Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Albenga, un Consorzio per la tutela del territorio: “La risorsa idrica bene sempre più prezioso”. Ma si tace su danni e impatti critici al bacino idrografico del Centa. I binari a monte? Il politico: “L’Europa intera rallenta a causa nel nostro Ponente”


Non sono ‘graditi’, a destra come a sinistra, gli ultimi resiliente agricoltori? Peggiore sorte a  quanti vengono tacciati di essere rimasti  solitari ‘talebani dell’ambiente’che possono contare anche sull’analisi dell’Intelligenza Artificiale. E “il nostro futuro”?

Ambientalisti – in maggioranza senza tessere di partiti- già duramente perseguitati  nel mondo dal novella ‘messia’, il democratico (?) repubblicano Trump, luminoso esempio di valorizzazione climatica e ambientale, al punto che anche il Papa viene tacciato come nemico del ‘progresso‘. E sostenitori del rigoroso rispetto di madre natura.

Veniamo a noi. Parliamo della “lista di proscrizione“, senza potere, chi si batte non contro il raddoppio dei binari (già doppi, e ignorati dai più, tra Loano e Albenga), semmai contro la distruzione di quanto resta di del mondo agricolo, delle sue imprese a conduzione familiare. Tutela di aree coltivate e risorse idriche. Distruzione che sta portando alla scomparsa delle nostre origini agricole e di un bene produttivo primario. Quella che viene osannata a ‘moderna civiltà’ ha già depauperato, sacrificato sull’altare del falso sviluppo il 90 per cento  di aree agricole della nostra provincia, da Andora a Varazze.

Non fa più  notizia. Consumiamo prodotti agricoli che al 99 per cento importiamo da fuori regione, dall’estero. In primis Spagna, Tunisia, Israele, centro e sud america, persino dal lontano oriente.

Ora è tempo di caldarroste? Alle sagre qualità francese, garessina, di Calizzano. I grossisti locali di import di frutta e verdura mai così attive e numerosi. E’ business. Sono diventati una rarità, nella maggioranza delle realtà rivierasche, persino gli storici orti di famiglia. L’educazione culturale delle giovani leve resta apatica e disinteressata a quanto ricevuto dai padri, dai nonni, da generazioni di agricoltori. L’abbandono sto corrodendo da anni l’entroterra, i suoi terrazzamenti con secoli di storia agricola di montagna. Sudori e sacrifici. Fonte di reddito seppure povero.

Negli anni d’oro della pianura ingauna e altre località della costa si esportavano, con i treni merci  diretti al nord Italia, centro e nord Europa, le nostre primizie e non solo. Oggi arrivano gli stessi prodotti nei supermercati e nei negozi, ma di nostrano non hanno proprio nulla. Anzi c’è molto di peggio che ai consumatori viene taciuto. Chi controlla  la genuinità di milioni di tonnellate di ortofrutta straniera, di altre regioni come la Sicilia, la Sardegna, la Campania, l’Emilia Romagna, il Trentino Aldo Adige, e soprattutto il Piemonte. Con quale sistematicità? Parliamo della zona savonese. Un prodotto simbolo è stato il cuore di bue d’Albenga, la coltivazione locale è ormai minima, come i ‘pelandrui‘ (fagioli) di Albenga, le carote, gli stessi asparagio violetti, i carciofi (Sardegna), C’era in volta il dill  (aneto) che raggiungeva Svezia, Danimarca, Norvegia in particolare. Una tradizione culinaria in quei paesi. Ora lo importano da altri continenti.

Stiamo rinunciando anche agli orti di famiglia. Quelli che i miliardari del mondo, i benestanti curano orgogliosi nelle loro residenze ed esibiscono da trofei agli amici. “Noi mangiamo genuino.…”

In questi giorni un albenganese laureato e iscritto all’albo di odontoiatria, con ‘specializzazione’ in protesi dentaria, passione ed esperto di politica del bene comune, mette alla gogna quanti sono contrari all’attuale progetto ferrovia e stazioni a monte, quattro cancellate (Borgio, Loano, Ceriale Laigueglia). Altre lontano dai centri abitati, esattamente il contrario di quanto accade  altrove, le vecchie stazioni e tracciati dei binari restano e vengono potenziati con le moderne tecnologie, le nuove stazioni, se non in rarissimi casi, non sono nelle periferie.  Come accade per gli aeroporti.  L’autore Eraldo Ciangherotti, ingauno e leit motive: “L’Europa intera rallenta a causa nel nostro Ponente” (vedi testo a fondo pagina).

