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Liguria e Basso Piemonte

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Lettera / Alassio. Sviste & Svarioni da 804.222 €: riqualificazione “area ex Adelasia”. Il mistero della “Targa”. Due curiosi fori. “Chaise longue” vista mare?


RICEVIAMO – Rieccomi, qui! Ebbene, tra venerdì e lunedì appena trascorsi, è successo qualcosa nell’area di fronte a Largo Fiamme Gialle, l’ex Adelasia di Alassio. Dopo la mia lettera a Trucioli.it qualcuno è intervenuto e ha fatto due fori in prossimità dell’attraversamento pedonale rialzato a fianco della passeggiata Cadorna.

La parata solenne della Guardia di Finanza intitolazione dell’area “Largo Fiamme Gialle d’Italia “Nec recisa recedit” 

La notizia è che non avremo più una voluminosa pozzanghera di acqua piovana, almeno così speriamo, in quel tratto.

Vi ricordo i costi di questa opera di riqualificazione: ben euro 788.227 (rilevato dal “quadro economico di spesa allo stato finale” approvato con Delibera di giunta comunale del 05/12/2025) a cui va aggiunto il costo dell’attraversamento pedonale “rialzato” che per precisione è costato euro 7.198 a cui vanno aggiunti euro 6.885 per gli “incentivi alle Funzioni tecniche” (premi a personale/funzionari comunali) per lo svolgimento della pratica ed euro 1.912 per il “Fondo Settoriale per l’innovazione”, quindi un Totale di euro 804.222. Sono pochi? Sono tanti?

I due curiosi fori sull’asfalto per il deflusso dell’acqua piovana (realizzati dopo la segnalazione di Lucchini). Hanno ‘dimenticato’ di posizione un tombino. Fare click sull’immagine per ampliare la lettura

Ma è doveroso un rilievo di carattere tecnico: è corretto perforare l’asfalto del manto stradale per scaricare l’acqua piovana che in quel tratto si raccoglieva in maniera importante? Non si rischia con il trascorrere del tempo, che ad ogni pioggia, con lo scorrere dell’acqua attraverso questi due scarichi improvvisati, anziché risolvere il problema, se ne crei un altro ben peggiore?

Mi chiedo se: spesi tutti questi soldi, per intenderci mancano meno di 200 mila euro per arrivare  alla considerevole cifra del milione di euro (bastano per costruire una villa unifamiliare in campana), ripeto mi chiedo se non si poteva fare un tombino in grazia di Dio dotato di un tubo di scarico acqua adeguato con una linea di scarico allo stato dell’arte per questo tipo di situazioni, così da non rischiare che l’acqua scorrendo in questi due fori non finisca per trascinare via il sottofondo su cui posa l’asfalto, innescando un processo di erosione interna o “sifonamento” che tende solitamente a compromette la stabilità del manto stradale. Questo fenomeno crea una cavità sotterranea (vuoto) che, mancando di supporto, porta al cedimento dell’asfalto superiore il sottostante sedime stradale e quindi il tutto li attorno non finisca per sprofondare creando una buca. Ma questo potranno dirlo solo i posteri … .E non auguro di certo che accada il peggio con i soldi buttati al vento. Non sarebbe la prima volta.

Ora, un altro punto che è impossibile non rilevare in questa opera di riqualificazione urbana e paesaggistica, abbastanza costosa per le generose casse comunali e quindi per i cittadini: sono state posizionate due “chaise lounge”, queste comode sedie o meglio lettini per sdraiarsi, e prendere il sole, guardare il paesaggio e soprattutto, direi nel nostro caso, il mare frontestante, o magari leggere un buon libro.

Due “chaise lounge”, queste comode sedie o meglio lettini per sdraiarsi, e prendere il sole. Fare un clik sull’immagine per ingrandire la lettura

Come potrete apprezzare dalla foto a corredo allegata, c’è solo un piccolo problema proprio davanti alle due sedute: un bel palo portabandiera di robusto diametro, ma peggio proprio lì di fronte inizia la corsia con gli stalli di parcheggio “blu” (a pagamento) parallela alla strada, quindi se ci parcheggia qualcuno, e la cosa è certa sia fuori stagione ma sicuramente inconfutabile che avvenga nella bella stagione con l’arrivo di tanti turisti, il panorama da ammirare diventano le fiancate dei veicoli lì in sosta.

Credo, che anche in questo caso, si sarebbe dovuto usare il ben dell’intelletto, a condizione di volerlo innescare, visti anche gli incentivi previsti per le “Funzioni tecniche di chi è preposto e dovrebbe gestire e seguire passo passo le opere pagate dai cittadini, ma soprattutto azionare il buonsenso e trovare ora, a cose fatte, per le due “chaise lounge” una collocazione più razionale o “protetta” che non l’attuale, che è davvero senza senso!

Da ultimo, ma non ultimo, mi chiedo dove sia finita la targa di intitolazione dell’area “Largo Fiamme Gialle d’Italia “Nec recisa recedit”, il nobile motto che accompagna la Guardia di Finanza, dalla sua fondazione tra i Corpi militari dello Stato.

