Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Ceriale fiumana invade Onest, il nuovo market cinese con 30 mila prodotti

Il titolare è un uomo d’affari cinese con un’attività commerciale a Oneglia. Inaugurazione di Onest market senza pompa magna, nessun invito ufficiale, né autorità. Dopo le polemiche per il mancato insediamento, negli stessi locali, di Mc Donald, è il momento di guardare avanti. Nei 600 mq, occupati da Onest, una scelta di oltre 30 mila articoli,  in piccola parte fa concorrenza alla vicino centro della multinazionale Lidl (tedesca) e Famila (gruppo famigliare piemontese), i due colossi degli alimentari e annessi. Cinque sono i dipendenti, apertura 7 giorni su 7, dalle 9 alle 20,  vasto assortimento pure di ‘made in Italy’, parcheggio e garage.

Ressa di acquirenti alle casse del nuovo market di Ceriale

A ponente del centro cittadino si rafforza, dunque, il ‘polo commerciale’, un’area di poche decine di migliaia di mq dove si concentra quasi il 90 per cento del commercio cittadino, con minime ricadute sul centro storico e cuore urbano. Non a caso continua la lunga sofferenza, emorragia di chiusure, iniziata negli anni ’90 e che ha visto vani tentativi di rialzare la testa. Neppure gli interventi edilizi, in origine di Franco Murialdo, da ultimo il potente Gruppo Verus di Magliolo con la ricostruzione di Palazzo Fizzotti  pare abbiano sortito gli effetti sperati. L’ultima illusione è quella di prevedere una ricaduta di benefici, sempre per il centro storico, attraverso la realizzazione, a levante, oltre la pineta, del porticciolo turistico e dell’operazione edilizia legata al recupero dell’ex hotel Perelli, del vicino residence e dell’ex pensione Villa Iolanda. Non conosciamo se siano stati fatti studi capaci di fare previsioni e proiezioni. Il nodo, il cappio, la trappola, il freno, chiamiamoli come vogliamo, stanno nella generale dequalificazione conseguente allo sviluppo edilizio e il conseguente incentivo al depauperamento di quella che tanti  cerialesi, a partire dal cav. Carlo Camino  – è stato presidente dell’Azienda di Soggiorno, assessore anziano in Provincia nella giunta dell’ing. Mario Siccardi – definiva la primaria risorsa del paese. Lo abbiamo ricordato più volte e lo riproponiamo agli eterni smemorati. Il  fulcro doveva essere il piano regolatore. I risultati, i frutti di scelte scellerate, delle sirene immobiliari, non hanno bisogno di commenti, parlano i dati, i fatti, il baratro anche se non è solo colpa delle amministrazioni civiche che si sono succedute ed hanno nel sindaco Ennio Fazio, già Dc, poi Forza Italia, il degno e veterano rappresentante. Con lui un manipolo di ex del centro destra. Hanno sbagliato tutto, bocciati ? Non esageriamo, sono i primi corresponsabili della miopia, dell’incompetenza o in altri casi mancanza di coraggio verso scelte coraggiose.  Comunque favoriti dai sodali della maggioranza, che tacciono forse appagati. Pure una certa minoranza non ha brillato, alle prese, a sua volta, con i conflitti di interesse ed altre cosucce. C’è la macchina burocratica comunale e sfogliando l’archivio stampa il quadro è cronaca, storia vera.

Ceriale, purtroppo, ha copiato il peggio di Borghetto S. Spirito dove fa triste spettacolo un altro centro storico desolatamente abbandonato dalle attività commerciali, un fuga spettrale, una corsa alla chiusura e le testimonianze amare di chi ha tentato. Spesso per ogni serranda che chiude, c’è una storia che meriterebbe di essere raccontata. Commercianti, esercenti , artigiani con una vita di lavoro, sacrifici, rinunce, speranze, alle spalle. Oppure  giovani che hanno invano creduto nel risveglio, nel loro spirito di iniziativa, nel mondo che cambia in fretta. Qualcuno ha resistito fino all’ultimo, alla stregua di chi non riesce a rassegnarsi alla resa. C’è il bisogno come il pane del posto di lavoro, del sostegno alla famiglia, ai figli che studiano. Anche a Borghetto i principali datori di lavoro sono il Comune e la società pubblica che gestisce il depuratore consortile.

