ceravolo e realizzato in Fornace nei mesi scorsi. Poche ore prima, in Fornace, l’inaugurazione della mostra ‘Via terra – Ceramica contemporanea da Faenza’ 

Per qualche mese, tutti i giovedì, alla Fornace Alba Docilia, nel centro storico di Albissola Marina, si è svolto un corso particolare, per imparare a leggere testi in maniera appropriata ed efficace. Docente l’attore e doppiatore Lello Ceravolo, una dozzina i partecipanti, in gran parte donne, che si sono autodefiniti ‘La Compagnia della Fornace’. Ora, al termine del percorso, saranno protagonisti di un saggio, aperto al pubblico, di quello che è stato fatto. E’ in programma venerdì 8 giugno, alle ore 21, nella piazzetta del Muro raku, dominata da una grande magnolia, sulla salita che da via Stefano Grosso porta alla piazza della Chiesa, nel centro storico di Albissola Marina.

Con Ceravolo gran cerimoniere, si esibiranno Adriana Antonielli, Valeria Bagnasco, Giampiero Bardeloni, Nanni Basso, Angela Giusto, Enrica Noceto, Maria Teresa Quaglia, Caterina Rizzo, Elda Scotto, Angela Siri Santini, Ivana Trevisani Bach e Patrizia Vallarino, recitando testi di grandi autori, di canzoni (tra gli altri, di Fabrizio De André, Luigi Tenco, Giorgio Gaber, Enrico Ruggeri) e anche alcune opere scritte dai partecipanti al corso.

L’iniziativa aveva avuto inizio nel mese di febbraio ed era stata inserita tra gli appuntamenti in Fornace, assieme alle Serate, alla fortunatissima ‘Inuetta’ e al Progetto streghe. L’obiettivo: aggiungere valore e interesse a ciò che si sta dicendo, grazie a una buona lettura e a una corretta pronuncia delle parole e delle frasi, che, come aveva sostenuto Lello Ceravolo in sede di presentazione, “può offrire vantaggi anche in un dialogo informale”. Se i primi risultati sono stati raggiunti, sarà l’esibizione a dimostrarlo.  Venerdì 8 in Fornace sarà una giornata speciale. Poche ore prima del saggio, alle ore 18, è in programma l’inaugurazione di ‘Via terra – Ceramica contemporanea da Faenza’, organizzata dal Comune di Albissola Marina e curata da Oscar Dominguez. Saranno in mostra opere in ceramica degli artisti faentini Fosca Boggi, Elvira Keller, Carla Lega, Andrea Kotliarsky, Etra Masi e Mirta Morigi.

LETTERA – SAVONA E LA CERTIFICAZIONE DI SOSTENIBILITA’ LEED FOR CITIES

L’architetto loanese Francesca Galati è anche militante di Forza Italia

A seguito di quanto riportato negli ultimi giorni da stampa locale, in qualità di professionista specializzata nel settore, per onore di verità ritengo necessarie e opportune alcune precisazioni dal punto di vista tecnico e non solo, al fine di evitare il diffondersi di inesattezze, incomprensioni o letture fuorvianti per i cittadini. Senza entrare nel merito delle considerazioni politiche emerse – sebbene non tutte pertinenti alla tematica in oggetto – è doveroso evidenziare che gli “indicatori a confronto” utilizzati dal quotidiano Il Secolo XIX nel dibattito sulla certificazione di sostenibilità LEED for CITIES ottenuta dalla città di Savona sono, ahimè, non corrispondenti con quanto la certificazione stessa valuta.

Infatti, dei 10 indicatori riportati, solamente 3 sono effettivamente valutati nell’iter: Qualità dell’aria; Consumi idrici; Produzione dei rifiuti. Tutti gli altri indicatori menzionati dal quotidiano, probabilmente poiché rimandanti a problematiche a carattere locale, non solo non vengono contemplati e valutati dalla certificazione LEED, ma neppure lo potrebbero essere in quanto non rispondenti a possibili indicatori di sostenibilità internazionali. Argomenti quali alberi tagliati, code negli uffici comunali, deiezioni canine o cassonetti di raccolta per scarpe da ginnastica usate, per quanto possano essere temi di attualità savonese e/o giornalistica, nulla c’entrano con la certificazione LEED.

Per corretta informazione:  LEED (acronimo di Leadership in Energy and Environmental Design) è il protocollo di valutazione della sostenibilità ambientale più riconosciuto ed utilizzato a livello internazionale, ed è infatti ad oggi lo strumento scelto in 164 paesi nel Mondo. Non solo a Savona, dunque (unico caso al mondo dove è stato definito, impropriamente, “bluff”). Il protocollo di certificazione utilizzato per la città di Savona fa parte della famiglia dei protocolli LEED ed è nato per valutare la sostenibilità delle città, da questo il nome LEED FOR CITIES.

