Vagonetti. La storia degli ultimi 70 anni ci ha proposto una incredibile “storia” legata ai vagonetti, termine savonese per indicare l’impianto funiviario per il trasporto carbone tra il porto di Savona e Bragno in Valbormida.
di Paolo Forzano
Storia, illusione? In buona parte. Il trasporto di carbone dall’impianto di scarico avrebbe potuto usufruire tranquillamente della ferrovia, che passava qualche decina di metri “dietro”. Invece ….si costruì una funivia.

La società Les Transports de Savone fu fondata il 14 maggio del 1910 con capitali belgi e francesi. L’obiettivo era quello di trasportare il carbone dal porto di Savona all’area industriale di Bragno. Da lì il carbone veniva poi trasferito su treni merci per essere smistata in altre zone del nord Italia. La costruzione della funivia fu affidata alla ditta tedesca Pohlig e l’impianto entrò in funzione all’inizio del 1912.
Negli anni la filiera del carbone, uno dei fossili più sporchi per l’industria, è una filiera in caduta libera.
A causa del modesto pescaggio alle funivie, con le navi cresciute di grandezza è stato necessario scaricare il 50% a Vado Ligure ed il restante a Savona, con costi di attracco raddoppiati e tempi dilatati e costi corrispondenti in più. Operazione fallimentare.
Inquinamento- Secondo Arpal la Italiana Coke di Bragno nel 2019 e 2020 ha sforato i parametri di legge sull’inquinamento: non ci sono indagati sul registro, ma gli inquirenti vogliono vederci chiaro, almeno a parole…….
Il Comune di Cairo e la Provincia di Savona hanno evidenziato una mortalità per tumori allo stomaco più alta del 90% nei maschi e del 70% nelle femmine rispetto al dato ligure.
Il pm Chiara Venturi indaga! Speriamo!
Coke ci serve?- A fronte dell’inquinamento che produce in Valbormida la produzione va per la massima parte all’estero: Italiana Coke e Funivie, (nel 2016) tre società, 330 dipendenti, un fatturato di 150 milioni con export al 70%.
2016: Funivie, 80 dipendenti, perdita di 1 milione circa, margine operativo lordo ancora negativo.
Attività in netto deficit!- Quanto costa allo Stato “tutti gli anni” ripianare i conti? I contributi del Ministero dei Trasporti per il 2018 ammontavano a: 9 milioni e 250.000 per 80 dipendenti = ovvero la bellezza di 116.625 € per dipendente! 2019 l’impianto funivia è stato danneggiato da una frana, ed il carbone viene trasportato da camion: 2100/2400 tonnellate al giorno, pari a circa 60 viaggi.
“Vagonetti” ecologici?- La ferrovia copre, da sempre, il tratto dallo sbarco in porto a Bragno, e non c’è motivo che vengano usati camion invece che treni! Non regge che la funivia sia più ecologica dei camion! Ci sono i treni! 60 camion sono due treni al giorno! Vale la pena che lo stato paghi oltre 9 milioni all’anno per le funivie quando un trasporto via treno costerebbe molto molto di meno?
Insistiamo! Diabolico!- Nel 1998 si è iniziato lo spostamento dello sbarco del carbone per le funivie agli alti fondali, in contrasto con le indicazioni europee. 170 milioni di spesa.
Nel 2009 nasce la Funivie SpA e lo Stato eroga un contributo complessivo a favore di Funivie SpA di € 89.313.808,94, è riferibile all’intero periodo della concessione per l’esercizio delle funivie dal 2009 al 2032. Era totalmente evidente la non sostenibilità economica dell’impresa.
Ed ancora…. Col decreto Salva Italia sono stati erogati 4 milioni per riparare i piloni danneggiati dalla frana del 2019.
Anche quì altri soldi buttati!- Bussalai, ex consigliere Comunale e Provinciale, nonché dipendente di Funivie, diceva che cera uno studio del MIT per utilizzare Bragno come area al servizio del porto di Savona per merci varie, via treno col contributo di funivie. Contributo di funivie perché? Facile da intuire! Sogni, sogni!
