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Alassio stipendi in Comune e rinfreschiamoci la memoria

Conoscere meglio la città in cui si vive, si lavora, oppure si frequenta da turisti, da proprietari di seconda casa o ancora da investitori con interessi commerciali. Gilberto Costanza, passione per il giornalismo e l’editoria a metà degli anni ’60 (La Settimana Ligure, con il compianto Romano Strizioli, primo capo ufficio stampa all’azienda di soggiorno di Alassio negli anni del boom, terzo socio Aldo Dompè), per un breve periodo alassino, oggi ha sulle spalle gli ‘anta’ e con le forze, l’entusiasmo, la passione che gli restano, trascrive quanto la rete internet ‘fotografa’ ad Alassio, infine suggerisce alcune riflessioni.   

 I COMUNI SAVONESI

Storia – Economia – Architetture

 

ALASSIO


Il Sindaco Dott. Enzo Canepa

Indennità di carica

Sindaco

Dott. Enzo Canepa

Indennità di carica di € 3.067,75 mensile lordo – € 25.002,17 annuo.

 

Vice Sindaco

Monica Zioni

Indennità di carica di € 1.687,26 mensile lordo – € 13.498,08 annuo.

Assessore


Piero Rocca

Indennità di carica € 1.380,49 mensile lorda – € 11.043,92 annuo.

Assessore


Simone Rossi

Indennità di carica € 1.380,49 mensile lordo – € 11.043,92 annuo

Assessore

Angelo Vinai

Indennità di carica € 1.380,49 mensile lordo – € 11.043,92 annuo

Presidente del Consiglio Comunale

Indennità di carica € 306,78 mensile lordo – € 2.454,24 annuo

Gettone ai Consiglieri comunali

21,99

Nota: Il 1° febbraio 2013 con Decreto firmato dal Prefetto di Savona il Comune di Alassio fu Commissariato. Il 5 febbraio 2013 nomina del sub Commissario e dopo 15 giorni nomina del Commissario Straordinario Paolo Ceccarelli con Decreto Presidente della Repubblica prot. n. 5409 del 20 febbraio 2013.

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I SINDACI dal 1985 ad oggi

Alassio di oggi e la storia di questa città anni dal 1985 ad oggi: dal 1985-1987 (Bernardo Grollero), . 1987-1990 (Traiano Testa), . 1990-1992 (Domenico Giraldi), . 1992- 1993 (Giampaolo Mela), . 1993 (Sergio Grandesso Silvestri – Commissario Prefettizzio), . 1993- 2001 (Roberto Avogadro), . 2001- 14/04/2010 (Marco Melgrati), .13/04/2010-16/05/2011 (Giovanni Aicardi – facente funzioni), . 17/05/2011- 01/02/2013 (Roberto Avogadro), . dal 01/02/2013 il Commissario Prefettizio (Paolo Ceccarelli).

Nota: Il 1° febbraio 2013 con Decreto firmato dal Prefetto di Savona il Comune di Alassio fu Commissariato. Il 5 febbraio 2013 nomina del sub Commissario e dopo 15 giorni nomina del Commissario Straordinario Paolo Ceccarelli con Decreto Presidente della Repubblica prot. n. 5409 del 20 febbraio 2013.

 

Storia di Alassio

 

La fondazione di Alassio risalirebbe tra il X e XI. La leggenda vuole che il toponimo Alassio derivi dal nome di Adelasia, figlia dell’imperatore Ottone I, fuggita con uno scudiero di nome Aleramo; la coppia si sarebbe stabilita sulle colline di Alaxio – l’odierna Alassio – dando origine alla stirpe degli Aleramici. Nello stemma comunale è raffigurata la figura di una torre con Adelasia sugli spalti. Sta di fatto che già nei secoli XIII e XIV si parlava di Albertus d’Alascio (1236) e del territorio di Alaxio. La nobile famiglia dei notari del Sacro Romano Impero assunse il cognome “Alaxjini d’Alascio” proprio per indicare la provenienza dal territorio Alaxino, ossia d’Alassio.

