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La quiete di Noli

Per spiegare il titolo di questo articolo, ci affidiamo alla La quiete dopo la tempesta, poesia composta da Giacomo Leopardi nel settembre del 1829 e pubblicata per la prima volta nel 1831.

In essa, inizialmente il poeta descrive, con tono di festosa esultanza, la vita che riprende più operosa ed animata, dopo le violenze di un forte temporale, distaccandosi apparentemente dal proprio pessimismo cosmico.

” Passata è la tempesta:
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso. Ecco il sereno
Rompe là da ponente, alla montagna;
Sgombrasi la campagna,
E chiaro nella valle il fiume appare.
Ogni cor si rallegra, in ogni lato
Risorge il romorio

Ciò a Noli non avviene, anzi sembra proprio che la maggior parte dei Locali si sia trasferita alla “Quiete“, quella vera di Spotorno.

In Noli, antica repubblica marinara, il turismo è diventato un turismo da “geriatrici“; ormai i giovani, anche locali, non sono più coinvolti da quelle iniziative su cui le varie amministrazioni contano per attirare “folle” di turisti, sopra tutto nei mesi estivi, turisti detti “vacanzieri“.

Ma cosa fanno questi vacanzieri ? Analizziamoli per categorie, partendo dai “vecchietti“. In qualsiasi località siano essi residenti, il tempo libero lo passano o negli oratori dove per lo più ci sono i circoli anziani, o nei campi bocce, disseminati qua e la, accanto alla consueta Osteria, dove tra una partita e l’altra hanno la possibilità di rinfrescarsi l’ugola o degustare qualche prodotto locale.

A Noli più che passeggiate lungo mare, vita di spiaggia evitando il solleone, o, se sono abili, qualche nuotata, non tanto al largo onde evitare supplementi di remate ai bagnini di turno; e poi………….. poi accompagnare o la moglie, o la compagna, o l’amica, o l’amante al mercato del giovedì.

Noli, è e rimane un borgo che non sa rinnovarsi; occorre cercare nuovi stimoli, e senza fare “voli pindarici” cercare di sfruttare al meglio il territorio che non è solo mare, tranquillità e riposo.

Tutto questo va bene per i residenti ed i turisti, italiani sopra tutto, di una certa età, ma ormai, con la globalizzazione occorre promuovere nuove iniziative per sfruttare al meglio, ad esempio, il proprio territorio montano, evitando di lasciare, come consuetudine, l’iniziativa ad altre amministrazioni viciniore.

Su “Trucioli” del 13 ottobre 2016, nell’articolo : “Lettera ad una professoressa” scrivevo: Nel pomeriggio avanzato, fino a sera, in estate, inoltrata, chi entra nel centro storico di Noli, a piedi o con l’auto, dalla parte dove sono situate “le montagne russe“, sulle panchine adiacenti alla Chiesetta di Sant’Anna e sui muretti della Piazza Chiappella, trova, tutti allineati come tanti soldatini, anziani e no, per lo più locali, che passano il loro tempo, ad osservare il passeggio dei turisti ma sopra tutto raccontandosi i gossip di giornata o ciò che scrive la stampa locale.

Commentano e danno la loro opinione, sulle “determine” e sulle “delibere” emesse dall’Amministrazione comunale, ciò avviene anche nei Borghi dell’entroterra, tralasciando gli argomenti che parlano di rinnovo del “motus vivendi” – ….. quodque ipsum agitatur aliunde, quando finem habet motus, vivendi finem habea..……” – “…….Quel movimento porta qualcosa, e quando cessa di muoversi la conclusione è inevitabile …… si torna dove si era ” – ovvero se non c’è rinnovamento, tutto rimane come prima. [Cicerone, sogno 27-28].

E perché questo ? Perché in tutta Noli, fino ad ora non c’è un posto di aggregazione; ovvero di locali ce ne sono tanti ma che svolgano funzione di aggregazione sociale non ce ne uno !

Per i “giovani”, poi, alla sera onde evitare estenuanti andirivieni per raggiungere i luoghi dove sono dislocate le discoteche, dal 1 giugno al 3 di settembre, ha aperto i battenti l’Hilton Summer Club, ex discoteca Bajia, ma solo d’estate, quando poi la stagione turistica finisce, che mete hanno i giovani e giovanissimi? Forse che frequentino il ristorante Controcorrente, quello sorto dalle ceneri del Bar Caffè 101 ove si poteva, senza peregrinare da luogo a luogo, fermarsi e sentire della buona musica?.