A Ceriale che dire, se non parlare in positivo, dell’arrivo e dell’investimento di un operatore commerciale cinese, il primo del resto, a quanto si ricorda, nel commercio o esercizi pubblici della cittadina. Ci sono un paio di attività di cittadini bengalesi. In centro resistono alcuni bar, un paio di ristoranti, pizzerie. Se la stagione estiva 2015 è stata molto positiva, con primi beneficiari i Bagni Marini ed i locali attigui, resta il lungo letargo invernale, almeno 5 mesi in cui si attendono le vacanze di San Silvestro e di Pasqua. Davvero insufficiente a far quadre bilanci sani, pagare gli affitti,  le tasse, i servizi. E per fortuna che le maglie del fisco spesso lasciano molto a desiderare.

La presenza della nuova attività cinese non è destinata a modificare gli equilibri socio economici. In origine non doveva solo esserci lo slancio della  T 1 dell’imprenditore  Andrea Nucera, c’era il grandioso progetto di riqualificazione del Torsero dell’imprenditore Franco Fresia. Si è arenato tutto. Si continua a parlare di quisquilie anzichè di interventi di ampio respiro. 

Intanto stanno per scadere i 30 giorni che dovrebbero stabilire definitivamente l’ingresso nella farmacia comunale di Ceriale della famiglia di farmacisti Richeri di Finale. E’ il termine entro cui i 4 dipendenti possono far valere il diritto di prelazione, magari con l’appoggio di un finanziatore. Abbiamo provato i due circostanze a contattare il personale della ‘Moreno farmacia comunale’ Nel primo caso  era assente la direttrice e una collega ha cortesemente detto che non poteva dire nulla, bisognava chiedere alla direttrice. Contattata, via telefono, alle 10,30 di giovedi 26 novembre: “Non  posso dichiarare nulla”. Ha letto l’articolo di trucioli.it in cui abbiamo scritto che l’unica offerta è arrivata dal titolare della farmacia Richeri di Finale Ligure ? “Non ho letto, non so cosa sia trucioli.it, non devo dire nulla, buon giorno”.  C’è da meravigliarsi che una persona laureata, con la responsabilità di un servizio pubblico, intenda in questo modo la libertà di stampa, di trasparenza? A Ceriale non c’è da stupirsi di nulla, soprattutto per chi è stato testimone del baratro in cui  si è precipitati. C’è modo e modo di rispondere ad un cronista, che ha pure, da anziano, ha un pizzico di esperienza di problematiche con interesse sociale. La direttrice non doveva rivelare nulla, ma chiarire se i dipendenti hanno una posizione. E’ rivelazione di segreto d’ufficio sapere se rinunciano a no al diritto di prelazione visto che c’è un unico pretendente, dunque non danneggiano alcuno ? Quali interessi della comunità devono tutelare ? visto che sono ben pagati con i soldi della comunità e figurano nei bilanci del Comune? Può darsi che il silenzio stampa abbia una motivazione forte e allora si spieghi ai cittadini, meglio se con educazione e buone maniere.

Infine riproponiamo un’immagine scattata sull’Aurelia, non lontano dalla farmacia stessa, di uno dei soliti camion di ambulanti napoletani che vendono frutta superscontata. Poco oltre, verso Albenga, aveva aperto un negozio di frutta e verdura di provenienza dal cuneese – di cui abbiamo realizzato un servizio  l’estate scorsa – , ma a stagione conclusa ha chiuso i battenti. Nessun cartello indica la riapertura. Aveva una  autorizzazione – licenza stagionale ? Il discorso  degli ambulanti sui camioncini si inquadra nel tema della legalità e della prevenzione vera sul territorio. La tolleranza zero e non di facciata. Senza eccezioni, linea dura direbbe il Matteo Salvini che, alle ultime consultazioni regionali, a Ceriale, con la Lega Nord, ha ottenuto la maggioranza dei voti.  Pur senza leghisti cerialesi in campo. Anzi, i vecchi rappresentanti pare si siano dileguati. Ci pensa da supervisore lo storico, ex frantoiano, volontario  nella Croce Bianca di Borghetto e Albenga, Andrea Borda. Nei giorni scorsi Il Secolo XIX l’ha chiamato in causa tra i possibili autori della protesta – bravata antirifiuti urbani ad Albenga dove davanti alla porta del municipio, in Piazza San Michele, ignoti hanno depositato sacchetti di immondizia. Che c’entrava Bronda ? (L.C)

Ceriale, domenica 22 novembre, il camioncino ambulante vende frutta sull’Aurelia, una scena abituale nella cittadina

L.Corrado

L.Corrado

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