Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Boissano, il sindaco poteva non sapere? Macché omertà ! Un’assemblea pubblica tra fuochi e fiamme e sconfessioni. Un assessore: ‘io querelo’. I media tacciono


C’è chi tace per paura del potere di turno, c’è chi tace per secondi fini, c’è chi tace sfiduciato (“intanto non cambia nulla”).

Boissano può vantare la promozione dei lettori di IVG per la “migliore protezione civile della provincia di Savona”

C’è chi invita, anzi consiglia, Trucioli.it, se vuole incrementare il numero di lettori e di ‘amici‘  ad adeguarsi al buon esempio del giornalismo “voce del padrone’,  asservita al potere politico o economico,  priva di indipendenza e senso critico.  Ma c’è chi osa ribellarsi, metterci la firma e la faccia, scuola di democrazia e civiltà.

A Trucioli.it sono giunti diversi messaggi, da Boissano in particolare, a seguito dell’incontro con la popolazione organizzato dall’Amministrazione comunale per illustrare il proprio operato, a più di quattro anni dalle elezioni del giugno 2022 e a meno di un anno dal prossimo voto. Chi ben governa merita di essere premiato con il ‘paradiso in terra’. Con o senza ‘mani pulite’

Tra le attività illustrate dal sindaco, avvocato Paola Devincenzi, in carioca del 13 giugno 2022, con la lista “Boissano Unita” (ottimo collante?) tre temi hanno alimentato maggiormente il dibattito. Il primo riguarda l’illuminazione pubblica. Nel 2022, per contenere la spesa, il Comune aveva disposto lo spegnimento di circa la metà dei punti luce. Una scelta – non ne ricordiamo altre simili- che, sommata a guasti e vetustà degli impianti, aveva suscitato negli anni numerose lamentele.

