Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

Edinet Srl. La società editoriale (non solo IVG) di Rainisio e C. sempre più in “buona salute”. Le cifre del bilancio 2025


Una buona notizia in un mondo editoriale, ligure e non solo, con le aziende – Spa o Srl o cooperative che siano- da anni alle prese con bilanci  in rosso. Tra uno stato di crisi all’altro, prepensionamenti. Paghe da fame per molti collaboratori a notizia. Nessuna tutela sul fronte legale. Poche e rare certezze sulle prospettive di una famiglia normale.

Matteo Rainisio il primo editore di successo della provincia di Savona

Alcuni quotidiani nazionali, come abbiamo già riportato e l’ex direttore del Secolo XIX aveva evidenziato con un editoriale in prima pagina, usufruiscono di finanziamenti pubblici.  Su quali basi non è a prova di verità, con zone buie.

L’eccezione del gruppo famigliare, che ha in Matteo Rainisio fondatore e padre-patrone della Edinet Srl, dimostra che quel detto comune “non sono tutti uguali” ha una valenza da additare ad un saggio esempio. Nell’amministrare risorse, spese, ricavi, obiettivi da raggiungere, un passo alla volta, senza voli pindarici. E senza scavare troppo a fonde in notizie che ‘disturbano’ il potere di turno, quello pubblicitario in particolare.

Perchè possiamo scrivere che Edinet gode di buona salute?
I fatti più significativi possono essere così riassunti, in utile sintesi.
1) Utile di esercizio quasi quadruplicato (da 5.800 euro a 19.600 euro) con un indebitamento in calo di oltre 90.000 euro (da 388.000 euro a 296.000) e crediti in aumento di 40.000 euro (da 423.000 euro a 463.000 euro). Considerando che i debiti sono in gran parte finalizzati all’acquisto di immobili, il cui valore è già stato rivalutato nel tempo e che i crediti a breve termine superano di gran lunga i debiti a breve, ne deriva un ottimo equilibrio finanziario di gestione.
2) L’utile di esercizio non è stato distribuito, bensì accantonato a riserva, il che rafforza il patrimonio netto, anche per fronte a possibili difficoltà future.
3) Il costo del personale (rimasto invariato a 18 impiegati, 21 nell’anno in corso) è in aumento di 50.000 euro (da 491.000 euro a 541.000 euro), ma i ricavi tipici sono aumentati di più (da 1.644.000 euro e 1.716.000 euro). I ricavi sono anche ben distribuiti (a pag.20 del bilancio si possono le fonti di ricavo)
4) Le disponibilità liquide (soldi sul conto corrente) sono sostanzialmente stabili (230.000 euro contro i 257.000 dell’anno prima).

ECCO LE FONTI DEI RICAVI- LEGGI ANCHE IL BILANCIO ABBREVIATO D’ESERCIZIO….. 

La Edinet Srl, con sede a Pietra Ligure, è stata costituita il 13 gennaio 2006. L’attività prevalente: “edizione di quotidiani”. Capitale sociale sottoscritto 10 mila euro. Addeti al 30 giugno scorso 21, tre i titolari con diritti su quote. Un’unica sede. L’intera proprietà appartiene alla famiglia Rainisio. Presidente del Cda Matteo Rainisio, nato a Loano, 48 anni, che detine l’80 per cento delle quote. Le rimanenti quote, divise in parti uguali, appartengono al padre Matteo Rainisio, nato ad Aurigo, 76 anni, ivi Domiciliato; alla moglie e mamma di Matteo,  Marilena Scali, nata a Pietra Ligure, 75 anni, stesso domicilio. Un dipendente è addetto all’Unita locale di Genova, aperta il primo giugno 2023, in via XXV Aprile 4/10; 20 dipendenti a quella di Pietra Ligure.

COMMENTO – Le doti di un editore? Scegliere e puntare su una squadra capace e saperla motivare, coinvolgere, assecondare quando è il caso. La qualità complessiva del prodotto, può essere anche mediocre – in questo caso provinciale e regionale-  ma la cartina di tornasole è il quoziente di lettori, il loro interesse a sapere, ad essere informati, magari offrendo notizie che altri sottovalutano o cestinano.

I savonesi, i genovesi, i liguri, i turisti delle seconde case, continuano a premiare i ‘prodotti’ della Edinet.  In primis la tempestività delle notizia di cronaca, in particolare arresti, denuncie, indicenti stradali, decessi, feriti, incendi o persino la sorte di un gatto, un cane. Si attinge dai comunicati stampa a pioggia, quasi mai senza approndire, confrontare dichiarazioni e dati recenti o passati, utili a valutare la credibilità del personaggio, perlopiù della politica e dei partiti, del mondo degli affari, delle associazioni di categoria, del sindacato.

Farsi dei nemici anche con il libero giornalismo non premia? E comuque sotto molti aspetti, soprattutto pubblicitari siano essi di fonte commerciale, di enti pubblici, partiti,  meglio dare “un colpo al cerchio e uno alla botte“? Significa cercare di accontentare tutti o mantenere un equilibrio tra due parti in contrasto, senza prendere una posizione netta per non scontentare nessuno o quasi. O peggio perdere l’inserzionista importante.

