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Borghetto S.Spirito/ Il rag. Santiago Vacca sindaco a sua insaputa

Che l’ex sindaco di Borghetto S. Spirito, Rag. Santiago VACCA, negli ultimi cinque anni non ne abbia azzeccata una (intendiamo in senso politico), è noto a tutti.

Il rag. Santiago Vacca

Primo cittadino dal 2007 al 2012, non è mai riuscito ad instaurare con la cittadinanza un rapporto costruttivo, teso com’era verso interessi forse troppo personali e lanciato in una compulsiva carriera politica. Come sindaco un bilancio negativo.

Il suo stesso partito non lo ha ricandidato per il secondo mandato, consapevole della sua impopolarità (caso più unico che raro in Italia, dove i politici formano corpo unico con la poltrona su cui sono seduti).

Come coordinatore provinciale del PdL e assessore provinciale (Trasporti – Logistica e connessioni con i relativi sistemi – Ambiente – Rifiuti e ciclo – Difesa del suolo e risorse idriche e relativo ciclo – Gestione e sviluppo delle politiche occupazionali nei settori oggetto di delega). Diremmo che basta per uno che svolge anche l’attività professionale di commercialista. Pensiamo ne abbia risentito del modo in cui è “uscito” dalla scena politica borghettina.

Tanto è vero che durante l’ultima campagna per le elezioni amministrative di Borghetto, si è visto pochissime volte in giro per il paese a cercar voti per il PdL o a distribuire promesse, come aveva fatto cinque anni prima. Si è auto eclissato, lasciando ad altri l’agone politico e abbandonando, letteralmente, il paese di cui è stato a capo per cinque anni. Avrà avuto le sue ragioni; ma avrebbe dovuto spiegarlo alla cittadinanza: non si potrebbe e non si dovrebbe comportarsi in questo modo. Forse era sindaco a sua insaputa.

La politica , checché ne pensi il Rag. Santiago VACCA, dovrebbe essere una cosa seria.

Pensiamo che questo modo di agire, assai criticabile anche da parte di chi non gli avrebbe dato il voto, sia stato una delle cause che hanno fatto perdere il centrodestra borghettino.

Dopo il maggio 2012 ritroviamo il nostro ex primo cittadino quale componente dell’ “Armata Scajola” (forse per affinità elettive), pronto a far rinascere l’ormai bollito PdL ligure.

Poi più niente fino al 15 dicembre 2012, quando il Rag. Santiago VACCA risorge e si ripresenta sulla scena borghettina attraverso un articolo comparso su LA STAMPA di quel giorno, nel quale si dichiara : “PRONTO AD AIUTARE IL COMUNE” (di Borghetto S.S. N.d.r.).

Non solo,il nostro Santiago, sbaglia clamorosamente periodo liturgico per risorgere, scambiando le imminenti Feste Natalizie per la settimana di Pasqua, ma con le dichiarazioni rilasciate al giornale dimostra, una volta di più, che i problemi di Borghetto S.S. proprio non gli siano mai interessati o non li abbia mai conosciuti.

State a sentire cosa dice:”…Non ero a conoscenza dei problemi di comunicazione sul completamento dei marciapiedi di via Michelangelo non essendo una mia delega…” Ma se non conosce ora i problemi quale assessore provinciale, avrebbe dovuto conoscerli allora come sindaco, all’epoca in cui governava, che era esattamente otto mesi fa, non otto milioni di anni fa. Dove cribbio era? Come faceva a non conoscere i problemi relativi ai marciapiedi di via Michelangelo? Perché non va a rileggersi i suoi programmi elettorali che di quei marciapiedi ne hanno sempre fatto un cavallo di battaglia, ovviamente insieme alla strada per le Case Sparse ed altre amenità?

Ma ci faccia il piacere…! direbbe il grande Totò.

E aggiunge: “…I nuovi amministratori si possono rivolgere a me per qualsiasi necessità…”

Ma scherziamo o diciamo sul serio? Forse il Rag. Santiago VACCA pensa che ai cittadini di Borghetto S.S. si sia “addormentato il cervello”? Forse pensa che si siano dimenticati che proprio lui, in cinque anni di governo, non abbia saputo risolvere i problemi per i quali, ora, si dichiara disponibile a risolvere?

Si è sempre pensato e sostenuto che la collaborazione tra opposte formazioni politiche sarebbe auspicabile, allo scopo di poter governare il paese nel miglior modo possibile. Ma l’atteggiamento del Rag. Santiago VACCA, non si riesce proprio a comprenderlo. Più ci si pensa e più non si comprende.

Poi viene in mente un’altra idea, meno nobile, che ci riporta al solito modo di comportarsi di molti politici, all’unico scopo per cui agiscono ed hanno sempre agito: sono forse gli interessi personali?

Forse tutta la grande disponibilità dell’ex primo cittadino è un po’ interessata? Forse mira ad instaurare con l’attuale governo comunale un dialogo che, partendo dai marciapiedi di via Michelangelo, magari finisce in un ex oleificio?

Giulio Andreotti diceva “A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”.

Ma noi, che non apparteniamo alla corrente andreottiana, non ci vogliamo credere.

Silvestro Pampolini

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