Da tale famiglia discesero anche i marchesi Ferrero d’Alassio, attraverso il nobile Luca d’Alascio de Alaxio.

La fondazione di Alassio risalirebbe tra il X e l’XI secolo quando in prossimità della chiesetta di Sant’Anna ai Monti sorse il primo nucleo – il Burgum Alaxii – ed altri nuclei familiari si stabilirono sulla collina retrostante presso l’attuale borgata Madonna delle Grazie, nel luogo conosciuto da allora come Castè. Qui si può ancora vedere uno dei più antichi stemmi di Alassio. Il feudo nell’XI secolo fu in possesso dei monaci benedettini – provenienti dall’isola Gallinara – e quindi sotto il controllo del Comune di Albenga, che lo acquistarono dai religiosi nel 1303, e con un’amministrazione ingauna che perdurò sino al XVI secolo.

Nel 1521 a seguito delle continue incursioni piratesche furono costruite le prime mura di cinta da porre come difesa del nucleo abitativo. Entrato quindi a far parte dei territori della Repubblica di Genova partecipò nel 1528, con diciotto galeoni, alla guerra contro la Francia ottenendo da Genova ampie autonomie specie nel settore economico. Nel 1540 divenne sede della locale podesteria e la repubblica genovese incentivò gli scambi commerciali con la Francia, Spagna, Portogallo, Sicilia, Sardegna e Paesi Bassi facendo così del borgo marinaro alassino un’importante centro commerciale; come altri paesi costieri della Liguria fu particolarmente attiva la raccolta e il commercio del corallo rosso. Partecipò alla battaglia di Lepanto del 1571 con un’intera flotta navale. Nel 1625, durante il periodo di ostilità tra lo stato genovese e il Ducato di Savoia, fu temporaneamente occupato dalle truppe sabaude che verranno poi sconfitte dai soldati genovesi. Al 1659 risalgono i “Capitoli politici di Alassio”.

Con la successiva dominazione napoleonica venne creata la municipalità di Alassio che rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Letimbro, con capoluogo Savona, all’interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 fece parte del I cantone, come capoluogo, della Giurisdizione di Capo delle Mele e dal 1803 centro principale del V cantone del Capo Mele nella Giurisdizione degli Ulivi. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Montenotte.

Nel 1815 Alassio fu inglobata nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d’Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel VI mandamento omonimo del Circondario di Albenga facente parte della provincia di Genova; nel 1927 con la soppressione del circondario ingauno passò, per pochi mesi, nel Circondario di Savona e infine, sotto la neo costituita Provincia di Savona. Verso la fine del XIX secolo, così come accadde in altri comuni costieri delle due riviere liguri, divenne un’importante centro turistico e di soggiorno grazie ad una cospicua presenza di villeggianti di nazionalità inglese – tra i visitatori la famiglia Hambury, creatosi dei giardini botanici omonimi di Ventimiglia – che contribuirono allo sviluppo economico cittadino.

A cavallo fra gli anni cinquanta e sessanta del secolo successivo, in coincidenza con il boom economico, fu località alla moda insieme a Portofino e Sanremo. Fu in quegli anni che per iniziativa del pittore alassino Mario Berrino, nacque l’iniziativa del muretto di Alassio.

 


Muretto di Alassio

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Dal 1973 al 31 dicembre 2008 Alassio ha fatto parte della Comunità montana Ingauna.

Raccolta rifiuti differenziata

 

Nel 2014 la produzione totale di rifiuti urbani è stata di 10.250 [t/anno] con una percentuale pro-capite del 44,39% e di kg. 932 per abitante.

