Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Ceriale, quando il silenzio è ‘d’oro’

L’articolo “Ceriale, ogni ‘scherzo’ vale anche il sindaco“, messo in rete sullo scorso numero di trucioli.it, è stato letto – documenta internet da 1.179 persone (è mercoledì pomeriggio il momento in cui scriviamo). Non staremo a ripeterci, l’archivio di google sarà per l’eternità?  Di certo non abbiamo ricevuto repliche, né spiegazioni peraltro non obbligatorie.  Abbiamo fatto informazione sgradita, forse a qualcuno non avrà fatto piacere? Ma nella storia degli ultimi decenni di Ceriale accade anche questo. C’erano solo un sindaco che ‘rispondeva’ alle possibili critiche senza essere richiesto, il cav. Carlo Camino, socialista e già presidente della locale azienda di soggiorno (anni ’70).

Ceriale, maggio 2013, inedito panorama ripreso dalle alture del Castello Borelli di Borghetto

E’ stato il sindaco (Camino) che come abbiamo già documentato aveva ‘urlato’ di salvaguardare le aree agricole per il futuro di Ceriale, per l’avvenire delle nuove generazioni. Aveva ‘urlato’, con con precise osservazioni al piano regolatore, che c’era il rischio di trasformare Ceriale in una ‘località fantasma’ per molti mesi all’anno. Aveva urlato, con il compianto prof. Sergio Ferrero, pure lui caduto in disgrazia, che sarebbe stato un disastro seguire l’esempio di Borghetto S. Spirito. Ma allora era già fortissima e molto influente l’orchestra di costruttori e immobiliaristi che aveva la vista lunga (tra gli altri ne faceva parte il padre dell’attuale presidente della Provincia e leader del Pdl provinciale, tanto da imporre già nella scorsa legislatura il candidato sindaco). Una scelta vincente, elettoralmente,  bisogna ammetterlo.

Ennio Fazio, galantuomo  e molta passione assicurano gli amici più stretti, a lungo tenuto a bada dalla ‘volpe’ Piero Revetria – da Vaccarezza appena promosso nel governo della Provincia – al punto da tuffarsi nel più grave disastro urbanistico-amministrativo che abbia colpito Ceriale nella sua storia. La vicenda della T 1 di Nucera e C. Non ci interessa l’aspetto giudiziario, in Italia sono tutti innocenti, tutti perseguitati dalla giustizia rossa, non sarebbero neppure bravi berlusconiani, convinti assertori del ruolo di statista del gran capo, Silvio Berlusconi, il miliardario dal cuore d’oro, olgettine comprese.

Non hanno risposto, ma non ci sentiamo scoraggiati. La delegittimazione viene da lontano e la conosciamo bene. I lor signori restano con il potere e con i salamelecchi dei cittadini, degli amministrati che chinano il capo per convinzione o convenienza. Ci rivolgiamo ai componenti della giunta (eccoli se ancora fossero sconosciuti, ai consiglieri delegati…), ai consiglieri di opposizione, agli attivisti di Beppe Grillo peraltro immeritatamente maltrattati dal ‘movimento’  alle comunali del maggio scorso.

Forse un silenzio che conferma quanto sia debole ed inesistente (di fatto presente con notizie stampa) il tessuto civile e culturale, dove ognuno coltiva l’orticello e non va oltre il proprio naso. Insipienza e miopia? Ci auguriamo non sia così, di sbagliare, di peccare di presunzione. Non per impartire lezioni, semmai testimoniare la decadenza di una cittadina e di quanti hanno avuti pesanti responsabilità politiche e morali. E nulla cambia !

Pensavamo che, al di là delle polemiche, si levasse almeno un bisbiglio per spiegare chi avesse promosso la scelta di dedicare un posteggio di Peagna a don Angelo De Negri, padre di due figlie, ormai mamme e nonne, mai riconosciute e ‘diseredate’. Peccato che molti sappiano del terzo figlio, un maschio, il quale non vive al Polo Nord. E che dire di un altro bonanima di sacerdote cerialese, insegnante a Peagna che (impunito) si rese responsabile di atti abominevoli su una ragazzina abruzzese (vivente), chiamandola alla cattedra e tra le sue ginocchia ? Un giorno malmenato, tempo dopo, dal padre della bimba oggi ultrasessantenne?  Come non bastasse l’incolpevole presenza di una donna figlia di una commessa dell’allora Standa il cui padre era un sacerdote assai noto e benvoluto. Chi avuto l’idea di dedicare luoghi pubblici  di Ceriale per benemerenze, accanto a nomi davvero esemplari della storia cittadina? Pensiamo  all’indimenticato parroco don Giacomo Morchio, al ten. Ascoli, Merlo, Tagliasacchi. Chi sono gli ‘esperti’ della toponomastica cittadina? A quando il meritevole dr. Bartolomeo (Bertin) Merlo?

Con quale coraggio, con quale dignità queste persone che dovrebbero rappresentare lo Stato democratico e la comunità tutta? A testa alta? Non hanno saputo nulla, sentito nulla? Siamo tutti parenti dell’italica mafiosità del silenzio d’oro? Tutti condannati all’omertà diffusa? Credenti e atei ? Praticanti o meno ?

L.C. 

P.S. In un prossimo numero pubblicheremo le dichiarazione dei redditti, degli ultimi 10 anni, di tutti gli amministratori comunali che si sono alternati o meno a Ceriale. Ovviamente con le proprietà personali, della famiglia convivente o societari. L’unico nodo da sciogliere è la privacy, per questo attendiamo il benestare degli organi competenti a cui ci siamo doverosamente rivolti. Ci sono parecchie sorprese. La nostra fonte-archivio, non autorizzata, forse non poteva essere altrimenti, è quella massonica. 

L.Corrado

L.Corrado

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