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Noli e la sua ‘Civiltà della pesca’
Con un futuro senza pescatori?

Ancora oggi sulla spiaggia dei pescatori sostano le variopinte barche da pesca tra i bagnanti, che assistono ammirati al loro ritorno dalla pesca per acquistare il pescato fresco, oppure talvolta partecipano materialmente alla discesa in mare dei “gozzi”.

Noli cittadina turistica e ‘marinara’ rischia di essere travolta dal progetto della nuova galleria sull’Aurelia a Capo Noli

Questa tradizionale attività dei pescatori arricchisce da sempre la vita di Noli di multiformi aspetti non soltanto pittoreschi e turistici, ma anche di valenze sociali ed economiche.

Noli è stata il luogo de “La civiltà della Pesca” sin dalla preistoria come sapientemente illustrato nel volume curato da Giuliano Moggio, Graziella Cossetta, Furio Ciciliot e per le fotografie da Roberto Croce, il prezioso lavoro dei quali è confluito nella mostra del 2006, evento culturale voluto da Mario Lorenzo Paggi, Presidente della Fondazione Culturale S. Antonio.

L’attuale “Cooperativa Luigi Defferrari fra i pescatori”, risale al 1941 e segue le precedenti sin dal 1909 e costituisce un raro esempio di reciproco aiuto concreto tra i soci, allo svolgimento di un’attività artigianale tanto complessa quanto difficile, alla quale garantisce un indispensabile livello di sicurezza e di praticabilità.

La piccola flotta di pescatori è sempre stata un’ icona della vita sociale del borgo tanto che in occasione della festa di S. Eugenio, si realizzava una processione marina fino all’isolotto di Bergeggi, mentre il borgo era addobbato con una infiorata diffusa e una luminaria di candele ad ogni finestra.

Oggi purtroppo, mentre i passati fasti sono ancora nitidi nella memoria di molti, i pescatori associati diminuiscono causa il limitato ricambio generazionale, sebbene le barche escano in mare con equipaggi multipli, con alcuni giovani e anche una coraggiosa ma unica presenza femminile.

La situazione attuale e’ molto cambiata e se da un lato conserva le difficoltà e i rischi tipici dell’attività, sebbene un po’ mitigati dai moderni strumenti tecnologici di bordo, tuttavia i benefici economici e le condizioni generali dei pescatori artigianali sono insoddisfacenti.

Poi pesano molto da un lato le limitazioni normative e dall’altro quelle ambientali marine, accanto ai notevoli costi di esercizio.

Inoltre, risaputa e persistente è la diminuzione del pescato del Mediterraneo, afflitto da criticità ecologiche connesse ad una pressione antropica inquinante notevolissima che incide sull’equilibrio dell’ecosistema marino.

Da qui le conseguenti limitazioni Europee, dei periodi di pesca e delle tipologie, alcune certamente discutibili, altre non rispettate da tutti i Paesi.

Sta di fatto che non si vedono più le “lampare” notturne ed è vietata la “sciabica”.

Quest’ultima, una pesca storica con reti tirate da terra e l’assistenza in mare delle barche, è stata equiparata erroneamente a quella a strascico effettuata dai grandi pescherecci, questi si capaci di produrre danni ai fondali marini, mentre non pare possibile che ciò sia fattibile dalle ridotte reti dei pescatori Nolesi.

Certamente sono più dannose le molteplici forme persistenti di inquinamento e anche le devastanti ricerche petrolifere praticate mediante le bombe d’aria, consentite dai regolamenti per la scoperta dei nuovi giacimenti.

Infine sono cresciuti in modo esponenziale i costi per l’acquisto dei gozzi, per la loro manutenzione e per quella dei motori.

Analoga considerazione per l’ecoscandaglio e le attrezzature per la navigazione sicura.

E’ poi venuto a mancare l’aiuto per la riparazione delle reti che tradizionalmente era svolto dalle “pescelle” le donne che preparavano anche il pesce per la conservazione.

I costi del carburante e le assicurazioni completano gli oneri. Dunque si sta profilando una prospettiva inquietante di un futuro di Noli senza i pescatori.

Eppure essi svolgono una funzione importante rifornendo di pesce a km zero almeno in parte i ristoranti e i cittadini oltre a giocare ancora un ruolo irripetibile per la promozione turistica più qualificata.

Costituiscono una componente del patrimonio culturale del borgo, che per le valenze positive indotte sulla collettività, è doveroso rivitalizzare e riqualificare mediante un quadro di iniziative di sostegno capaci di mitigare le difficoltà e incentivare la fondamentale funzione della Cooperativa Luigi Defferrari fra pescatori di Noli.

Questo al di là dei personali ricordi, come quello di un’escursione in barca lungo le spettacolari falesie di Capo Noli, o dell’occasione giovanile di fissare su tela una variopinta immagine di forme marinare.

Bensì molto più utilmente per contribuire ad invertire un percorso generale regressivo, persistente da troppo tempo su Noli.

 

Giovanni Maina

 

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