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Cairo Montenotte, Riserva Adelasia: strade antincendio o per esbosco? La volpe a guardia del pollaio! Da 750 ettari solo 100 protetti. 2/Riapre esposizione Archeologica Permanente di Alpicella


Da 750 ettari che per 30 godettero di una tutela “integrale” grazie alla filantropia dell’azienda privata che la possedeva, il Piano di gestione della Riserva steso da regione/provincia di Savona oggi prevede che solo più circa 100 ettari siano sottoposti a protezione!

di Franco Zunino*

L’AIW tempo fa aveva avanzato una ennesima lettera/esposto alle autorità su quanto stava avvenendo nella Riserva Naturale Regionale dell’Adelasia, con l’allargamento di una strada e tagli di alberi idonei alla nidificazione e sostentamento del Picchio nero.Ennesimi fatti che dimostravano come la Riserva, dopo il suo passaggio da una proprietà privata che l’aveva preservata in forma integrale per circa 30 anni, col passaggio alla proprietà Regionale (Provinciale) e sua concessione in gestione al Comune di Cairo Montenotte (la volpe posta alla guardia del pollaio!) la si stava (e la si sta tutt’ora) gestendo come un’azienda boschiva per la produzione di legnatico da riscaldamento (cippato, in particolare) con l’asportazione di vecchi cedui di castagno ed altri alberi morti o deperenti anche d’alto fusto.

Ora si viene a scoprire che la strada (o le strade) aveva uno scopo di opera antincendio, ovvero per facilitare l’accesso a mezzi antincendio. Peccato che per quanto noto di incendi in questa Riserva non si sono mai verificati (l’unico risale ad almeno 60 anni or sono, e fece pochissimi danni proprio per la struttura forestale d’alto fusto o di ceduo invecchiato che è la migliore garanzia per, se non impedire, almeno ridurre l’impatto degli eventuali incendi!); senza ignorare che, comunque, in una Riserva Naturale va tenuto presente che non sempre gli incendi sono un danno, e non poche volte sono proprio essi i creatori e miglioramento di biodiversità (si vedano gli esempi dello Yellowstone e delle Sequoie della Sierra Nevada, per far crescere le quali non poche volte sono le stesse autorità ad appiccare gli incendi, cosiddetti “prescritti” o anche “preventivi”!) per cui il cosiddetto “investimento che ha consentito il ripristino e l’adeguamento della rete di piste forestali, migliorando l’accessibilità nelle operazioni di spegnimento, contribuendo così alla tutela del territorio dal rischio di incendi” vantato dalla Provincia di Savona dovrebbe piuttosto leggersi come INVESTIMENTO PER FACILITARE IL TRASPORTO DEL LEGNAME CHE SI STA ESTRAENEDO E PROBABILMENTE SI PREVEDE DI ESTRARRE IN FUTURO, quindi per “facilitare” il profitto ricavabile col taglio degli alberi! Per cui, in realtà, con queste opere non si “contribuisce alla tutela del territorio”, né tanto meno alla difesa dei suoi valori naturalistici e di biodiversità, ma si sta azzerando sempre più quella che era una vera priorità di tutela ed un vero prioritario valore: la più vasta area priva di strade motorizzabile con mezzi a quattro ruote dell’intera Valle Bormida! Un valore che, abbinato a quello biologico e di biodiversità, faceva assurgere questa Riserva tra i primi posti, almeno della Liguria, per il suo valore complessivo di area naturale protetta. 

Purtroppo la discutibile gestione che se ne sta facendo, mirata piuttosto a produrre danaro che a conservare valori naturali, la sta invece sempre più svilendo. E’ il caso di ricordare come a fronte dei circa Da 750 ettari che per trent’anni godettero di una tutela “integrale” grazie alla filantropia dell’azienda privata che la possedeva, il Piano di gestione della Riserva steso dagli organismi regionali/provinciali oggi prevedono che solo più circa 100 ettari saranno sottoposti a questa protezione! Tutto il resto sarà assoggettato a piani di intervento gestionali per finalità di produzione di legnatico per fini commerciali!

