Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Elezioni e clisteri. Lettera a Silvio e grazie Napolitano

LETTERA A SILVIO –  Diavolo di un Silvio! anche questa volta l’hai combinata grossa, altro che caimano e giaguaro, sei sgusciato dall’impasse come e meglio di una anguilla, ti eri impegnato solennemente a restituire l’IMU a tutti gli italiani se vincevi le elezioni, addirittura di pagarla in proprio se in mancanza di copertura economica: a dimostrare che la tua parola è una sola, coerente e seria.
E che combini?. Non vinci le elezioni ma, in pratica, è come se le avessi vinte: senza di te non si va da nessuna parte e, se i tuoi avversari si coalizzano, Grillo e Bersani, cercando d’intravvedere un percorso comune, lo fanno a loro rischio e pericolo assumendosene la responsabilità verso il Paese.
Quindi, ovviamente, non avendo tu Silvio vinto le elezioni, malgrado e a dispetto, non hai obbligo, nè morale nè concreto  di restituire l’IMU.
E così facendo hai creato enormi difficoltà a noi creduloni, ad esempio tra i coniugi con rischio di divorzio (tanti mariti avevano promesso vacanze utilizzando i quattrini rimborsati), i pensionati speranzosi di tirare un sospiro di sollievo per quache anno ancora di vita, i piccoli imprenditori per pagare creditori e operai, i commercianti per non dover svendere sotto costo la merce per far fronte agli affitti.
Insomma, Silvio carissimo, ti rendi conto del casino che hai combinato? Dai, fai un fioretto, almeno in parte, anche minima, rimborsarci l’IMU, Dio te ne renderà merito e anche gli elettori e, sopratutto, tutti i tuoi colleghi e compagni politici, avversari e non, che di case, di ville e conventi ne possiedono a iosa.
GRAZIE PRESIDENTE NAPOLITANO – Intervenga doverosamente la Merkel  con la Sua autorevolezza e senza mezzi termini  .  La ‘Bild’ ha titolato su Grillo e Berlusconi ‘i due polit-clown italiani faranno a pezzi l’euro?.‘  La visita in Germania del nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il giorno seguente il risultato elettorale, e quindi in un clima di precarietà oggettiva per non dire di ‘sospetti’ da parte della nomenclatura tedesca così come brutalmente palesata da Peer Steinbrueck, socialista candidato alla Cancelleria, con quel ‘sono innoridito per il fatto che in Italia abbiano vinto due clown’, intendendo Grillo e Berlusconi a quest’ultimo per buon peso appiccicando che ‘è defintivamente un clown con alto livello di testerone’.
Straordinaria e condivisibile, anzi fortemente apprezzata, la risposta netta del nostro Presidente Giorgio Napolitano che ha immediatamente disdetto l’incontro prefissato con questo ‘elegante signore’:  il rispetto, la buona educazione, è sempre dovuta, particolarmente verso una un Paese della Comunità Europea, partner nobile e paritario che, nel bene e nel male, si è espresso in piena libertà di azione e di pensiero democraticamente.  Questo ‘signore’ socialista pensi ai fatti suoi che gà sono sulla bocca di tutti in quanto pare abbia naturale inclinazione a sproloquiare: intervenga doverosamente la Merkel  con la Sua autorevolezza e senza mezzi termini.
RIFLESSIONI  – Ha ‘perso comunque Bersani’ e quindi il PD che ha afflosciato con il solito sistema pachiderma Matteo Renzi l’unico a proporre un futuro credibile non condizionato dalle cariatidi del passato’: e l’unico interlocutore ‘paritario e verosimilmente gradito’ a Beppe Grillo. ‘Provare per credere’.
ELEZIONI E CLISTERI  –  Grillo, grande, ma nessuna sorpresa, già si intuiva, i giovani con lui e tutta quella miriade di cittadini onesti, indifesi e martoriati, quindi incazzati, da una casta indecente, spregiudicata e onnivora.
Bersani, è sempre il ‘vincitore mancato’, un PD poco lungimirante che ha tappato le ali a Matteo Renzi l’unico in grado di anticiparne il futuro e poi, e poi quell’inciucio sottobanco con Monti sottovalutando gli elettori come dei stupidi patentati.
Berlusconi, caimano, giaguaro da smacchiare, ora anche lucertola in quanto capace di rigenerasi anche nelle parti dilaniate, nuovamente lui, ha più palle di un flipper.
Monti, c’è un gran rimpianto, ma non come ex Premier, bensì alla Bocconi dove lo attendono come docente tra le aule appositamente ridipinte di ‘cento sfumature di grigio’.
