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La nostra gente / Vi racconto le origini dei Fasano


Una nuovo rubrica per ‘non dimenticare’. In passato il glorioso Decimonono ha pubblicato, a fascicoli, trasformabili in libro, volumi di successo e di storia: La mia gente,  La mia terra, I nostri cognomi. Fu un successo. Non siamo editori, ma lo spunto per lasciare a perenne ricordo, affidandolo al mondo di internet, rappresenta un piccolo e significativo contributo a mantenere vivo, a testimoniare nei secoli, il ricordo, la figura di famiglie, di generazioni che hanno vissuto in terra ligure o del basso cuneese, aree di cui si occupa il nostro blog. Con interesse pubblicheremo le vostre segnalazioni, gli scritti e ci faremo carico, laddove è possibile, di collaborare all’insegna del volontariato. Iniziamo con i Fasano, dal sud al nord d’Italia.    


Tommaso Fasano
, classe 1907, era il terzogenito di “primo letto” di Ferdinando, musicista, poeta e fotografo. Dal padre apprese l’arte del fotografo che coltivò per tutta la vita, trasmettendola a quasi tutti i figli (8). Tommaso aprì vari studi nel Salento (Gallipoli, Galatone, Casarano ed infine nella sua natìa Mesagne).
Durante il Ventennio, ne aprì uno addirittura a Mogadiscio, in Somalia, ma per breve, perchè dovette rimpatriare per curare più da vicino la famiglia. Nel 1951, la decisione di emigrare a Torino, dove aprì uno studio fotografico, in un primo tempo in periferia per poi trasferirsi nella centralissima zona di Porta Nuova.

  

I 4 figli maschi Ferdinando (classe 1931), Antonio (1935), Mario (1937) e Silvio (1944), man mano impararono il mestiere , durante la libertà dagli studi. Ferdinando coltivava anche la musica, ottimo batterista e clarinettista. Antonio la tromba, Mario la chitarra e la fisarmonica. Silvio solo la fotografia. Le 4 figlie: Raffaela (ora 80enne), con Adele (classe 1940) divennero bravissime ritoccatrici fotografiche con lavoro svolto presso uno studio di Londra. Carmen (classe 1939), fece l’impiegata, si sposò e ebbe due figli. L’ultimogenita Francesca (classe 1947) aprì negli anni 70/80 uno studio ad Andora, ma nel 1983 emigrò a Los Angeles dove vive con la sua famiglia.



L’arrivo in Riviera Ligure, da parte dei tre fratelli Mario (a Laigueglia), Antonio e Silvio (Alassio)  risale all’inizio degli anni 60 e qui si sono stabiliti. Il cantautore Franco Fasano e “la segretaria dell’anno 2013” Daniela Fasano sono i figli di Antonio (mancato nel 1996). I superstiti della famiglia, oggi, sono Raffaela, Mario, Silvio e Francesca.

   

Silvio della fotografia, per sua passione, curò in particolar modo quella giornalistica. Sin dall’età di 16 anni, a Torino, faceva il servizio domenicale di cronaca per la Gazzetta del Popolo, seguendo, col giornalista di turno in auto munita di radiotelefono, i fatti del giorno.

 

       

Trasferendosi ad Alassio, ha continuato la collaborazione con la Gazzetta del Popolo – Riviera. Chiusa la gloriosa testata nazionale, iniziò la collaborazione con le varie testate (quotidiani e settimanali) come free-lance. Negli ultimi anni, dalla fine degli anni 90 fino a giugno del 2013, infine la collaborazione fissa con IL SECOLO XIX. E tra i volontari prima di trucioli savonesi ed ora di trucioli.it, onorato infine di poter dare il mio modesto contributo a pubblicazione quali rivisto del direttore Daniele La Corte e il giornale on line RVGN diretto da Giò Barbera.

