Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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In Liguria si è costruito troppo e male, tra speculazione e frane. Manca anche il Piano Paesaggistico. Melgrati: la crisi è colpa della sinistra anti casa e contro l’edilizia

La Regione Liguria, secondo dati nazionali, detiene il record di ‘san cemento’ e con il Veneto leghista di aree sottratte all’agricoltura. Liguria del ‘mattone d’oro’ fronte mare, in quanto a prezzi medi nell’immobiliare. Liguria rimasta orfana di imprese edili indigene soppiantate da ‘comunitari ed extracomunitari’ che praticano prezzi imbattibili di manodopera. Spesso con fatture da cartiera. Liguria ricca di sottotetti (mansarde) abitabili. Liguria che si aggiudica la corsa ai costosi box interrati. Oltre 300 mila pratiche di condoni edilizi solo nella provincia di Savona. Persino un libro “Il Partito del Cemento” che pareva destinato a scoperchiare le tombe è finito nel tritatutto. Per fortuna che c’è la voce di Marco Melgrati, già progettista leader nella sua ‘verde Alassio’, tecnico di fiducia di parlamentari del Pd. Il suo ultimo comunicato stampa, come sempre, è coraggioso. Ci mette la faccia. Mentre l’ex ministro della giustizia Roberto Castelli (Lega Nord), ex sottosegretario dichiarava alla tv nazionale… leggi a fondo pagina.

COMUNICATO STAMPA DI MARCO MELGRATI VICE SEGRETARIO REGIONALE DI FORZA ITALIA:

Quello che il Governo Renzi e il ministro Madia spaccia per una innovazione è di fatto un ulteriore complicazione e allungamento burocratico alle pratiche edilizie. Ancora un provvedimento contro la “casa” e il settore dell’Edilizia!

Novanta giorni dopo l’inoltro del progetto alla Soprintendenza, dal 28 di agosto scatta il silenzio assenso per i progetti già approvati dalle Commissioni Locali per il Paesaggio. In teoria una innovazione positiva, e invece è una ulteriore complicazione che vede allungare i tempi per il rilascio di progetti in zona di vincolo ambientale, cioè il 92% del territorio ligure. Lo fa sapere il vicecoordinatore Regionale di Forza Italia Marco Melgrati (nella foto) ed ex vicepresidente della Commissione Urbanistica Regionale.

Infatti la Regione Liguria non si è ancora dotata del Piano Paesaggistico così come previsto dal Codice Urbani del 2004. In Liguria è in vigore il Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico, che non è conforme a quanto previsto dal Piano Paesaggistico del Codice Urbani; nella scorsa legislatura era stato approntato dall’assessore avv. Gabriele Cascino e dalla giunta di sinistra di Burlando-Paita il PTR, un piano assolutamente demagogico, una “porcata” urbanistica, che avrebbe umiliato l’attività edilizia in Liguria, già di per sé in crisi profonda, falcidiata dalla congiuntura economica e dal proliferare di tasse e gabelle sulla casa imposte dai governi non eletti dai cittadini, a partire da Monti, proseguendo con Letta e Renzi. Un settore, quello dell’edilizia in Liguria, che solo nel 2014 ha visto più di 3.000 (tremila) licenziamenti, con la chiusura per fallimento o amministrazione concordata di numerosissime aziende.

Prima del 28 agosto i cittadini presentavano il progetto in Comune; se l’immobile ricadeva in zona di Vincolo Ambientale la Commissione Locale per il Paesaggio aveva 60 giorni per esprimersi; si poteva chiedere una integrazione, e il termine slittava di almeno 30 giorni… poi il progetto, approvato dalla Commissione Locale per il Paesaggio, veniva trasmesso in Soprintendenza, che aveva 30 giorni per dare il parere… oggi i giorni sono diventati 90, seppur con il silenzio assenso, il che porta a 6 (sei) mesi l’iter “normale” di una pratica edilizia in zona di Vincolo Ambientale…INACCETTABILE…

Poi ci si chiede perché la filiera dell’edilizia è in crisi, quando il pesce puzza dalla testa! Una norma che, nelle intenzioni del governo, doveva essere di semplificazione, di fatto è diventata di complicazione, burocratizzazione e allungamento dei tempi.

