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I DIVERTIMENTISTI

La lobby degli inquinatori – LITE- detta le regole: divertirsi con almeno cento decibels per turisticare lodanensemente- chi non si diverte così cimiterialcomunista è-

La “LITE” (Lobby inquinatoracustici tam-tam endorsement) imperversante al di là di ogni ragionevole spazio nella plaga piagata lodanense, si è data una connotazione specifica: il divertimento; donde la denominazione dei suoi adepti : “divertimentisti”.

    E’ inutile disquisire sul fatto che il divertimento, in quanto tale, come l’origine del termine sintetizza (latino di-vertere : allontanare da…), è fenomeno del tutto soggettivo: ognuno distrae se stesso dalle preoccupazioni, dagli affanni, dai problemi esistenziali, come meglio ritiene. Conosciamo chi si diverte studiando fisica teorica, chi invece con lo stordimento sonoro da discoteca, chi col Kama-Sutra, chi studiando il dialetto cantonese, chi andando in TV a raccontare i fatti propri, ecc.

    Il problema civile effettivo è uno solo: la libertà.

I divertimentisti della sullodata LITE non lo hanno capito, non lo sanno, per essi la parola libertà è un astruso concetto, in contrasto con la massificazione consumistica, che risale alle lotte del secolo scorso dal quale si ritengono ormai lontani anni luce. Con simile tarlo che gli corrode il sistema nervoso centrale, affermano che l’imposizione di quello che essi stessi ritengono essere il divertimento è un dato indiscutibile e chi lo contesta è un triste figuro dai tratti cimiteriali.

“Voi non volete che ci divertiamo (sbraitano) con i decibels sparati in piena notte con i quali, appunto, turistichiamo l’ambiente”.

Conosciamo turisti che hanno giurato di non tornare a Loano per il gran casino subìto la scorsa estate, con la Passeggiata a mare Garrassini Garbarino ridotta ad un ricettacolo di amplificazioni foniche frastornanti, nonché di sovrabbondanza delle immondizie serali a cielo aperto nella sua frazione centrale e motorizzati rombanti a tire- larigot su corso Roma.

    Ma i divertimentisti non demordono e promettono ulteriore e più ampio scempio dei siti pubblici e residenziali del centro storico.

Vorremmo che fosse chiaro il nostro concetto: la vita – per molti- è dura, i giovani sono sottoposti a prove sconvolgenti nel lavoro e alienanti nello studio, quindi i cittadini, stressati e non, si divertano come meglio credono: sparandosi onde sonore nel cervello, ululando nei microfoni le loro canzoni preferite, gettandosi col parapendio da Monte Carmo, riunendosi a frotte in incasinati meetings ecc. (ci sarà in futuro un notevole aumento di lavoro specialistico per la sanità e, anche per questo, siamo contro il numero chiuso nelle facoltà di medicina) e però tutti costoro non pretendano di imporre agli altri le loro scelte occupando gli spazi pubblici o travalicando negli spazi privati dei malcapitati vicini, distruggendo così la loro libertà.

I divertimentisti si attrezzino: esistono gli strumenti tecnici adeguati, dal controllo dei volumi a quello degli orari, dall’applicazione di pannelli acustici alle barriere ecc. Rispettino il prossimo e usino della libertà loro data salvaguardando quella degli altri.

Immaginiamo la sacralità della libertà condivisa come il più grande diritto conquistato dall’umanità : la base della civile convivenza.

    Il vetero-compagno Pistarino ci ha derisi,

Stai a lavare la testa all’asino, ci ha detto, intantô a Orerô i cantan:

ciü tostô che vegnì côn ti a Lôàn

me fassô mangiâ ô rostô da ô to can

e se ün tocchin de ün ossô ô l’è restòn

basta e avansa pe-e oche dô Fôssòn.”

” Non è vero, Pista, anche quelli di Orero vengono volentieri nella nostra bella Loano, che poi non si deve dire Lôàn, alla genovese, bensì ‘Leûa’.

“Scì, scì, dàgghene di nômmi. Ti sâe che quelli da LITE i han fâeto una pattüggia côn a faccia scüa la quale, quande ti arrivi a-a Madonnetta, te acciappan pe’ ô salüô turistico; ün me amigô de Milan, che ô vegne chi da dôi anni, a stae passâ gh’a dâeto de môrô:

-Scussi, lei viene a Loano per divertirsi con gli sparadecibels?

– Veramente sono venuto a trovare certi miei amici, a prendere un po’ di sole e a fare due bagni di mare, sperando di non sbattere contro i conglomerati tra diga e battigia.-

-Si diverta, i ghe sbraggian, si diverta con le sonorità da sballo e guardi che qui divertirsi è obbligatorio anche stando in casa propria, altro che bagni e sole, non siamo mica nel millenovecentoquarantotto!-

-Ma io, chiedo perdòn, preferirei fare quelle cose lì e chiacchierare con i miei amici, mangiando un luasso al cartoccio di sale.-

Ti sâe cosse i gh’an ditô?

-???-

-Ma vaf… al cimitero, vetero-bossiano comunista!-“

BELLAMIGO


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