Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Pietra Ligure, arriva lo sfratto al Comune
Il 6 luglio ufficiale giudiziario in via Privata

Difficile trovare negli annali di cronaca lo ‘sfratto’ intimato ad un Comune ed in aggiunta per ‘liberare’ e mettere in possesso il privato di una strada, popolosa, con tre diramazioni. Un altro capitolo clamoroso della Via Privata story che si scrive da oltre due anni. “Ho telefonato alla Stampa per informarli dell’arrivo del giudice e dell’ufficiale giudiziario a Pietra Ligure per eseguire lo sfratto contro il Comune che si è appropriato di un’area di mia proprietà, acquistata all’asta in tribunale dal fallimento Nucera; i giornalisti mi hanno risposto che la notizia non interessa ai cittadini, ma è una questione solo privata”, dice un po’ sconsolato l’anziano Francesco Galinetto  di Voghera”.

Francesco Galinetto, 83 anni, agricoltore e pensionato di Voghera, in via Privata Grotta al centro della contesa giudiziaria

Un nuovo colpo di scena di una vicenda spettrale che senza la forza d’animo del ‘nonnino’  di 83 anni, sarebbe finita nel dimenticatoio secondo i desideri di tanti, forse di troppi. E’ una storia che avrebbe meritato le prime pagine perchè nessuno ricorda che un cittadino italiano abbia comprato all’asta in un tribunale della Repubblica (Savona in questo caso) ‘un terreno irriguo a frutteto’, con tanto di perizia asseverata da un architetto,  Tullio Ghiglione, già assessore ad Albenga, e poi scopra che in realtà si trattava di una strada con parcheggi in mezzo ad una zona residenziale ad alto indice di cubatura ed abitanti. Non solo, nel decreto del giudice fallimentare si ordina “al debitore esecutato, nonchè a qualunque terzo senza titolo opponibile di rilasciare il bene immobile venduto, libero di persone e cose all’aggiudicatario”. Francesco Galinetto appunto.

Il quale di fronte alla ‘cruda realtà’ pare abbia cercato un accordo, magari vendere la quindicina di posti auto ai lati della strada. Ma i cittadini residenti si sono a loro volta scandalizzati dal fatto che in passato il Comune di Pietra Ligure abbia asfaltato la strada, abbia realizzato nel sottosuolo i canali delle acque bianche e nere, abbia installato la segnaletica su mappali non suoi. Non si sono accorti gli uffici comunali, la giunta allora in carica che quell’area non solo risultava ancora privata, di proprietà dell’imprenditore ora esiliato a Dubai, Andrea Nucera, architetto, ma avrebbero operato una sorte di cambio, con altre aree che Nucera ha edificato in via San Francesco.  Dove come trucioli.it ha riportato, ci sono due muove ville, vendute da Nucera,  in una situazione kafkiana. Prive della strada di accesso che, anche in quel caso, è stata venduta all’asta ed acquistata, con un oliveto attiguo, da Galinetto.

Il Comune per quanto si era saputo si era rivolto, per tutelare gli interessi dei cittadini e della comunità, all’avvocato Paola De Vincenzi, consigliere comunale e che nelle ultime elezioni dell’11 giugno scorso era candidata sindaco a Boissano, dove abita. Per lo sfratto, a quanto è trapelato, ci sarà un’udienza martedì 27 giugno davanti al giudice civile. Il Comune ora riconosce ciò che è innegabile, vale a dire la proprietà a Galinetto, ma reclama il diritto di regolamentare un suolo di fatto pubblico. Quindi mantenere la segnaletica orizzontale e verticale che invece con l’esecuzione di sfratto dovrebbe essere rimossa, come pure la segnaletica dei parcheggi ‘pubblici’, in realtà sulla proprietà di Galinetto. Il quale replica che “fino ad ora sono stato trattato come un intruso approfittatore e come usavano i comunisti stalinisti, privato di una proprietà acquistata onestamente e legalmente”.

Al di là delle conclusioni resta il fatto è che l’Amministrazione comunale di Pietra Ligure ha finora evitato di affrontare le estreme conseguenze (pur avendo fatto ricorso ai vigili urbani, ai cantonieri del Comune, a ‘cacciare’ Galinetto) perchè in fondo potrebbe essere accaduto qualcosa di inconfessabile e che qualcuno teme. Galinetto fino ad oggi si è avvalso, per tutte le iniziative penali e civili, comprese denunce – querele, alcune subito archiviate, dell’avvocato Alessandro Vignola che nonostante le dicerie di ‘incompatibilità per via della carica al Depuratore consortile di cui Pietra Ligure è socio, non ha tralasciato nulla per tutelare i ‘legittimi interessi dell’assistito’. Del resto la giunta  nel marzo scorso  ha deliberato “formale denuncia querela contro Galinetto al fine di tutelare la sicurezza, il decoro e l’immagine  del Comune e della città di Pietra Ligure”. Qualcuno ci dirà come è andata a finire.

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