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Mendatica ha perso un amico esemplare, don Serafino Brunengo

Alla festa di Santa Caterina non potrà più celebrare la Messa. Se n’è andato per sempre il 29 ottobre, a 87 anni. Padre Serafino Brunengo, fratello del benemerito, compianto, amato ed insostituibile parroco don Giovanni.  E’ rimasto don Salvatore, il nipote. Anche lui operoso e stimato padre cappuccino, a Imperia.

Una famiglia esemplare, i Brunengo. Origini in quel di Trovasta, frazione di Pieve di Teco. Qui nacque Serafino Brunengo che ci ha lasciato nei giorni scorsi. A 18 anni, durante la seconda guerra mondiale, decise di fare vita religiosa. Nel 1950 ordinato sacerdote. Ha trascorso la maggior parte della vita al servizio dei bambini, degli anziani, dei diseredati.

Per 47 anni ha lavorato al Sorriso francescano di Genova Coronata, nel 1999 si è trasferito nella diocesi di Chiavari dove era anche cappellano  dell’ospedale, vicino ai sofferenti.  Per dieci anni si è occupato di malati che andava a visitare con assiduità.

Padre Serafino, disponibile, semplice, dono totale di amore e di gioia per tutti. Uno spiccato carisma che a Mendatica sapeva esprimere con efficacia quando era invitato a presenziare alle principali feste religiose. Ai santi patroni Nazario e Celso e soprattutto per la festa novembrina di Santa Caterina (vedi foto mentre concelebra col fratello e nipote).

Negli ultimi mesi di vita padre Serafino era ricoverato a Genova, nell’infermeria dei padri Cappuccini  in San Bernardino. I suoi confratelli lo ricordano con queste parole: fino all’ultimo si recava  nei paesini più lontani a visitare gli ammalati, faceva visita agli infermi nelle case di cura e ospedali, con il suo modo di fare attento e disponibile.

Don Serafino è stato a lungo il delegato pastorale della sanità per la Diocesi chiavarese. Lo ricorda padre Gian Paolo Armiraglio, presidente dell’Associazione il Mosaico, collaboratore di padre Brunengo nei primi anni del 2000. Insieme hanno organizzato le giornate del volontariato di cui don Serafino fu ideatore. Una vita coinvolgente, attiva nonostante la malattia e la sofferenza.

Nel 2010 don Serafino Brunengo è stato festeggiato per i suoi 60 anni di ordinazione sacerdotale. E’ stato anche confessore di don Nando Negri. Al fratello, don Giovanni parroco a Mendatica fino alla soglia dei 90 anni e al nipote padre Salvatore, era molto affezionato. Con loro ha celebrato funzioni religiose. Don Serafino elogiava la cantoria della parrocchia di Mendatica alla quale  rivolgeva parole di ammirazione ed apprezzamento. Un buon esempio da indicare alla comunità tutta.  Don Serafino apprezzava, nelle sue brevi escursioni in Alta Valle Arroscia, la cucina bianca e casalinga, che onorava nei banchetti  di festa che si tengono nei locali delle ex scuole elementari.

A Mendatica si sentiva a suo agio,  attorniato dal calore e dall’affetto degli abitanti. Lui sapeva parlare al cuore, ai ricordi,  all’orgoglio, alla semplicità della gente di montagna. Un umile tra gli umili. Don Serafino era stato Superiore del convento dei cappuccini e presidente onorario  del Cda “Diritti e Libertà (onlus).  Associazione che sostiene la famiglia del cittadino detenuto.

Mendatica ha perso un sincero amico ed ammiratore. Un frate vecchio stampo, rispettato da tutti.

 

L’ULTIMA MESSA CONCELEBRATA A MENDATICA  DA PADRE SERAFINO

 

I NECROLOGI PER LA MORTE DI DON SERAFINO SUL SECOLO XIX

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