A Noli per i giovani, c’è ben poco da fare, il Centouno Cafè, insieme ad altri locali che si possono contare sulle dita di una mano, erano gli unici posti che attiravano i ragazzi e che facevano sempre qualcosa per ravvivare le serate estive, nel rispetto delle regole e degli orari.

Anche oggi giorno purtroppo capita spesso sentire gli autoctoni, e turisti, lamentarsi per l’eccessivo rumore, non solo dei bar, ma anche delle manifestazioni organizzate dal Comune stesso, allora viene da chiedersi se per vivacizzare la vita del Borgo, Noli si debba trasformare in un paese “morto” o se sia meglio chiudere un occhio, anzi un orecchio, considerando che comunque il “rumore” non dura tutta la notte.

Nella vicina Spotorno, altra cittadina a pochi chilometri da Noli, chi non ricorda l’esposto alla Procura della Repubblica di un turista che ha denunciato un gallo [e quindi il proprietario del pennuto] perché questi cantava alle tre e mezza – quattro di notte e gli disturbava il sonno ?

Naturalmente il gallo ha vinto la causa, anche se poi è finito in pentola e questa volta per giusta causa, ovviamente sostituito da un altro pennuto valido e più giovane.

Ho conosciuto i nipoti [del contadino, non del gallo], che mi raccontavano di un altro episodio: un “turista” andando ad abitare in via Berlinzoni, dove aveva acquistato per se e la sua famiglia un alloggio, aveva formulato un esposto nei confronti dei bimbi dell’asilo che dopo pranzo giocavano nel cortile della scuola materna e che le loro grida disturbavano lui e la famiglia intenti ad effettuare “la pennichella”.

A proposito di “rumore”, sul quotidiano “La Stampa” del 14 Agosto 2008, nella rubrica “La parola ai lettori”, si poteva leggere questa lettera: Noli, dov’è la tutela dai rumori notturni ?

“Noli è una città turistica che tiene alla sicurezza e all’ordine e, per ragioni turistiche, non si può venir meno all’osservanza delle regole che tutelano l’incolumità pubblica”. Sono parole testuali contenute nella risposta del comandante della polizia urbana di Noli, su questa rubrica, pubblicata domenica 10 Agosto, alle lamentele di un turista multato per divieto di sosta. Concetto assolutamente condivisibile, in generale. Purtroppo nel particolare non sempre è applicato: io ho più volte denunciato che l’incolumità mentale (non meno importante, per il vacanziere, di quella fisica) di tre famiglie che vivono in via Colombo 99 (nella zona del centro storico) non è per niente tutelata. La musica e il vociare del bar e del suo dehors (autorizzato ?) aderente alla mia proprietà proseguono imperterriti dopo l’una di notte. Due inquilini stagionali se ne sono andati. L’osservanza delle regole che dovrebbero indurre i turisti a “non evitare Noli” dovrebbe essere estesa, a mio modesto avviso, 24 ore su 24, e non solo sulla strada. Il comandante sarà in grado di farlo ?”

Carlo Gambetta 

I ragazzi proprietari del bar sotto accusa hanno inviato alla redazione del giornale una risposta che, fino ad ora, non è stata pubblicata e, dato che l’argomento rispecchia un po’ i problemi del turismo a Noli di cui abbiamo parlato anche noi, abbiamo deciso pubblicarla nel blog: Noli, dove “i rumori notturni” ottenebrano il buon senso.

In riferimento alla piccata polemica sollevata dal comandante Carlo Gambetta su questa rubrica, pubblicata giovedì 14 agosto, trovo doverose alcune precisazioni.

In primis mi pare che si faccia distinzione tra diritti di serie A e diritti di serie B. Proprio perché Noli è una località turistica, occorre difendere i diritti dei villeggianti, sia di coloro che decidono di andare a dormire subito dopo cena, che di coloro che decidono di vivere le serate d’estate in modo differente, nonché dei proprietari di alloggi affittati per i mesi estivi (locazioni denunciate e in toto?) e di chi gestisce bar, chioschi, locali e ristoranti.

