“Cantina storica piemontese produce vini tipici di alta qualità provenienti da singoli vigneti. Nel cuore del Roero è immersa nei boschi da tartufo, frutteti e noccioleti. Insieme alla visita della cantina, organizziamo molte attività per la scoperta del nostro territorio, con diverse offerte di degustazioni di vino per una esperienza all’insegna della cultura del territorio”. Si legge si TripAdvisor
Una premessa IA (intelligenza artificiale): “La più antica azienda vitivinicola del Piemonte è il Castello di Uviglie, con una tradizione che risale al 1491 nel Monferrato”.

Passeggiando nel paese di Canale, capitale del Roero, è inevitabile notare l’affascinante castello, situato proprio nel centro del paese e circondato da uno splendido parco.
È proprio in questa sede che storicamente operava la cantina Malabaila, fondata appunto dall’omonima antica casata che risale, come è indicato sulle bottiglie, al 1362. I Malabaila, che divennero negli anni proprietari del castello rendendolo la loro dimora gentilizia, furono una delle prime famiglie della zona a credere nel potenziale del vino.
Qui ebbe inizio la lunga storia della cantina, i cui vini arrivarono anche sulle tavole dei Principi di Piemonte, come testimoniano le nove lettere trovate negli archivi della famiglia. A partire dall’anno 2004 la produzione, per questioni di spazio e comodità di lavoro, venne interamente spostata nella cantina Pradevaglio, storico edificio rurale situato al centro dei 22 ettari di vigneti. Questo diede la possibilità di reinventarsi come realtà estremamente sostenibile, sia dal punto di vista dell’architettura e dei consumi che rispetto al lavoro in vigna.
Roero, terra di vigne e di viti, terra di cantine e di produttori.
E’ il caso di Lucrezia Carrega Malabaila, dell’omonima cantina di Canale. Non è lei di certo che ha dato il via alla produzione, ma è lei che la sta portando avanti, insieme al resto della famiglia, dando un tocco rosa a questa produzione roerina, conosciuta anche oltre confine.
Originari dell’astigiano, i Malabaila legano da sempre il loro nome alla produzione vinicola, dapprima concentrata nella cantina del maniero poi estesa alla settecentesca Cascina Pradvaj, attuale sede del processo di vinificazione. Le preziose bottiglie sono state apprezzate nei secoli anche dai membri di casa Savoia. Sono custoditele lettere autografate nelle quali il duca di Savoia richiedeva il loro vino a corte sia per uso quotidiano che per occasioni speciali (ad esempio in una lettera del 1624 il duca richiede il vino per il matrimonio del figlio).
In tempi più recenti la storia dei Malaibaila è portata avanti dallo zio Geraldo dal Pozzo che ha ideato l’etichetta storica in stile “biglietto da visita” e dal padre di Lucrezia, Corradino Carrega, che ha introdotto in onore dell’amore per la moglie, la linea “donna Costanza”, e ha spostato la produzione dei vini dal Castello di Canale alla cascina Pradvaj, che è la cantina al centro di tutti i loro terreni. Il castello oggi è abitazione e sede di attività promozionale di Lucrezia Carrega Malabaila, giovane imprenditrice del vino!
UNA SUA INTERVISTA- Pubblicata nel 2018 da Nadia Toppino su Storie di cibo.
Lucrezia parlaci di te, di come ti sei avvicinata al mondo del vino (nel quale in realtà sei nata!).
(Riportiamo alcuni stralci.)
Fin da piccola sono stata immersa in tutte le fasi della vinificazione, ho ricordi da bambina legati alla vendemmia, alle bottiglie etichettate, alle cantine. Poi però mi sono allontanata da questo mondo e sono andata a vivere a Firenze seguendo la parte di famiglia di mia madre che è toscana. Dopo l‘università sono tornata a Canale, per stare un po’ con mio padre durante le fiere e le varie attività. Mio padre mi ha sempre spronata a fare quello che mi rendeva felice, mi ripeteva spesso ‘la vita è una, devi prender la strada che desideri’. E così senza vincoli e obblighi mi sono sempre più avvicinata a questo mondo, ho seguito attivamente le fiere e il Vinitaly, sono diventata sommelier e oggi sono completamente e felicemente immersa nell’attività, dove in realtà tutti facciamo un po’ tutto, è a gestione famigliare e quindi siamo tutti coinvolti nelle diverse fasi.
Tutti fate un po’ tutto, ma il tuo lavoro specifico qual è?
In azienda mi occupo dell’aspetto commerciale, dello sviluppo del brand e del legame con l’estero, sia come sviluppo che come apertura di nuovi mercati.
Quando sono in Italia, la mattina presto vado in cantina a provare i vini, perché è proprio in questo momento che il palato è più ricettivo e riesco meglio a seguire e valutare, insieme anche a chi lavora con me, l’evoluzione dei vini nelle varie botti e vasche. Poi colazione, lavori di ufficio vari, e nel pomeriggio un salto in vigna col mio cane, che conosce quasi quanto me le nostre terre!
Quando sono fuori Italia invece sono focalizzata sull’incontro con persone nuove, sulla partecipazione a fiere e sull’affiancare e seguire i nostri clienti esteri in qualche evento o degustazione. All’estero mi sento una vera ambasciatrice del nostro territorio, perché mi accorgo che la gente adora ascoltare le storie di questi territori e della produzione dei nostri vini.
La maggior parte dei viaggi li dedico agli Stati Uniti, che sono il nostro mercato principale e che apprezzo molto, perché sono un pubblico di conoscitori aperti. Aperti a conoscere territori nuovi, vini anche inusuali.
Donne e vino: cosa pensi di questo connubio, a livello generale e nel Roero nello specifico?
Le donne nel mondo del vino sono belle, dal punto di vista bucolico e di immagine, ma non è sempre facile, sia perché si tratta di lavoro pesante in campagna, sia perché la presenza maschile resta preponderante. Io faccio parte del gruppo delle Sbarbatelle, che mette in contatto ragazze di questo mondo consentendoci di crescere in modo intelligente e divertente, non c’è competizione perché sarebbe inutile e poco produttiva.
Una cosa bella del Roero è l’unione tra i produttori, per me questo è stato fondamentale sia per integrarmi completamente in queste terre e sia per crescere insieme. C’è molto spirito di squadra e questo mi piace molto, anche e soprattutto tra le giovani produttrici.
I Roero Days che organizziamo come Consorzio ogni anno sono un esempio di questa volontà comune di diffondere la cultura dei nostri vini, senza dover prevalere come nome o marchio: se cresce il territorio cresciamo tutti. Da soli, come piccoli produttori, non è sempre semplice, e nemmeno divertente, organizzare manifestazioni promozionali.
Se potessi realizzare una tua idea per promuovere la vostra cantina e il Roero in generale cosa faresti?
Io ho una grande passione oltre al vino: il disegno. Vorrei legare questa mia passione al lavoro in cantina: sarebbe il mio sogno (e sto già pensando a come realizzarlo).
E’ sempre bello vedere la bellezza femminile abbinata alla bellezza del vino, e se il vino è maschile ricordiamoci che la vigna è Donna, come madre natura del resto.
Azienda Agricola Malabaila Di Canale S.S., Via Madonna dei Cavalli, 93, 12043 Valpone, CN,

AL MERCATO’ DI CERIALE GIOVEDI’ 12 FEBBRAIO 2026-
ANCHE LE CANTINE DEL BASSO PIEMONTE SOFFRONO L’ESUBERO DI PRODUZIONE INVENDUTA

