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La Cooperativa di Mendatica che vuole creare l’albergo diffuso. E le guide con asini

La Cooperativa di Comunità Brigì, attiva a Mendatica, tra i vincitori del bando Coop Liguria Startup, ammessa ai contributi di Coopfond: punterà a sviluppare ulteriormente servizi turistici innovativi, tra cui la gestione del Rifugio Ca’ da Cardella, del Parco Avventura e del Centro di Turismo Escursionistico. Con un obiettivo ambizioso: creare un albergo diffuso in paese e nelle malghe, ovvero una rete di alloggi idonei, come avviene già a Montegrosso P.L. Si aggiunga che Mendatica è tra le rare realtà dove operano 3 ragazzi – guide someggiate, che si avvalgono di due asini. 

 

Sono molti i settori di applicazione delle dieci idee recentemente vincitrici del bando Coop Liguria Startup per la creazione di una nuova impresa innovativa: un progetto che Coop Liguria, in occasione del suo 70° anniversario, ha voluto lanciare in collaborazione con Legacoop Liguria e Coopstartup di Coopfond.

Fra i dieci progetti vincitori, quello della Cooperativa Brigì di Mendatica è l’unico in Provincia di Imperia, che come gli altri riceverà un contributo e avrà la possibilità di accedere agli strumenti finanziari messi a disposizione da Coopfond per il sostegno alle imprese cooperative, sulla base di un’istruttoria che valuterà ogni singolo progetto. Per un intero triennio, le neonate startup potranno anche beneficiare del sostegno degli esperti e dei manager Coop.

La partecipazione al bando, aperto il 7 aprile 2015, è stata molto numerosa: 91 iscrizioni, per un totale di 350 giovani, in gran parte laureati; 86 progetti presentati da gruppi informali, 5 quelli ideati da cooperative già costituite. Dei 91 presentati, 77 sono risultati formalmente ammissibili: 53 dalla provincia di Genova, 14 da Savona, 10 dallo spezzino e 8 da Imperia. I rimanenti sei provengono da fuori Liguria, di cui due dal basso Piemonte. Le idee vincitrici sono state premiate in base a una serie di criteri giudicati da un gruppo di professionisti: il valore dell’idea, la qualità e le competenze del team, la fattibilità dei progetti, la capacità di creare valore e lavoro sul territorio e i contenuti innovativi del progetto. E tra i requisiti fondamentali, anche la capacità da parte dei ragazzi di sfruttare al 100% il percorso formativo costruito per loro al termine della prima tornata di selezione.

Il geom. Francesco Meoli presidente della Cooperativa Brigì

La Cooperativa di Comunità Brigì è stata istituita con atto notarile nell’aprile 2015 da tre soci fondatori. Il geometra Francesco Meoli, presidente; l’ingegnere edile Maria Ramella, vice presidente; Paola Ferrari, diploma in agraria, titolare di azienda agricola. Oltre ai tre componenti, i soci iscritti sono 4 che dovrebbero arrivare a 12 con l’approssimarsi della stagione estiva quando si passerà alla piena operatività. Si tratta in tutti i casi di soci attivi, di giovani lavoratori. I fondatori hanno dato molto importanza al coinvolgimento giovanile, l’età si aggira dai 18 ai 30 anni.  Con quali idee progettuali la cooperativa di Mendatica è stata selezionata tra i dieci progetti vincitori ?

Maria Ramella (a ds) e Paola Ferrari della Cooperativa Brigì

Lo spiega l’ing. Maria Ramella: ” Il Bando – progetto di Coop Liguria era abbastanza complesso ed hanno aderito 90 gruppi, con una selezione di 30, tra cui la nostra ‘idea progettuale’.  Da settembre a dicembre  abbiamo partecipato ad un corso per giovani imprenditori. Da qui è scaturito un ‘Piano d’impresa’ e la definitiva selezione dei 10 vincenti.  Il nostro progetto complessivo riguarda il Parco Avventura, il Rifugio Cà Cardella, il Centro di Turismo Escursionistico.  Il parco è gestito soprattutto nell’ambito del volontariato. Ora vogliamo creare un parco vivibile che possa coinvolgere tutta la famiglia, persino con la presenza degli animali.  Facendo sport, ma anche educazione ambientale.  C’è il rifugio, bisogna prima di tutto promuoverlo  e farlo conoscere il più possibile, nel contempo creare  attorno alla struttura una rete di appartamenti idonei, adeguati alle esigenze dell’escursionista. In paese ci sono tante case, in maggioranza non utilizzate. Si può cogliere l’opportunità di eseguire lavori, renderli fruibili alla ricettività, con un ritorno economico. Possiamo senz’altro parlare di un progetto di ‘albergo diffuso’, da estendere alle malghe che con la loro potenzialità possono essere una risorsa. Nelle linee guida si prevede – dice ancora Maria Ramella –  di creare una hall centralizzata, in modo di offrire un buon servizio receptionist e nel contempo  veicolare gli ospiti  con proposte di acquisto dei prodotti tipici del paese. Non solo, grazie alla Pro Loco, possiamo disporre  un un pulmino – navetta di 10 posti che consente di arricchire la sfera di servizi offerti, ad iniziare dagli spostamenti degli utenti”.

La tabella di marcia – il programma della cooperativa Brigì  prevede nei primi due anni di attività  di portare la regime la funzionalità delle tre attività pilota fino ad oggi operanti col volontariato. Dal terzo anno dare l’avvio agli investimenti strutturali dell’albergo diffuso. Ancora nei primi due anni l’impegno nella formazione di guide, coinvolgendo i giovani, offrendo loro un’opportunità di inserimento lavorativo. In questo contesto emerge già una peculiarità, un fiore all’occhiello di Mendatica. Non è proprio una curiosità, è una potenzialità non molto conosciuta oltre i confini comunali e provinciali. Sono stati formati tre ragazzi del paese, dunque persone che appartengono al territorio, alla comunità locale, alla sua identità, che fanno parte delle ‘guide someggiate’. Sono dei professionisti perchè hanno seguito corsi di formazione specifici, dopo i quali si possiedono i patentini di Operatori di attività assistita con asino (O.A.A.A.) o accompagnatore turistico ambientale (A.T.A.S.).

Un’offerta capace di valore nello standard qualitativo. Una sinergia. Gli animali, a differenza di quanto avviene nel trekking equestre, non vengono cavalcati,  accompagnano solamente le persone: si tratta di passeggiate in compagnia degli asini che possono essere usati per trasportare pochi chili di peso, di solito il bagaglio dei turisti o degli escursionisti, il necessario per il pic-nic o per il pranzo al sacco o, per brevi tragitti, anche i bambini. In Francia, già nel 2007, si contavano 150 fattorie specializzate, con decine di aziende aderenti.

Il sindaco Piero Pelassa aveva già avuto modo di commentare: “Questa cooperativa permette di valorizzare ulteriormente punti di forza come il Parco Avventura, può coinvolgere soggetti che sul territorio hanno altre attività commerciali o ricettive. Rendendo così ancora più attrattivo un territorio che è stato in grado in questi anni, grazie a protocolli d’intesa con l’Università e molti altri enti, di realizzare Master estivi sul benessere della montagna ed eventi di grande interesse su temi come la pet therapy”.

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