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Savona – Celle autostrada della morte, ma addio sicurezza con le ‘deroghe’ su strade. Cercasi competenze vere e non pagliacciate. E a proposito dell’Albenga – Predosa…

E’ sempre antipatico sentir dire da qualcuno “io l’avevo detto”, ma purtroppo troppo volte questo ha senso ed è terribilmente vero. E dalle pagine web di trucioli.it, l’ingegner Forzano risponde alle osservazioni e alla accuse di Marco Castelli, presidente savonese di Ata-Pc (Associazione Tutela Ambiente Animali e Protezione Civile) a proposito di viabilità nel ponente ligure nell’Anna del Signore 2017. In questi giorni di fine marzo 2017 abbiamo purtroppo assistito ad una sequenza impressionante di incidenti coinvolgenti TIR sul tratto Albisola – Celle Ligure, sempre nello stesso punto.  Ma non solo lì! Vogliamo fare una riflessione? Sarà forse inutile, così come tante altre mie riflessioni passate, ma batti batti c’è la speranza che il messaggio passi!

Tutta l’autostrada ligure è stata mal disegnata, con spesso due sole corsie, senza corsie di emergenza, chicanes tra i ponti e l’ingresso delle gallerie, con gallerie fuori norma UE, che solo adesso si cerca di adattare, almeno per gli aspetti possibili di illuminazione, segnaletica e poco più. Curve tra Celle ed Albisola che hanno creato ecatombe di incidenti.

L’autostrada SV-GE in particolare è stata progettata da incompetenti: curve strette e mal disegnate, corsie strette, gallerie tra SV ed Albisola che erano fuori norma UE ed adesso miracolosamente non più.

Il rifacimento dello svincolo di Cornigliano è stato faraonico e costoso, ma l’ingresso verso SV in curva non è cambiato rispetto a prima = PERICOLOSISSIMO: i genovesi hanno pensato solo al lato verso GE centro!

Quando dall’aereoporto imboccate l’autostrada per Savona vi immettete al centro di in una curva a destra stretta e pericolosa, senza visibilità, un terno al lotto: e come se non bastasse vi trovate davanti una chicane di imbocco della galleria!  Che dire? Tutto si commenta da solo!  Perchè queste curve tra Albisola e Celle sono così micidiali?

L’autostrada dal casello di Savona Vado a Celle Ligure è troppo pericolosa: in primo luogo per difetti di progettazione, troppe curve mal disegnate. E’ evidente che se le gallerie e le curve tra Albisola e Celle fossero state disegnate col principio che non bisogna progettare opere pericolose per la gente non avremmo assistito ad una marea di incidenti quali quelle di questi decenni trascorsi.

Ci sono delle norme di “buona progettazione” che preesistevano alle normative di legge, ma norme o leggi “bisogna applicarle”!

Paolo Forzano, 69 anni, di Albissola Marina, frequenta l’ITIS G.Ferraris di Savona e si diploma perito meccanico, si laurea in ingegneria meccanico nucleare nel 1973 a Genova. Dopo brevi esperienze come insegnante all’ITIS e progettista alla Ferrero Impianti di Vado Ligure, entra in Ansaldo Meccanico Nucleare nel 1973, nella sezione calcolo scientifico. Si occupa di quasi tutte le discipline di calcolo computerizzato, di grafica computerizzata, di human-factors, di documentazione, di qualità, di organizzazione e gestione aziendale, di automazione. Nel “dopo Cernobyl” crea la sezione aziendale di intelligenza artificiale e sistemi esperti, disciplina per cui è professore a contratto presso l’Università di Genova nell’anno accademico 1988-89 col corso “i sistemi esperti per la gestione dei sistemi elettrici di potenza”. 1985-1991 : responsabile dello sviluppo di nuovi prodotti software riguardanti di Ansaldo Industria: sistemi esperti di diagnostica on line, e sistemi di gestione di procedure di emergenza per impianti, sistemi di simulazione e pianificazione di attivita’ per la gestione ottimale di impianti di laminazione, con la gestione integrata di ordini, personale, macchinario e relativa attrezzatura, magazzini, pianificazione strategica dei lotti di produzione. Nel 1992 sviluppa DIAM, metodologia e standard di rappresentazione applicabile ad una vasta tipologia di problemi e procedure. Nel 1996 riceve il premio speciale Ansaldo per l’innovazione per il modulo Autolay, modulo di DIAM che disegna automaticamente i grafi.   Membro: AAAI Associazione americana per l’intelligenza artificiale; IEEE Institute of Electrical and Electronic Engineers; HRP Halden Reactor Project, Norway. Collaborazione con GE General Electric, San Josè, CA Passione e impegno alle problematiche urbanistiche, di viabilità, di trasporto pubblico.