CASSE COMUNALI E PUBBLICA ILLUMINAZIONE – L’Amministrazione ha spiegato che, dopo lo spegnimento, non sarebbe stato possibile riattivare integralmente l’impianto perché proprio in seguito a quell’operazione si sarebbero manifestati diversi guasti. In questi giorni è finalmente in corso la sostituzione di numerosi corpi illuminanti con apparecchi nuovi e più efficienti, come Trucioli.it ha ampiamente descritto con due articoli.
Nel corso dell’incontro è però emerso un aspetto che merita qualche conto in più. L’Amministrazione ha ricordato il dimezzamento della bolletta elettrica successivo allo spegnimento di circa metà dei punti luce. Ma già nel 2023 il costo dell’energia si era fortemente ridotto rispetto ai livelli eccezionali del 2022.
Il dubbio, quindi, è semplice: quanto del risparmio è dipeso realmente dallo spegnimento dei lampioni e quanto invece dal calo del prezzo dell’energia? Perché, se si dimezzano sia i consumi, sia il costo unitario, almeno in linea teorica la spesa per la sola componente energia non dovrebbe dimezzarsi, ma ridursi assai di più. Naturalmente una bolletta comprende anche quote fisse e altri oneri, ma proprio per questo sarebbe utile conoscere i dati completi prima di attribuire il risultato a una sola scelta amministrativa.
ANTENNA SUL TERRENO DELLA MADRE DEL VICE SINDACO- Nel corso dell’incontro è stata sollevata anche la questione dell’impianto di telefonia di via Zurmagli. Su questo punto crediamo di non esserci risparmiati nel dovere della libera informazione. Al sindaco è stato chiesto se, al di là degli aspetti strettamente legali, amministrativi e formali della vicenda, non ritenesse esistere anche una questione etica e di opportunità, considerato che l’impianto è stato installato su un terreno appartenente alla madre del vicesindaco. 
Il sindaco ha più volte ribadito di non ravvisare problemi di questo tipo. Pur ammettendo la possibilità di errori o sviste da parte degli uffici, ma solo degli uffici (?), ha sostenuto che l’Amministrazione avesse operato al meglio delle proprie possibilità, dato che nessuno, all’interno dell’Amministrazione stessa, era a conoscenza dell’installazione prima che questa venisse materialmente realizzata.
Sul punto è intervenuto anche il vicesindaco parte in causa, avvocato Ramona Siri, confermando di aver mantenuto il segreto professionale e precisando che avrebbe tenuto lo stesso comportamento nei confronti di qualunque assistito, e non soltanto della propria madre.
A questo punto l’incontro ha avuto un vero e proprio colpo di scena. Un cittadino ha ricordato al sindaco di averlo personalmente informato della vicenda tramite un messaggio WhatsApp, nel quale veniva indicata anche sulla mappa la localizzazione dell’impianto, sostenendo che tale comunicazione risalisse a circa due mesi prima dell’installazione.
Lo stesso cittadino ha quindi chiesto al sindaco di poter leggere il messaggio davanti ai presenti. Ne è seguito un battibecco sulla data esatta di ricezione del messaggio — se fosse stato inviato pochi giorni prima o pochi giorni dopo l’insediamento della nuova Amministrazione — e sul peso da attribuire, in ogni caso, a una comunicazione trasmessa tramite WhatsApp.
Il punto emerso dal confronto, tuttavia, è che la ricostruzione secondo cui nessuno nell’Amministrazione fosse a conoscenza della vicenda prima dell’installazione è stata pubblicamente contestata da un cittadino che ha dichiarato di averne dato comunicazione diretta al sindaco, indicando anche il luogo interessato. C’è un Pinocchio o una Pinocchio di troppo? Solo che in un caso è un cittadino qualunque, nell’altro il primo cittadino del paese, ufficiale del governo, un pubblico ufficiale e persino ufficiale di polizia giudiziaria nei casi previsti dalla legge.
A questo si è aggiunto un ulteriore particolare. Proprio negli stessi giorni risultava protocollata una pratica di modifica relativa a quello stesso impianto: circostanza che ha reso ancora più acceso il confronto, considerando che, secondo quanto ricostruito durante l’incontro, la pratica originaria era stata di fatto trascurata dagli uffici mentre la vicenda, per il vicesindaco, era coperta dal segreto professionale.
Da qui la domanda posta dai presenti: come poteva l’Amministrazione sostenere di non sapere nulla dell’impianto se, proprio in quei giorni, veniva protocollata una pratica che riguardava la modifica di quell’impianto stesso?
OPERE PUBBLICHE – Un terzo argomento caldo è stato quello delle opere pubbliche, che nel complesso rappresentano di gran lunga la principale voce di spesa dell’Amministrazione.
Il sindaco ha illustrato, in particolare, l’intervento sull’invaso irriguo, realizzato quasi quarant’anni fa in una zona definita “carsica” e mai realmente utilizzato per lo scopo originario, anche per la mancata realizzazione della rete di distribuzione.
Secondo quanto riferito durante l’incontro, l’intervento avrebbe finalmente eliminato quello che è stato descritto come il rischio di un “mini Vajont”, attraverso la rimozione dell’invaso. La sistemazione sarebbe stata però eseguita in modo da non precludere un possibile utilizzo futuro dell’area: qualora arrivassero nuovi finanziamenti, si potrebbe infatti ricostruire l’opera e, con ulteriori risorse, completare anche una rete di distribuzione destinata agli usi agricoli e all’irrigazione di orti e giardini.  E la crisi idrica sta assumendo le caratteristiche di una vera e propria bomba causa inquinamento delle stesse fonti inj alcune località viciniore. Forse Boissano può considerarsi blindata.
Su questo punto il confronto si è ulteriormente acceso. Per decenni l’invaso era rimasto sostanzialmente nelle stesse condizioni, con interventi saltuari limitati soprattutto alla pulizia del canale di scarico, per importi nell’ordine di poche migliaia di euro.
Nel 2023, invece, gli interventi si sono succeduti rapidamente e con cifre ben diverse. Sono stati spesi dapprima circa 80 mila euro e poi ulteriori 13 mila euro per lavori di manutenzione, ripristino e messa in sicurezza, finanziamenti derivanti da una richiesta presentata nel 2019. Poco dopo è stato deciso un intervento di tutt’altra dimensione, pari a circa 650 mila euro, derivante da una richiesta del 2022 e finalizzato alla rimozione dell’invaso.
È proprio questa successione temporale ad aver alimentato il confronto: dopo quasi quarant’anni nei quali l’opera era stata gestita con interventi relativamente contenuti, nel giro di pochi mesi si è prima investito per manutenerla e metterla in sicurezza e, subito dopo, una somma molte volte superiore per rimuoverla.
Una sequenza che, agli occhi di diversi cittadini intervenuti, è apparsa difficile da comprendere sotto il profilo dell’utilizzo delle risorse pubbliche. A rendere il confronto ancora più vivace e partecipato è stata poi la lettura di un messaggio WhatsApp privato che l’assessore competente aveva inviato ad un cittadino che chiedeva lumi sulla congruenza delle delibere: il cittadino che ne era in possesso ha chiesto pubblicamente l’autorizzazione a leggerlo e, ottenutala dallo stesso assessore, ne ha dato lettura ai presenti. Dal contenuto del messaggio emergeva che, in una fase precedente, lo stesso assessore aveva privatamente dichiarato di aver “gestito e pilotato delibere” che avrebbero portato a uno “spreco di denaro pubblico”.
LA SEDE RISTRUTTURATA DELLA CROCE DI MALTA – La situazione si è ulteriormente surriscaldata quando il confronto si è spostato sulla ristrutturazione dell’edificio storicamente utilizzato come sede della Croce di Malta.
In particolare, è stato chiesto come fossero state impostate le procedure di gara e se non sarebbe stato preferibile strutturarle in modo da consentire un effettivo confronto tra più offerte valide, evitando di giungere, pur nell’ambito di procedure formalmente corrette, alla valutazione di una sola offerta.
Su questo punto i toni si sono alzati sensibilmente, fino alla prospettazione, da parte dell’assessore, sempre lo stesso, Guido Carieri, di possibili querele nei confronti di chi avanzava osservazioni o dubbi sulle modalità con cui erano state gestite le procedure. Anche in questo caso, tuttavia, il tema posto dai cittadini riguardava soprattutto la trasparenza e l’effettiva possibilità di confronto tra più offerte, più che l’attribuzione di responsabilità personali.
Più che una semplice esposizione dell’attività amministrativa, la serata è così diventata il momento in cui alcune delle vicende più controverse degli ultimi anni  di Boissano city sono tornate al cospetto dei cittadini, con domande precise e documenti alla mano. E, almeno su diversi punti, il confronto sembra aver aperto più interrogativi di quanti ne abbia chiusi.
Ai lettori di Trucioli.it – ogni settimana inviamo quasi 11 mila news letters– un consiglio utile: impariamo dalle coscienze critiche  dei ‘cittadini attivi’ di Boissano.