L’associazione No Profit che ha creato la prima versione nel 1993 ed i successivi periodici aggiornamenti è lo USGBC (United States Green Building Certification). I professionisti accreditati, che hanno pertanto superato un esame e possono fornire consulenza per la raccolta dei dati, sono i LEED AP (LEED Accredited Professionals), che pertanto sono liberi professionisti accreditati a svolgere le attività di consulenza richieste. L’ente terzo certificatore No Profit, con sede a Washington, è il GBCI (Green Building Certification Inc.). Esso si occupa di verificare e rilasciare diversi tipi di certificazioni, tra cui vi sono quelle di sostenibilità ambientale – LEED.  La presenza di un ente terzo, unico al Mondo titolato a rilasciare i certificati, garantisce uniformità di giudizio a livello internazionale ed è presso la sua sede che i dati riferiti alla città di Savona devono e sono stati depositati, non è previsto che tale materiale sia conservato presso gli uffici comunali.

Per il progetto di Savona, la raccolta dati è stata fatta dal consulente accreditato LEED AP Ing. Arch. Francesca Galati a titolo gratuito, assistito dal referente dell’ente certificatore GBCI Arch. Daniele Guglielmino, al solo fine di chiarire quali dati ed in quale forma essi dovessero essere raccolti, essendo il progetto di Savona il caso pilota a livello Europeo.

Il consulente poi si è occupato di sottomettere il resoconto di tutti i valori ed indicatori richiesti per la certificazione attraverso il portale dedicato, ove la città è stata registrata, per permettere ai revisori americani di verificare e, successivamente, rilasciare la certificazione così come riportato ufficialmente nel comunicato stampa presente sul sito ufficiale di USGBC. (Pertanto, chi desidera avere delucidazioni in merito è tenuto a richiedere tale documentazione non agli uffici comunali – non spettante a loro la competenza – né ad altri enti sul territorio di Savona, ma direttamente all’ente stesso americano).

La serietà del processo di certificazione e dei ruoli degli attori che vi lavorano è tra i motivi per i quali questo sia il protocollo più utilizzato a livello mondiale, basti pensare a coloro che lo hanno scelto a livello italiano tra cui ad esempio la città di Roma per il nuovo stadio della Roma voluto dal sindaco Virginia Raggi e per l’Aeroporto di Fiumicino, Porta Nuova , City Life, Garibaldi Varesine a Milano, Lavazza a Torino, il Museo del 900 a Venezia ed il Museo MUSE di Renzo Piano a Trento, Intesa Sanpaolo, BNP Paribas, Reale Mutua, Generali, Allianz, Axa, Unipol, per il loro investimenti ed a livello internazionale gli stadi dei Mondiali in Brasile, l’Empire State Building ed il One World Trade Center (ovvero il progetto nato sulle ceneri delle torri gemelle) di New York, Starbucks, etc.; È inoltre il protocollo utilizzato per tutti gli edifici federali sul suolo americano ed estero.

Per la Città di Savona è pertanto un punto di partenza poter essere annoverata e considerata a livello dei più importanti esempi di sostenibilità certificata: proprio grazie alla certificazione LEED, senza costi per la comunità, la città di Savona ha già avuto e continuerà ad avere una visibilità a livello nazionale e internazionale.

Ad oggi infatti questa certificazione ha permesso, a costo zero, di far conoscere Savona ad un parterre di investitori oltre che turisti esperti del settore negli USA (Greenbuild a Boston, alla presenza di Bill Clinton), in Europa (Greenbuild Europe a Berlino, Sustainability Energy Week – Parlamento Europeo a Bruxelles), e in Italia (ANCI, Settimana della Sostenibilità – Città Metropolitana a Milano, Re-Build a Riva del Garda, Riabita a Fermo, Restructura a Torino, etc.). La gratuità del processo di certificazione è stata concessa al Comune di Savona in quanto essendo la prima città ad avere intrapreso questo percorso, possa essere un esempio ed un caso studio per aiutare altri comuni a livello Europeo. Tuttavia occorre ricordare, ancora una volta, che per l’Amministrazione Comunale di Savona questa certificazione, come riportato fin dal primo giorno, ha l’obiettivo di rappresentare il punto di partenza per avere dei dati concreti su cui impostare le strategie future al fine di raggiungere un maggiore livello di sostenibilità della città, intenzione che si deve leggere anche nella scelta di monitorare ed analizzare un maggiore numero di indicatori rispetto a quello minimo richiesto.

Al netto dei (legittimi) giudizi personali dei singoli esponenti politici, dei giornalisti o degli stessi cittadini sull’Amministrazione Comunale o sul suo operato, è necessario sottolineare che, per quanto concerne LEED, si sta parlando di una certificazione utilizzata e riconosciuta in tutto il mondo e del lavoro di professionisti su dati certi, non su opinioni. Non deve essere pertanto demonizzata la scelta del tutto facoltativa di intraprendere un percorso di analisi basato su indicatori e numeri concreti (anziché su propagande basate su scarsa conoscenza della materia), affinché essi possano essere verificati in relazione a parametri internazionali, e sulla base dei quali poter delineare le politiche da implementare.

Francesca Galati, architetto

 

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