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Savona da bere? L’ing. Ozenda: ‘Non appartengo a consorterie politico, economico, culturali, nè palesi, nè occulte”

Risposta all’ironico commento apparso sul giornale on line ‘Savonagraffiti’. Replica dell’ing. Giueppe Antonio Ozenda su più fronti: da due convegni di studio a Savona, alla proposta  di  creare un ‘acquario virtuale‘ o se volete un ‘tunnel sottomarino virtuale’. O ancora, in sintesi , “…un Centro di Studi e Ricerca sui cetacei, con laboratori scientifici, residenze per studiosi e studenti, spazi per la didattica e la divulgazione, darsena riservata per il ricovero del naviglio di servizio. Qualcosa che non esiste altrove e costituirebbe un formidabile attrattore culturale prima ancora che turistico per la nostra piccola e povera città…”.  E ancora, un esplicito messaggio di Ozenda alla rodata, negli anni, trasversalità politica-immobiliarista-bancaria, massonico-affaristica, multilobbystica: “Non appartengo ad alcuna consorteria né politica, né economico, né culturale o paraculturale, né palese, né occulta”.  Mancano solo nomi, cognomi, professionisti, poltrone.  Leggi anche la risposta finale, sempre di Ozenda, ad una richiesta di trucioli.it.
LA LETTERA DELL’INGEGNER OZENDA
Sconosciuti [ ma non troppo ] signori, mi corre l’obbligo ( come dicono coloro che parlano bene ) di commentare un commento di un commentatore arguto, ma evidentemente poco informato ospitato nel vostro sito, che a partire dal titolo DAGLI APPENNINI ALLE ONDE arriva in realtà a parlare d’altro. Sentendomi tirato per i capelli ( ormai pochi ) nella questione, reagisco almeno telematicamente.
  
