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Albenga a 140 anni dal terremoto che rese inabitabili i caseggiati. E se accadesse c’è un piano per grandi emergenze? 2 / Renato Curcio, 6 anni studente ad Albenga. I ricordi con don Lasagna


Nel 2027 a 140 anni dal terremoto(1887): disgregò e rese inabitabile pressoché tutta Albenga. E se accadesse ai nostri giorni?E’ previsto un piano per simile emergenza? Se sì, i cittadini lo conoscono? 2/Nel mese di febbraio 1958 il brigatista Renato Curcio (allora incensurato) si trasferisce ad Albenga e per 6 anni studia nella scuola di don Giacomo Lasagna che era anche insegnante nel Seminario Vescovile.

Non è il caso di creare all’allarmismi, eppure la storia dovrebbe ammonire. Nessuna certezza in un senso e nell’altro.

Possiamo cullarci, con le generazioni a venire, nella buona sorte? Siamo stati previdenti con le costruzioni dal dopoguerra ad oggi? Quanti sono, ad esempio, gli edifici vetro e cemento realizzati  che hanno rispettato i canoni antisismici classificati in base agli effetti sulla pubblica incolumità. Suddivisi in: rilevanti; di minore rilevanza; privi di rilevanza? Non solo edifici residenziali e pubblici (scuole, strutture sanitarie) ed infrastrutture.

COMUNICATO STAMPA – La Fondazione G. M. Oddi, con il patrocinio del Comune di Albenga – Assessorato al Turismo e alla Cultura – nell’ambito della rassegna “Albenga Passato e Presente”, organizza per sabato 21 febbraio 2026 alle ore 17.00 presso l’Auditorium San Carlo la conferenza dal titolo “Albenga, il terremoto del 1887”. “Verso le ore antimeridiane sei e minuti venti del 23 febbraio 1887 una potente e terribile scossa, della durata di 30-35 secondi, disgregò e rese inabitabile pressoché tutto il caseggiato di Albenga; una nuova scossa, dopo pochi minuti, successe alla prima e una terza verso le ore 9 del mattino dello stesso giorno finì col gettare lo sgomento sulla popolazione, la quale, in preda al terrore, disertò in massa dall’interno dell’abitato, disponendosi nell’aperta campagna”. Così il sindaco Enrico D’Aste descriveva l’inizio della catastrofe che colpì la città nel 1887.

Lo storico ingauno prof. Mario Moscardini ricostruirà il drammatico evento, illustrandone le conseguenze sul tessuto urbano, le sofferenze della popolazione e la capacità della comunità di rialzarsi dopo la tragedia.

Il team Albenga‑Immagini e Ricordi proporrà una proiezione di fotografie d’epoca inedite che documentano i danni causati dal sisma a monumenti pubblici e abitazioni private, mentre Giovanni Ansaldi, per l’Associazione Vecchia Albenga, leggerà alcune significative testimonianze storiche.

2/Nel mese di febbraio 1958 il brigatista Renato Curcio (allora incensurato) si trasferisce ad Albenga (1958- 1963) da studente al ‘Ferrini’. Sono trascorsi 68 anni. Lo incontrai da don Lasagna.

Renato Curcio dietro le sbarre

Renato Curcio – classe 1941, tra i fondatori delle Brigate Rosse- dopo un anno di lavoro come ascensorista a Milano, si ricongiunge alla madre, che nel 1958 ha rilevato una pensione a Sanremo. S’iscrive e poi si diploma come perito chimico all’istituto tecnico industriale “Contardo Ferrini” di Albenga, dove, divenuto amico di don  Giacomo Lasagna, fondatore e anima dell’istituto (la prima sede a Pontelungo che ora ospita il liceo Giordano Bruno), vi rimarrà poi un anno come supplente.

Ad Albenga scrisse anche un paio di articoli di inchiesta per “Risveglio“(periodico da Finale ad Alassio) diretto da Romano Strizioli. I suoi primi approcci politici sarebbero in direzione dell’estrema destra, secondo quanto ricordato da testimoni del tempo, enfatizzato in alcuni opuscoli riconducibili a quest’area e riportato in saggi sull’estrema destra europea e documenti di gruppi di sinistra, ma politicamente avversari.

Ad Albenga Curcio milita dapprima nel gruppo “Giovane nazione“, divenuta poi “Giovane Europa”, organizzazione che riprende le teorie nazi-maoiste di Jean Thiriart, organizzando, nel 1963, nella sala conferenze della biblioteca civica di Albenga un incontro pubblico a riguardo di questa ideologia. Curcio viene anche citato come capo della sezione di Albenga e celebrò il suo zelo militante nella rivista Giovane Nazione. Questa sua simpatia e militanza verso le posizioni di Thiriart sono sostenute anche in un articolo de L’Unità pubblicato dopo il suo primo arresto, che a questo riguardo aggiunge che già nel 1961 fu attenzionato dalla squadra politica della Questura di Savona causa i suoi contatti con Bruschi, un neofascista milanese del gruppo di Pino Rauti (la figlia Isabella, giornalista e militare, dal 23 marzo 2018 senatrice della Repubblica per Fratelli d’Italia e dal 2 novembre 2022 sottosegretario di Stato al Ministero della difesa nel governo Meloni) con cui terrà una conferenza ad Albenga, sabato 6 aprile 1963 in accordo a quanto scritto da Antonio Martino, esperto di storia locale, in un suo saggio sui movimenti neofascisti savonesi.

Bisogna notare, tuttavia, che nell’autunno 1963 Curcio iniziò a frequentare l’Università di Trento si iscrive a Sociologia – città in cui, in base ai suoi ricordi, si trasferì dopo un anno trascorso a Genova-. Curcio non ha mai fatto riferimento a questa sua militanza nell’area nazimaoista, affermando di aver cominciato a occuparsi di politica quando era già all’Università di Trento, “e neanche subito”

Renato Curcio a Isernia, da editore, presenta un suo libro p

 

 


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