Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Borghetto S. Spirito: due sorelle e una gallina

In uno dei tanti caruggi che tagliano a fette quadrate il paese si affaccia una casa in cui due sorelle convivono con una gallina.

La più anziana è vedova da ormai molti anni e l’altra zitella da sempre. Si fan compagnia nelle sere d’inverno davanti alla stufa bollente e d’estate si siedono fuori sul passo a prendere il fresco. Non sempre si amano come dovrebbero ché a volte sono astiose e tignose l’una con l’altra a causa della convivenza. Questo gomitolo è mio, la minestra che hai fatto sa di scutizzo. Schermaglie di donne anzianotte che consumano il tempo tra innocui bisticci e sterili affetti. Le unisce l’amore verso un improbabile oggetto del desiderio: la gallina.

Gira libera per casa in ogni stanza. In cucina becchetta sul pavimento le briciole avanzate dal pranzo e poi il granone che a gara le due sorelle spargono con gesto ampio della mano pescando da una tasca del grembiule come faceva il seminatore che studiavamo a scuola. Le piastrelle a rombi bianchi e neri si colorano dei chicchi gialli che spiccano di più sullo scuro e da lì vengono per primi beccati con grande appetito. Sul chiaro si fermano un po’ di più. Saranno beccati più tardi con calma.

La gallina svolazza e saltella sul tavolo poi sulla credenza. Si ferma alza una zampa e rimane sull’altra immobile con l’occhio acuto fisso sulle sorelle facendo scrollare ogni tanto la testa la cresta e i bargigli. Le due sono certe che è sguardo d’amore e si guardan tra loro mentre una lacrima brilla negli occhi non più trasparenti. Poi un sorriso cancella la commozione e dalle altre tasche dei due grembiuli non esce granone ma bianchi pinoli che riempiono i palmi delle mani. Il pollice e l’indice ne afferrano uno lo fanno vedere alla gallina che subito spicca un voletto di ritorno sul tavolo sui cui atterra con uno scagazzo ed un coo…coo…coo…

Pian piano le donne si avvicinano e a turno imbeccano la creatura con un pinolo io un pinolo tu un pinolo io un pinolo tu. Le fiamme del focolare sono l’unica fonte di luce nella sera che avanza e le piume iridescenti dell’ovaiola riflettono il rosso e il gialloarancione della brace e del fuoco. La cesta imbottita di paglia viene occupata dalla gallina dopo gioiosi saltelli che dal tavolo l’han portata alla sedia e poi al pavimento.

Così trascorrono i giorni uguali ma pieni d’amore finché una mattina è una brutta mattina. La gallina che sembra che dorma non dorme è defunta così senza avvisare. Lo strazio del cuore è tremendo. Smarrite e attonite le due sorelle non sanno che fare finché ad una seppur prostrata dal dolore viene un’idea : starà con noi per sempre.

Il viaggio verso il Piemonte lo compie un vicino di casa che porta il funebre fardello da un conoscente che dona l’eternità a galli cedroni, marmotte, falchetti, stambecchi e gufi reali.

La gallina è tornata sulla credenza e anche se qualche piumetta ogni tanto si stacca e gira leggera per casa il miracolo è stato compiuto: pur se la testa è immobile insieme alla cresta e ai bargigli l’occhio le fissa con uno sguardo di vetro pieno d’amore.

 Questa è una storia vera accaduta non molto tempo fa sconosciuta a tanta gente, forse più attenta ai clienti e agli affari che al semplice e poetico spettacolo della vita, ignorando che queste rappresentazioni non vengono mai replicate.

Silvestro Pampolini

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S.Pampolini

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