Nella frazione merceologica la raccolta ad Alassio è stata: carta 1.061,76 [t/anno], vetro 792,00 [t/anno], plastica 453,72 [t/anno], frazione organica 1.489,82 [t/anno], legno 438,58 [t/anno], metalli 44,41 [t/anno], multi-materiale (al netto degli scarti) 121,65 [t/anno], tessili 21,00 [t/anno], batterie 0,71 [t/anno], ingombranti (al netto degli scarti) 68,07 [t/anno], altri rifiuti 0,71 [t/anno], RAEE 48,40 [t/anno].

 

Architetture civili

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Palazzo Ferrero de Gubernatis Ventimiglia nel centro storico di

Alassio risalente al XVIII secolo, recentemente restaurato; secondo le

fonti storiche qui pernottò Napoleone Bonaparte durante l’occupazione

francese sul finire del Settecento.

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Palazzo Brea nel centro storico alassino.

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Palazzo Scofferi, del XVIII secolo, nel centro storico alassino. Ivi

è conservato un crocifisso attribuito allo scultore fiammingo Jean de

Boulogne detto Giambologna.

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Palazzo Bonfante del XVII secolo.

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Palazzo del Comune, del 1904, sede dell’ente municipale.

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Muretto di Alassio.

 

Architetture militari

Nel territorio alassino sono presenti due torri d’avvistamento, tra cui il più celebre è il “Torrione Saraceno” e il “Torrione della Coscia”. Costruito dalla Repubblica di Genova nel XVI secolo adiacente il mare nel Borgo Coscia, fu eretto principalmente per la difesa della costa dalle eventuali e frequenti incursioni dei pirati.

Di origine molto più antica è la Torre di Vegliasco

 


Il “Torrione Saraceno”

 

Architetture religiose

. Collegiata di Sant’Ambrogio nel centro storico di Alassio. Risalente all’XI secolo con l’atto campanile cuspidato romano-gotico con bifone e trifore, la parrocchiale fu riedificata e ampliata tra il 1455 e il 1507.

La facciata rinascimentale del 1896 conserva un più antico portale centrale in ardesia del 1511.

 


La chiesa parrocchiale di Sant’Ambrogio ad Alassio

 

. Oratorio di Santa Caterina d’Alessandria nel centro storico di Alassio a fianco della collegiata. Risalente al XVI secolo conserva al suo interno diverse statue di legno dello scultore Anton Maria Maragliano.

. Chiesa di Santa Maria Immacolata ad Alassio. La costruzione della chiesa è legata ad un voto fatto dalla popolazione alassina alla Madonna in occasione di un’ incursione piratesca.

. Chiesa di Santa Maria degli Angeli ad Alassio, sede dell’Istituto Salesiano.

. Chiesa della Carità ad Alassio.

Chiesa di San Giovanni Battista ad Alassio. Costruita in stile moderno è stata consacrata negli anni ottanta del XX secolo.

. Chiesa parrocchiale di San Vincenzo Ferreri ad Alassio. (13). Eretta lungo l’antica via Aurelia, fu costruita nel 1938. All’interno sono conservati tre dipinti databili al XVII secolo e un contemporaneo altare in marmo policrono.

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Convento di Sant’Andrea ad Alassio, del XVIII secolo.

. Monastero di Santa Chiara ad Alassio

. Ex chiesa anglicana ad Alassio. Edificata sul finire dell’Ottocento, è sede di mostre, convegni e concerti musicali dopo il cambio di destinazione d’uso del luogo di culto a sala polivalente.

. Cappella di San Rocco ad Alassio. Originariamente dedicata alla Madonna della Consolazione dalla data della sua edificazione – 1253 – cambiò nell’odierna intitolazione all’incirca nel corso del Cinquecento. Secondo le note storiche tramutò tale denominazione a seguito della sosta di san Rocco nell’Ospitium Pauperum della chiesa della Carità. All’interno è presente una pala, sull’altare in marmo, di scuola genovese del XVII secolo raffigurante la Madonna del Bambino e ai lati i santi Sebastiano e Rocco. Altre raffigurazioni di Santi sono presenti nelle pareti laterali.

