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Albenga, gli Amici di Grillo: Il Puc nel cassetto a chi giova? Al ‘cementificio’ architetti, geometri, Srl immobiliari

Chi ha seguito la trasmissione (Rai 3)  di Fabio Fazio, due domeniche fa, con la presenza di Carlo Petrini (presidente nazionale Sloow Food) e del prof. Salvatore Settis, può fare un ‘salto della memoria’ ad Albenga. Come è stata ridotta nei decenni la ‘capitale agricola’ della Liguria. Con il suo tesoro distrutto, un patrimonio. L’agricoltura nell’area più fertile della provincia. Nei giorni scorsi gli “Amici di Beppe Grillo di Albenga” hanno lanciato una pietra nello stagno, da tempo maleodorante, spregevole per i suoi misfatti, gli interessi occulti che nasconde. Gli attori.

Cosa accade ad Albenga. Denunciano gli Amici di Grillo: “Nella piana si continua a edificare a suon di varianti urbanistiche, approvate da un consiglio composto in gran parte dagli stessi  progettisti, architetti e geometri, molto spesso direttamente coinvolti nelle speculazioni edilizie immobiliari che hanno approvato…. Una città vittima di speculazione costante e selvaggia”.

In un’Italia che in 12 anni, è stato ricordato, ha edificato un’area come la Regione Lombardia, si può capire come non possa essere Albenga l’unico documentario da esporre. Non si è parlato dunque sul piccolo schermo, in una trasmissione di prima serata seguita da 3-4 milioni di telespettatori, di Albenga. Ma le argomentazioni di Petrini e Settis si sposano perfettamente con la realtà della piana. Ci hanno ricordato che la forza del nostra Paese, la nostra locomotiva economica, il nostro asset nella manica, non è certo  rubare territorio all’agricoltura. Da qui il ruolo fondamentale dei contadini e degli artigiani. La tutela e la difesa del territorio non per dare ragione agli ambientalisti, ma per non distruggere il futuro.

Il cemento che avanza è antitetico al progresso. Penalizzerà per generazioni. Oltre a causare il dissesto sopra e sottoterra. Vedi allagamenti, frane, falde inquinate dalla salsedine e non solo. Da qui il nesso tra  tutela e sviluppo. Non solo, non si tiene conto (in Italia) che il 44 per cento del territorio è a elevato rischio sismico ed il 10 per cento a rischio idrogeologico.  Fermiamo la cementificazione che non abbassa la sua forza, nonostante la crisi. Chi invoca cemento come rimedio allo sviluppo, alla crescita, al rilancio economico?  Non sono teorie ideologiche, ma Vangelo di buon senso per salvare il Bel Paese. Fermare il degrado ambientale? Un’illusione, purtroppo. Un cancro che ci affligge da decenni. Perché non prendiamo lezione dai Paesi più virtuosi del Nord Europa?

Il ritorno dei giovani all’agricoltura va  incentivato, non solo sporadicamente come oggi avviene in questa o quella area. Servono strumenti urbanistici saggi, previdenti; servono finanziamenti mirati ed oculati (non clientelari). Incentivare, insomma, la ‘cultura della terra’  per l’evoluzione sociale. Tornare alla terra, ci hanno ricordato Petrini e Settis, e ridurre tutta la burocrazia che ci soffoca. In Italia solo il 3 per cento della popolazione si dedica all’agricoltura.

Nella piana ingauna, gli anni d’oro facevano segnare un 55 per cento di addetti. Un mercoto orotofrutticolo fiorente. Primizie di grande richiamo, in Italia ed in Europa.  Sarebbe stata una vincente economia, il vero petrolio della Liguria.  Invece è prevalsa la cementificazione, la corsa a vendere le terre per costruire di tutto e di più. Si è sparlato allora di vocazione al turismo e all’edilizia saggia, quella del ‘bene comune’. Ecco i risultati. La corruzione morale dilagante dei valori, dei principi, dell’ingiustizia per le generazioni che ci seguiranno nei secoli. Il dilagare degli obbrobri.

J’ACCUSE DEGLI AMICI DI GRILLO IN ATTESA DI RISPOSTE VERE E NON FAVOLE

Sono una minoranza quanti, ad Albenga, da anni suggeriscono, consigliano di non distruggere l’agricoltura a beneficio dello sviluppo immobiliare suicida. Ora il movimento di Grillo ha intrapreso una battaglia, speriamo riscuotano più successo dei pochi combattenti che erano rimasti. E convicano chi si definisce ‘persona perbene’, magari praticante.

Albenga, via Genova, a ridosso del centro storico

L’esordio: “Le polemiche di questi giorni su via Genova (un tempo fiorente e ricca di attività ndr) e l’Imu più alta della provincia di Savona sono due facce della stessa medaglia in un Comune tanto smemorato da dimenticare il Puc 2010.  Prendendo una dovuta pausa dal costante lavoro di ricerca tra le magagne della Città delle Torri, il gruppo ingauno Amici di Beppe Grillo, vorrebbe far notare  lo stridore di alcune dichiarazioni lette sui giornali per le pessime condizioni di via Genova, strada biglietto da visita della città. …Come al solito i nostri politici usano giornali e radio per diffondere le loro rindondanti dichiarazioni piene di potenziali buoni propositi, lanciando stoccate a tutti quelli che avrebbero potuto e non hanno fatto o che potrebbero ma non fanno dimenticando forse, prima di sparare, sarebbe meglio un po’ di esercizio della memoria e forse di mea culpa”.