C’è chi si batte non per i propri o interessi vari: no a dare il colpo di grazia a chi è  già in agonia. L’economia agricola della piana che per decenni era la prima e più produttiva, florida della Liguria dal nuovo tracciato quali vantaggi e utilità? Albenga aveva superato Savona nella presenza di sportelli bancari grazie anche all’export di prodotti agricoli, poi hanno preso il sopravvento (per non morire) le piante aromatiche, basilico in particolare, fiori in vaso in decadenza. Ora gli unici che aprono filiali in Riviera sono banche del Basso Piemonte dove l’agricoltura, guarda caso, con annessi e connessi, è stata rivalutata. Invade i mercati settimanali, i supermercati, i negozi vicini a casa nostra. Chiedere ai grossisti di Albenga per avere conferme.

Consigliamo a Ciangherotti di camminare lungo le aree a vocazione agricole di Ceriale e Albenga, Cisano sul Neva, Villanova d’Albenga, Ortovero (dove si possono ammirare i vigneti). Dove si ‘celebra’ la sagra delle pesche ed è rimasto un solo produttore (a Ortovero), un secondo sta mettendo a dimora nella zona di Pogli alcune centinaia di piante, pesche e albicocchi. L’evento ‘sagra delle ciliegie’ a Castelbianco, ma i produttori e gli alberi restano nei sogni. I carciofi? La Sardegna ci ha superato di gran lunga e anche in ‘casa nostra”. Possiamo continuare.

Nella camminata, Ciangherotti si fermi a parlare con chi lavora ancora la terra, in particolare e soprattutto chi  non ha abbandonato del tutto gli ortaggi e in piccolissima pare alcune tipi di frutta.

Servirebbe un censimento aggiornato (l’ultimo risale nel tempo) dei terreni produttivi ma abbandonati, in rapida sequenza. Erbacce e rovi. Ascoltare chi ha un certa età e cosa prevede per la sorte future delle sue terre coltivate da generazioni. Magari ascoltare anche chi coltiva terreni in prossimità di campeggi dove non si può più far uso di diserbanti e trattamenti che causano odori e ‘disturbano’ il turista per timori sanitari. O ancora quelli prossimi all’edilizia (palazzi e palazzine) delle seconde case.

1/COMUNICATO STAMPA – Nei locali della Cooperativa Ortofrutticola in regione Massaretti di Albenga, si è svolto un Tavolo Verde dedicato alla costituzione di un Consorzio di Bonifica per il territorio del Ponente ligure, con la partecipazione dei Comuni del comprensorio, delle associazioni di categoria e del mondo produttivo.
Un Consorzio di Bonifica è un ente che si occupa della gestione e della manutenzione del reticolo idrografico e della tutela del territorio, programmando interventi su rii, canali e corsi d’acqua e contribuendo a una gestione coordinata della risorsa idrica. Uno strumento che potrebbe assumere un ruolo importante anche in considerazione del fatto che può avere accesso a finanziamenti sovracomunali.

Per l’Amministrazione comunale di Albenga erano presenti il sindaco Riccardo Tomatis, il presidente del Consiglio comunale con delega all’Agricoltura Alberto Passino, il consigliere Giorgio Cangiano, presidente della commissione consiliare per il Consorzio di Bonifica, il consigliere Raiko Radiuk con delega al contrasto del dissesto idrogeologico, il consigliere e vicepresidente del Consiglio comunale Antonio Caviglia e il consigliere di minoranza e vicepresidente della commissione consiliare Nicola Podio.

L’incontro rappresenta un ulteriore passaggio di un percorso che Albenga porta avanti da anni. Già nel 2019 l’Amministrazione comunale aveva riaperto il confronto sulla possibilità di dotare il territorio di un Consorzio di Bonifica, guardando in particolare all’esperienza del Consorzio di Bonifica del Canale Lunense. Nel 2020 era stata quindi approvata una convenzione quadro con il Consorzio Lunense per studiare le caratteristiche del territorio ingauno e valutare i parametri necessari alla costituzione di un nuovo consorzio.

Negli anni successivi il tema è stato approfondito attraverso sopralluoghi, studi e la mappatura della rete di rii, canali e altre fonti d’acqua fino ad arrivare, nel 2024 all’istituzione di una Commissione temporanea speciale di studio dedicata alla costituzione di un Consorzio di Bonifica nel bacino idrografico del Centa.

