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Loano, aria pesante a Palazzo Doria. Impiegata sospesa reitera la sfida al capo

Pare siano lontani i tempi di cronisti scomodi e ‘irriverenti’ a Palazzo Doria, con ‘giornalisti’ presi a schiaffi. ‘Informati’ di segrete cose ?  Forse è un bene sia così,  col cittadino (dis)informato “occhio non vede, cuor non duole“. Ma radio pirata – trasmette su onde corte del Municipio – straparla, ad esempio, dell’asserita esistenza di un clima paradossale creatosi tra un dirigente ed un’impiegata. Con testi citati dallo stesso ‘capo’ che si scontrano con quelli indicati dalla dipendente. Ruggine e contrasti che coinvolgono iscritti alla Cgl e un’eletta, a marzo, in Rsu. Lei ha scontato una sospensione di 3 giorni, a casa e senza stipendio. E ora rischia il bis.

Non ci sarebbe nulla di male a riferire nomi e cognomi. Il Comune è la ‘casa d vetro’, ente pubblico, però l’ultimo ‘regolamento comunale’ vieta ai dipendenti di rilasciare dichiarazioni. Il presunto nemico della legalità sarebbe il giornalista col quale possono ‘conferire’ gli autorizzati e i rappresentanti sindacali per problematiche di interesse comune. A Loano, forse è noto, la cultura della legalità si è andata via via radicando tra gli amministratori che devono dare il buon esempio e gli amministrati.  Ecco probabilmente spiegato il lungo digiuno verso i lettori di ‘notizie’ trapelate oltre le spesse mura della storica residenza municipale. Fino a qualche anno fa  irrompevano sulle pagine locali titoli tipo: Denunce incrociate tra due impiegati del Comune. Il collega denuncia l’impiegata assenteista per ‘pausa caffè’. Sgridati i dipendenti in lite. L’ufficio disciplina del Comune interviene.  E altre cosette. Si direbbe “lite tra polli’ o tra ‘galli e galline’, non in senso lato e spregiativo. Ci mancherebbe altro. Finchè ‘non si ruba’ e non si batte la fiacca, ogni comunità di lavoro è fonte di malessere tra immancabili ‘mosche bianche’ o se volete nere.

Questa volta però la vicenda o le vicende che vedono in ballo Stefania R., già apprezzata dipendente del Santa Corona, trasferita tra gli impiegati del Comune di Loano grazie alle norme della ‘mobilità’ starebbe creando imbarazzo, con inevitabili strascichi sulla convivenza e speriamo non sulla qualità o produttività del lavoro. Anche se il ‘campo minato’ si trova all’ufficio tecnico.  Senza essere troppo invadenti, è noto nell’ambito della prima azienda della città per posti di lavoro (oltre un centinaio) che a Stefania, alla fine di una lunga e laboriosa procedura, sia stata erogata la punizione più severa (seconda solo al licenziamento in tronco). Il dirigente responsabile del personale, il dr. Gian Luigi Soro – comandante dei vigili, con incarico esteso ad Albenga – ha inflitto 3 giorni di punizione sonora. Non è finita.  Il Comune di Loano nell’ambito dei  corsi Unione dei Comuni  ha programmato la partecipazione degli impiegati interessati da nuove incombenze di collaborazione.  E’ stato chiesto che “considerata  utile la presenza ai corsi,  essa sia concordata con il vostro dirigente di settore”.  Stefania avrebbe redatto la sua domanda di partecipazione, il dirigente (dr. Aldo Caballini) ha risposto “no”.  Vale a dire: perchè non ha rispettato la disposizione  dell’atto redatto in concorso con il ‘suo responsabile’. Tralasciamo  altri ammennicoli sul ‘casus belli‘, sta di fatto che sarebbe in itinere un’altra sanzione di 2 giorni di sospensione. E con le nuove norme sulla disciplina del lavoro  del governo Renzi la reiterazione è sanzionata rigorosamente. Chi è stato assai attivo nella lunga ‘disputa’ è il segretario provinciale della FP (Funzione Pubblica) Giancarlo Bellini, pilastro del sindacato  e delle strategie. Ha condotto la Cigl ad essere al primo posto nella rappresentanza dei dipendenti della Sanità ed in parecchi enti locali; nel comunicato stampa del marzo scorso è citato pure Loano dove la stessa Stefania R. nella lista Rsu ha coagulato 13 preferenze. Pare stiano invece perdendo mordente e terreno il sindacato delle autonomie locale, Uil e Cisl.