Oggi nella provincia di Savona resta sommerso dall’indiferenza collettiva il tema cementificazione diffusa e speculazione immobiliare di ‘seconde case’ con il ‘troppo che stroppia’. L’indice di distruzione del tessuto alberghiero, e zero nuovi hotel, va di pari passo con un turismo medio bassa (quanto a capacità di spesa giornaliera). Non mancano rare eccezione. Un turismo sempre più affollato che non regge di fronte all’assenza ultradecennale della pianificazione urbanistica e relativa programmazione economica. E al di là della propaganda di parte, il trend qualitativo è destinato a scendere sempre più in basso. A moltiplicare attività popolari (panetteria, bar, pizzerie, penetrazione continua di operatori del terzo mondo che più a prezzi popolari di così non si puo). Si dirà: almeno fanno felici i proprietari dei muri che altrimenti rischierebbero di trovarsi senza inquilini, ma con l’Imu e altre spese.

E quale futuro nel tessuto sociale? Si pensi solo alla mancanza di opportunità di lavoro, in loco, delle giovani generazioni, presenti e future. Nessuna città della cementificata Riviera fa eccezione. Lavoro fuori provincia, fuori regione e soprattutto all’estero. Poco o nulla si legge su singole storie, eppure sono molte decine i giovani talenti, di entrambi i sessi, che hanno raggiunto, oltre frontiere, posizioni apicali in importanti aziende  internazionali sia pubbliche che private. In Cina qualche esempio di elite al femminile.

Se brillano i conti di Edinet, non altrettanto brillante è l’impegno per combattere l’arma della disinformazione e della distrazione di massa. Uno strumento sempre più diffuso, di pari passo con il crollo di lettori. Quanti di loro non si accontentano dell’informazione del ‘regime democratico’ e di potenhtati economici? Il caso dell’unico storico settinale d’inchiesta, pur tra cambi di editori, lo storico L’Espresso. I cartaceo è assai preferito rispetto all’online. In Provincia di Savona la diffusione media non supera le 600 copie. Significativo il caso di “Loano che legge“: 12-15 le copie vendute. Un settimanale progressista, antipopulista, che non fa sconti e non teme vendette trasversali, né la potente ingerenza dell’intelligence del governo di Israele, molto attiva in Italia e buoni rapporti con un paio di politici savonesi.

Altro tema. Che dire, senza salire ai piani alti, dell’esaltazione di moltissime sagre super popolari che di valorizzazione dei prodotti del terrorio è rimasto poco o nulla.  Occupano ogni giorno paginate redazionali dei quotidiani della carta stampa con cronaca provinciale, notizie a catena in quelli on line. Le sagre e feste popolari si affidano massicciamente, con pubblicità a pagamento, ai giornali, ai siti web e alle emittenti radio-televisive locali per attirare visitatori, fare ovviamente cassa. Questo fenomeno avviene proprio “a spron battuto” (cioè a gran ritmo, senza sosta) durante la stagione estiva e autunnale.

La gran folla, l’assipemaneto, non produce un concreto valore aggiunto nell’economia del paese, dei borghi. Perché la materia prima, fatta eccezione per una manciata di produzione locale, si è dissolta. Sono addiritura quasi scomparsi gli orti famigliari delle giovani generazioni, o sacrificati da cemento e asfalto, mentre i ricchi possono esibirli nelle loro dimore.E’ venuta meno la cultura dell’amore per l’ortofrutta casalinga, il pollaio. Mentre cani e gatti hanno assunto il ruolo di divi in famiglia e la loro alimentazione incrementa gli affari di chi produce all’ingrosso.

E non sono certo le ‘passerelle‘ di chi siede sulle poltrone, persino con sfacciato esibizionismo, senza freni inibitori, a creare le condizioni di una nuova e solida economia locale, provinciale o regionale, parlando di Liguria. Certamente distribuiscono illusioni tra chi non è in grado di valutare di cosa resta delle illusioni stesse.

Mai come ai nostri tempi siamo alle prese con la ‘distrazione di massa‘. Oggi, assai più di ieri, l’editore, l’infomazione dei suoi canali, dovrebbere seguire la strada maestra per vincere e prevalere su chi pratica, non certo disinteressatamente, una sistematica e subdola disinformazione. E’ quella che alimenta il populismo illiberale a danno del pluralismo democratico. L’arma della ‘distrazione’ sta incrementando sfiducia verso le istituzioni democratiche che si traduce nel disertare le urne. Alimenta la scontro sociale, l’odio di classe, carburante per l’uomo solo al comando, anzichè privilegiare l’alternanza nel reggere le sorti del Paese, di una Regione, dell’amministrazione comunale. Alle competenze si privilegiani gli omuncoli-omuncole incapaci di una visione lungimirante e che prima di tutto per stare a galla devono curare il loro orticello. (L.Cor.) 


Avatar

Trucioli

Torna in alto