Il percorso, che coinvolge anche competenze regionali, ha portato lo scorso 24 settembre a un incontro a Genova tra il presidente del Consiglio comunale e delegato all’Agricoltura Alberto Passino e l’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Piana per riprendere il progetto. Da questo confronto è scaturito anche il Tavolo Verde di questa mattina.

“Quello di oggi è un ulteriore passo di un percorso che Albenga porta avanti da anni e del quale ci siamo fatti promotori – afferma il sindaco Riccardo Tomatis –. I passaggi da fare sono ancora diversi, ma oggi abbiamo messo intorno allo stesso tavolo istituzioni, Comuni, associazioni agricole e mondo produttivo. È importante che questo confronto prosegua per arrivare in tempi ragionevoli a definire uno strumento adeguato alle caratteristiche del nostro territorio. Albenga metterà a disposizione gli studi e il lavoro già effettuati, che dovranno naturalmente essere aggiornati e ampliati a una dimensione comprensoriale. L’idea è infatti quella di ragionare sull’intero bacino del Centa, da Andora fino all’entroterra e quindi verso Mendatica, comprendendo il territorio fino a Ceriale. Parliamo di un’area estremamente complessa, nella quale la gestione dell’acqua deve essere affrontata necessariamente in una logica sovracomunale”.

“Il Consorzio di Bonifica è uno strumento che riteniamo sempre più necessario, anche alla luce dei cambiamenti climatici – aggiunge il presidente del Consiglio comunale e delegato all’Agricoltura Alberto Passino –. Periodi di forte siccità si alternano a eventi meteorologici estremamente intensi, capaci in poche ore di mettere in difficoltà il territorio. Un Consorzio potrebbe consentire una gestione più organica e capillare della rete di rii, fossi e canali, programmando la manutenzione ordinaria e aumentando la capacità di intercettare fondi per gli interventi strutturali.

La questione riguarda anche la disponibilità della risorsa idrica. L’acqua è un bene sempre più prezioso e alcuni Comuni del comprensorio, come Arnasco e Andora, hanno già dovuto confrontarsi con criticità legate alla siccità. Una gestione coordinata delle risorse e una programmazione condivisa possono contribuire a dare risposte anche a queste esigenze”.

DICHIARAZIONE DEL CAPOGRUPPO CONSILIARE DI MINORANZA DI ALBENGA, EX CANDIDATO SINDACO, NICOLO’ PODIO:

 “SVOLTA COMPRENSORIALE FONDAMENTALE PER TUTELARE IMPRESE E TERRITORIO”
Il consigliere ingauno e vicepresidente della commissione speciale soddisfatto dopo il Tavolo Verde: “Grande partecipazione di sindaci e associazioni, risorse indispensabili contro il dissesto e per il futuro della nostra Piana”
“Sono molto soddisfatto per la grande partecipazione di sindaci e associazioni di categoria al Tavolo Verde sul nuovo Consorzio di Bonifica, organizzato nella giornata di oggi presso la Cooperativa Ortofrutticola in Regione Massaretti: un nuovo confronto che fa seguito al primo incontro in Regione, a cui avevo partecipato. A differenza del passato, quando si pensava ad un ente espressione del solo Comune di Albenga, oggi andiamo finalmente verso un vero tavolo comprensoriale, fondamentale per sbloccare risorse e finanziamenti indispensabili. Questo Consorzio è lo strumento che ci serve per difendere la nostra economia agricola e dare una risposta alle gravi criticità che troppo spesso mettono in ginocchio il nostro territorio. Un ringraziamento va al presidente della Regione Liguria Marco Bucci, all’assessore Alessandro Piana, ai consiglieri regionali Angelo Vaccarezza e a Sara Foscolo per l’impegno dimostrato”.
iL vicepresidente della commissione per il Consorzio di Bonifica ingauno, Nicola Podio.

2/ COSA CI RICORDA IL QUESITO ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Il bacino idrografico del Centa e la circostante piana di Albenga possono subire danni e impatti critici a causa del progetto di raddoppio e spostamento a monte della linea ferroviaria Genova-Ventimiglia (nella tratta Finale Ligure-Andora). 
Le principali criticità ambientali e idrogeologiche sollevate da comitati locali, associazioni e studi di impatto includono:
  • Intercettazione e distruzione delle falde acquifere: Il progetto prevede la costruzione di circa 25 chilometri di gallerie sui 32 complessivi. Gli scavi in sotterraneo rischiano di intercettare profondamente le falde idriche montane, provocando il prosciugamento di pozzi e sorgenti essenziali per l’approvvigionamento idrico locale e per l’agricoltura. 