Lo svincolo nuovo di Margonara dell’Aurelia bis tra Albissola e Savona è stato progettato (anno 2015) da Anas in “deroga” alle vigenti leggi. In deroga vuol dire “al di fuori del rispetto delle leggi” e progettisti e politici ( sindaci, presidenti di provincia, presidenti regionali) dovrebbero essere responsabili e perseguiti per questo. Non è successo! La legge è stata “derogata” abbondantemente, ma cito solo i raggi di curvatura dei rami di svincolo della rotatoria di 9 metri quando la legge ne prevede 15 e suggerisce 25!

Anche questo è gravissimo! Ma nessuno se ne fa carico, nè tecnici, ne politici, nè magistratura.

Per i recenti incidenti TIR il Prefetto di Genova propone la soluzione di piazzare telecamere vessatorie, soluzione posticcia che non risolve il problema alla base, ma solo con una toppa. La politica che fa? Si nasconde con la testa sotto la sabbia, in attesa che passi l’onda mediatica e basta! Ma piuttosto a pensare di fare un nuovo tratto di autostrada decente, non ci pensa proprio.  La politica oggi non è più gestione oculata del proprio territorio ma piuttosto un trampolino verso lidi migliori, con attenzione a non lavorare troppo, a non scontrarsi con nessuno. Gli elettori, i cittadini, non contano se non il giorno delle elezioni.

In Liguria troppe opere in incubazione da decenni, senza futuro o quasi. Aurelia bis solo a tratti e senza senso. Autostrada fatiscente e pericolosa. Un incidente = regione spezzata in due. Albenga-Predosa una chimera nel cassetto. Gronda genovese una discussione millenaria. Raddoppio ferrovia a ponente chissà quando. Terzo valico una torta immensa. Nodo ferroviario di Genova un nodo gordiano.

Ricordo che tra Savona e Celle Ligure l’autostrada era inizialmente a doppio senso di marcia: poi, stringendo le carreggiate è stata portato a tre corsie per senso di marcia, abolendo le corsie di emergenza e portando i margini della strada al limite estremo.  Di conseguenza la strada è aumentata in pericolosità, perchè le auto sfiorano i limiti di destra o di sinistra, la visibilità è diminuita, le auto sono strette dai TIR in budelli che generano anche paura. Da evidenziare che le corsie sono 3,75 metri “teoriche” a partire dalla mezzeria delle righe di delimitazione: pertanto togli mezza riga a sinistra, togli mezza riga a destra la corsia effettiva è meno di 3,5 metri!   Poi bisogna ricordare che i mezzi pesanti in curva “occupano” più spazio trasversale che in rettilineo, e questo tanto più quanto le curve sono più strette. Un TIR non è un lombrico flessibile! In curva serve più di 3,75 metri!

L’occupazione di un mezzo in curva, in gergo tecnico, si chiama “fascia di ingombro” e dovrebbe “dovrebbe” essere tenuta in considerazione, ma forse è anche sconosciuta!

Più di una volta ero dietro ad auto che non sorpassavano i TIR, pur potendolo fare, per pura paura. Ma c’è da comprendere. La strada a volte fa paura! Nel 1990, ovvero quasi 30 anni fa, sostenevo che il tratto di autostrada tra Savona-Vado e Celle Ligure era da rifare a monte, con un tratto prevalentemente in galleria, disegnato con tutti i criteri geometrici, di sicurezza e di legge opportuni, 3 corsie vere per senso di marcia.

Il tratto di autostrada tra Savona-Vado e Celle Ligure “corrente” avrebbe dovuto essere dismesso e destinato alla funzione di Aurelia bis, con facili ed innumerevoli contatti col territorio. Così non è stato.

E’ stata progettata una Aurelia bis tra Savona ed Albisola che non è una Aurelia bis, perchè è solo un piccolo tratto, una cattedrale nel deserto. Infatti non c’è nessun progetto per prolungarla nè da Savona verso Savona Vado, nè da Albisola verso Celle Ligure.

Ma è mai possibile che i politici savonesi non sono capaci di chiedere di risolvere seriamente i problemi stradali del loro circondario? Quanti incidenti succedono? Quante volte la Liguria è spezzata in due dal blocco totale che gli incidenti provocano?

In questi giorni c’è stato anche, purtroppo, un grave “corredo” di morti e feriti. Anche le mie figlie anni or sono ebbero un incidente in una galleria tra Celle ed Albissola, fortunatamente senza danni per loro: solo danni all’auto. Da anni ogni tanto qualche politico di turno sollevava l’idea di rifare questo tratto di autostrada. Oggi non più. Va tutto bene. L’Aurelia bis in costruzione sarà una panacea (non ci crede neppure l’Anas!)! Andiamo avanti così?

L’autista del TIR che ha provocato l’incidente ha pianto per i morti: vorrei abbracciarlo! Anche lui vittima di questo tratto di strada maledetto!