Valbormida area retroportuale?- Altra grande illusione. Se ne parla da tempo. Ma che senso avrebbe? Quali aree disponibili? Qualora smettesse l’attività l’Italiana Coke di Bragno libererebbe un’area modesta circa 47 ettari, ci sono poi i 42 ettari dell’ex Acna che sembrano già occupati. In Valbormida quali altre aree possiamo avere oltre ai 47 ettari dell’Italiana Coke? Contiamoli!
LOGISTICA: guardiamoci attorno! PIEMONTE.
Zona Logistica Semplificata (ZLS) “Porto e Retroporto di Genova” in Piemonte: prime perimetrazioni.

La Regione Piemonte, a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Repubblica del 2 Aprile 2024 del Regolamento di istituzione delle Zone Logistiche Semplificate (DPCM n.40/2024 del 4 Marzo 2024),
ha provveduto, con DGR n. 15-8749 del 10 Giugno 2024, alla prima individuazione dei perimetri delle aree piemontesi ricadenti nell’ambito della Zona Logistica Semplificata (ZLS) “Porto e Retroporto di Genova”, in attuazione del Decreto Legge n.109/2018 (cd “Decreto Genova”), convertito in Legge n.130/2018, che interessa le Regioni Liguria, Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna.
I territori comunali piemontesi coinvolti ai sensi del D.L. n.109/2018 previsti dal Decreto Genova sono quelli di
Rivalta Scrivia, Arquata Scrivia, Novi Ligure, Alessandria, Castellazzo Bomida, Ovada e Belforte Monferrato,
tutti ricadenti geograficamente nel territorio retroportuale della Città di Genova, in provincia di Alessandria.
Tali zone devono essere collegate alla rete transeuropea dei trasporti (TEN-T)
e possono essere composte da aree territoriali anche non direttamente adiacenti, purché aventi un nesso economico funzionale con il porto.
REQUISITI DIMENSIONALI- Il DPCM n.40/2024 ha previsto per il Piemonte un valore massimo di superficie perimetrabile come ZLS di 5.011 ettari e la Regione, a seguito delle istanze pervenute dai 7 Comuni piemontesi individuati dal Decreto Legge n.109/2018 come ricadenti in ambito ZLS “Porto e Retroporto di Genova”,
ha svolto l’attività tecnica di approfondimento con i relativi uffici comunali coinvolti, a partire dalla proposta di perimetrazione predisposta inizialmente dalla stessa Regione nel 2020,
per individuare così le prime perimetrazioni di dettaglio, per un totale di circa 2.300 ettari.
Gli ambiti individuati renderebbero possibili, quindi, ulteriori previsioni di ampliamento, nel rispetto del suddetto valore massimo consentito.
I criteri condivisi per l’individuazione degli ambiti retroportuali hanno previsto, come requisito principale, la compatibilità urbanistica e si è stabilito pertanto di procedere, come prime perimetrazioni, con gli ambiti urbanisticamente già conformi secondo le indicazioni dei Piani Regolatori Comunali vigenti.
IN CONCLUSIONE- Valore massimo di superficie perimetrabile come ZLS di 5.011 ettari
Valore perimetrazioni di dettaglio indivuduate per un totale di circa 2.300 ettari.
ED IN VALBORMIDA?
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a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Repubblica del 2 Aprile 2024 del Regolamento di istituzione delle Zone Logistiche Semplificate (DPCM n.40/2024 del 4 Marzo 2024) la regione Liguria ha provveduto ad una prima individuazione dei perimetri delle aree valbormidesi ricadenti nell’ambito della Zona Logistica Semplificata (ZLS) “Porto e Retroporto di Savona”?
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la Valbormida ha collegamenti adeguati ferroviari, stradali, autostradali?
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Collegamenti con i corridoi europei TEN-T?
Non mi risulta:
- che sia stata fatta nessuna perimetrizzazione territoriale……
- non mi risulta che la Valbormida abbia buone connessioni ferroviarie con Savona, Alessandria,Torino
- non mi risulta che l’autostrada A6 Savona-Altare sia in condizioni ottimali
- non mi risulta che l’autostrada A6 Altare-Torino sia in condizioni ottimali
- non mi risulta che l’autostrada Altare-Predosa abbia fatto un minimo percorso progettuale
- non mi risulta che la statale del Cadibona sia una gran strada
CHE DITE? SAVONA E VALBORMIDA SONO NEL MONDO DEI SOGNI O DELLE ILLUSIONI?
SCENDIAMO DALLE NUVOLE?