2/UNA SOLA E UNICA ECCEZIONE CI SIA CONCESSA- UNA LETTRICE SCORAGGIATA. IL SOLO IVG.IT HA DATO NOTIZIA DELL’ASSEMBLEA. La cronaca del giorno dopo? Neppure una riga. C’è però chi ringrazia. Questo è il giornalismo libero, ovvero tacere ai suoi lettori.

BOISSANO – Venerdì sera, 2 ottobre 2026, è stata indetta una riunione con la cittadinanza. Pochissimo preavviso, solo 3 gg, e come unico mezzo di diffusione, Facebook. E non aggiungo altro.

Non conoscevo ancora nessuno degli amministratori,  vedo come è gestito male il paese ma non sono attiva sul territorio. Sono rimasta ulteriormente disgustata.

Sorvolando sulle capacità di espressione e sulle volgarità ho comunque notato che l’unica attività ben riuscita è lo scarica barile. La colpa è sempre altrui, dei pochi soldi a disposizione ( e poi senti che ne sono stati spesi 700.000 per mettere in sidurezza un invaso piu asciutto dei miei vasi in estate, in vent’anni mai visto, mai, piu di 20 cm d’acqua) e dei dipendenti pubblici che sono inamovibili.
Buttare sotto il tram i lavoratori ed addossare le colpe delle pratiche gestite male sembra essere la principale attività.  Si è parlato di 2 soli argomenti, questo invaso e la ormai famigerata antenna.
Che nonostante numerose sentenze è ancora al suo posto. Peccato sia pure il posto sbagliato. Mi scuso per lo sfogo, ritengo sarebbe interessante che qualcuno di Trucioli.it partecipasse alle prossime riunioni per valutare personalmente e, magari, scriverne. Anche a Boissano c’è molto da imparare, grazie se evitate di espormi al ‘pubblico ludibrio’.

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