Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Lettere /Cataratta in ospedale ad Albenga ‘solo’ 7 mesi di attesa, grazie a chi?

Il Reparto di oculista dell’ospedale di Albenga ? Un’eccellenza della sanità pubblica, ma per un intervento di cataratta bisogna attendere 7 – 8 mesi. Soluzione ? Chi può raggiunge il Piemonte dove invece l’attesa si aggira ad un mese. Altra lettera, ancora a firma dell’arch. Marco Melgrati, ex capogruppo in Regione di Forza Italia, già  votatissimo sindaco di Alassio. Chiama in causa le mappe della Liguria sul vincolo idrogeologico. Da tecnico dell’edilizia, Melgrati ha scoperto che quantomeno nell’albenganese il Geoportale Liguria Vincoli è viziato da errori.

COMUNICATI STAMPA DI MARCO MELGRATI

Reparto di Oculistica di Albenga: una eccellenza sul territorio che va potenziata ?

Melgrati (Forza Italia): e intanto per fare una visita OCT MACULARE per un inizio di cataratta ci vogliono 8 mesi, retaggio della disorganizzazione della Sanità della passata amministrazione Regionale

L’architetto Marco Melgrati ad una manifestazione al Golf Club di Garlenda

Otto mesi per fare un esame in Liguria contro un mese in una struttura pubblica di Torino. Questa è la denuncia di una paziente, appena trasferita come residenza in Liguria dal Piemonte, alla quale, ad una visita a Torino, è stata diagnosticata una distrofia muscolare. .con inizio di cataratta, con la prescrizione di un esame, OCT MACULARE, con appuntamento a Torino il 19/12/2015. LO fa sapere il vicecoordinatore Regionale di Forza Italia Marco Melgrati, che continua: la paziente comunicava che, per comodità (essendo oggi residente in Provincia di Savona) provava a chiedere in Liguria per lo stesso esame, anche per questione di costi di trasporto…martedì mattina si recava al CUP DEL SANTA CORONA (perché, come già denunciato in precedenza, queste prenotazioni non si possono fare via email o telefonicamente) per sapere i tempi di attesa per fare questo esame e con l’illusione di avere la possibilità di fare questo esame prima che a Torino, cioè il 19 di dicembre…al C.u.p. di Pietra Ligure riceveva la risposta CHE IL PRIMO POSTO DISPONIBILE. ..È A GIUGNO 2016, cioè in Piemonte un mese. .in Liguria sette mesi, con costi maggiori di DRG per la sanità ligure perché l’esame è sostenuto fuori regione!… Questi sono i risultati di una politica di disorganizzazione e di depotenziamento delle strutture pubbliche della Sanità in Liguria, portata avanti dalla giunta di sinistra con Burlando-Montaldo e Paita che ha mal gestito, con sprechi e tagli ingiustificati, la Sanità in Liguria.

Oggi è comunque necessario, e questa è una riflessione che consegno all’assessore alla Sanità, Sonia Viale, come avevo ripetuto più volte in passato, potenziare il reparto di chirurgia oculistica dell’Ospedale di Albenga, che è bene ricordare costituisce un eccellenza dell’offerta sanitaria nel ponente savonese con numeri equiparabili a quelli del “San Paolo” di Savona con circa 2000 interventi all’anno.

Sarebbe necessario creare una Struttura Semplice Dipartimentale per permettere un minimo di autonomia decisionale per la gestione del reparto e degli acquisti, fornendo un organico completo di almeno 4 persone per dare dignità al territorio sia in termini di qualità che di quantità delle prestazioni erogate. Vogliamo ricordare che, dopo numerose insistenze e interrogazioni in Consiglio Regionale, è stato affidato a “mezzo servizio” un medico in più, che se fosse assegnato definitivamente al reparto potrebbe contribuire a ridurre i tempi di attesa per visite e interventi di questo reparto di eccellenza, che attrae pazienti anche dalla provincia di Imperia. E come abbiamo più volte ripetuto, con autonomia gestionale (creando una Struttura Semplice di Oculistica autonoma), con un medico in più e la disponibilità di una sala operatoria in più alla settimana si potrebbero recuperare 600 interventi-anno, praticamente azzerando in breve tempo le liste di attesa.

