Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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I miei nonni alla Margonara, la Madonnetta
e i 5 temi “a Savona il futuro è a ponente”

I miei nonni abitavano nel casello ferroviario di Rio Termine, a pochi passi dalla spiaggia della “Madonnetta”. Mia madre abitava lì, e la spiaggia allora era “il cortile di casa”, in quanto non essendoci l’attuale Aurelia per andare a quella spiaggetta c’erano solo tre alternative: dalla stradina che dipartiva da via Genova, attraverso le gallerie ferroviarie, in barca. Non ci andava praticamente nessuno, quindi un paradiso terrestre riservato a pochi: alla famiglia di mia madre, ed alle altre due famiglie che vivevano lì. Leggi anche la lettera all’assessore regionale Giampedrone.

I miei nonni abitavano nel casello ferroviario di Rio Termine, a pochi passi dalla spiaggia della “Madonnetta”. Mia madre abitava lì, e la spiaggia allora era “il cortile di casa”, in quanto non essendoci l’attuale Aurelia per andare a quella spiaggetta c’erano solo tre alternative: dalla stradina che dipartiva da via Genova, attraverso le gallerie ferroviarie, in barca. Non ci andava praticamente nessuno, quindi un paradiso terrestre riservato a pochi: alla famiglia di mia madre, ed alle altre due famiglie che vivevano lì.

Dopo la costruzione dell’Aurelia a mare negli anni 30 c’è stata un po’ più di vita alla “Madonnetta”. Alla fine della guerra la famiglia di mia madre si spostò ad Albissola Marina, ma la passione per quella spiaggetta non diminuì. Anch’io da ragazzo andavo sempre lì. Poi presi altre abitudini, ma quella spiaggia è stata ed è indimenticabile. La sua sabbia, i tuffi dalla Madonnetta e dagli altri scogli. Cose del passato, ma lasciano una traccia. Emozioni che adesso si godono altre persone.

Ma a parte questa parentesi di riflessione sul passato, impressioni incancellabili, vorrei esprimere una mia opinione sul presente, un invito a politici, e non, a considerare per bene le scelte a proposito del porticciolo Margonara.

La polemica che ha suscitato la cancellazione della spiaggia di Rio Termine e l’incorporazione dello scoglio “La Madonnetta” nel porto turistico di Margonara ha portato a modifiche del progetto sostenute anche dall’ex Presidente della Regione Claudio Burlando.

Ma con quale risultato? Veramente “indecente”! Mi si perdoni il termine, ma il risultato è proprio “indecente”! Perchè? Perchè è stato spostato il molo esterno del porto Margonara verso Savona, ma solo verso riva, in modo da creare un’ansa marina per mantenere lo scoglio “Madonnetta” in mare.

Un’ansa stretta, con poca “acqua” libera intorno allo scoglio, nell’immediatezza del molo del porto.

Un “buco” di scarsissima utilità, che sicuramente si andrà a riempire di rifiuti che la corrente del pomeriggio spinge da sempre da est verso ovest, non usufruibile quindi per la balneazione sia per la strettezza del luogo che per la sporcizia dell’acqua.

In conclusione se la situazione attuale è irrecuperabile, e cioè bisogna eliminare in ogni caso la spiaggia ed avere lo scoglio “Madonnetta” in una situazione penosa di degrado, non è forse meglio inglobarlo nel porto, in acqua pulita, con una sua dignità?

Comitato Casello Albamare il Presidente Paolo Forzano

A SAVONA IL FUTURO E’ A PONENTE

Il progetto “a Savona il futuro è a ponente”, proposta urbanistica su Savona che si ispira a progetti di riqualificazione urbana quali Pittsburg, la Rhur , Bilbao, la stessa Genova con porto antico.

Progetti che hanno prodotto una trasformazione delle città, prevalentemente industriali, in centri rivolti al turismo, alla cultura, al benessere. Condizioni che hanno permesso di realizzare molti nuovi posti lavoro sia nella fase di trasformazione che per la gestione della nuova realtà urbana. Città più pulite, ecologiche ed a misura d’uomo.