Proprio per questi ultimi il periodo estivo rappresenta la linfa vitale per la sopravvivenza di tutto l’anno, per cui la tutela al diritto al lavoro di questi soggetti risulta altrettanto sacrosanta. In questo complesso contesto si inserisce proprio il lavoro della polizia municipale che, sulla base delle normative e in molti casi con saggezza e diplomazia, cerca di tutelare i diritti di tutti e arginare il malcontento dello scontento di turno.

Inoltre colgo l’occasione per ricordare al Sig. Gambetta che i regolamenti comunali consentono alle attività commerciali quali i bar di svolgere le loro attività fino alle ore 3.00 nel periodo estivo e fino alle 2.00 per ciò che concerne il servizio in spazi aperti quali dehors. Nello specifico, faccio presente che l’attività del Centouno Cafè, che tanto infastidisce il Sig. Gambetta, è accompagnata da tutte le autorizzazioni previste e che, di norma, è premura dei gestori limitare il volume della musica durante le serate e gli schiamazzi dei propri avventori, proprio per mantenere rapporti di buon vicinato con tutti e disturbare il meno possibile.

Forse con un po’ di buon senso e con la volontà di raggiungere il giusto compromesso, si lavorerebbe e si vivrebbe tutti un po’ meglio.

Alfonso Caputo

Dal sito del Comune di Noli

Allegato alla delibera del C.C. N° 25 del 20/07/2015 – Regolamento Comunale. Occupazione del suolo pubblico con dehors e altri arredi di attività produttive.

Articolo 15

orario

Le attività di somministrazione e/o consumo di alimenti e bevande svolte nei dehors collocati su suolo pubblico e privato devono cessare alle ore 02.00. ferma restando l’osservanza degli adempimenti previsti dalla vigente normativa in materia commerciale e di pubblica sicurezza, i piccoli intrattenimenti musicali con diffusione sonora della musica strumentale e dal vivo svolte su aree pubbliche dai titolari di esercizi di somministrazione alimenti e bevande potranno essere effettuati nel rispetto delle seguenti limitazioni:

1 – Nelle aree del centro storico divieto dalle ore 13.00 alle ore 16.00; non più di 2 volte alla settimana; con inizio attività non prima delle ore 10.00 e termine non oltre le ore 24.00

2 – Nelle restanti aree divieto dalle ore 13.00 alle ore 16.00; non più di 3 volte alla settimana; con inizio attività non prima delle ore 10.00 e termine non oltre le ore 00.30

.Nell’esercizio di dette attività sulle aree pubbliche oggetto di occupazione, i titolari devono attenersi alle disposizioni contenute nel vigente regolamento comunale per la tutela dell’inquinamento acustico nonché nelle altre ordinanze e regolamenti emanati al riguardo.

  • N.B: Chi ha steso questo articolo, allegato alla delibera del C.C. N° 25 del 20/07/2015, sarebbe opportuno che lo rivedesse in quanto la miscellanea degli orari è senza senso, ovvero nel comma primo si parla di ore 02.00 come orario di cessazione mentre ai punti 1 e 2 della medesima si dà come termine ore 24.00 e 00.30. A quale delle tre occorre attenersi ?

    Quando canali televisivi trasmettono in diretta, vedi ad esempio una partita di calcio o qualche avvenimento, in eurovisione, [Europa] il cui inizio è fissato dalla F.I.G.C. o dal C.O.N.I o dalla RAI o dalla FINIVEST, in ore inconsuete, vedi esempio alle ore 12.30, i televisori o maxi schermi dei vari locali, ristoranti compresi, dovrebbero, per op temperare le disposizioni di cui all’art. 15, rimanere spenti.

    Se, invece, le trasmissioni diffuse in mondovisione, come le olimpiadi, [tra Italia e Brasile, ci sono 6 ore di fuso orario] ed in particolare le gare di nuoto [vedi ad esempio i 200 metri della nostra atleta Pellegrini sono stati trasmessi alle ore 3.00], stando alla normativa sopra detta, i gestori delle varie attività, avrebbero dovuto invitare le loro rispettabili clientele ad andare tutti a nanna !

