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Elezioni virtuose. Lista unica,
il buon esempio di cinque paesi imperiesi

Basta contrapposizioni, personalismi, risse (dal cattivo esempio del Parlamento). Il ‘modello imperiese’, seppure non sia l’unico, sta guadagnando consenso. Cinque paesi dell’entroterra (nelle scorse elezioni è  già accaduto a Mendatica) hanno scelto di presentare una sola formazione, superando anche l’incertezza del quorum.  Sono Caravonica,  Costarainera, Chiusavecchia, Pompeiana, Seborga.  In altri 15 Comuni al voto si sono confrontate due liste.

Valerio Terzorio, neo laureato, eletto sindaco di Terzorio a 23 anni, un primato in Italia

A Caravonica è stato eletto sindaco all’insegna dell’unità, Fernando Gandolfi. Stessa scelta hanno fatto i sindaci Antonello Gandolfo (Costarainera), Luca Vassallo (Chiusavecchia),  Pasquale Restuccia (Pompeiana), Flavio Gorni (Seborga).C’è chi sostiene che la democrazia sia più rappresentativa quando anche nei parlamentini locali, al di là del numero dei residenti, sia utile il confronto tra maggioranza ed opposizione. Certamente non è il male assoluto, ma chiunque abbia anche un briciolo di esperienza e memoria storica è in grado di apprezzare quanto sia importante l’unione piuttosto che le divisioni. Si possono avere in una normale comunità di gente perbene, pareri diversi, visioni divergenti, più o meno preparazione e competenza. Alla fine dei conti è saggio quando prevale il quoziente della maggioranza. E la minoranza, si adegua.

L’entroterra, non è un’opinione, sta soffrendo da decenni, con qualche rarissima eccezione, la vera crisi. Non è una questione di ‘aree e montagna depressa’, semmai la debolezza, lo specchio della deriva politica nazionale. Chi viene eletto, in Provincia (ora ridimensionate), Regione, Parlamento, si preoccupa di fare ‘proseliti’ dove è più numerosa la comunità degli elettori. In una città o cittadina a volte gli abitanti di un palazzo, di una piccola strada, fanno un numero maggiore di elettori rispetto ad un paese del nostro entroterra.  E non si dica che accade così in tutta Italia. La provincia, pur autonoma, di Bolzano è l’esempio lampante che il territorio montano può avere una priorità superiore alla città. Parliamo di infrastrutture, servizi, finanziamenti, sviluppo effettivo, concreto del ‘motore’ turismo, della ‘locomotiva’ vacanze. In quei paesi di alta e media valle non si è creata la desertificazione che ha colpito e caratterizza la vita sociale ed economica delle nostre valli. Bisogna rassegnarsi al destino ?

No, bastava copiare e seguire l’esempio delle politiche virtuose e lungimiranti di altre realtà nazionali. Senza andare lontano, oltre i confini francesi, gli stessi paesi dell’entroterra della Costa Azzurra. La nostra piaga è stato il clientelismo elettorale, la ricerca disperata del posto di lavoro dopo la depauperazione  delle risorse. Impotenti a cogliere l’opportunità di un turismo che non si riduca ad attrarre ospiti a sagre, feste, al Santo Patrono, o se volete ai funerali.  Chi non è stato testimone – parliamo ai meno giovani – di parlamentari, assessori provinciali e regionali, consiglieri della Regione Liguria (tutti abbiamo letto che in Regione lo stipendio è superiore a quello del presidente degli Stati Uniti) che presenziavano alle processioni, qualcuno si prestava persino a fare da ‘camallo’ della statue ? Ebbene, col passare del tempo, quando non sono più stati in sella, sono spariti. Non si sono più visti, né soli, né con le moglie al seguito.

I nostri paesi, al punto in cui sono stati ridotti, hanno soprattutto bisogno di ‘marciare’ uniti, pur nel confronto, nella dialettica. Ma con un comune denominatore: competenza e volontariato. L’onestà è scontata, sapere di doverci rimettere magari di tasca propria pure. Resta l’orgoglio di potersi mettere a disposizione della comunità in cui spesso si è nati, si vive. Non ci sono carriere politiche dietro l’angolo, non ci sono professionisti della politica e delle poltrone, non c’è il potere o il sottopotere. C’è il duro e difficile compito di fermare l’agonia, non far morire ciò che resta, semmai usare tutte le forze e l’intraprendenza per risalire la china. Non basta dire rimbocchiamoci le maniche, serve concretezza, l’esempio, il confronto sui risultati raggiunti. Non basta accontentarsi del meno peggio. Come è inutile e dannoso il campanilismo, arroccarsi sul ‘fare da soli’.

Un recente studio universitario, di esperti, ha rivelato che entro i prossimi 50 anni – dunque uno scenario per i più giovani – spariranno 1650 comuni del Bel Paese, ovvero resteranno senza residenti, o comunque una manciata di persone. E non è il caso di pensare che il problema non ci coinvolga, non ci interessi. Non sono oracoli quelli che ‘parlano’, hanno disegnato, messo nero su bianco, una proiezioni obiettava.

