Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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NEBBIE IN VALPADANA E SCERIFFI AD ALBENGA

La lega nord per l’indipendenza della Padania (ilarità) va sberlegandosi tra bossiani e maroniani- dai diamanti non nasce niente da Pontida nascono i bott


    La sortita dell’onorevole Maroni che, a Pontida, ha sventolato davanti al popolo leghista alcuni sacchetti contenenti, a suo dire (chi l’ha verificato ? Rodotà?), alcuni diamanti provenienti dagli investimenti di Belsito in Tanzania (regione nordica rispetto al polo sud) non è stata molto felice. Secondo noi la dialettica di base potrebbe essere finita a sberle proprio per questo motivo ma, come meglio preciseremo, non lo sappiamo.

    Ha detto che i diamanti sarebbero stati consegnati alle sezioni più produttive della Lega, quelle valide e ben portanti. Quali? Qui in Liguria, a nostro modesto avviso, siamo tagliati fuori. C’era un leghista (senatore, ohilà), sindaco di Alassio (pardon ARASCE – se no gli sberlerganti non capiscono) appunto per essersene andato, poi è arrivato un Commissario che non vuole i canti partigiani per il 25 aprile e ce l’ha con l’ANPI. Una vera e propria scalogna continuata.

Ci abbiamo un assessore a Loano (il geom. Averame), qualcuno ha mai ascoltato sue emissioni sonore, letto suoi scritti, udito suoi pronunciamenti ideologici ? Un silenzio vero e proprio ha da sempre interspaziato tra di lui e il popolo.

Vogliamo spostarci a Varazze ? Qui abbiamo più volte sottolineato il fenomeno Rolletti. Ma come? un assessore rilevante, manager di vasta esperienza, espulso brutalmente dal partito senza che mai il responsabile provinciale, o chi per esso, abbia precisato allo stupito pubblico la ragion del perché? Ripamonti, se c’è, batta un colpo.

Però, ci sussurra una voce amica, dimentichiamo Albenga ?

Ahinoi, è vero, ad Albenga vogliono fare gli sceriffi, sostituire e insegnare il mestiere alla Polizia Municipale, imitando il Brunetta dell’attacco inconsulto ai fantastici pelandroni delle sue fasi rem e innestando altri simili pastrocchi, con disagio del personale (giustamente contrario) e aggravamento delle condizioni di sicurezza per loro stessi e per i cittadini.

    La nostra avversione per la Lega, conosciuta da tutti fuorché dal consigliere comunale di Loano Cepollina, è profonda e assoluta e però, anche per noi, vale l’antico adagio: gnosce inimicum tuum. Ma come facciamo a conoscere, a capire, il nostro nemico a Loano s’egli è ascoso agli occhi e all’intelletto?

    Dobbiamo per forza riferire la nostra attenzione agli atti, ai fatti e ai pronunciati provenienti aliunde ove la Lega sbatte come i frilli nella rete sciabica. Almeno lì fa qualcosa! Ritorniamo ai diamanti affermati nei sacchetti di plastica. Ma perché non c’era Belsito, almeno come testimone?

     Come abbiamo accennato, non sappiamo se le sberle che i leghisti si sono meritoriamente scambiati, provocando in noi ammirata soddisfazione, siano intervenute prima o dopo la esibizione dei contenuti diamanti o se proprio cotale esternazione abbia acuito nei militanti padanici la pacioccona violenza con i bott sul campo, fitto di cornucaschi e cartelloni da curva nord, tra verdastre caligini.

    Non lo sappiamo e, per la verità, come dicono a Roma, non ce ne po’ frega’ de meno.

    Il discorso di fondo è relativo alla caduta della “Lega” nel più totale nullismo: si attacca alla coda dell’uno o dell’altro, soprattutto a quella di “Lui” che se la trascina volentieri di qua e di là a scopare –Maroni docet- i residuati bellici cosparsi sullo sconnesso terreno del più sbrodolato populismo.

    Perché, quando si crede di crescere menando per il naso la cosiddetta “gente”, finisce che arriva sempre qualcuno più meneur ancora e si resta spiaccicati sulla propria retorica.

    Noi vorremmo che si affermasse un Presidente della Repubblica degno di Giorgio Napolitano, ma vorremo che la Lega non lo votasse. Per piacere voti per un suo candidato cornucopiato, preso nel campo di Pontida. Per piacere fateci vedere che siete vivi e vegeti e, soprattutto, autonomi.

    Dopo tutto il nemico ci piace robusto, se no che gusto c’è a battersi?

BELLAMIGO

 

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Bellamigo

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