William Frederick Cody ( il vero nome di Buffalo Bill ) dopo le leggendarie imprese di cui fu protagonista, rese celebri soprattutto dal cinema, fondò un circo itinerante che per anni intrattenne gli spettatori in moltissimi Paesi dell’Occidente con lo spettacolo “Buffalo Bill’s Wild West Show”.
di Tiziano Franzi
Il 13 marzo 1906 arrivò a Genova, alla stazione di Terralba, con un convoglio composto da più di circa 50 vagoni e diviso in più treni speciali con oltre mille uomini e circa 550 cavalli. Da lì, la compagnia sfilò in corteo per le vie della città tra due ali di folla in festa.



L’area scelta per l’esibizione fu la spianata del Bisagno (l’attuale zona di Piazza della Vittoria), trasformata per l’occasione in una grande prateria, dove fu ricostruito nel dettaglio un accampamento di indiani d’America. Lo spettacolo offrì ai genovesi una grandiosa rappresentazione con cowboy, indiani d’America, messicani e cosacchi, segnando una tappa memorabile della tournée italiana.


Con Buffalo Bill c’erano Torto Seduto, Alce Nero, i Sioux , Calamity Jane e altri capi indiani resi celebri dall’epopea del West, oltre a una compagnia di Cosacchi che durante lo spettacolo fecero mostra della loro incredibile abilità con arditi equilibrismi in sella ai loro cavalli. Non mancavano le figlie del Wild West, fanciulle cresciute in zone di frontiera abili a cavalcare e a usare il lazo. Si esibirono anche i lancieri anglo irlandesi e i veterani della cavalleria americana, mentre gli spettatori poterono assistere anche all’attacco di un convoglio tra pionieri e indiani d’America, che nella loro patria d’origine avevano preso parte a uno scontro realmente accaduto.
Lo spettacolo serale a pagamento fu ripetuto per tre giorni consecutivi, mentre di giorno tutti potevano visitarne liberamente il set.
Per Genova si trattò di un evento unico ed eccezionale e le cronache ricordano che nei palazzi esistenti a lato dello spiazzo la gente si era accalcata per vedere gratuitamente lo spettacolo ed anche le Mura di Santa Chiara erano gremite di persone.
I più abbienti, o comunque coloro che intendevano vedere lo spettacolo da vicino, avevano acquistato i biglietti di ingresso che costavano da un minimo di una lira ad un massimo di sei lire per i palchi dei ricchi e delle autorità.
Si trattava di potere assistere a un film dal vivo: assalti alle diligenze, attacchi degli indiani ai cow-boys e conseguenti reazioni di questi ultimi, esibizioni con i lazos e l’immancabile ricostruzione delle eroiche gesta del Generale Custer.
Un polverone americano che suscitò molte emozioni, che lasciò molteplici tracce e proliferò numerosi miti sulla vita del Far West alimentati sapientemente dall’industria cinematografica statunitense.



Tiziano Franzi