  • Avanzamento del cuneo salino: La riduzione della portata d’acqua dolce sotterranea che defluisce verso la costa può causare una drastica infiltrazione di acqua marina nella falda (cuneo salino che già interessa diverse aree agricole di Ceriale e Albenga). Questo fenomeno rischia di rendere l’acqua dei pozzi inutilizzabile per irrigare i campi della piana agricola di Albenga. E non solo.

  • Rischio idraulico e stabilità del suolo: Il massiccio consumo di suolo (che solo ad Albenga prevede il sacrificio e l’esproprio di oltre un milione di metri quadri di terreni) e le modifiche alla morfologia del territorio per la costruzione della nuova stazione e dei binari sollevano forti preoccupazioni per il deflusso delle acque piovane. L’impermeabilizzazione e l’alterazione dei versanti collinari possono accentuare il dissesto idrogeologico e la pericolosità idraulica in un bacino storicamente fragile come quello del fiume Centa. 

Nonostante le forti opposizioni legali e territoriali — inclusi i ricorsi presentati da associazioni ambientaliste come il WWF Savona, Assoutenti, Comitato Territoriale — l’iter dell’opera prosegue, mentre i comuni coinvolti cercano di negoziare varianti progettuali e prescrizioni rigorose per mitigare i rischi idraulici e tutelare l’ecosistema del bacino, oltre a chiedere alcune centinaia di milioni per opere di compensazione che però le FFSS indicano in un totale di 50 milioni.
3/IL POST DI ERALDO CIANGHEROTTI, DENTISTA DI SUCCESSO, EX ASSESSORE E CONSIGLIERE COMUNALE E PROVINCIALE, GIA’ SUPERTIFOSO DI BERLUSCONI E ORA IN CORSA (FORSE?) DA SINDACO CON UNA LISTA CIVICA

Non so possono più usare…SE IL BINARIO UNICO È LA NOSTRA DIFESA, ALLORA CHIUDIAMO ANCHE IL PORTO DI GENOVA.

C’è chi dice no al raddoppio Finale–Andora perché trasformerebbe il Ponente ligure in un “obiettivo militare”. Prendiamo sul serio questo ragionamento, fino in fondo.
Se una grande infrastruttura ci rende un bersaglio, allora chiudiamo il porto di Genova. Smontiamo l’autostrada dei Fiori. Spegniamo l’aeroporto. Torniamo ai carri trainati dai muli, così nessuno avrà interesse a disturbarci. È questa la Liguria che vogliamo? Una regione che si protegge restando ferma, isolata, irrilevante?
Lo dico senza giri di parole: l’arretratezza non è una strategia di difesa. È solo arretratezza.
Come riporta oggi Il Secolo XIX, il Corridoio Mediterraneo collegherà la Spagna all’Ucraina, passando per Francia, Italia, Slovenia, Croazia e Ungheria. Sono circa tremila chilometri, e il coordinatore europeo Mathieu Grosch ha detto chiaramente dove si trova la strozzatura: qui, da noi, in una manciata di chilometri di binario unico tra Finale e Andora. L’Europa intera rallenta nel nostro Ponente.
Il progetto è concreto: 32 chilometri di nuovo tracciato, 25 dei quali in galleria; nuove stazioni a Finale, Albenga e Andora, fermate a Pietra Ligure, Borghetto–Loano e Alassio; treni fino a 190 km/h e una capacità di 120 convogli al giorno, il doppio di oggi. Soprattutto, spariscono 14 passaggi a livello. Chi vive ad Albenga sa bene cosa significa restare in coda davanti a una sbarra abbassata, con una città tagliata in due da una ferrovia nata nell’Ottocento.
E il vecchio sedime? Diventerà una pista ciclabile e liberi spazi sul mare che oggi sono occupati dai binari. Più costa restituita ai cittadini, più turismo, più qualità della vita.
Rispetto chi chiede tutele per l’ambiente e per l’agricoltura: è giusto pretenderle, e bisognerà vigilare in ogni fase dei lavori. Ma la risposta a un cantiere da gestire bene non può essere un altro “no”. Il Ponente ha già pagato troppo per i ritardi: decenni di promesse, studi, rinvii.
Ora l’Unione Europea ha riconosciuto l’opera come prioritaria. Negoziato nel 2027, primi interventi nel 2028. Non possiamo permetterci un altro giro di tentennamenti. Chi blocca questa opera oggi si assume la responsabilità di condannare il Ponente a restare un binario morto d’Europa per i prossimi cinquant’anni.
Io sto dalla parte di chi vuole una Liguria collegata, moderna e protagonista.
Eraldo Ciangherotti

