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Lettera 4/ Ormea, Magdi Allam, migranti, dimissioni: ‘Senza falsificare la realtà’

Ormea è un luogo insicuro come lo è l’Italia e l’Europa intera. Come cittadino di Ormea e organizzatore della serata di presentazione del libro di Magdi Cristiano Allam “ISLAM SIAMO IN GUERRA”, del 28 giugno scorso, mi sento in dovere di rispondere alla lettera del primo cittadino Ferraris Giorgio.

Magdi Allam a Ormea al tavolo dei dirigenti leghisti del Piemonte che hanno partecipato all’incontro (foto targatocn)

Premetto che non intendo replicare ad una sua eventuale risposta/provocazione in quanto non lo ritengo necessario. Non sarà certamente sfuggito che Il Sindaco ha dichiarato ” di non voler esprimere considerazioni sul dibattito della serata” ma in realtà si è proiettato in un susseguirsi di considerazioni nel merito e nella sostanza.

La prima considerazione è stata dichiarare che nel dibattito di “CRISTIANO” c’era veramente poco, quanto sulla base di ciò gli era stato detto da parte di alcune persone presenti. In effetti il relatore ha lungamente parlato di “ISLAM” e di questo c’era veramente tanto, quel tanto che bastava per spiegare che non esiste un ISLAM moderato.

La seconda considerazione riguarda le tesi sostenute nel dibattito che secondo lui sono quanto di più lontano si possa immaginare da quello che il Papa Francesco ci ricorda quotidianamente.

Vuole una mia considerazione Ferraris, questa è squallida strumentalizzazione politica asservita a raccogliere consensi.

Il Papa ha a cuore tutti indistintamente a prescindere dal colore a dalla razza però, se vogliamo usare la ragione ogni tanto, è doveroso sottolineare che il fenomeno dell’immigrazione, ormai fuori controllo, rischia di rompere il patto sociale di una civile convivenza.

Forse ciò che sta succedendo in Europa e ciò che abbiamo visto a Nizza in questi giorni non preoccupano il Sindaco, io francamente sono molto preoccupato.

Sulle considerazioni rivolte al Relatore Magdi Cristiano Allam non intendo intervenire, se l’interessato avrà voglia e tempo di replicare lo farà ma ritengo abbia altro a cui pensare.

Posso solo dire che ho conosciuto una persona straordinaria, con una cultura ed una educazione non comuni, una persona che ha a cuore il popolo Italiano e che ha ben chiaro quali siano i pericoli che dovranno affrontare le future generazioni.

Per quanto attiene alla gestione dei migranti ad Ormea, non intendo esprimere giudizi sulle persone accolte nella struttura o su come passino le giornate, mi limito solo a rilevare che la convenzione con la Prefettura è stata fatta per ospitare 35 richiedenti asilo e che in questo momento sono 37 (così scrive il Sindaco).

In più occasioni egli ha dichiarato che, in caso di superamento di quanto previsto dalla convenzione, si sarebbe dimesso, “un impegno nei confronti della comunità che non è in grado di assorbirne un numero maggiore” (vedi articolo su LA STAMPA del 05/01/2016); a questo punto ritengo che le dimissioni siano un atto dovuto.

Relativamente alla gestione della struttura non entro nel merito, chiedo solo al Sindaco di relazionare ai cittadini di Ormea perché Paolo Ferraris, assunto quale responsabile della struttura, presentato come l’eccellenza in fatto di gestione di centri adibiti all’accoglienza, abbia rassegnato le dimissioni. Credo sia doveroso farlo e, per usare una frase in calce alla sua lettera, “senza falsificare la realtà”.

Concludo invitando il Sindaco a riflettere sulla politica del suo Governo in tema di immigrazione perché sono in gioco la nostra civiltà, le nostre tradizioni, la nostra cultura. Purtroppo siamo in guerra e non ce ne rendiamo conto, una guerra che non siamo in grado di combattere e francamente a poco servono le preghiere dopo ogni strage, serve ben altro.

Marino Gullotta (militante leghista di Ormea organizzatore dell’incontro)



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