Per l’ennesima volta, l’Associazione scrivente, artefice della storica protezione dell’Adelasia (si parla dei primi anni ’70 del secolo scorso!), lamenta il GRANDE silenzio di tutte le altre forze ambientaliste in merito a questa forma di gestione di una Riserva Naturale! Se tutte avessero protestato fin dall’inizio, di questa squallida storia di gestione di un patrimonio pubblico, forse oggi non saremmo giunti a questo punto!

Franco Zunino

 (Segretario Generale AIW)

2/Varazze, riapre l’Esposizione Archeologica Permanente di Alpicella: un viaggio rinnovato nella preistoria ligure e porta di accesso al Beigua

COMUNICATO STAMPA – Il Comune di Varazze annuncia la riapertura al pubblico dell’Esposizione Archeologica Permanente “Mario Fenoglio” di Alpicella, uno dei luoghi più significativi per la conoscenza della preistoria ligure, restituito oggi alla comunità in una veste completamente rinnovata. Situata nell’entroterra varazzino, in prossimità del riparo sotto roccia di Fenestrelle, l’esposizione custodisce un patrimonio di straordinario valore, frutto delle campagne di scavo condotte negli anni Settanta dalla Soprintendenza Archeologica della Liguria. I materiali esposti – oltre duecento reperti tra strumenti litici, oggetti in bronzo e ceramiche – testimoniano la presenza di comunità neolitiche stabilmente insediate nel territorio.
La riapertura rappresenta un passaggio importante nel percorso di valorizzazione del sito, oggetto di un articolato intervento di adeguamento e riallestimento sviluppato in collaborazione con l’Università degli Studi di Genova, l’Ente Parco del Beigua e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria. Il nuovo allestimento propone una lettura aggiornata e accessibile dei reperti, mettendo al centro il rapporto tra uomo, ambiente e territorio e offrendo al visitatore un’esperienza più immersiva e consapevole.
Gli interventi hanno riguardato non solo la riorganizzazione scientifica e narrativa del percorso espositivo, ma anche la messa in sicurezza degli spazi, il miglioramento delle condizioni conservative e l’introduzione di nuovi strumenti didattici e comunicativi, pensati per ampliare il pubblico e favorire una fruizione sempre più inclusiva. La gestione dell’esposizione è stata affidata all’Istituto Internazionale di Studi Liguri, in collaborazione con i volontari dell’Associazione Amici del Museo dell’Alpicella, a garanzia della qualità scientifica e della continuità delle attività culturali.
L’inaugurazione ufficiale della riapertura si terrà giovedì 23 aprile. La mattinata prenderà avvio alle ore 10:00 con la partecipazione delle scuole, mentre alle ore 11:00 è previsto il momento istituzionale con i saluti del Sindaco e dell’Assessore alla Cultura, alla presenza delle autorità e degli invitati. Nel corso della giornata l’esposizione resterà aperta con orario continuato dalle ore 10:00 alle ore 16:00, offrendo a cittadini e visitatori la possibilità di accedere agli spazi e ammirare il nuovo allestimento, completamente rinnovato. A partire da quella data, l’Esposizione Archeologica Permanente di Alpicella sarà visitabile ogni venerdì, sabato e domenica dalle ore 10:00 alle ore 16:00.
In parallelo alla riapertura, il Comune di Varazze promuove un percorso di avvicinamento dedicato alle nuove generazioni. In collaborazione con l’Istituto Internazionale di Studi Liguri, è stato organizzato un ciclo di laboratori didattici di archeologia e preistoria rivolto ai bambini dai 6 ai 13 anni, che si svolgerà presso la Sala Ragazzi della Biblioteca Civica di Varazze nelle giornate dell’8 e 29 aprile e del 30 maggio, con la possibilità di attività anche direttamente nelle scuole del territorio.
I laboratori saranno articolati in una prima fase introduttiva, supportata da materiali visivi, e in una parte pratica, durante la quale i partecipanti potranno sperimentare la lavorazione dell’argilla o realizzare piccoli oggetti ispirati alle tradizioni preistoriche locali. Un’esperienza pensata per coniugare apprendimento e creatività, rendendo i più giovani protagonisti attivi nella scoperta della storia.
Proprio agli studenti è rivolto un invito speciale: la riapertura dell’esposizione sarà per loro l’occasione di completare questo percors


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