4/5 OTTOBRE 2026- FRUIT ATTRACTION: DA DOMANI LA LIGURIA IN VETRINA A MADRID A UNA DELLE PIÙ IMPORTANTI FIERE DELL’ORTOFRUTTA

COMUNICATO STAMPA – GENOVA. Torna Fruit Attraction, una delle più importanti fiere nel mondo per il settore dell’ortofrutta. E la Regione Liguria, con il coordinamento di Liguria International, coinvolge in un unico stand i principali player del settore logistico dell’ortofrutta della nostra regione. La 18esima edizione della fiera, in programma dal 6 all’8 ottobre, prevede la partecipazione di oltre 2.500 aziende, su una superficie espositiva di 162.000 metri quadrati, e la presenza di più di 121.000 visitatori professionali provenienti da 150 Paesi. Una fiera in crescita esponenziale dove la Liguria si presenta con uno stand ulteriormente ampliato per dare risposta al crescente interesse delle imprese della nostra regione che hanno l’opzione di essere presenti con un proprio spazio all’interno dello stand oppure di avere un punto di riferimento per sviluppare incontri e presentazioni. I partner principali della missione saranno anche in questa edizione l’ Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale e Società Gestione Mercato con il Centro Agroalimentare di Genova. L’obiettivo è quello di ribadire – con lo slogan ormai consolidato “Liguria. The Fruitful Hub” – il ruolo della Liguria come prima regione in Italia per le imprese che operano nella blue economy e primo hub portuale per il traffico di container in Italia.

“Dopo il Fruit Logistica di Berlino, il Sistema Ligure, grazie al coordinamento di Liguria International, si conferma al passo con l’evoluzione in crescita dei traffici da e per la nostra regione – sottolinea l’assessore regionale allo Sviluppo economico Alessio Piana -. La presenza, condivisa con le due Autorità di Sistema Portuali e la Società Gestione Mercato di Genova, è strategica per valorizzare le competenze e le peculiarità dei nostri scali portuali e della logistica regionale”.

I Ports of Genoa svolgono un ruolo chiave nella filiera dei prodotti deperibili destinati ai mercati italiani e del Sud Europa. In particolare: il Porto di Vado Ligure è tra i principali hub del Mediterraneo per la frutta fresca, con 200.000 tonnellate di prodotti movimentate nel 2025. Nello stesso anno, i terminal container dei quattro bacini portuali hanno gestito più di 100.000 unità reefer. Grazie a una rete intermodale capillare e alla disponibilità di carri ferroviari dedicati, i prodotti freschi possono raggiungere in perfette condizioni il Nord Italia e il Sud Europa.

Il Porto della Spezia rappresenta da anni uno scalo di riferimento tra i porti contenitori gateway del Mediterraneo, con una quota di traffico nazionale pari al 18%. Con i suoi 564 reefer plugs (464 presso il terminal LSCT e 100 presso il terminal TDG), garantisce collegamenti diretti con le principali destinazioni internazionali, confermandosi come hub strategico anche per i poli del freddo.

Il Mercato Ortofrutticolo di Genova si presenta a Madrid come Centro Logistico Agroalimentare di rilevanza nazionale, attivo 24 ore su 24: 25 operatori dell’ortofrutta, 22 imprese della logistica, 9 florovivaistiche, per un totale di 575 lavoratori diretti e circa 6.200 nell’indotto, con 2.000 accessi giornalieri e un fatturato che supera i 250 milioni di euro l’anno.

La partecipazione internazionale alla fiera sarà ulteriormente rafforzata dall’ingresso di nuovi Paesi, tra cui Armenia, Australia, Guatemala, Indonesia, Irlanda, Isole Vergini Britanniche, Giappone, Malesia, Repubblica Ceca, Svezia e Tunisia.

Allo stand ligure, gli operatori internazionali provenienti da numerosi Paesi saranno accolti, grazie al sostegno della Camera di Commercio di Genova e di Confcommercio Genova, dai prodotti di Liguria Gourmet, con una selezione delle eccellenze enogastronomiche e dei prodotti tipici del territorio regionale.

 


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