    Di sicuro quel giorno l’attività non avrà alcun beneficio economico, rimarrà semi vuota, e pertanto gli esercenti ringraziano di cuore, al divieto dalle ore 13.00 alle ore 16.00 e al termine non oltre le ore 24.00 e non oltre le ore 0,30 !

    Dalla lettera apparsa su “La Stampa” del 14 Agosto 2008, nella rubrica “La parola ai lettori”,

    La musica e il vociare del bar e del suo dehors (autorizzato ?) aderente alla mia proprietà proseguono imperterriti dopo l’una di notte.

    Due inquilini stagionali se ne sono andati. L’osservanza delle regole che dovrebbero indurre i turisti a “non evitare Noli” dovrebbe essere estesa, a mio modesto avviso, 24 ore su 24, e non solo sulla strada. Il comandante sarà in grado di farlo”.

    L’altro comandante, il Sig. Gambetta, che la firma, abituato per anni, al fruscio delle onde, o alla potenza sonora LWS della una sala macchina di quella nave che comandava, non specifica quale sia il disturbo che gli procurava fastidio: suono o rumore o … [A]

    La differenza tra suono o rumore è soggettiva. Dipende dal modo in cui viene percepito. Ad alcuni può dar fastidio un suono che piace molto ad altri, come ad esempio certi tipi di musica. Nell’ambito delle definizioni diremo che il suono è la sensazione che percepiscono gli organi uditivi dovuta alle variazioni di pressione dell’aria, causate dalle vibrazioni della stessa.

    D’altra parte la scala in dB si avvicina molto di più alla percezione umana del suono poiché l’orecchio reagisce alla proporzione di variazione di livello, il dB, e non agli aumenti di variazione, pressioni in Pa oppure potenze in W.

    Un rumore di 40 µPa passando a un valore doppio, 80 µPa, fornisce la stessa sensazione di aumento di uno di 80 µPa che passa a 160 µPa. In entrambi i casi l’aumento, misurato in dB, è pari a 6 dB. D’altra parte bisogna aggiungere che 1 dB è la variazione più piccola che può apprezzare l’orecchio umano.

    La scala sulla sinistra della Fig. a mostra i valori di pressione in µPa tra i limiti di udito e la soglia del dolore e i relativi valori in dB. Con delle sagome sono stati illustrati i vari esempi di situazioni che causano un rumore approssimativo a quella della scala.

    L’orecchio umano non ha una sensibilità lineare del rumore, sia per quanto riguarda l’intensità sia per la frequenza dello stesso, per questo Fletcher e Munson idearono le curve isofoniche, che descrivono l’andamento della sensibilità umana per i suoni di diversa intensità e frequenza, l’unità di misura di queste curve sono i phon, che riportano la scala decibel secondo la scala di sensibilità dell’orecchio umano.

    Da queste curve è possibile vedere come la soglia d’udibilità minima sia più alta per le basse frequenze (sotto i 400 Hz) rispetto alle medie frequenze, soglia che aumenta superati i 4 000 Hz, valore cui si ha la maggiore sensibilità rispetto alle altre frequenze. 

    Curve di compensazione

    Da queste curve di sensibilità sono state ricavate le curve di ponderazione, le quali rappresentano un grafico tra intensità decibel e frequenza del suono, e ogni qual volta che si vuole verificare la sensibilità di un orecchio, bisogna sommare l’intensità di pressione (non i dB) tra la curva di compensazione (composta per la maggior parte delle frequenze da valori negativi) e il suono, poi riconvertire in dB, in questo modo si conoscerà il valore dB che l’orecchio sente realmente o che dovrebbe sentire. [B]

    Le curve di compensazione in origine erano 3 A, B e C (di cui le ultime due in disuso) e le rispettive scale dB a seconda della curva di compensazione usata prendono il nome di dBa, dBb e dBc, più recentemente è stata introdotta anche la curva D, studiata espressamente per il traffico aereo.

