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Liguria e Basso Piemonte

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Il gendarme del peggiore giornalismo illiberale italiano al servizio di Berlusconi

Sallusti? Non lo vogliamo in carcere, ma è stato il gendarme del peggiore giornalismo illiberale italiano, uno dei cani da guardia  di quel Silvio Berlusconi che per 20 anni ha seminato la peste della diffamazione. Nella conferenza stampa ha mitragliato le parole’cazzo’ e ‘palle’ al posto dei ragionamenti. E poi insulti ed accuse di viltà ai cronisti, sputi in faccia a chi ha mancato di difenderlo.Sallusti in prigione è il delitto perfetto del giornalismo asservito. E’ il frutto malato di quel Berlusconi che addomesticava i giornalisti o li faceva tacere e dunque li imprigionava in una gabbia peggiore della galera.  Sallusti è stato infatti l’agente di custodia, l’uomo di mano del più potente e ricco leader politico della storia d’Italia repubblicana che usava i giornali e e le televisioni, quelle di cui è ancora proprietario e quelle pubbliche che controllava politicamente, per truccare l’informazione, falsificare persino le immagini e le foto.  Berlusconi per 20 anni ha impaginato ogni mattina l’Italia ed ha trasformato la sua biografia in un romanzo nazionalpopolare che i rotocalchi affidati ai suoi tanti Sallusti ogni giorno pubblicavano e rupubblicavano, lustravano una vita illustrata che non aveva mai vissuto, trasformavano i suoi disturbi e le sue ossessioni in capacità seduttiva.

Berlusconi si è circondato di lingue servili e di scrittori su dettatura, ha cacciatovia dalla Rai Biagi e Santoro, ha cercato di mettere a tacere persino Montanelli, ha corrotto e comprato cronisti e magistrati, ha messo le mani sui grandi giornali di tradizione, è riuscito a cacciare prima Ferruccio De Bortoli e poi Paolo Mieli dalla direzione del Corriere della Sera.

E i suoi talenti migliori come Sallusti si sono esercitati nella diffamazione, veleni e veline dal caso Boffo alla costruzione della macchina del fango utilizzata di volta in volta per tutti i nemici del padrone, da Fini sino a Crocetta.  Questa malainformazione ha persino contagiato un certo giornalismo antiberlusconiano che è diventato a sua volta odioso nella polemica personale, nell’insulto ferocemente goliardico e gratuito, spaventoso al punto da fare oggi il tifo per la galera a Sallusti.

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