Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Forte appello per un coraggioso giornalista di Savona e l’atto d’accusa del silenzio

Da alcuni giorni una ‘lettera’-appello  è sulla scrivania  e tiene banco tra quanti sostengono la libera informazione, in provincia di Savona soprattutto. Non è un problema personale, come potrebbe apparire, ma un tema generale che non può lasciare indifferenti. Tanto meno serve nasconderlo, silenziarlo, nella speranza che qualcosa prima o poi succeda.  I riflettori si spengano. Finisca nel dimenticatoio.

C’è chi sostiene (Marco Preve,  giornalista, attento e documentato osservatore) che “Anche Savona, da anni, si distingue per un governissimo ombra nelle mani di banchieri, politici, imprenditori e amministratori…“. Dal suo blog ‘Trenette e Mattoni‘ ha recentemente segnalato  il caso di Aldo Dellepiane, industriale (Demont Millesimo). Molto attivo anche nell’edilizia residenziale (e aggiungiamo noi, non è l’unico big savonese con interessi cospicui nel settore immobiliare e presenza nel mondo bancario locale, ci sono pure potenti e influenti personaggi rivieraschi).

Marco Preve rileva nella Dellepiane story questioni di ‘opportunità e non di legittimità‘. Accade, tanto per fare un esempio con farina del nostro sacco, in  settori della sanità privata (Albenga), con  gruppi collegati, affini, trasversali. Nulla di illecito, inevitabili gli interrogativi sugli obiettivi finali. E con quali conseguenze per i cittadini.

Per la città capoluogo arriva poi la tagliente constatazione di Preve : “E’ perlomeno sospetto che nessuno in città (Savona) abbia mai pensato a sollevare un dubbio, una mezza frase su un imprenditore che – tralascio tutta la vicenda ex Italsider raccontata da Bruno Lugaro –  è tuttora indagato per associazione a delinquere finalizzata alla turbativa....”.

Altra nostra doverosa osservazione. Sarà utile, a scanso di equivoci e del garantismo, attendere pure per Dellepiane l’esito finale del percorso della giustizia. Un possibile proscioglimento. La ‘vicenda Scajola’, porto di Imperia testimonia. Mentre è difficile non riconoscere al ‘gruppo Dellepiane’ i  meriti sul fronte dell’occupazione, dello sviluppo, del ‘marchio’ di successo in mezzo mondo. Con ricadute positive proprio nel savonese.

E veniamo alle ultime novità , alla notizia del giorno se cosi vogliamo definirla. C’è un’altro personaggio della realtà ligure (che citiamo con le iniziali C.A), da anni in prima linea sul fronte caldissimo della legalità e della lotta alla mafia, che  ha preso di petto quella che appare un’emergenza per la libera informazione in simbiosi con la tormentata sorte di un giornalista savonese combattente.

Nella lettera-appello C.A. non ha dubbi: “ Non possiamo perdere una penna libera ed un punto di riferimento dell’informazione”.

Il riferimento ha un nome, un cognome, un volto. Mario Molinari. Descritto “giornalista libero e capace, oltre che coraggioso. Uno dei rari esempi in cui la professionalità viene posta prima di ogni altra cosa, anche della ‘retribuzione e del ‘quieto vivere’.  Se non fosse così non avrebbe fatto le scelte che lo hanno portato alla sfida di SavonaNews…che con lui – viene rimarcato –  è  un punto di riferimento di informazione indipendente… Non è l’informazione piegata a cui ormai la comunità si è abituata“.

Come e dove si è distinto il giornalista Molinari? La spiegazione: “Ha rilanciato il giornalismo di inchiesta  e rotto muri di silenzio che sembravano inespugnabili baluardi. Con un lavoro costante ha costretto all’angolo i ‘signori’ della stampa che, non certo volenti, hanno dovuto adattarsi al passo che la direzione di Molinari imponeva sullo scenario savonese“.

A completezza bisogna dare atto che con l’arrivo a Savona di Claudio Caviglia,  a capo della redazione, il Decimonono ha portato avanti inchieste e tematiche anche scottanti.  Non pare abbiano fatto  sconti ad un certo ‘potere’. Come documentano molti servizi, in particolare  notizie (non silenziate o sminuite) di carattere giudiziario. Certo, ci saranno dei limiti, ma   l’impegno de Il Secolo XIX non può essere  sottovalutato. Va incoraggiato. La speranza è che sia ancora più costante e penetrante nei confronti di  ‘santuari- forzieri’ molto attivi dietro le quinte. Esperti, in particolare, nel coalizzare e organizzare la ‘macchina del consenso’, delle alleanze, delle protezioni che contano, delle pedine. Nel ‘quarto potere’  compreso (tra stampa, tv, web, uffici pubbliche relazioni, pubblicità promozionale).

