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Liguria e Basso Piemonte

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Albenga/ La cicogna all’Autodoria, benvenuto Gabriele! E’ la terza generazione

E’ arrivata la cicogna. Ha portato Gabriele, vispo e promettente primogenito di Giulio Morchio contitolare, con il ‘mitico’ papà Franco, del centro vendita Peugeot di Autodoria Srl nell’omonima Regione Doria di Albenga. La famiglia Morchio, lo scorso anno, aveva ‘festeggiato’ con onore e senza fasti, i 40 anni di attività. Con l’ultimo erede si allunga la gloriosa storia ed il cammino della casata ingauno-imperiese. 

Il pargoletto è venuto alla luce nell’ospedale di Imperia dove era ricoverata mamma Sara Marzio, cittadina di Artallo (IM) e consorte di Giulio, 40 enne, entrato giovanissimo nell’azienda del padre. Gabriele pesa 3, 400 kg, gode  ottima salute e può  allietare la casa di Albenga dei neo genitori,  dei nonni Franco e Rosanna Salvatico che attendevano, con trepidazione –  come i nonni materni – il lieto e sempre emozionante evento.

Il marchio Autodoria è rinomato ed apprezzato nell’intero comprensorio ponentino savonese e parte dell’entroterra compreso nella provincia di Imperia. Uno dei più affermati. I Morchio, inoltre, sono entrati a far parte di quelle che sono o sono state le storiche famiglie dei titolari di concessionarie d’auto nella dinamica realtà della piana.  Dai Fossati (Fiat), ai Gerini (Alfa Romeo), ai Zolezzi  (Volkswagen-BMV), ai Galvagno (Ford), ai Basso (Lancia).

Franco Morchio era capofficina dei Gerini ad Imperia prima e poi trasferito con l’apertura della concessionaria di Albenga, fino a quando ha deciso di mettersi in proprio. Nel lontano novembre 1971 ha avviato nell’attuale sede di Regione Doria l’autosalone-officina-ricambi. Successivamente ha aperto l’esposizione-vendita, poco oltre, in Regione Miranda, affidata al figlio Giulio.

L’azienda, negli anni, si è sviluppata grazie al marchio Peugeot, e soprattutto al sinonimo di serietà ed affidabilità professionale, commerciale dell’ex capofficina che non ha mai smesso il vecchio amore di indossare la tuta da lavoro, pur se in giacca e cravatta. La competenza, insomma, è stato un valore aggiunto importante.

Come altri suoi ottimi colleghi concessionari di marche rinomate, l’azienda Autodoria da lavoro a personale  specializzato e impiegatizio.  Certo, non sono più gli anni d’oro, come dal 1980 al 1990. Quando era il boom dell’auto, nuova ed usata. Il mercato ha tirato fino al 2004-2005, quindi l’avvio di un declino al quale resistono i più solidi e  con  portafogli clienti. La crisi peggiore, comunque, è iniziata col 2012 e prosegue in modo pesante nel 2013. I Morchio ed altri tengono duro. Non hanno ammainato la bandiera, anche quella dell’orgoglio di chi nel commercio ha scommesso l’avvenire suo e degli eredi. Pur tra grattacapi, sacrifici, burocrazia opprimente, tasse record.

L’auspicio è che Gabriele, rappresentante la terza generazione dei Morchio-Autodoria, potrà raccontare che papà e nonno hanno sudato sette camice, ma lui è stato più fortunato. Quando seguirà le orme di chi l’ha preceduto riuscirà finalmente a ‘pilotare l’azienda’ col vento in poppa. La ‘sua’ Italia diventata nuovamente – questo è l’augurio – un Paese di vera speranza e benessere operoso. Per intanto grazie alla sempre benemerita cicogna e tanta salute.

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