    Normativa

    Art. 844. C.C. – Immissioni

    Art. 659. C.P. – Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone

    D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (1). – Nuovo codice della strada

    D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 (1). – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada (2) (1/circ)

    D.P.C.M. 1 marzo 1991 (1). – Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno

    L. 26 ottobre 1995, n. 447 (1). – Legge quadro sull’inquinamento acustico (1/circ)

    D.M. 11 dicembre 1996 (1). – Applicazione del criterio differenziale per gli impianti a ciclo produttivo continuo

    D.P.C.M. 16 aprile 1999, n. 215 (1). – Regolamento recante norme per la determinazione dei requisiti acustici delle sorgenti sonore nei luoghi di intrattenimento danzante e di pubblico spettacolo e nei pubblici esercizi

    L. 31 luglio 2002, n. 179 (1). – Disposizioni in materia ambientale (1/circ)

    D.P.C.M. 14 novembre 1997 (1). – Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore

    D.P.C.M. 5 dicembre 1997 (1). – Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici.

    D.M. 16 marzo 1998 (1). – Tecniche di rilevamento e di misurazione dell’inquinamento acustico. D.M. 31 ottobre 1997 (1). – Metodologia di misura del rumore aeroportuale.

    D.P.R. 11 dicembre 1997, n. 496 (1). – Regolamento recante norme per la riduzione dell’inquinamento acustico prodotto dagli aeromobili civili (1/circ).

    D.M. 20 maggio 1999 (1). – Criteri per la progettazione dei sistemi di monitoraggio per il controllo dei livelli di inquinamento acustico in prossimità degli aeroporti nonché criteri per la classificazione degli aeroporti in relazione al livello di inquinamento acustico (2)

    D.M. 3 dicembre 1999 (1). – Procedure antirumore e zone di rispetto negli aeroporti (2)

    D.Lgs. 17 gennaio 2005, n. 13 (1). – Attuazione della direttiva 2002/30/CE relativa all’introduzione di restrizioni operative ai fini del contenimento del rumore negli aeroporti comunitari.

    D.P.R. 18 novembre 1998, n. 459 (1). – Regolamento recante norme di esecuzione dell’articolo 11 della L. 26 ottobre 1995, n. 447 (2), in materia di inquinamento acustico derivante da traffico ferroviario.

    D.P.R. 30 marzo 2004, n. 142 (1). – Disposizioni per il contenimento e la prevenzione dell’inquinamento acustico derivante dal traffico veicolare, a norma dell’articolo 11 della L. 26 ottobre 1995, n. 447.

    D.P.R. 3 aprile 2001, n. 304 (1). – Regolamento recante disciplina delle emissioni sonore prodotte nello svolgimento delle attività motoristiche, a norma dell’articolo 11 della L. 26 ottobre 1995, n. 447 (2).

    D.M. 29 novembre 2000 (1). – Criteri per la predisposizione, da parte delle società e degli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture, dei piani degli interventi di contenimento e abbattimento del rumore.

    D.P.C.M. 31 marzo 1998 (1). – Atto di indirizzo e coordinamento recante criteri generali per l’esercizio dell’attività del tecnico competente in acustica, ai sensi dell’art. 3, comma 1, lettera indice 6 b), e dell’art. 2, commi 6, 7 e 8, della L. 26 ottobre 1995, n. 447 «Legge quadro sull’inquinamento acustico» (2).

    D.Lgs. 4 settembre 2002, n. 262 (1). – Attuazione della direttiva 2000/14/CE concernente l’emissione acustica ambientale delle macchine ed attrezzature destinate a funzionare all’aperto.

    L. 31-10-2003 n. 306.

    D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 194 (1). – Attuazione della direttiva 2002/49/CE relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale.

    L’art. 2 della L. 447/95 definisce l’inquinamento acustico come “l’introduzione di rumore nell’ambiente abitativo o nell’ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo e alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell’ambiente abitativo o dell’ambiente esterno o tale da interferire con le normali funzioni degli ambienti stessi”.

    La Regione Liguria fissa i criteri per la zonizzazione acustica del territorio: la suddivisione del territorio comunale in zone, ad ognuna delle quali corrisponde un diverso limite del rumore (misurato in decibel) ammissibile. I limiti stabiliti sono diversi nelle ore diurne e notturne e dipendono dalla destinazione d’uso del territorio. A tal fine le aree sono divise in particolarmente protette, destinate ad uso prevalentemente residenziale, miste, di intensa attività umana, prevalentemente industriali, esclusivamente industriali. La zonizzazione, primo atto propedeutico al risanamento del territorio è adottata dai comuni e approvata dalle province. In Liguria 233 comuni su 235 hanno già adottato la zonizzazione.

