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Liguria e Basso Piemonte

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Garlenda / La Meridiana, da 16 anni riceve ‘le 3 chiavi d’oro’. Solo 4 hotel nel 2013

La Meridiana di Garlenda. Un’eccellenza-perla nel panorama alberghiero ligure. Non è promozione pubblicitaria, ma una realtà produttiva – ricettiva che onora e premia prima di tutto l’industria (assai bistrattata) del turismo. La Meridiana: ovvero sapiente e costante ricerca non solo del ‘buon nome’. I risultati frutto dell”accoglienza, del comfort della struttura, della professionalità degli operatori, del corretto rapporto-qualità prezzo, impegnati a fronteggiare una concorrenza che va di pari passo con la globalizzazione delle mete vacanziere. 

Anche nel 2013 i coniugi Alessandra e Edmondo Segre  (nella foto)– esordio ed entusiasmo fin dalla giovane età e che negli anni hanno impreziosito, rinnovato La Meridiana  tra non pochi sacrifici – possono fregiarsi  di uno dei più prestigiosi riconoscimenti del settore alberghiero del Bel Paese, con ricadute internazionali.  Si sono contraddistinti per la fierezza ed il ‘basso profilo’ , poco inclini ai riflettori e a passerelle mondane. Lavoro e presenza costante in azienda, prima di tutto. Obiettivo: clienti soddisfatti che tornano.

 

Le ‘tre chiavi d’oro’ significano  riconoscimento ricco di credenziali se si considera che la Guida del Gambero Rosso premia con ‘ medaglia d’oro’ l’hotel di Garlenda dal 1997.  “Quattro luoghi da non perdere – si legge in uno dei tanti post – dove ristorazione, ospitalità e paesaggio renderanno la vacanza indimenticabile“.

 

Un’altra guida internazionale, la Michelin, apprezzata per il tradizionale rigore, descrive: ” Ospitalità ad alti livelli per una deliziosa residenza di campagna, curatissimo negli interno e negli esterni,  con camere personalizzate:  ovunque eleganza e buon gusto. Ampio dehors sul giardino e raffinata sala ristorante interna.  Argenterie d’epoca e quadri antichi al ristorante Il Rosmarino. Semplici preparazioni della cucina ligure al Bistrot.”

 

Quanti sono, viene spontaneo chiedersi, i savonesi, i liguri che  sono compiutamente  informati dell’attività di uno dei 4 migliori alberghi – su 10 mila presenti sulla guida –  in questo angolo di terra ponentina, in un lembo della più vasta e produttiva pianura della Liguria?  Hotel che coniugano fascino,  esclusività del luogo. C’è un detto: notte come un signore e cena come un re.  Non è una ricchezza ‘personale’, semmai risorsa di quel turismo tante volte chiamato in causa come maggiore salvezza e motore di un’economia da rilanciare. Per poi dimenticare di aggiungere che nulla si fa da decenni per renderlo più vitale e competitivo sul fronte degli investimenti. Ad iniziare dalle infrastrutture pubbliche. Benvenuta, una rarità, l’Aurelia bis, tra Villanova ed Alassio.

Non tutti sono a conoscenza che non solo l’Iva (negli alberghi) è superiore a quella di molti altri vicini concorrenti, ad iniziare da Francia e Spagna. Inutili i richiami.  Che il costo del lavoro è superiore. Che a parte alcune grandi città  italiane, la Riviera è da sempre esclusa dall’interesse di grandi catene e gruppi alberghieri. Che sono sempre meno gli imprenditori disposti a rischiare nel settore. Stanchi di promesse, come la fiscalità sugli immobili. E la legge sulle trasformazioni alberghiere della Regione  è stata impugnata la settimana scorsa dal governo Letta (sinistra e destra insieme).

I Segre continuano ad essere una risorsa. Ma non dovrebbero rendersene conto soltanto  le più autorevoli guide dell’ospitalità.

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