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Casa dolce casa…in economia. Mattoni addio

Mettere su casa con 45 mila euro. Si può grazie alla paglia.  Con la bioarchitettura è possibile realizzare progetti ad alta efficienza energetica anche con risorse limitata.

Uno, due, tre…. puf! Se quando sentite parlare di case di paglia la vostra mente corre subito alla favola dei tre porcellini e del lupo cattivo, siete forse in buona compagnia ma… completamente fuori strada. Con questo sottoprodotto della lavorazione agricola, infatti, non si costruiscono più solo fragili capanne pronte a volare via al primo alito di vento, ma solidi edifici ad alta efficienza energetica, ecocompatibili e antisismici. E soprattutto economici.

Mattoni addio. Fra i numerosi progetti già avviati in tutta Italia, uno dei più avanzati è quello ideato da un gruppo di giovani architetti e designer, che dopo essersi specializzati nei settori della bioarchitettura e della bioedilizia, hanno deciso di mettere in pratica le nuove esperienze. Riuniti sotto il nome diFilo di Paglia, progettano e realizzano edifici ad uso abitativo che al posto dei mattoni convenzionali in terracotta impiegano balle di paglia compressa. Quelle fatte con lo scarto della mietitura del frumento, per intendersi.

Abitazione fai-da-te. Il primo pregio di questo sistema costruttivo è la semplicità. Le murature in balle di paglia sono meno complesse da realizzare di quelle tradizionali in mattoni e questo permette di abbassare notevolmente i costi. Chi lo desidera può addirittura fabbricare personalmente almeno gli elementi di base, anche senza avere abilità specifiche. Con qualche conoscenza in più, invece, ci si può spingere oltre, per esempio realizzando gli intonaci in calce naturale.
Tutti a scuola. Ma nemmeno il fai-da-te può essere improvvisato, specialmente quando è applicato alla costruzione di un edificio. Per questo motivo gli esperti di Filo di Paglia organizzano corsi di formazione in cui mettere alla prova le proprie potenzialità, utili per conoscere i propri limiti, «ma anche per capire, che una casa in paglia non solo è solida e duratura ma è anche confortevole», tengono a precisare.

Nero su bianco. Per prima cosa, occorre un progetto. Anche per quello si può ricorrere alla consulenza di Filo di Paglia, che segue lo sviluppo dell’idea dai primi disegni all’espletamento delle pratiche burocratiche necessarie. La struttura della casa di solito è in legno: la paglia entra in gioco, come s’è detto, al posto dei mattoni, come materiale di tamponamento e per l’isolamento di muri e coperture. Gli intonaci sono in terra cruda e calce.

Più eco di così. E veniamo al secondo grande vantaggio, l’aspetto ecologico. La paglia è un materiale totalmente naturale, che ha un ciclo di vita breve (ogni anno si rigenera), e che non richiede grosso impiego di energia per la sua produzione o lavorazione (le piante già si coltivano per la produzione del frumento e di altri cereali). Non rilascia sostanze inquinanti nell’ambiente, ha un’elevata traspirabilità e garantisce un comfort abitativo elevato, mantenendo costanti temperatura e umidità dell’aria.

Isolante e riciclabile. Non va dimenticato, infine, l’alto potere isolante dei materiali scelti per la costruzione, che permettono di abbattere drasticamente le spese di riscaldamento durante l’inverno. Senza contare che a “fine vita” la quasi la totalità dell’edificio può essere facilmente riciclata o “biodegradata”, senza problemi di smaltimento.

Un esempio concreto. Con questi principi sta nascendo nella campagna di Cingoli, nelle Marche, il progetto Casa 45K, un edificio sperimentale realizzato con un budget di soli 45 mila euro utilizzando quattro elementi base: paglia, terra, legno e calce naturale.  Il risultato è un’abitazione totalmente sostenibile sia dal punto di vista ecologico sia sotto il profilo finanziario.

Isola autosufficiente. Al centro dell’edificio si trova una stufa in terra cruda, che attraverso un sistema di ricircolo dei fumi contribuisce al riscaldamento di tutti gli ambienti. L’impianto a parete è alimentato da una pompa di calore e tutta l’energia che serve è fornita da pannelli fotovoltaici e da mini pale eoliche. La casa è a tutti gli effetti un’isola, completamente autosufficiente.

Naturale fuori e dentro. Anche le finiture interne ed esterne sono realizzate con materiali naturali; il particolare colore bianco dell’intonaco è dato dalla calce naturale, utilizzata per la finitura dei muri; i pavimenti sono in argilla; gli intonaci interni in grassello sono stati realizzati con la tecnica dell’affresco e quelli di bagno e cucina con la tecnica marocchina del Tadelakt, che attraverso l’utilizzo di una finitura realizzata con il sapone rende impermeabili e lavabili le superfici.

Abbattere i costi. Il costo della casa, edificata in autocostruzione, è veramente minimo: 45 mila euro, appunto. Ma anche affidandosi ad imprese esterne si può arrivare a un importante risparmio, sia nei costi di costruzione, dovuti all’utilizzo di un materiale povero, sia ai costi di gestione. Una casa in paglia riesce a far risparmiare il 75% su costi energetici per riscaldamento e raffreddamento.

Un’idea che viene da lontano. Le case in paglia non sono una novità. Le prime furono costruite negli Stati Uniti alla fine dell’Ottocento, in seguito all’invenzione della macchina imballatrice. A causa della scarsità dei legnami, furono molti i coloni che realizzarono rifugi invernali con l’unico materiale abbondante sui terreni agricoli: la paglia imballata. Col tempo, poi, si scoprì che quelli che dovevano essere ricoveri temporanei avevano maggiori vantaggi rispetto alle case tradizionali, primo fra tutti l’isolamento termico e acustico.

Dal legno alla carta. Ma non c’è solo la paglia nel futuro dell’architettura low-cost. Ragioni economiche e di sostenibilità ambientale stanno spingendo le case in legno, sempre più diffuse e disponibili anche nel nostro Paese come soluzioni prefabbricate. Mentre in Giappone l’architetto Shigeru Ban ha già sperimentato i suoi rivoluzionari edifici realizzati con strutture portanti fatte interamente di carta e tubi di cartone. Finora hanno trovato applicazione in situazioni d’emergenza, dopo terremoti e catastrofi naturali, ma non è detto che anche la carta non possa entrare a far parte dei materiali da costruzione di domani.

(Da Voce Arancio)

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