    Gli interventi di risanamento stabiliti dalla Regione rispettano alcuni criteri di priorità fissati dall’amministrazione stessa. In particolare, si privilegia la realizzazione di opere al servizio di ospedali, scuole, aree residenziali e turistiche e gli interventi di risanamento eseguiti nelle zone dove il superamento in decibel dei limiti di rumore è più frequente ed elevato e colpisce un maggior numero di residenti.

    La consistenza della popolazione esposta al rumore è il parametro di misura fondamentale scelto dal decreto legislativo 194/2005 con il quale l’Italia ha adeguato la sua normativa al dettato comunitario. Successivi decreti attuativi prevedono che i piani di azione per il contenimento dell’inquinamento acustico interessino gli agglomerati urbani superiori a 100.000 abitanti e le grandi infrastrutture di trasporto ferroviario e autostradale.

    I piani, elaborati dalle autorità competenti, sono verificati dalla Regione e individuano le azioni utili affinché le emissioni sonore presenti in ogni area rispettino le previsioni contenute nelle mappature acustiche strategiche preventivamente definite.
    Le mappe acustiche e i piani di azione che riguardano assi stradali, ferroviari, aeroporti e agglomerati urbani principali sono comunicati dalla Regione al Ministero dell’Ambiente e alla Commissione Europea.

    Ogni mondo è paese, che cosa dovrebbero dire gli abitanti le cui case si trovano adiacenti a linee ferroviarie e sotto i sentieri di avvicinamento agli aeroporti ?

    Forse per l’autore della lettera è una cosa normale, è lavoro, è occupazione, è il progresso che avanza; sono rumori tollerabili, basta che non siano “aderenti alla sua proprietà”

    Per anni ho abitato in una via dove dalle cinque del mattino fino all’una di notte sentivi lo sferragliamento del tram numero 5. A lungo andare ci si abitua e poi non ci fai più caso.

    Ogni lunedì mattina, alle sette circa, mentre mi avviavo a prendere l’auto per andare a lavorare, sopra di me, sorvolava un mastodontico Jumbo 747 “Stresa” – per il trasporto delle vetture tra Italia e Usa
    era sul sentiero in avvicinamento alla pista di atterraggio di Torino – Caselle.

    Cosa devono dire gli abitanti di Caselle, ancora oggi, del rumore prodotto dagli aerei, che sfiorano i tetti delle loro abitazioni ?

    Nel luglio 1985 venne installato sullo scalo torinese l’instrument landing system (ILS), del tipo ILS SEL 4000, al fine di garantire l’operatività e la sicurezza del volo sullo scalo con qualsiasi condizione meteorologica. L’acquisto da parte di SAGAT dell’impianto ILS [C] era all’interno del piano Pininfarina-General Motors che comprendeva un ponte aereo cargo Torino-Detroit per i telai delle autovetture prodotte dalla casa statunitense. Il 15 novembre 1986 l’aeroporto fu dichiarato dall’AAAV.TAG., l’allora Ente Nazionale per l’Assistenza al Volo, idoneo a consentire gli atterraggi con il nuovo sistema ILS di categoria II.

    Un ponte aereo di 7 mila chilometri che univa TecnoCity con Detroit. Lo hanno voluto General Motors e Pininfarina, partners nella realizzazione della Cadillac «Allanté», vettura sofisticata, vestita per l’America dal design piemontese, che nell’industria moderna è bellezza, funzionalità e tecnologia. Ogni anno 8 mila auto di prestigio, che la Pininfarina ha disegnato e prodotto per la Cadillac, hanno superato l’Atlantico con 5 voli settimanali attivati dall’Alitalia e dalla Lufthansa.

    Note:

    [A] Tratto da : Dispense Tecniche – Acustica – Il Rumore – I Decibel – S&P è un’azienda presente e nota in tutto il mondo

    [B] Paolo Mazzoldi, Massimo Nigro, Cesare Voci, – Elementi di fisica – elettromagnetismo e onde, EdiSES, 2008.

    [C] L’ILS produce onde elettromagnetiche in quantità elevate ed è situato a fronte dei due centri abitati: San Maurizio Canavese e San Francesco al Campo.

    Alesben B.


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