 
 Ricordo di Ferdinando Fasano a 130 anni dalla nascita

Ferdinando Fasano nacque a Mesagne il 16 ottobre 1875. Dopo aver trascorso la sua adolescenza a Mesagne e svolto i suoi studi a Lecce, si trasferì a Firenze dove, presso l’istituto Cherubini, intraprese gli studi musicali alla fine dei quali si istruì nel clarinetto.
La particolare passione per il folklore napoletano e la predisposizione al comporre lo spinsero a continuare gli studi a Napoli presso il Conservatorio S. Pietro a Majella ove li concluse specializzandosi in composizione.
L’8 ottobre 1899 sposò Raffaela Scalcione che, dopo 15 anni di matrimonio, lo lasciò vedovo con tre figli: Dolores, Carmela e Tommaso.
Il 19 novembre del 1914 sposò a Mesagne, dove si era trasferito da Napoli il 17 luglio 1906, Amalia Madia Zaccaria dalla quale ebbe Renata, Wladimiro e Alcide Ferdinando.
Alcune sue composizioni raccolsero notevoli consensi ai vari Festival di Piedigrotta a Napoli: “Vase rrubbate”, “Na vota sienteme”, “ Ncopp‘a banchina”.
Maestro, compositore di musica classica, sacra e folcloristica seppe sempre mettere in rilievo, con le sue doti geniali, i canti allegri e sentimentali della nostra gente: “Partitella”, “Lu citrulu”, “Lu tularu ti Maria Rosa”, “La caristia a Misciagni”, “Marì va fatti monaca”, “Lu richiamatu”. Quest’ultimo, con il sottotitolo “Cuncetta mia”, fu composta all’inizio del conflitto mondiale 1915-1918 per la partenza al fronte dei militari. Un canto patriottico che fu accolto dai mesagnesi con grande entusiasmo tanto che tutti i partenti per la guerra venivano accompagnati alla stazione ferroviaria di Mesagne, e poi anche a quella di Brindisi, con le note che la banda suonava tra il tripudio e lo sventolio festoso e commovente di bandiere italiane.
Frattanto all’amore per la musica si era aggiunta la passione per la fotografia, e così avviò a Mesagne uno studio d’arte fotografica. Il 1923 si trasferì con la famiglia a Brindisi dove aprì uno studio fotografico. V i rimase, però, solo per pochi mesi a causa di una improvvisa malattia.
Volle ritornare a Mesagne dove si spense il 25 agosto 1923. 1 suoi funerali avvennero al suono di quelle marce che lui stesso aveva composto e furono seguiti da tutta Mesagne commossa.
Si conservano circa tremila pagine dì musica varia composta dal maestro Fasano: messe, elegie funebri, marce per banda, inni vari.
Alcune di queste composizioni sono ancora oggi suonate anche dal nostro complesso cittadino. Tra le altre: “Povero fiore divelto”, dedicato alla figlia Carmela morta a soli 7 anni.
Subito dopo la fine dell’ultimo conflitto mondiale nel teatro comunale di Mesagne furono tenuti parecchi concerti per ricordare chi tanto lustro aveva dato alla nostra terra: il maestro e compositore Ferdinando Fasano.
A ricordo Mesagne gli ha intitolata una via, l’auditorium della scuola media “Aldo Moro” ed il complesso bandistico cittadino.

 

Pubblicato da giuseppe messe – Contact

 

 

UNA SERATA ALL’INSEGNA DEL MANDOLINO

CON IL MAESTRO FERDINANDO FASANO

Non è stata ancora ufficializzata la data di inaugurazione del teatro comunale che già si pensa ad una sua intitolazione. Naturalmente tanti i talenti artistici che Mesagne annovera nei propri cittadini che l’imbarazzo della scelta è davvero tale. Comunque in questi giorni bisogna registrare una richiesta della famiglia Fasano di murare, nel rinnovato teatro comunale, un’epigrafe commemorativa a ricordo nel musicista Ferdinando Fasano (1875-1923). Uscito dalle scene musicali in giovane età, aveva appena 48 anni, egli nella sua vita fu autore di numerose opere musicali che proprio nel teatro comunale videro la prima rappresentazione. Musica sacra, classi e folkloristica che rimase impressa nei suoi cittadini tanto che molti anni dopo gli anno intitolato una via e un’associazione musicale. Ancora vivo nelle cronache il ricordo di un concerto di mandolini, tenuto nel 1898, le quali scrissero testualmente: «Fu un programma attraentissimo e svariato al Fasano ed ai suoi bravi cooperatori furono tributati applausi vivissimo. Piacquero moltissimo il Notturno, il carnevale di Venezia, la forza del destino e la marcia, ma il pezzo che suscitò un vero entusiasmo fu la “Serenade” di Schubert, ridotta ed eseguita dallo stesso Fasano magistralmente sulla mandola con accompagnamento di pianoforte, mentre i due mandolini nascosti tra le quinte eseguivano lo smorzo. L’effetto fu stupendo ed il maestro Fasano, che si rivelò squisitissimo esecutore, fu vivamente applaudito». Serate musicali di gran pregio e di commemorazione dei propri artisti che sicuramente l’amministrazione comunale ha in animo di riproporre ai propri concittadini non appena saranno chiari gli indirizzi gestionali della struttura.

  

 

 


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