Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Savona/ La Dc era contraria al progetto Aurelia bis e proponeva…

Un tema dibattutissimo, tante proposte, proteste, suggerimenti, contrasti. L’Aurelia bis, almeno col primo parto, nasce all’insegna non solo di anni di rinvii, ma forse frutto di una mediazione al ‘ribasso’ in termini di pianificazione del territorio.  Incapacità delle forze politiche, sull’esempio nazionale, di incidere nel supremo interesse della comunità e in una visione a lungo termine.  Trucioli.it ha raccolto la testimonianza di un esponente regionale della storica democrazia cristiana che ha seguito alcune tra le maggiori tematiche di Savona.  Ecco cosa sostiene, chiedendo di non essere citato per il suo ruolo tuttora ricoperto nel mondo delle associazioni.

L’avvocato on. Giancarlo Ruffino, con il collega Tarcisio Rossi (alle spalle), nell’aula della udienze a Palazzo di Giustiaiza a Savona, fine anni ’90 (archivio truciioli.it)

“La democrazia cristiana era contraria al progetto di Aurelia bis ed il senatore savonese Giancarlo Ruffino, già Sottosegretario agli Interni,  con delega al Dipartimento di Pubblica Sicurezza, relatore della legge di riforma sui servizi segreti,  si è battuto con tutte le sue forze affinché Savona fosse risparmiata da questo inutile disastro. Con la stesso Ruffino  siamo stati due volte all’Anas e alla Direzione generale dei Lavori Pubblici proprio per sostenere la tesi dello scudo crociato di Savona.

La nostra proposta era duplice.  Declassificare una carreggiata dell’autostrada e trasformarla in Aurelia bis.  Costruzione di una nuova corsia a monte.  Si evitava in questo modo di sventrare, turbare una parte dell’abitato di Savona.  Eravamo partiti da una realtà: l’inutile distruzione di un tratto della Piana di Albenga, ma nella stessa Albisola  si è distrutto l’inestimabile parco di Villa Gavotti”.

Per quale ragione dalla sua visuale regionale e di grande responsabilità, Savona continua a subire in negativo? 

In realtà, già allora, l’amico Ruffino mi confidò che la nostra linea sarebbe stata perdente.  Lui era conscio che il partito trasversale ai governi succedutisi in città ( e non solo) , a destra, a sinistra, al centro, in commistione con l’apparato degli affari, aveva altre mire, obiettivi, interessi leciti e non.  Si è arrivati alla soluzione  dello sbocco al Gabbiano per agevolare  la Coop…Si distrugge il quartiere La Rusca e via Mignone;…Lavagnola ne subirà un declassamento generalizzato per via della qualità della vita.  Chi va ad abitare  sotto viadotti, ferrovia, autostrada,  Aulia bis?  Non era il caso di evitarlo?

In realtà, chi ha vissuto l’era Dc forse la rimpiange, anche nella ‘rossa Savona’ peraltro sempre più sbiadita e con i giovani rivolti al grillismo non compromesso con il passato.

Come partito, sul fronte viabilità, c’eravamo impegnati anche con i ministri Gaspari, Colombo, persino Antonio Gava.  Taviani, a sua volta, seguiva la problematica facendo soprattutto riferimento a Ruffino.  Ricordo che Taviani spesso soleva ripetere nelle riunioni a livello ligure: “Dobbiamo assolutamente iniziare a salvare il territorio, sono stati già fatti troppi danni, anche per colpa nostra”.

Il partito degli affari, a Savona e dintorni, ha infatti tenuto in piedi una certa sinistra; era iniziato col Pci-Psi, poi alcuni  discendenti sempre più servili,   che sta per servi”.

A proposito di Taviani, si è letto tanto, può dirci se era del parere, spesso ascoltato da esponenti Dc come Ruffino, che occorresse indagare a fondo sull’intero pianeta delle cooperative sociali. Oggi assistiamo ad una vera e propria esplosione, in quasi tutte le città,  le cooperative sono impegnate in attività molteplici: dalla pulizia, alla promozione turistica, alla gestione di bar, spiagge, parcheggi, camping, giardinaggio,  assistenza anziani e bambini, lettura contatori acqua, statistiche presenze turistiche. Sempre in ottimi rapporti con Provincia, comuni di sinistra e di destra (vedi Pdl, in particolare alcuni suoi esponenti).

Confermo, sì. Era anche al corrente che un noto esponente locale vicino alla Chiesa ed ad una sua emanazione, già con un ruolo di spicco in Carisa,  fosse in contatto con l’allora vescovo Lanfranconi ed aveva l’abitudine di registrare tutte le conversazioni di un esponente della Federazione provinciale Pci- Pds che ha ricoperto pure un ruolo di vertice e successivamente finito in disgrazia. E’ stato, credo, anche consigliere comunale.  A Lanfranconi, diciamo, che venivano passate informazioni di prima mano….”

Non abbiamo ancora capito, almeno noi comuni mortali di Savona, chi sono stati i ‘padrini’ (nulla di mafioso) di questa contestatissima soluzione dell’Aurelia bis.