Non so come sia arrivata la notizia al Nostro, ma se lo stesso avesse partecipato personalmente al convegno tenutosi il 1 giugno 2013 nella Casa Comunale di Savona, avrebbe appreso che nessuno vi ha proposto la realizzazione di un “delfinario” ma se mai di un acquario “virtuale” : se il significato dell’aggettivo non gli è noto, preciso che la parola indica il risultato della proiezione di immagini olografiche o in 3D e di suoni per simulare un ambiente reale. Più che di acquario si potrebbe parlare di “tunnel sottomarino virtuale” o – semplificando – di una specie di sala cinematografica con proiezioni su quattro pareti e sul soffitto. Una cosa quindi un po’ diversa da quanto immaginato dal nostro distratto commentatore, ma soprattutto un esempio applicativo di tecnologia molto avanzata per cui – tra l’altro – la nostra sede universitaria possiede le necessarie competenze.
 Da dove nasce però la balzana proposta, di cui sono il principale colpevole?
Dalla considerazione che Savona si trova in posizione apicale rispetto al cosiddetto Santuario dei Cetacei, che non è – come il nostro “filosovietico” commentatore erroneamente ritiene – uno spazio portuale savonese dove invocare l’occasionale comparsa di squali balena ( magari come degno corollario di IDEONA ), ma è un’area di tutela e di studio della fauna marina nel Mar Ligure, istituita nel 1991 con una convenzione fra Francia, Italia e Principato di Monaco, estesa dalle coste francesi alla Sardegna ed al confine fra Lazio e Toscana.
In proposito si può – volendo – leggere qualcosa sul CORRIERE DELLA SERA del 13.7.2013.
Ecco perchè ho proposto di istituire a Savona non un altro acquario ( inutile: Genova e Montecarlo sono più che sufficienti ) e meno che mai un “delfinario” dove far esibire animali prigionieri, ma una cosa ben più importante, cioè un Centro di Studi e Ricerca sui Cetacei, con laboratori scientifici, residenze per studiosi e studenti, spazi per la didattica e la divulgazione, darsena riservata per il ricovero del naviglio di servizio, ecc., cioè qualcosa che non esiste altrove e che costituirebbe un formidabile attrattore culturale prima ancora che turistico per la nostra piccola e povera città.
Di questo ho conferma da THETIS, la società che si occupa delle ricerche scientifiche nell’area e che ho doverosamente interpellato prima di espormi al pubblico dileggio. Del piano finanziario per la realizzazione e di quello economico per la gestione del complesso non ho volutamente parlato nel corso del convegno per non infastidire l’uditorio, già abbastanza sorpreso ed irritato dal mio intervento ( “Basta con i progetti impossibili !”, ha tuonato l’assessore comunale all’urbanistica, fautore di altre opzioni … ).
Chi però avesse ascoltato attentamente l’intera mia presentazione nel convegno suddetto, avrebbe anche appreso che il Centro Studi e Ricerca è solo un elemento di un progetto più ampio, quello che propone di configurare l’area savonese su cui era centrata l’attenzione dei convenuti come Polo di Cultura del Mare, cioè il risultato della compresenza del Centro Studi e Ricerca PELAGOS ( con spazio congressuale nell’ex-chiesa di S.Giacomo ed acquario virtuale nell’ex-silos carbonifero delle Funivie ), dell’Istituto Tecnico Nautico “L.PANCALDO” ivi trasferito con i propri laboratori ed il proprio Museo ( che comprende un piccolo ma prezioso planetario: quanto lo conoscono ? ), nonchè di un istituendo museo di Archeologia Sottomarina, atteso da tempo per non disperdere il risultato del lavoro appassionato di Edoardo Riccardi, un personaggio savonese colpevolmente trascurato. Dall’operazione non è esclusa nemmeno la sede universitaria savonese, coinvolgendo il C.I.M.A., già operante, e prospettando l’eventuale istituzione di un corso di biologia marina.
Queste ed altre informazioni si possono leggere con dovizia di particolari sul depliant allegato: chi lo desideri può anche interpellarmi personalmente, senza timore di essere insultato o deriso.
So che parlare di strategie di evoluzione a Savona è fantascienza, essendo la comunità dedita da almeno un trentennio al culto dell’immobilità ( “Troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante” cantava Lucio Battisti ). Io, però, sono uno fra quei pochissimi savonesi convinti che la passione civile e l’amore per la collettività non si testimoni solo parlando ( si badi bene: solo parlando, come molti fanno ) di carbone, di traffico o di rifiuti … ma si manifesti anche immaginando e proponendo pubblicamente prospettive di sviluppo per la nostra asfittica comunità, non essendo convinto che la cosiddetta partecipazione” serva solo per consentire ai cittadini di mugugnare per tombini otturati, aiuole spelacchiate, rumori notturni …
Tra i residenti c‘è chi si occupa professionalmente di gestione della quotidianità, chi si accontenta di contemplarsi l’ombelico, chi si impegna nel criticare tutto e tutti, ma c’è anche chi si sforza di guardare al futuro. Se non si continuasse a credere che il lavoro “vero” sia solo quello in una fonderia o in un ente pubblico, le opportunità di sviluppo si potrebbero vedere ( non solo la coltivazione di fragole … ), perchè esistono.
Una di queste è offerta da uno dei miei numerosi progetti, che riguarda specificamente il Comune di Savona ed è intitolato DAGLI APPENNINI ALLE ONDE. Tale progetto, interpretando con spirito imprenditoriale le caratteristiche geomorfologiche del territorio savonese ( che va dal bagnasciuga ai boschi di Naso di Gatto ), suggerisce di configurarlo come un grande wellness centre naturalistico ove poter conseguire o recuperare – sotto controllo medico – la buona forma psicofisica a qualunque età praticando attività motorie all’aperto e nutrendosi correttamente
La straordinaria potenzialità di motore economico e socio-culturale dell’idea, resa credibile da accurate analisi di mercato e rigorose considerazioni economiche, non è sfuggita ad alcuni imprenditori illuminati non solo locali, con cui sto operando riservatamente.
Ricordo poi che questi ed altri progetti sono compresi nel progetto-quadro SAVONADOMANI, una bozza di piano strategico innovativo per la provincia di Savona che ho elaborato ( e pervicacemente divulgato ) a partire dal 2002, ma tuttora ostinatamente ignorato dall’establishment neo-feudale imperante.
Quanto detto mi serve per ricordare che non esiste “un gruppo di cittadini che promuove l’iniziativa DAGLI APPENNINI ALLE ONDE“: esiste un gruppo di indigeni più o meno organizzati che ostinatamente usa come copertura il titolo di un mio progetto ( da me presentato a fine marzo 2013 in un convegno a Savona, nella Cappella Sistina ) ma proponendo attività completamente diverse ( per lo più oniriche o stravaganti ) e con ben altri obiettivi.
Sono un uomo libero, cioè purtroppo o per fortuna non appartenente ad alcuna consorteria né politica, né economica, né culturale o paraculturale, né palese, né occulta e quindi so bene che le mie proposte possono essere impunemente saccheggiate e magari distorte da chiunque se ne appropri: ma chi lo faccia senza comprenderle appieno rischia di rendersi ridicolo. Credo che l’ironia del “Comandante” sia perciò pienamente giustificata.
Solo se non ci rassegneremo alla mediocrità il nostro futuro sarà luminoso. 
Ringrazio chi abbia avuto la pazienza di leggere fin qui il mio sproloquio e lo saluto cordialmente.
Giuseppe Antonio Ozenda
 

L’ARTICOLO PUBBLICATO DA SAVONAGRAFFITI

DAGLI APPENNINI ALLE ONDE E DAGLI APPENDINI ALLE ANTE

Il portavoce della Pravda 2.0  Командир продувки

  La Pravda 2.0 comunica che il successo dell’iniziativa sul futuro S. Giacomo è stata totale.