Il discorso del Comandante regionale della Guardia di Finanza Generale di brigata Francesco Mattana

Si, perché nell’ormai un po’ lontano 12 maggio 2018, alla presenza dell’allora sindaco dott. Enzo Canepa, del Comandante regionale della Guardia di Finanza Generale di brigata Francesco Mattana, del Comandante provinciale di Savona Colonnello Giovanni Palma, del Questore di Savona, dei vertici provinciali delle Forze di Polizia e di S.E. il vescovo Guglielmo Borghetti che benedisse la targa, si tenne ad Alassio la cerimonia di intitolazione di largo “Fiamme Gialle d’Italia” nell’area sino all’ora soprannominata ex Adelasia.

Come si può apprezzare dalle immagini a corredo proprio in corrispondenza del palco della cerimonia era stato posizionato un palo a sostegno della targa marmorea che riportava l’intitolazione del luogo.

Ora mi chiedo come si sia potuto procedere alla nuova inaugurazione dell’area a novembre 2025 senza che sia stata apposta prima la relativa targa distintiva e che oggi, a distanza di oltre tre mesi dalla detta inaugurazione, l’area sia ancora sprovvista della targa che la denomina in ambito urbano anche per aspetti squisitamente amministrativo/giuridici.

La targa di intitolazione il giorno dell’inaugurazione. Fai un click per ampliare la lettura

In Italia vie, piazze e tutti gli spazi di circolazione pubblica devono avere una denominazione ufficiale e la relativa targa apposta in loco. Questo obbligo risponde a precisi motivi amministrativi, anagrafici e giuridici.

  • Obbligo Normativo: La denominazione di strade e piazze è un atto formale del Comune, spesso con il parere della Giunta o della Commissione toponomastica, e l’approvazione del Prefetto per le intitolazioni. L’Ufficio Tecnico del Comune è responsabile dell’apposizione di idonee targhe, spesso in materiali resistenti (come ceramica o pietra), che riportano il nome per esteso.
  • Significato Amministrativo e Giuridico: Le targhe toponomastiche non servono solo a orientarsi, ma garantiscono la certezza del luogo per scopi anagrafici (residenza), notifiche giudiziarie, servizi di emergenza (ambulanza, Vigili del fuoco), recapito postale e gestione dei tributi locali.

In sintesi, la targa in loco è l’elemento visibile che conferma la denominazione ufficiale deliberata dal Comune, fondamentale per la certezza dei luoghi e la corretta gestione dei documenti dei cittadini, o in caso di richiesta di interventi della pubblica Autorità, Organi di Polizia, Pronto intervento sanitario o per il semplice caso di un incidente stradale che permette anche a un forestiero, che quindi non conosce in dettaglio la città, di capire dove si trova nel momento specifico o di necessità di una richiesta di aiuto o di intervento di vario tipo.

Vedete, nella mia precedente missiva ho parlato della smania di apparire di parecchi personaggi della politica locale a cui, credo poter sostenere, interessi il cosiddetto “potere” che ne deriva loro oltreché il profumato stipendio a seconda della carica pubblica rivestita, mentre assai meno del resto, in questo teatrino nauseante quanto ipocrita della politica spettacolarizzata, che sta oramai travolgendo tutto e tutti. E poi discutiamo sulla diserzione dalle urne dei cittadini. Siamo passati dal 94% degli anni ’50 al meno 50% del terzo secolo.

Il sindaco Enzo Canepa

Infine mi corre l’obbligo, spontaneo, di fare un distinguo: nella mia critica all’attuale amministrazione a guida Melgrati sulla “gestione” dell’opera come direbbero alcuni, nella foto di gruppo dell’ultima inaugurazione dello scorso novembre 2025 e pubblicata nella mia precedente lettera, ci sono persone che è evidente non hanno responsabilità più diretta nella conduzione pratica di questa operazione di riqualificazione, poiché non direttamente coinvolti nell’Amministrazione comunale di Alassio, magari solo “in concorso” hanno provveduto a generare l’allocazione di fondi regionali per euro 250mila per la realizzazione della stessa. Per il bene della città o perché persone lì presenti invitate o con altre motivazioni per essere coinvolte, che ovviamente non possono né controllare né interagire o ingerire sulle varie particolarità del tutto, sviste, svarioni e correzioni comprese.

Detto questo, saluto tutti asini e cavalli: ognuno si faccia un esame di coscienza e trovi la corretta collocazione per sé in una di queste due categorie… e lasciate per un attimo i titoli professionali altisonanti, di cui alcuni sono soliti fregiarsi con senso di pienezza di sé e si pensi di dotarsi di un “aplombe” più umile e responsabile, nell’interesse precipuo dei cittadini! E un tempo si diceva: meglio non farsi ridere dietro. E oggi?

Cordialmente, Fabio Lucchini

(già consigliere nel Comune di Alassio, capogruppo del Popolo della Libertà e consigliere dell’Anci Liguria).


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