Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Loano, il porto dei Ligresti ‘regala’ a Unipol un buco di 108 milioni. Piccoli retroscena

Da tempo meritava “chi sa parli“. O un’ inchiesta giornalistica come ogni tanto leggiamo, anche da parte del ‘nuovo Secolo XIX’ diretto da Umberto La Rocca e a Savona dal neo ‘capo redazione’ Claudio Caviglia. Siamo arrivati al 27 giugno 2013, dopo il ‘crollo economico e giudiziario dei Ligresti’, per leggere quanto un semplice cronista sulle pagine di ‘trucioli savonesi’ (che abbiamo lasciato da un anno per motivi che un giorno documenteremo senza tema di querele, peraltro siamo immuni da condanne per diffamazione, neppure scampata da lettere di scuse, pur sapendo che sbagliare si può) ha ripetutamente pronosticato. Anche con visure camerali (a proprie spese) della girandola di società del pianeta ‘porto di Loano‘. Altri magnificavano con paginate ricche di foto esultanti, lodi e abbracci. Senza pudore e senza vergogna? L’ombra cupa delle pagine di pubblicità. Del detto “una mano lava l’altra”

Grazie Secolo XIX e al suo titolo:  “Loano, conto da 100 milioni per Unipol…perdite della gestione Ligresti”. Non per gioire di una disgrazia economica di una chiacchieratissima famiglia (solo Il Sole 24 Ore, giornale della Confindustria ha saputo informare  pedissequamente con 27 articoli e foto, tra il 2012-2103, leggi solo queste due chicche….), ma finalmente ha portato, con la sua autorevolezza, un esempio di trasparenza utile ai lettori interessati a sapere, senza filtri, cosa succede in ‘casa loro’. Sulla ‘porto Loano story‘, non da oggi raccogliamo articolo di stampa e per quanto ci è possibile atti ufficiali. Dalle prime contestazioni della minoranza consiliare (avv. Stefano Carrara e dr. Maurizio Strada, in particolare), alle  inchieste della magistratura di Savona (anni ’80 e ’90),  finite in una bolla di sapone già a conclusione delle indagini preliminari. Hanno coinvolto almeno sei magistrati della Procura della Repubblica, Capitaneria di Porto, Guardia di Finanza, carabinieri, persino la Digos, vigili del fuoco ( maxi incendio di alcuni yacht). Forse escluso il periodo,  per quanto ne sappiamo, dell’era del procuratore Francantonio Granero. Se è accaduto, almeno in questo caso, i giornali non hanno scritto.

Ciò che più ci interessa dell”affaire’ sono gli anni finali dell’avvento dei Ligresti. Chi ha voglia può andarsi a rileggere alcuni servizi su trucioli savonesi, cliccando alla vice Ligresti, Vaccarezza, Porto di Loano. Inclusi i pubblici ringraziamenti di Vaccarezza a Ligresti senior, all’ex assessore all’Urbanistica della Regione, il compagno rosso, che fu sindaco di Savona, Carlo Ruggeri, l’unico in questa provincia a poter vantare, con tanto di quadro nella casa di Stella, ad una foto ricordo insieme ad un big della stazza di Luciano Pasquale (personaggio meritocratico giunto all’apice del potere provinciale), ricevuti in udienza privata dal papa Wojtyla, prossimo ‘Beato’ della Santa Romana Chiesa.  Elogi profusi anche nei confronti del comandante- ex dirigente del Comune- Gennaro Mazzitelli, persona schiva, determinato, concreto, burbero.

Un inciso. Non abbiamo mai ricevuto smentite per gli articoli su Trucioli Savonesi e in pochi casi Uomini Liberi. Blog  giornaliero su cui scrive (anonimo), da tempo, una persona stimata e perbene. Tagliente ‘palestra’, memoria storica, da onesto ex dirigente Dc,  già insegnante e senza onta quando lasciò i vertici Carisa. Uscito subito indenne da un’inchiesta sulla banca (vendita a Carige), finita  in Cassazione.

In qualche caso,  da cronisti di strada, si è ricevuto una corretta collaborazione  di singoli galantuomini-dirigenti dello scalo marittimo che resta un fiore all’occhiello della cittadina.  Iddio perdonerà quanti hanno invece illuso la comunità, prevedendo senza alcun riscontro serio benefici a macchia d’olio per l’economia di Loano, indicando persino in almeno 380 nuovi posti di lavoro (sic). Per giovani, soprattutto.  Basta rispolverare alcuni articoli apparsi sul Secolo-Savona, la Stampa-Savona e Ivg.  Per citare i più diffusi e quotati della  nostra zona. ‘Vittime’ del sistema potentati locali e trasversali. Chi non è con me, è contro di me e bisogna ‘emarginarlo’. Non importa come.