Nota finale della stessa radio pirata: è curioso che proprio a Loano uno dei combattenti più irriducibili, definito ‘cacciatore di evasori’ di imposte locali e che ha dato molti dispiaceri ai portafogli di alcuni potenti, a Palazzo Doria sia diventato inavvicinabile. Tra l’altro, alle sue spalle ha l’esperienza politico amministrativa nel consiglio comunale di Borghetto S. Spirito, poi in Provincia; un dr. Maurizio Strada (compianto) in quanto a coraggio e tenacia, temutissimo dagli avvocati nei processi davanti alle commissione tributarie provinciale e regionale. Scommettiamo, si tratta di Marco Federici sostituito, come avevamo già scritto, dall’assunzione di un legale proveniente da Genova, peraltro non abbiamo più notizie della produttiva dell’ufficio contenzioso. Un consigliere di minoranza sul timoroso andante quando si tratta di toccare certi temi, ha raccontato che del contenzioso con la proprietà dell’ex colonia La Quiete – immobile fronte mare abbandonato da 45 anni, venduto dalla Banca San Paolo -, il Comune si è visto tagliare una bella fetta di credito, decine di migliaia di credito, ed ora si è pure in attesa dell’appello, con altra batosta in vista per l’ente locale. (De)merito del consulente legale ?

Insomma la paura fa novanta ovunque lo sguardo giri. Tra le file di Meetup a Loano dove Federici figura ‘organizzatore’ di incontri (vedi facebook). A Borgio Verezzi aveva organizzato  un meeting clou di partecipanti, almeno 230, con brindisi e torta in onore del mitico Beppe Grillo che però ha disertato all’ultimo momento. Egregio geometra Federici , per lei parlano tanti ritagli stampa: ” Se esisti batti ancora un colpo”.  Non c’è bisogno di spettacolo, ma di trasparenza nell’informazione. Il mondo della rete non può decidere tutto tra i ‘retisti’ del click. I grillini nel loanese non ‘tirano’ ?

Non è un mistero che in Riviera e nelle zone collinari abitino o si ritrovino ‘amici dello sniffo’; che la ‘coca’ ha proseliti pure nel mondo delle professioni, dei mestieri, tra coppie preferibilmente non legate da vincoli matrimoniali, senza figli, ma ci sono genitori che sniffano. Non c’entrano nulla  tutte le persone citate in questo articolo,  stupisce tuttavia il silenzio – dei  mass media –  alla notizia pubblicata da La Stampa Savona, a sigla C.V. (Claudio Vimercati rigoroso cronista di lungo corso). Si dava conto su una colonna dell’arresto a Finale Ligure di ‘due operatrici di casa di riposo per droga in casa’.  In manette, è scritto nel pezzo, è finito pure  uno studente di 18 anni, incensurato  che in cambio di un po’ di fumo per se andava a spacciare le singole dosi.  Teneva nascosta nel pantoloni una ventina di palline di hashish per 35 grammi e nel bauletto della moto un bilancino.  E ancora, La Stampa riportava che i carabinieri di Finale “tenevano d’occhio due donne, Sandra Pinna, 46 anni, abitante a Pietra Ligure e  Monica Bertoli, 32 anni, residenza a Finale…tutti e tre avrebbero negato che la droga fosse destinata allo spaccio; convalidato l’arresto, sono stati disposti i domiciliari per le operatrici sanitarie e la scarcerazione dello studente. Il processo fissato per direttissima il prossimo 25 giugno.”

Fin qui i fatti stampa. Non è notizia che una delle due donne abbia fatto la rappresentante di lista per i ‘grillini’ alle scorse elezioni europee in un seggio alle ‘Milanesi ‘ ? E non fa più notizia che un cittadino ripetutamente arrestato, finito su decine di pagine di cronaca nera e giudiziaria di questa provincia, un passato da ‘pentito’, faccia parte e sia attivista di un Meetup costituito in due cittadine rivierasche ? E verissimo: innocenti fino a condanna passata in giudicato !

 

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