A questo proposito c’è, fortunatamente, un copioso archivio della rassegna stampa. Chi ha la pazienza di metterla insieme  e documentarsi potrà farsi un’idea mettendo con le spalle al muro chi predica, fa politica, amministra Albenga e  ha prodotto questi risultati. E ora si erge a paladino. Arroganti, impuniti? Sicuramente mediocri ed incoerenti. Le stesse cronache ci offrono nomi e cognomi. Fatti e misfatti.

A proposito dell’allargamento di Via Genova, i grillini ingauni fanno notare che lo spostamento dei palazzi a levante non è una novità. E ricordano “Si tratta di un progetto… ben pagato e….ben studiato che esiste fin dalla fine del mandato dell’ex sindaco Antonello Tabbò;  ci chiediamo perché, da allora, questo benedetto Puc sia finito in fondo a qualche cassetto ben chiuso e si stia iniziando un ben orchestrata campagna di rimozione della sua esistenza dalla memoria collettiva”.

“…Il Puc di via Genova individuava il quadrilatero compreso tra la stessa via Genova, viale dei Mille, via Papa Giovanni, Pontelungo e via Vittorio Veneto quale ‘ambito’ di riqualificazione del margine orientale del centro storico…Gli interventi di recupero delle singole parti del tessuto dovranno essere finalizzate all’attuazione di tale modello (Masterplan dell’ambito) che potrà prevedere anche la formazione di crediti edilizi ove siano necessarie operazioni di diradamento spendibili in altre zone urbane….Carico insediativo: non si prevede incremento….Modo di attuazione: progetto urbanistico operativo esteso ad almeno un intero isolato….”

Ancora il documento dei 5 stelle albenganesi: “Non prevedere incremento del carico insediativo  in quella zona è un buon passo avanti per bloccare almeno li, la cementificazione costante e selvaggia della nostra città. …Il Puc nel cassetto? Anche un bambino potrebbe rispondere: da fastidio ai soliti noti. Impone regole e vincoli da rispettare nella tutela dell’interesse collettivo e di sviluppo armonico della città. E’ in contrapposizione al caos edilizio imperante ed i vincoli, si sa, aumentano i costi e di conseguenza diminuiscono il profitto finale dell’operazione immobiliare”.

Il Puc – ricordano gli Amici di Grillo – dorme beato e nel frattempo vige il piano regolatore precedente che prevede l’allargamento della carreggiata di via Genova, ma soprattutto vige il famigerato ‘piano casa’, in virtù del quale basta che qualunque professionista pagato dal promotore dell’iniziativa immobiliare dichiari ‘incongruo’ un edificio perchè esso possa essere demolito e ricostruito  con un incremento del 35 per cento  della volumetria esistente. …Così  ne consegue che il soggetto che dovrebbe  occuparsi della verifica è pagato dallo stesso che promuove  l’iniziativa immobiliare e ben difficilmente andrà contro il suo committente.

“Non ci sono regole, non ci sono piani, non c’è nulla di obbligatorio o concertanto. Ogni singolo intervento viene visto a se stante, senza obbligo di coordinamento, nè di uniformità con l’intervento accanto. Ovviamente questo non riguarda solo la circoscritta  area urbana, infatti nella piana si continua a edificare a suon di varianti urbanistiche, approvate da un consiglio composto in gran parte dagli stessi  progettisti, architetti e geometri, molto spesso direttamente coinvolti nelle speculazioni edilizie immobiliari che hanno approvato”.

L’AMMINISTRAZIONE GUARNIERI E C.

Quali sono i disastri della ballerina maggioranza-ter di Rosalia Guarnieri, la zarina della Lega Nord, modello bossiani? In fase costante di riciclo maroniano?

Scrivono gli Amici di Grillo: ” Questa amministrazione ha già approvato un progetto di  riqualificazione  per un edificio dichiarato incongruo al civico 19 ed un altro progetto si appresta ad essere approvato senza che esista un piano di intervento coordinato almeno per via Genova….Non è difficile prevedere che  resterà a lungo la brutta camera a gas di adesso, ma avrà un fantasioso ed innovativo andamento a fisarmonica. E il Puc del 2010?  Non è noto, intanto per pagarlo l’Amministrazione comunale  ‘verde’ ha applicato l’IMU più alata di tutta la provincia”.

Ma perché i cittadini di Albenga, dati incontestabili alla mano, hanno pagato e pagheranno più IMU rispetto agli altri comuni del Savonese? Potenza leghista-berlusconiana. Gli affari sono affari. Ad Albenga sono ben accetti per il bene dei cittadini, tutti. Guai a pensare male, ovviamente.

 

 

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