Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Alassio e le sue spiagge. Giù la maschera degli intrighi !

Sarà successo a tanti cronisti. Mettere in agenda un articolo e rinviarlo fino a quando non fa più notizia. Non è proprio il ‘caso Alassio’. La sorte dei 4 stabilimenti balneari (Levante, Ponente, Cadorna e Adelasia) e delle 9-10 spiagge libere. Un ‘tesoro’ del Comune che negli anni ha portato più discussioni, polemiche, contrapposizioni, personalismi, vendette, ricorsi a giudici ordinari e amministrativi, indagini giudiziarie, scontri tra alleati, secondo soltanto alla ‘torta perenne’ dell’immobiliare (aree, strumento urbanistico, varianti, professionisti benedetti).  Così documenta l’archivio che evapora come l’acqua al sole. E’ trascorso qualche tempo, da quando avevamo interpellato il presidente della locale associazione bagni marini, Ernesto Schivo, per avere alcune informazioni e sapere cosa pensa la categoria in merito a ‘voci’  di riconferma delle cooperative sociali (Camino-Jobel e Arcadia) nella gestione della Sla, quando tutto sembrava messo in forse.

Signor presidente, a voi risultata che le cooperative abbiano nel ‘caso spiagge pubbliche alassine’ dei ‘santi in paradiso’ o meglio nelle curie episcopali, dove non è detto che sia il vescovo in persona a farsi interprete di istanze. Prima c’era altri santi, forser più venali, a proteggere i gestori  Risposta di Schivo (nella foto): “Francamente non ho mai associato la presenza della Cooperativa Cammino e Arcadia a sponsorizzazioni curiali…, qualche  sussurro e nulla più. Certo, si sono susseguite alcune situazioni curiose. E poi quel che magari posso dubitare da privato cittadino, non mi autorizza a parlare quale presidente di una categoria con 103 associati”.

E’ giusto, la forza che avete messo in campo in altre circostanze, a livello locale, provinciale, ligure, sembra affievolita di fronte ad interessi non proprio trascurabili delle spiagge pubbliche. Quattrini, tanti quattrini. Fate lobby solo quando sono toccate le vostre tasche? Le vostre concessioni che presidiate da anni brillantemente?

Il presidente Schivo: ” Cerco di fare un po’ di chiarezza.  In passato queste spiagge pubbliche, stabilimenti e Sla, erano nostre associate. Avevamo come refernti soprattutto la Gesco Mare. Pagavano una quota forfettaria, la più bassa era di 50 euro per Sla. Diciamo  che 3-4 stabilimenti balneari non hanno mai rappresentato problemi di concorrenza agli associati. Il discorso cambiava per le Sla. Abbiamo sempre trovato da dire. Il fulcro dell’anomalia consiste nel fatto che non sono mai state gestite come spiagge libere organizzate, anche con l’obiettivo di calmierare le tariffe, dare la possibilità a tutti di fare il bagno usufruendo di elementari servizi.

Spiagge libere organizzate sulla falsariga della malapolitica e del tipico arbitrio all’italiana? Schivo: “Non siamo noi i gendarmi a caccia di illegalità. Accadeva alla luce del sole. Non si rispettava il 50 per cento di spiaggia libera, anche perché in qualche caso le dimensioni erano stridenti.  Bene, si doveva prendere atto e chi di dovere e competenza avrebbe dovuto provvedere”. A chi si riferisce? Schivo: “Penso al Comune, alla Capitaneria….o sbaglio ? Dovevamo essere noi come associazione….”. Solo questa ‘discrasia’? Schivo: “ E no, c’era chi faceva abbonamenti, chi prenotava il posto alla stregua delle ‘spiagge private’.  In Comune c’era un sindaco,  assessori, qualcuno frequentava quelle stesse Sla, era cliente, amico di chi le gestiva. Tutti o quasi conniventi? Schivo: “Mi limito a dire che si trattava di scarsa trasparenza e rinuncia di fatto alla funzione sociale di quei tratti di litorale”.

E per il 2014, gli uccellini cinguettano. Le cooperative, almeno quelle a ponente, sono già state benedette. A lei non risulta nulla? Il presidente Schivo: Capisco, capisco, in effetti….però come associazione abbiamo dato la nostra piena disponibilità”. Scusi, a chiudere ancora una volta gli occhi per quieto vivere?  Risposta: “ Abbiamo costituito un consorzio, su 103 titolari di Bagni, 80 si sono consorziati.  Siamo disponibili  ad offrire un servizio di autentica funzione sociale…non ci interessa guadagnare in questo impegno”.  Tutto in silenzio, a meno che ci sia sfuggito, non si è letto della vostra proposta e della risposta della giunta Canepa, della maggioranza e della minoranza. Tutto a trattativa riservata? Ernesto Schivo: “Preferiamo il motto, lavorar tacendo. Credo che in campagna elettorale si fosse parlato si applicare alle Sla il sistema dei parcometri. Evitando in tal modo il passaggio di denaro, ripeto passaggio di denaro  diretto tra utente e bagnino”.