In questo scenario, di ‘guerra sotterranea’, pare di capire, con rilevanti interessi in gioco – da Andora a Varazze e non solo – cosa sta accadendo concretamente?

La proposta di chi si è fatto promotore dell’iniziativa, iniziando a selezionare un piccolo gruppo di destinatari, è esplicita e contiene un monito: ” ...Ci rimetteremmo tutti “  e la società civile sarebbe tra gli sconfitti. Perché?

Succede che “Mario Molinari e la sua gestione dei SavonaNews è chiamata a pagare il pegno per il coraggio dimostrato di far parlare i fatti ed atti in un panorama acquiescente, silente. E’ rimasto isolato. Isolato prima dalle ‘istituzioni’ che hanno tagliato i pochi fondi. Isolato da chi, con siti (di blog e simil-settimanali) ha preferito piegarsi alle telefonatine e messaggi intimidatori”. Non sono citati i nomi, poco importa.

Le conseguenze sono sconcertanti, ma non inedite: ” Quando uno rimane isolato viene colpito e ridotto al silenzio. Non si può essere i soli  a non piegare la schiena, se tutti gli altri la piegano ti spingono a piegarti o spezzarti….Non bisogna arrendersi e consegnare Mario ed il suo giornalismo di inchiesta indipendente alla memoria....”.

Come si può reagire concretamente, con i fatti  e per non soccombere, in questa ‘triste storia’ targata Savona?

L’appello è un botto. Suggerisce di dare vita ad una testata giornalistica delle associazioni, dei gruppi, delle realtà libere ed indipendenti, non solo di Savona, della Liguria. E ridare a Mario Molinari, direttore, la possibilità di proseguire con il giornalismo d’inchiesta, di approfondimenti. Ognuno, provincia per provincia, può partecipare al ‘tassello’ della nuova testata.

A chi è rivolto il progetto di ‘libera informazione’?  Si parla, tra l’altro, di una libreria di Savona caratterizzata da un esemplare impegno in campo socio-culturale, messo in atto con successo; buon esempio di sensibilizzazione della società civile e della legalità.

Ancora un suggerimento contenuto nell’invito: “Dovremmo chiamare a raccolta le singole associazioni, i comitati, i gruppi  e le realtà che esistono sul territorio, dall’imperiese allo spezzino. I singoli siti sono utili, per ciascuna realtà, ma una ‘testata’ che racchiuda approfondimenti, con un giornalismo di inchiesta competente, può fare molto di più. Non solo cassa di risonanza, ma anche  come è stato con la gestione di Savona News di Mario Molinari, rottura del silenzio e quindi spinta ad informarsi e, spesso, ad agire per tanti che prima, i singoli siti non li andava nemmeno a vedere e manco sapeva esistessero.

Il finale: “….Dobbiamo metterci in gioco, ora…non c’è tempo da perdere. Possiamo farcela, per riconoscimento doveroso al lavoro (qualità e tenacia) di Mario Molinari e per tutti noi“.

Conclusione. Non mancano coloro che pagano di tasca propria, non da oggi,  l’impegno, la costanza al dovere di informare i cittadini, i lettori. Con limiti e difetti umani, difficoltà obiettive, incomprensioni.  E in qualche caso, come  è stato  reso noto,  persino a rischio l’incolumità personale (Christian Abbondanza di Genova e Marco Ballestra di Ventimiglia).

L’attualità e l’urgenza impongono una risposta, una soluzione all’emergenza in cui si dibatte Mario Molinari. Un bagaglio professionale alle spalle che ancora troppo pochi conoscono ed apprezzano. Perderlo, sarebbe una sconfitta per “Savona pulita”, per la buona politica e la corretta amministrazione del bene comune. La pressione dell’opinione  pubblica e i media possono contribuire a rinnovare finalmente il ceto politico e quello economico che conta. Per spazzare via troppe ombre ed abili manovratori.

 L. Cor. 

 

 

L.Corrado

L.Corrado

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