Ingroia, era un buon P.M., poi si è ammalato di protagonismo e la malattia è degenerata, ormai inguaribile.
Di Pietro, bell’anima in pena, si è smarrito in se stesso, ma anche lui non era un ex P.M.?.
Giannino, un merito indiscusso l’ha, quello di aver usurpato a Grillo il titolo di ‘comico’.
Maroni,  i ‘marroni‘ li ha smarriti strada facendo, se li ritrova è un miracolo e comunque grazie a nonno Silvio.
Vendola, poco coerente, pochi voti, cercherà di accreditarsi come badante di Bersani, ma c’è troppa concorrenza e rischia di essere licenziato prima ancora di prendere servizio.
Gli altri, ma chi?, Casini non perventuto. Fini estinto, Nencini in TV a ‘Chi l’ha visto?‘, Tremonti in penitenza a piedi dagli Appennini alle Ande con sosta al Monte dei Paschi, tutte le altre truppe cammellate disperse nel deserto.
‘Il ricatto’?, Bersani a Palazzo Chigi solo se Berlusconi al Quirinale.
Nuove votazioni, ‘consigli per gli acquisti’, Bersani e Berlusconi copino il programma di Grillo, Matteo Renzi si presenti, la Santachè si astenga.
CAFFEINA –   Un paio di lettori, e siamo loro grati per le ‘critiche’ (ma anche per qualche simpatico ‘elogio’), ovvio quando sono veritiere e non di parte ‘tanto per’, evidenziano CAFFEINA come una rubrica di satira fine a se stessa, con poco nerbo polemico e, peggior cosa, ‘non di specifica parte politica’. 
Intanto, se questi lettori si sono presi la briga di scriverci, vuol dire che leggono CAFFEINA così come altri, e non pochi, numericamente quantificati dal contatore ‘I più letti della settimana’.
Detto questo, non è che si si voglia, o si possa, con i nostri interventi ‘cambiare il mondo’ e neppure ce lo ha ordinato il medico.
Secondo noi la satira, se così vogliamo intenderla, dovrebbe avere la funzione di palesare punti di vista spesso sottaciuti, magari spiazzanti su temi anche importanti come la politica, la religione, il sesso, la vita e la morte, insomma la nostra società di oggi così ingarbugliata e precaria, smascherando pregiudizi e ipocrisie, ponendo l’attenzione su verità occulte o mistificate: facendo riflettere e, non ce  ne vogliano questi nostri amici lettori, se possibile con il sorriso sulle labbra che di tristezza già siamo saturi.
Grazie dell’attenzione e buona lettura. (Gianni Gigliotti)
BATTITI DI VITA  –  Ogni giorno, nel nostro quotidiano di cittadini, siamo costretti a mille compromessi, a volte anche vili, pur di non essere considerati, da questa nostra ‘società civile’, come ferri vecchi da buttare nella prima mattuniera all’angolo di strada.
Moltissimi anziani, stanchi o ammalati, senza adeguato sostegno nè economico nè familiare, cercano di rimanere in vita aggrappandosi a quel poco che non è stato loro depredato: nessuno li ascolta, nessuno s’interessa delle loro sofferenze, anche la Chiesa e distratta e men che meno i politici a tutt’altre e pù prosaiche faccende affacendati pur impauriti  ben sapendo  che anche loro sono destinati comunque ad affogare.
ASINO DI BURIDANO  –  Finite e, quasi, archiviate queste elezioni politiche dell”Asino di Buridano’ ci sarà tra i partiti una corsa affannosa nel calarsi le braghe, con poca dignità e senza vergogna, con mille compromessi, tutti a cercare tutti con l’intento
preminente di una sponda per arraffare una fetta di potere.
Ci vorrebbero nuove e drastiche regole di ‘salute pubblica’, via tutte le caste, le olarchie, i poteri forti e occulti che hanno per così lungo tempo insudiciato l’Italia rendendola una cloaca di veleni: con ritrovato coraggio da parte dei cittadini onesti e ligi alle regole della Democrazia nel suo vero significato etimologico e autentico.
UNIVERSITA’ DELLE BUGIE  –  Lo sapete che in Italia da tempo opera l’Università delle Bugie, o delle frottole come sui suol dire, nel paese di Le Piastre in provincia di Pistoia?
Solo lauree Honoris Cause, sempre più frequenti per il numero e l’impegno dei laureandi, ultimamente con centodieci e lode e diritto alla pubblicazione le tesi di Giannino, Formigoni e della Santachè.
Gianni Gigliotti
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G.Gigliotti

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