In effetti chi frequentava certe spiagge si è reso conto che ogni tanto, specie nell’ultimo periodo, mancava la carta per emettere gli scontrini…e si incassava in nero. Si dice ancora così? Può spiegare meglio, presidente Schivo il modo pratico proposto nel vostro coinvolgimento alla gestione delle Sla ?  Schivo: “Il bagnino devi occuparsi solo del salvataggio. I posti, invece, vengono utilizzati e assegnati alla stessa stregua del parcheggio al quale si accede con lo scontrino. In questo modo il Comune incasserebbe molto di più.” Tra l’altro, non passa giorno senza che qualcuno  ricordi le difficoltà dei bilanci, i tagli dolorosi su tutti i fronti della vita comunale. Bene, pare corretto far sapere ai cittadini di Alassio cosa hanno proposto i Bagni Marini in consorzio. Alassio ha un sindaco imprenditore, molto apprezzato per come gestisce l’azienda di famiglia. Da sindaco finora non ha dimostrato molto coraggio, determinazione, indipendenza, semmai troppa dipendenza dalla politica fallita ed inconcludente da decenni. Molto solerte quando ci sono casi ‘particulari’.

Il 23 febbraio scorso, il giornale on line Ivg (il titolare ha interessi nel settore immobiliare di  Alassio e dintorni) ha diffuso in esclusiva l’intervista prima a Claudio Scajola, poi alla 31 enne eurodeputata Laura Comi, tutti berlusconiani veraci. La brillante signorina, dalla sala da pranzo del ristorante di famiglia del sindaco di Orco Feglino, faceva sapere a proposito della Bolkesein: “La norma rischia di penalizzare le attività balneari e gli ambulanti, bisognava giocare d’anticipo e non arrivare all’ultimo minuto. La soluzione ce l’avevamo in mano, a livello italiano, con una serie di emendamenti proposti in modo trasversale…ma poi il Pd, l’anima comunista, ha fatto retromarcia all’ultimo. Il motivo è semplice. Preferisce utilizzare le cooperative e mandare i balneari all’asta“.   Chissà se il più navigato ex ministro Claudio Scajola le ha parlato delle cooperative sociali imperiesi e savonesi in forte espansione nel ponente ligure, quali Il Cammino, fondata dall’amico neo vescovo di Ventimiglia, don Tonino Suetta e dalla vitalità di Arcadia di Ceriale.

Ad Alassio comandava il sindaco Avogadro e la sua giunta di centro sinistra quando venne rivoluzionata sul fronte spiagge la Gesco Mare, il gruppo della fratellanza della famiglia Fracchia, la gestione di alcuni bar-dehors. Vennero aperte porte e finestre finestre alle cooperative. Ora con i seguaci di Vaccarezza-Canepa cosa accade? Da una parte le cooperative del ‘signore’ restano nella Sla e chioschi – quello di levante ha conosciuto un’estate 2013 ricco di attrazioni, gran lavoro, serate, incassi favolosi visto le presenze –  per altri due anni. Dall’altra la cooperativa spezzina Maris – chi ha potuto seguire le estati al mare si è fatto un buon bagaglio di conoscenze di persone, addetti, metodi di lavoro – si ritira a favore di terzi che tornerebbero i gestori del passato al centro di ricorsi al Tar e pendenze al Consiglio di Stato. Pensiamo a Carossino, al popolare Agostino.

I Bagni Marini assistono da spettatori? Ernesto Schivo (quando l’avevamo contattato): “Noi, come  associazione, abbiamo tanta carne al fuoco e priorità.  Diciamo che quando il Comune fece le gare per le passate aggiudicazioni, era fuori dubbio che  le somme da versare erano proibitive, non proporzionate agli incassi effettivi, alle spese.  Il Comune poteva fare altre scelte, gli interessi in gioco sono tanti e pure i contrappesi.  Una soddisfazione, come categoria, l’abbiamo avuta. Si è corso il concreto rischio di mettere fuori gioco, con ordinanze, gli stabilimenti balneari e la loro attività in prossimità dei rii, un giochetto che avrebbe penalizzato in modo irreversibile alcuni operatori. Abbiamo le nostre gatte da pelare, purtroppo ad Alassio, non da oggi, la spiaggia è terreno di scontro, almeno facciamo in modo di non danneggiare chi fa impresa”.

L. Cor.

Il presidente Schivo: “Nessun tipo di polemica su questo piano.

L.Corrado

L.Corrado

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