“La conseguenza e l’effetto di tutto il depotenziamento dell’organizzazione sanitaria savonese portata avanti dalla passata giunta di sinistra in Regione è che sempre più numerosi sono gli episodi di malasanità o comunque di disorganizzazione come quello descritto, a partire dalle liste di attese interminabili per esami e interventi, con costi aggiuntivi per i cittadini, e non si può pensare di rimandare ancora decisioni che riguardano la carenza di personale e l’efficientamento del servizio e delle strutture nel territorio savonese”, conclude Marco Melgrati, e che, in questo caso, non costerebbe un euro in più al sistema sanitario regionale.

Nota di redazione: a completezza di informazione sarebbe stato utile che l’architetto Melgrati avesse aggiunto i nomi dei medici dell’Asl che operano all’interno della struttura pubblica e se gli stessi svolgono anche attività di intramoenia ( o studi privati) con relativi tempi di attesa. Nulla di scandaloso, basta che i cittadini sappiano in quali condizioni operano molti settori della sanità del ponente ligure. L’esplosione di studi  e centri medici, da Varazze a Ventimiglia, pare detenga un record nazionale in proporzione ai residenti. Anche con professionisti di alto livello, molti sono ancora dipendenti Asl, altri in pensione. Insomma basta avere un buon reddito o far qualche sacrificio in più per curarsi o sottoporsi ad accertamenti o ancora a piccoli e medi interventi chirurgici. I più fortunati sono i benestanti, chi ha una cassa di previdenza supplementare o una buona polizza assicurativa. Quanti sono i cittadini savonesi, imperiesi in queste condizioni ‘protette’ ? Sicuramente una significativa minoranza.

LETTERA N 2 /

Vincolo idrogeologico. Le mappe sul sito della Regione sono sbagliate. Per gli uffici preposti al vincolo vale la carta IGM del 1923. Professionisti e operatori dell’edilizia a rischio di denunce penali.

Melgrati (Forza Italia): ho scritto una lettera all’assessore Marco Scajola per intervenire su questo grave problema e mettere in rete le mappe corrette IGM con il vincolo idrogeologico del 1923.

Nei giorni scorsi sono incappato in un problema che può trasformarsi in denunce penali per professionisti e operatori del settore dell’edilizia, privati o imprese. Lo fa sapere il vicecoordinatore regionale di Forza Italia Marco Melgrati, questa volta in veste di architetto, che continua: ho scoperto, facendone le “spese”, che la carta dei vincoli pubblicata sul sito della Regione, “Geoportale”, per quanto attiene ai confini del vincolo idrogeologico del Comune di Alassio, non è attendibile ed è sbagliata.

Infatti all’ufficio comprensoriale del Vincolo Idrogeologico di Albenga, presso il Comune, non ne tengono assolutamente conto, ma le verifiche si basano sulla mappa d’impianto del Vincolo stesso, datata 1923, e tracciata su una cartina IGM. E così per tutti gli altri comuni liguri, presumo, ma sicuramente per tutti quelli dell’Albenganese.

Capita quindi di individuare, sul Geoportale del sito regionale “Liguria Vincoli” che riporta appunto i confini entro cui chiedere la prescritta autorizzazione agli uffici preposti per il rilascio del vincolo idrogeologico (un lavoro prima svolto dalle Comunità Montane), il proprio fabbricato dentro o fuori dal Vincolo Idrogeologico, e trovarsi a sbagliare.

Sì perché la “carta che vale” è quella allegata al Decreto del 1923, ed è una carta IGM non trasferita sul sito, e non in rete. E qui iniziano i problemi… un professionista può attestare, sulla base delle carte presenti sul Geoportale del sito regionale di Liguria Vincoli che un immobile non ricade in zona di vincolo idrogeologico, e invece, magari in seguito ad una contestazione successiva, viene acclarato che, sulla base della carta del 1923, che fa testo, quell’immobile è in vincolo pieno. E se l’immobile è nuovo, oppore frutto di una ristrutturazione già avvenuta, scatta la denuncia penale.

Il problema vero è che per mettere in rete queste cartine su base IGM bisogna chiedere il permesso all’Istituto Geografico Militare, con sede centrale, direzione, uffici e Segreteria in via Cesare Battisti a Firenze.

Ho scritto quindi all’assessore all’urbanistica della Regione Liguria Marco Scajola, conclude il vicecoordinatore regionale di Forza Italia Marco Melgrati, perché si attivi con urgenza per evitare che nascano contenziosi penali a carico di professionisti (geometri, geologi, architetti ed ingegneri), cittadini privati e imprenditori frutto dell’errore di una cartografia dei vincoli idrogeologici presente sul sito “Liguria Vincoli” Geoportale della Regione Liguria.

 

 

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