Il progetto “a Savona il futuro è a ponente” svolge 5 temi di base:

1) sull’area del centro città, ex stazione FS, sviluppo di centro di attrazione expo e multifunzionale,

2) sulle spiagge di ponente una nuova “citta al mare”,

3) Priamar, palazzo Santa Chiara, Villa Zanelli, San Giacomo e tutte le aree storiche devono essere valorizzate in un percorso di attrazione,

4) la viabilità urbana ed limitrofa alla città deve essere finalmente affrontata seriamente,

5) ci vuole anche un forte impegno su problemi storici come carcere, palazzo giustizia, …

Tutto questo è un progetto di base su cui possono e devono essere inserite altre iniziative di contorno, quali:

interessi più specifici per i giovani, contenuti di attrazione sia per la parte del centro città che per la parte mare, realizzazione di una eventuale spiaggia per Costa Crociere, valorizzazione del Priamar similmente a Carcassonne, localizzazione di una biblioteca-emeroteca, impianti sportivi-ricreativi per gli studenti e non, zone verdi, aree ferroviarie dismesse o dismettibili.

Comitato Casello Albamare il Presidente Paolo Forzano

LETTERA ALL’ASSESSORE GIAMPEDRONE: sullo smaltimento del rifiuto umido direttamente verso il compostaggio

Egregio sig. Assessore Giampedrone, Lei ha recentemente presentato misure rivolte alla crescita della raccolta differenziata da parte delle amministrazioni locali alle quali è demandata l’organizzazione dei servizi territoriali di raccolta rifiuti: di conseguenza tutti i Comuni devono predisporre e presentare il piano per l’incremento della raccolta differenziata ed il riciclaggio, piani che devono indicare i sistemi di raccolta differenziata delle frazioni riciclabili e che consentano di raggiungere determinati risultati di riciclaggio.

I Comuni dovranno anche indicare le azioni e gli interventi finalizzati al riciclaggio in loco della frazione organica prodotta tramite sistemi di compostaggio domestico o di comunità, ed eventualmente introdurre misure tese a migliorare differenziata e riciclaggio, quali, ad esempio, la raccolta porta a porta.

Mi permetto quindi di inviarle questa mia con alcune osservazioni e per porre alla sua attenzione una possibilità di smaltimento del rifiuto umido che non ho visto contemplata.

E’ noto che circa il 30% del volume dei rifiuti conferito in discarica è rappresentato dall’umido ed è questo il motivo principale per cui esso deve essere riciclato, perchè la raccolta differenziata dell’umido può portare a enormi vantaggi ambientali ed economici.

La soluzione migliore per lo smaltimento del rifiuto umido è il compostaggio. In questo modo un prezioso materiale viene sempre di più sottratto alle discariche e avviato ad un completo recupero, contribuendo in modo significativo alla soluzione di due gravi problemi: lo smaltimento del rifiuto umido e il progressivo impoverimento di sostanze organiche nei suoli agricoli.

Ma il percorso casa-impianto di compostaggio è il punto dolente: il percorso è facile per chi ha un giardino o abita in campagna, ma non lo è affatto per chi vive in città.

Nell’umido rientrano tutti i composti organici, quali bucce di frutta, avanzi del pranzo, scarti di cucina, alimenti avariati, gusci d’uovo, scarti di verdura e frutta, fondi di caffè, fiori recisi e piante domestiche, pane vecchio, piccole ossa, e gusci di cozze, pelle ed ossa di pollo e lische di pesce.

La soluzione di raccolta differenziata porta-a-porta o ad orari fissi di deposito è una pratica molto pesante e difficoltosa da praticare.

Un onere per l’utente finale molto gravoso, sia per i tempi che per il fatto che il rifiuto è spesso maleodorante e presenta perdite di liquidi.

Quale potrebbe essere una tecnica più “diretta”, “semplice” ed “automatica” per convogliare l’umido “da casa” verso il compostaggio?

Ebbene una risposta c’è: è il waste disposer, un elettrodomestico ampiamente usato negli USA: l’apparecchio è un trituratore che riduce in finissime particelle tutto l’umido prodotto in casa, si applica allo scarico del lavello della cucina, quindi molto facilmente.

L’umido è quindi inviato al depuratore “direttamente da casa” senza nessun passaggio intermedio.

Da molto tempo, in casa, abbiamo tre sacche per plastica, carta, vetro+alluminio più una quarta per la raccolta di umido+indifferenziata: da quando ho installato un waste disposer, che funziona perfettamente, abbiamo ridotto in modo drastico la quantità di umido+indifferenziata che la mia famiglia produceva prima.

Pongo quindi alla Sua attenzione questa possibilità, particolarmente interessante per tutti gli agglomerati urbani, specie zone quali il centro storico di Genova. La ringrazio per la Sua attenzione e Le porgo Cordiali saluti

Comitato Casello Albamare il Presidente Paolo Forzano

 

 

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P. Forzano

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