Ai nostri giorni Loano  si ritrova una ‘cittadella portuale’ invidiata. Ora di proprietà di un colosso della cosiddetta ‘finanza rossa’, ma non troppo almeno con gli ultimi riassetti.  Unipol, quotata in borsa come lo erano alcune aziende targate Ligresti, si è ritrovata un ingente ‘fardello’ di debiti da ripianare. Alla fine, ci sia perdonata la nostra ignoranza in materia, è probabile che i conti li paghi pantalone. E chi ha comprato, negli anni d’oro  Ligresti, le azioni.  Altro interrogativo. Quante sono le imprese – artigianali e non – che hanno lavorato nel porto e sono state saldate ‘ob torto collo’ con supersconti fino al 50 per cento? Ci sono state cause civili? Denunce?

Le foto,  ripetute fino alla noia dai midia savonesi,  annunciavano sempre grandi eventi, con un sindaco, Angelo Vaccarezza, che raggiante poteva esibirsi insieme al fidato sponsor, Salvatore Ligresti, imprenditore di grido oggi finito in disgrazia, con condanne passate in giudicato per reati contro la pubblica amministrazione e ex ospite delle patrie galere. Il granitico esibizionista Angelo non era il solo nel ‘circolo ligrestiano loanese’, semmai bisogna dargli atto che almeno lui ci metteva la faccia. E ora quelle immagini-ricordo restano chiuse negli archivi dei giornali e dei ‘camerieri’. In Provincia, del resto, dal giorno del suo insediamento, il ‘guerriero’ (titolo de Il Secolo XIX)  prediletto da re Scajola, ha dato prova di  saper somministrare purghe staliniste’ a funzionari, impiegati, colleghi di giunta. E uno spavaldo  sistema di ‘assunzioni’ nella sua segreteria. Poteva pure contare su un fedele superdirigente-superstipendiato che, da personaggio della pubblica amministrazione e non nella vita privata (sacra a tutela della privacy), si mise alla guida dell’auto, ma positivo all’alcool test.

Tornado alle ‘disgrazie Ligresti‘ nessuno deve gioire, soprattutto quanti pagano le tasse, oppure non possono evadere (nella Patria da primato mondiale di evasione, corruzione e maglia nera nella meritocrazia).  Un significativo raffronto. Imperia, per decenni regno incontrastato della destra affarista, arruffona, clientelare – una delle tre province d’Italia sul mare, le altre sono in Sicilia,  senza depuratore -, è stata più penalizzata dalla ‘Caltagirone family‘. In quel caso coraggiose indagini giudiziarie hanno scoperchiato l’ombra diffusa del ‘grande protettore‘.

Ho solo e sempre operato per il bene della comunità ed il mio totale disinteresse personale – ha ripetuto all’infinito Claudio Scjaola, ex ministro degli Interni, ex presidente della commissione parlamentare sui servizi segreti”. E a Loano, proprio lo scajolismo ha mantenuto i suoi più tenaci ‘guerrieri’. Il loro capo e tifoso legristiano. Non poteva mancare, a dare manforte, la “family mastelliana”, prima Dc, poi con simpatie a sinistra ben remunerate. E qualche importante protezione prelatizia, nelle stanze dello Ior oggi in disgrazia, con un nuovo papa infaticabile e determinato operatore di ‘pulizie’-disinfestazione.

Da queste parti la ‘pulizia’ è rimasta offshore? Qui bisogna piegare il capo altrimenti, come abbiamo già scritto, si finisce in disgrazia e magari risorgere. Chi ricorda le ‘palate di cacca’  di Vaccarezza condottiero (ci sia perdonata la volgarità che non amiamo) a GB Ceppollina,  già assessore e consigliere comunale e provinciale ? Poi esisterebbe la storia di vendette anche famigliari, abilmente strumentalizzate.

Ieri è toccato ai Ligresti, ai  Bellavista Caltagirone, a Scjaola.  Approfittiamo per escludere, come è doveroso, i fratelli Alessandro che fu parlamentare Dc tavianeo, taciturno vice presidente Carige e Maurizio, navigatore di successo nelle Camere di Commercio.

Quanto bisognerà attendere per il ‘bucato bianco a Loano? Ci sono indiscrezioni, avvisaglie giudiziarie, tutte da verificare, che filtrano da studi legali e dal palazzo di giustizia di Milano. Dagli interrogatori di imputati, testi. Il porto di Loano sullo sfondo. L’ennesima pentola che bolle. Bisogna avere fiducia e pazienza. In attesa dello sport  vincente della prescrizione, da una parte. Dall’altra, la supremazia degli smemorati di professione.

L. Cor.

L.Corrado

L.Corrado

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