E allora ? Le balle e le utopie, le promesse mancate (elettorali soprattutto) ci hanno portato nel baratro, non sull’orlo di un precipizio. Basterebbe recarsi un certi periodi dell’anno, camminare su e giù di un paese senza incontrare, per ore, un’anima viva. Basterebbe fare un censimento delle case vuote, abbandonate per 365 giorni l’anno, sempre più trasandate.

Troppi metodi vecchi, è l’ora di cambiare. Il presidente del consiglio Renzi quando parla di questa realtà ha ragioni da vendere, a prescindere dall’essere o meno d’accordo col suo governo.

I rapporti umani sono una cosa importante soprattutto nei piccoli paesi. Basta utopie, più compattezza; basta farsi le scarpe, magari sobillati da chi fa dell’inconfessabile la sua ragione di vita sfruttando la politica più deteriore. Basta guerre tra cittadini, sciacallaggi, intrecci perversi. E si lasci, si incoraggi giovani  a prendere le redini, a premere sul rinnovamento. E quando è il momento si abbia la saggezza di farsi da parte.

Sempre nell’imperiese i giornali locali hanno dato il giusto risalto al ‘caso Terzorio’. Valerio Ferrari, 23 anni, il più giovane sindaco eletto in Liguria e forse nella storia del ponente ligure. Gli elettori l’hanno premiato rispetto al concorrente dell’altra lista che puntava alla quinta legislatura. Non si tratta di un miracolo, ma della maturità dell’elettorato. Ben venga la grande passione di Ferrari. Non è neppure il caso di rimarcare che il giovane primo cittadino è fresco di laurea.  Non è il titolo di studio a fare la differenza. Basti pensare ad un altro record imperiese e non solo. Il sesto mandato di Luigino Dellerba, Aurigo, eletto per la prima volta nel 1983, con un ritorno a sindaco nel 2011.  Aveva 26 anni e pare fosse il capo della giunta comunale più giovane d’Italia.  E’ stato assessore provinciale e presidente di quella Riviera Trasporti (dal 2011 al 2005) che rischiava il fallimento ed è stata risanata, negli ultimi due anni, con una cura da cavallo del direttore – manager Gianfranco Benzo, per anni sindaco di Ormea.

Non basta dire che oggi fare il sindaco  significa combattere con le ristrettezze finanziarie, impensabili rispetto ad una volta. Il periodo della vacche grasse è finito per tutti. Non per la corsa alle poltrone nelle città dove alle recenti comunali c’è stata una vera e propria esplosione di candidati sindaci e consiglieri. Occorre fare tesoro del passato per non essere miopi nel futuro.

Da ultimo pubblichiamo la lettera di una cittadina qualunque che ha scritto da un paesino del nostro entroterra. (L.Cor.)

LA LETTERA A TRUCIOLI.IT DI ERINA….NOI DELL’ENTROTERRA MONTANO VIVIAMO A 25 KM DAL PRONTO SOCCORSO E VOGLIONO RIDURRE LA GUARDIA MEDICA. QUAL E’ L’ORARIO PER AMMALARSI ?

Spett. Trucioli, ho letto un vostro articolo sul nostro paese…., Certo le foto non sono un belvedere , però più che insistere su questo sarebbe meglio che chiedeste di cosa hanno bisogno i paesani parlando con loro senza arrivare in incognito. Certo che non vi siete preoccupati che all’inizio del paese in una bella casa , nel giardino, ci sono animali lasciati nel fango tutto l’anno. Forse non siete della protezione animali; parlando con le persone che vivono in questi paesi dell’entroterra dove il Comune è povero indipendentemente dal Sindaco che ha aperto il suo bar non certo pr arricchirsi. Io non lo voglio difendere , ma certo ora i comuni non ricevono contributi e quando li hanno ricevuti in passato qualche volta non ne hanno fatto buon uso. Il Sindaco a volte paga di tasca propria perchè le casse comunali sono vuote ed al momento è unico ed il solo a farlo.

Sarebbe meglio invece capire cosa manca in assistenza sopratutto, come aiutare, perchè nel nostro paese nessuno si riempie le tasche anzi ci rimette . Forse sarebbe giusto trovare persone motivate a rappresentarci e poi non incolpiamo questi 30 giovani, ma non è giusto che siano le cooperative ad intascare una bella cifra, dicendo che sono una risorsa, ma la loro dignità dove la mettiamo ? Ora dobbiamo firmare, perchè pare che, specialmente nei comuni montani, vogliono togliere diverse ore di guardia medica e 118. Qual’è l’orario per ammalarsi !!! Di questo dovremmo preoccuparci, qualcuno invecchia ancora, ma tanti non ci sono più. Il nostro paese dista , 25 chilometri dal pronto soccorso e voi che siete giornalisti cercate pure il degrado cosa non difficile in generale, ma date per favore una mano anche solo con la penna.

Cordialmente una 69 enne che ama il suo paese natale, che cerca di aiutare gli anziani rimasti, che è dispiaciuta che con poche parole sia facile denigrare un paese, senza conoscere veramente la situazione. Spero che itorniate a trovarci, Erina

 

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