Il nostro vicesindaco Di Tullio ha accolto con entusiasmo le idee moderate facilmente sostenibili economicamente del gruppo di cittadini che promuove l’iniziativa “Dagli Appennini alle onde”. Il vicesindaco si è dimostrato entusiasta di affrontare temi alla mano, problematiche di tutti i giorni come un delfinario o un santuario per i cetacei nelle zone di Miramare.

Da un recente sondaggio della Pravda 2.0 risulta che i cittadini savonesi al mattino appena svegli in macchina non pensano a frasi come “che traffico che c’è” o “è pieno di rumenta fuori dai cassonetti” ma le prime sorprendenti orazioni mattutine sono di questo tenore “Illuminata Giunta fai che presto veda spuntare uno squalo balena sotto la Torretta”. L’interrogativo più ricorrente però nei savonesi è risultato essere “Ma come mai i privati non investono mai sui prati ad uso pubblico o su campi di fragole?”.

Comunque sempre a causa del malumore del brutto tempo causato da Lugaro nel week end, gli organizzatori dell’evento enogastronomico dalle Alpi al Mare affinché l’iniziativa non venisse cavalcata dai savonesi di “Dagli Appennini alle onde”, dopo una decisione presa in ore di angoscia e terrore, hanno fatto presidiare il Priamàr, luogo dell’evento, da agenti del MOSSAD. I servizi segreti israeliani avevano già intercettato alcune proposte che sarebbero state portate ai nostri ospiti delle Langhe:

1. trasferire il tartufo più grande di Alba al posto dell’Isola di Bergeggi, depositare l’isola di Bergeggi sul letto del Tanaro;

2. formare con le mura medievali della Città collocate in piena piazza Sisto, un acquario per orche;

3. radere al suolo tutti i vigneti delle Langhe, i tralci servirebbero a scaldare le case con un grande vantaggio, le nostre case saprebbero di vin brulè;

4. far produrre dalle Edizioni Paoline di Alba un trattato sugli effetti devastanti della partecipazione.

La Pravda 2.0 ringrazia quindi il MOSSAD per aver sventato un incidente diplomatico. L’organizzatore dell’evento, l’Assessore Apicella, ha ora un debito nei confronti dei servizi israeliani …

Beh, diciamo che gli poteva andare decisamente meglio.

A CURA DI
Assessorato alla Partecipazione,
Decentramento e Quartieri del Comune di Savona 
Corso Italia 19, 17100 – Savona, tel. +39 019 8310227

ABBIAMO CHIESTO ALL’INGEGNERE OZENDA SE POTEVA INDICARCI QUALI BLOG O GIORNALE ON LINE DI QUESTA PROVINCIA AVESSE RIPRESO LA TEMATICA AFFRONTATA, CON REAZIONI, REPLICE E CONTROREPLICHE.  ECCO COSA CI HA RISPOSTO

Il mio testo non è stato ripreso da alcuna testata, trattandosi di una e-mail privata inviata alla redazione di SAVONAGRAFFITI e – per conoscenza – ad alcuni amici.
Come è noto, il mio donchisciottesco obiettivo è – da più di dieci anni – sempre lo stesso : illustrare proposte credibili ( cioè dimostrandone la fattibilità ) alternative rispetto a quanto impone l’establishment savonese. Questo è avvenuto, per esempio, nel convegno in cui ho presentato il progetto del Centro Studi e Ricerca PELAGOS [ v. all. ].
Ogni volta, però, mi accorgo di quanto sia difficile confrontarsi con l’ottusità dei nativi …
Nel mio commento ho voluto anche evidenziare il mio distacco dalla banda degli OSTinati, un gruppo nato in seguito ad un evento organizzato dal Comune ( “Venti di partecipazione” ) ed inizialmente finalizzato ad elaborare progetti per l’evoluzione di Savona ma progressivamente trasformatosi in squinternato comitato elettorale per piccoli politicanti locali vecchi e nuovi …
L’autore del commento che ha suscitato la mia reazione è Sergio Lugaro, assessore alla partecipazione ( ed ispiratore di SAVONAGRAFFITI, sito diretto da Mario Muda, nella foto ), che mi ha risposto personalmente per rivelarsi : per lui provo grande tenerezza, ma continuo a chiedermi se l’amministrazione di una città possa essere affidata a persone i cui meriti derivano solo dall’appartenenza ad un partito …
Ringrazio per la costante attenzione e saluto cordialmente.
g.o.
Nota di redazione: Sergio Lugaro è fratello di Bruno, uno dei più preparati giornalisti de Il Secolo XIX, esordio da collaboratore nella sua Savona, poi redattore, tenace delegato sindacale,  su sua richiesta trasferito a Genova dove si occupava degli Interni e sempre dietro richiesta, a precise condizioni professionali, tornato a Savona dove segue con scrupolo  le pagine del ponente.
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