E per fortuna che in Liguria i funzionari della Soprintendenza sono efficienti e, almeno fino ad ora, hanno sempre rispettato il termine dei 30 giorni. Il rischio, anzi quasi la certezza, però è che, con l’avvento di questa nuova normativa, si prendano tutto il tempo concesso dalla legge, cioè 90 giorni, prima di dare una risposta, che potrebbe essere anche non positiva, o con richiesta di integrazione, che allungherebbe ancora i tempi di approvazione dei progetti.

La speranza è che questa nuova amministrazione di Centro Destra e l’assessore all’Urbanistica Marco Scajola, che con me ha condiviso infinite battaglie in commissione Urbanistica dalla parte della minoranza in questi ultimi 5 anni, riuscendo a portare a “casa” modifiche sostanziali delle leggi esistenti, dall’aggiornamento della legge sui Sottotetti alle modifiche alla legge 16/08, alla cancellazione delle vessatorie norme regionali sulle cadute dall’alto (LINEE VITA sui tetti), alla radicale riforma della “famigerata” Legge Ruggeri sugli Alberghi, un’altra legge “indegna” prodotta dalla sinistra durante il primo mandato di Burlando, metta mano pesantemente al PTR, condividendo un percorso con le associazioni dei professionisti e degli imprenditori della categoria e con i Comuni, per arrivare ad un testo condiviso e non ideologico che non sia l’ennesima “mazzata” a questo settore, che dal secondo dopoguerra costituisce traino e volano dell’economia nazionale e regionale.

L’ennesima iniziativa sbagliata e penalizzante di questo Governo Renzi, che non ne indovina una!

Alassio, 02.09.2015. Marco Melgrati

ALCUNI DICHIARAZIONI DELL’INGEGNER ROBERTO CASTELLI IN TV GIA’ RIPORTATE 5 ANNI FA DA TRUCIOLI SAVONESI

.”…Aree edificate senza tener conto di possibili straripamenti di fiumi ed i torrenti. Aree edificate in zone a rischio frane, smottamenti. Intere aree urbanizzate senza aver provveduto ad adeguati incanalamenti delle acque piovane. Ma soprattutto non ci sono più i terreni capaci di assorbire le piogge. I geologi esistono ancora?…

La pervicacia che persiste nella cementificazione, come principale cultura dello sviluppo, non fa ben sperare  nel futuro….

Attendiamo la catastrofe, lo choc, il dramma, il disastro. Allora inizierà la ricerca delle responsabilità. Con editoriali di fuoco. Con opinionisti, da prima pagina, scatenati.

La giustizia penale, in tanti casi di “cemento selvaggio”, non ha raggiunto risultati. Resta il fatto che privati cittadini, associazioni molto attive, come il WWF, potrebbero chiedere i danni a chi quelle concessioni edilizie le ha firmate. Autorizzate. Funzionari pubblici ed amministratori. Rischiano loro. Dovrebbero essere chiamati in causa.

Ci troviamo di fronte ad un caso di “sconvolgimento delle libertà civili”. Da una parte si distrugge e si creano gravissime situazioni di pericolo oggettivo, dall’altra tutto accade nell’esercizio del potere politico.

Hanno cementificato coste e montagne, dalle Alpi alla Sicilia. Hanno eretto a sistema il primato delle seconde case. Creando danni enormi all’intero paese. Un disastro totale. I soldi, per lo sviluppo e la crescita economica, potevano essere investiti certamente in modo migliore, tutelando in via prioritaria l’ambiente. I sindaci hanno responsabilità gigantesche. Che ci porteremo per i prossimi secoli. Il risultato più evidente è che stiamo perdendo quote di turismo,  di turisti che non vengono più. Molti sindaci sono stati costretti a fare ciò per far quadrare i bilanci…

Per costruire, ristrutturare, si paga al Comune un tot.. a metro mq. E’ diventato non da oggi una robusta fonte di introito. Soldi per infrastrutture, per opere (a scomputo del cemento), ma anche per far funzionare la macchina comunale, pagare stipendi a dipendenti, per consulenze esterne, prebende e gettorni ai politici, agli amministratori eletti e a quelli delle municipalizzate…”.

 

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