Non ho il ‘carta canta’, ma penso di non rivelare un segreto inconfessabile.  Il deputato Zunino è sempre stato uomo di poche parole, ma molto incisivo nelle sue scelte; mi pare, se non sbaglio, che abbia avuto come fedele braccio destro l’ex sindaco Ruggeri, ex assessore di peso in Regione;  sono loro che, a mio avviso, e possono comunque smentire, hanno inferto il ‘colpo di grazia’ all’attuale Aurelia bis.  E non vorrei citare la benedizione dell’attivisimo Claudio Scajola.  Che non mi risulta si sia pronunciato in modo critico alla soluzione finale, lui che di importanti opere pubbliche e stradali nel ponente ligure se ne intende. Meriti inclusi, ben inteso.

E il ruolo del sindaco di Savona Federico Berruti?  Uomo di sinistra, ora renziano?

Aveva il coltello per il manico e non l’ha usato. Poteva fare la cosa più saggia e utile per Savona. Mandare all’aria il progetto Aurelia bis, ma anche il Puc.  Aveva l’esempio, da Torino, del sindaco di sinistra Chiamparino….Non dimentichiamo il ruolo dell’architetto Campagnolo, un tecnico preparato, intelligente, peccato sia finito tra le braccia di un certo Andrea Nucera….non a caso direi….Campagnolo era legato sia a Ruggeri, sia a Zunino.  Il sindaco Berruti poteva contare sul dirigente Pesce ai Lavori Pubblici, invece l’ha messo in condizione di passare all’ATA.  Non ha saputo capire il vero ruolo di mattatore, legittimo peraltro,  del geometra Ennio Rossi, un’eminenza grigia, funzionario, che ha contribuito al settore creando ad hoc i ‘grandi progetti‘, sottoposti agli assessorati  LL. PP, urbanistica, cultura, patrimonio. Rossi, mi sono chiesto, da chi dipende?  E’ la lunga mano ‘politica’ di Zunino e Ruggeri? Ho letto, mi pare proprio su trucioli.it, che possa vantare lecitamente, con il figlio, un cospicuo patrimonio immobiliare. Da democristiano non sono invidioso, mi arrabbio quando i compagni sbandierano la ‘giustizia sociale‘.  Mi riferisco ad esponenti della vecchia guardia dei comunisti savonesi.

Ha idea di cosa accadrà, lo scenario delle prossime elezioni comunali?

Sono dell’avviso che il gruppo di potere di Savona, sia meno unito rispetto al passato. Lo rottura Vaccarezza – Marson (avvocato) nonostante sia finita nel dimenticatoio ha in parte scardinato alleanze più o meno sotterrane, anche se il presidente della Provincia ha voluto consolidare il suo strapotere, quasi una comica se non fosse realtà, assemblando un certo ambiente massonico, esteso all’intera giunta provinciale, credo uno o due esclusi.  Nel 1994 la lista Gervasio sindaco, ebbe la meglio grazie anche  alla Dc, a Cosimi e alla massoneria, e ascolti bene pure il gruppo della sinistra che faceva riferimento ad Armando Magliotto. Sta di fatto che alla fine  la Dc è finita alla corde, morti tragicamente (incidenti stradali) Ruffino ed il giovane promettente Accordino, messo all’angolo Cerva, Bartolo Berta (aclista), è stata la stessa Unione Industriali  a trovare gli uomini giusti su cui puntare: Ruggeri, Magliotto, Zunino. Nel ’94 Dc ed Unione Industriali votarono, dunque. in maggioranza il massone  centrista Gervasio , nel ’98 è toccato al ‘rosso’ Ruggeri  che ho letto è stato tra i prediletti ad essere ricevuto in udienza privata da papa  Wojtyla, con Luciano Pasquale ed una autorevole giornalista savonese della quale mi sfugge il nome.

A proposito di Pasquale…..

Intanto mi pare sia andato in pensione dall’Unione Industriali con un ottimo ‘contratto’ di consulenza sia a livello regionale, sia nazionale. Penso pero non sia un segno di forza, semmai di debolezza. Evito di approfondire…..Come lo è stato il periodo che ricopriva tre ruoli di grande rilievo, presidente Carisa e Camera di Commercio, direttore dell’Unione Industriali.  Resta comunque, come aveva dichiarato pubblicamente l’allora ministro Scajola,  una delle principali risorse di Savona e provincia. Come dire, se non ci sono altri capaci di imporsi, Pasquale è un eccellente manager. E credo anche onesto che di questi tempi….

Possiamo concludere questo incontro con un accenno al cardinale Calcagno?

Con quanto è successo proprio a Savona è il caso di salutarci…. Altrimenti bisognerebbe parlare di frequentazioni nel ponente ligure, di festival dell’umorismo,  dell’incoronazione a vescovo al mercato dei Fiori, di maestri venerabili, di ex teardiani dipendenti di concessionaria d’auto, poi all’ente porto, infine diventati ‘segretari particolari’ di eminenti personalità, accompagnatori abituali. Nessun scandalo, siamo a Savona, tra i capoluoghi d’Italia. La città di Sandro Pertini presidente della Repubblica e Carlo Russo, 19 volte al governo, giudice della Corte Europea dei Diritti dell’uomo a Straburgo, unico ‘filtro’ del presidente della Repubblica, Antonio Segni; infine personalità di spicco come Carlo Freccero, Fabio Fazio, e del mondo universitario savonese. Penso a Federico Delfino in sintonia con il ‘solito’ Scajola e per questo ‘spinto’ alla Fondazione De Mari-Carisa, pro rettore dell’Università di Genova.  Un savonese doc. Il papà era direttore di Istituto ad ingegneria a Genova, la madre è la preside del liceo della Rovere.

Luciano Corrado

 

 

 

 

 

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