. Cappella ai caduti del mare ad Alassio. Chiamata semplicemente “la Cappelletta” è situata su uno sperone di roccia sui resti di un’antica torre di guardia o di avvistamento. Sita adiacente il porto turistico”Lucio Ferrari” è stata benedetta ed inaugurata l’8 settembre 1929.

. Chiesa di Sant’Anna in Borgo Barusso. Eretta nel 1730 dagli abitanti, conserva alcune opere artistiche del XVIII secolo e un Crocifisso ligneneo dello scultore Anton Maria Maragliano sopra l’altare maggiore.

. Chiesa della Madonna delle Grazie in Borgo Castello. Venne eretta nel 1266 e parzialmente ricostruita nel 1488. Fu in seguito rimaneggiata in epoche successive.

. Oratorio della Madonna del Popolo e di sant’Erasmo in Borgo Coscia, costruito grazie alle spese dei pescatori alassini di corallo nel 1614. Nel portico sottostante il pavimento è composto da ciottoli di mare raffiguranti barche e tonni del 1640.

. Oratorio della Madonna del Vento. Eretto dai marinai di Alassio nel XIII secolo e in seguito riedificato dapprima nel XV secolo e in ultimo nel XVII secolo, è situato lungo la mulattiera che dal Parco Fuor del Vento porta in regione Costa.

. Chiesa della Madonna di Loreto in regione Madonna di Loreto, edificata nella seconda metà del XVI secolo.

. Chiesa di Sant’Anna ai Monti in regione Monti. La chiesa fu la prima parrocchia di Alassio fino al 1507 e l’edificio è uno dei primi luoghi di culto della zona. *Nel corso dei lavori di restauro della chiesa di Sant’Anna ai Monti, effettuati intorno agli anni sessanta del XX secolo, sono stati scoperti sull’antica strada romana collinare collegante Alassio e Albenga diversi reperti ar. Secondo un primo studio, effettuati dagli storici locali, tali ritrovami possono essere risalenti ad un primo impianto urbano del IX secolo. Nei sentieri escursionisti collinari alle pendici del monte Pisciavino sono visibili delle Casone (o caselle), tipiche costruzioni in pietra che servivano da rifugio ai pastori.

. Santuario di Nostra Signora della Guardia sul monte Tirasso. La chiesa fu la prima parrocchia di Alassio fino al 1507 e l’edificio è uno dei primi luoghi di culto della zona.

. Chiesa della Madonna della Neve nella frazione del Caso, edificata nel 1757 ad opera della famiglia dei “Boggiano”.

. Chiesa di San Bartolomeo nella frazione di Caso.


. Chiesa parrocchiale di San Sebastiano nella frazione di Moglio.

. Chiesa di Santa Croce nella località di Santa Croce.

. Chiesa parrocchiale della Santissima Annunziata nella frazione di Solva, eretta nel 1382 e riedificata nel 1480.

 

Evoluzione demografica

Nel 1861 i residenti alassini erano 5.180. Il minimo storico con 4.995 residenti nel 1871. Nel 1921 erano 5.519. Il massimo storico
nel 1971 con 13.717 residenti. Con una diminuzione nel 1981 a 12.983. Nei successivi censimenti decennali: 11.574 nel 1991, 10.449 nel 2001, 11.004 nel 2011 e 11.134 il 31 dicembre 2013.

Musei

. Museo di scienze naturali “San Giovanni Bosco” presso l’Istituto

Salesiani della Chiesa di Santa Maria degli Angeli.

. West Gallery, mostra dedicata al pittore Richard Whateley West

. Pinacoteca “Carlo Levi”, pittore e scrittore.

 

Cinema – Ciak

 Ad Alassio sono state girate alcune scene del film Inkheart – La leggenda di cuore d’inchiostro del 2008 di Lain Softley e con protagonisti Bredan Fraser, Andy Serkis e Helen Mirren. Sempre ad Alassio, Alfred Hitchcokgirò alcune sequenze de Il labirinto delle passioni (The Pleasure Garden) film muto del 1925.