Comitato Casello Albamare, il Presidente

Paolo Forzano

LA RIFLESSIONE DELL’INGEGNER FORZANO SULLE PROPOSTE E LE ACCUSE DI MARCO CASTELLI

Ho letto la proposta che arriva da Marco Castelli, presidente savonese di Ata-Pc (Associazione Tutela Ambiente Animali e Protezione Civile), in seguito alla tragedia che domenica è costata la vita a due operai nel tratto tra i caselli di Albisola e Celle Ligure:

1) “Considerato che la A10 non sembra rispondere in pieno ai requisiti di sicurezza. “

2) “proponiamo di declassarla a superstrada, assoggettarla al limite di velocità di 90 km/h e installare velox e tutor affinché vengano rispettati”.

3) “L’autostrada Genova-Ventimiglia da anni palesa la sua inadeguatezza rispetto agli attuali volumi di traffico – fa notare Castelli – Ogni weekend si formano code interminabili che danneggiano il turismo (spingendo molti a scegliere mete alternative) e l’ambiente, con emissione di enormi quantità di gas di scarico”.

4) “A questi problemi si sta aggiungendo un numero sempre crescente di incidenti gravi, con un costo drammatico in vite umane”.

3) “Se è palese che il tracciato autostradale soffra di problemi strutturali (corsie strette, mancanza corsia d’emergenza, curve, ecc), è evidente come tali problemi siano esasperati dalla presenza spropositata di camion – prosegue Castelli – E’ sufficiente percorrere pochi km per trovarsi costretti a sorpassare colonne di 10/15 camion, o dover schivare tir che rallentano improvvisamente, frenati in salita da carichi pesantissimi, o ancora venir pressati da autotreni lanciati a velocità pericolosa, magari per rispettare tempi di consegna assurdi”.

4) “Più volte – ricorda il presidente di Ata-Pc – si è ipotizzato di realizzare nuovi tronchi autostradali, come la Carcare Predosa o la Albenga Ceva. Siamo contrari a questa ipotesi, per molte ragioni. Innanzitutto, non si eliminerebbe il problema ma lo si sposterebbe soltanto, lasciando peraltro congestionato il tratto da Ventimiglia ad Albenga o Savona. Poi si causerebbe la distruzione di aree naturali incontaminate e di grandissimo valore (anche turistico) come l’alta Valle Bormida o le Valli di Albenga, devastandole con cemento e traffico. Infine, la carenza di risorse economiche rende tali ipotesi difficili da realizzare”.

5) “Riteniamo che la soluzione sia convertire il trasporto merci a lunga percorrenza da gomma a nave, sfruttando di più e meglio le ‘autostrade del mare’. La maggior parte dei camion che oggi intasano la A10 proviene da Spagna e Portogallo, e percorre quindi distanze enormi lungo Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e dotati di ottimi porti. Ostinarsi a movimentare queste merci su camion significa perseverare in un atteggiamento ottuso, che provoca enorme spreco di carburante, ingentissime emissioni di gas serra (che invece dobbiamo assolutamente ridurre, se non si vuole oltrepassare il ‘punto di non ritorno’ per il pianeta), inquinamento atmosferico dei centri costieri, congestione del traffico e, come si è visto, morti e feriti”.

6) Ma crediamo che Regione e Governo debbano fare qualcosa di più che limitarsi a esprimere sentite condoglianze quando si verificano incidenti con vittime. Il traffico pesante ormai è insostenibile e fuori controllo.

Sono perfettamente d’accordo su molti punti di Marco Castelli: 1,3,4,6. Su questi punti c’è assoluto accordo.

Sul punto 5) ritengo che la soluzione sia praticabile abbastanza facilmente. Trasferire una buona parte di camion da autostrada a nave potrebbe essere anche abbastanza velocemente attuabile. Resta il punto cruciale dello sbarco a Savona od a Genova con evidente necessità comunque di ritrasferire i TIR su autostrada. La soluzione varrebbe quindi tra Ventimiglia e Savona-Genova.

Sul punto 4) ritengo invece che la necessità di realizzare uno sbocco all’eccessivo traffico tra Albenga e Genova possa avere una soluzione come la Carcare Predosa non invece come la Albenga Ceva che è fuori tiro rispetto ad un traffico che è diretto verso il milanese.

Il progetto dell’Albenga Predosa non è comunque un progetto da prendere così com’è, potrebbe essere rivisto specie nella zona del finalese, dove è poco rispettoso dell’ambiente.

Avere una autostrada invece che una superstrada ci può garantire almeno un po’ di manutenzione, cosa che l’Anas credo non sia in grado di effettuare efficacemente. Ricordo solo che ogni tre pietre cadute il cantiere dura anni! E’ evidente l’enorme costo in termini di pedaggio per i liguri, ma l’autostrada è un’arteria vitale per il ponente e tutta la Liguria, e non possiamo privarcene !

Paolo Forzano

 

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