Nel 1943, Vittorio De Sica vi girò buona parte del suo I bambini ci guardano. Nel 1958 il regista inglese Guy Green firmò ad Alassio il thriller Delitto in tuta nera (the Snorkel), con riconoscibili inquadrature di Villa della Pergola, dell’Hotel Suisse e dell’Hotel Europa & Concordia.

 Etnie e minoranze straniere

 Secondo i dari Istat al 31 dicembre 2012 i cittadini stranieri residenti ad Alassio sono 1.023, e rappresentano il 9,3% (di cui il 43,3% maschi) della popolazione comunale. Sono provenienti dalla:

Romania 232 (85 maschi e 147 femmine),

Marocco 154 (89 maschi e 65 femmine)

 Albania 145 (73 maschi e 72 femmine),

Egitto 98 (56 maschi e 42 femmine),

Ucraina 43 (6 maschi e 36 femmine),

Bangladesh 23 (14 maschi e 9 femmine).

 

Economia e Turismo

L’economia si basa principalmente sul turismo  baleanare – alberghiero, in particolare nella stagione dei bagni dove, grazie alla finissima sabbia e alle condizioni del mare purtroppo a volte ‘vittima di mareggiate assenza di depuratore (grave macchia per chi ha retto le sorti della città, a destra come al sinistra o al centro). Alassio, inoltre, in presenza di un impianto per l’allevamento di branzini, orate, ecce, dovrebbe poter sfruttare al meglio il mercato ittico casalingo. Nei mesi invernali, la cittadina è meta di un turismo invernale generalmente in calo, ma che negli ultimi si è rafforzato con gli arrivi e partenze dei fine settimana o di week end. Rispetto ad altre località il segmento della clientela è medio – alto, da citare il richiamo della struttura alberghiera La Pergola, quasi di lusso e al nome di prestigio nazionale (Antonio Ricci e consorte), comproprietari e gestori, impegnati in una ‘gara’ anche sul fronte culinario. La risorsa maggiore è comunque rappresentata dalle seconde case che mantengono livelli di prezzo (vendita ed affitti) tra i più elevati d’Italia. Hanno invece deluso le aspettative forse eccessive – soprattutto cavallo di battaglia dell’ex sindaco Marco Melgrati –  che scaturivano dall’attesissima ristrutturazione e riapertura dello storico Gran Hotel affacciato sul mare, in centro città, con annesso certo termale. Si continuava a ripetere che sarebbe stato un hotel capace di fare da traino, rilancio. Un coraggioso investimento di un’operatore industriale del cuneese. Forse è stato mal consigliato già nella trasformazione della struttura e poi male accompagnato nelle strategie gestionali, nelle priorità, al punto che si sono susseguiti i direttori, capiservizi, aperture e chiusure più volte all’anno. Eppure è una importante risorsa che potrebbe essere coronata da successo con poche scelte improntate alla massima professionalità, ad un preciso mercato, ad un marketing mirato, anzichè ad un tournover di tentativi in questa o quella direzione. Con un confronto costante e rigoroso tra obiettivi e risultati raggiunti.

Durante la stagione estiva la popolazione giunge a toccare i 100 mila abitanti, folla, caos, sovraffollamento non aiutano la vocazione di una cittadina stretta tra la battigia e la collina, baciata dalla fortuna, ma in parte corrosa dalla sfrenata corsa al profitto, dall’ingordigia dell’uomo, dal preoccuparsi troppo poco di mantenere il fascino tramandato da saggi avi. Loro più di noi si sono preoccupati di non dissipare ciò che doveva servire alle future generazioni.  Non tutto è perso, serve uno sforzo collettivo e tanta corretta, capillare informazione. Solo un cittadino informato può contribuire al buon governo della cosa pubblica.

 

Fonte: http://www.it.wikipedia.orghttp://www.comuni-italiani.itwww.tuttitalia.it


Gilberto Costanza

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