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Trasporti Olimpici, test itinerante in Val Camonica e Valtellina: il servizio di treni e bus. 15 ore di viaggio e grazie a IVOL biglietto da 17,50 €


Prova d’esordio per i trasporti olimpici. Venerdì 6 febbraio il passaggio della fiaccola per le strade di una Milano in gran parte presidiata dalle forze dell’ordine non ha provocato il temuto collasso della circolazione viaria. La città sembra essersi ormai abituata, o almeno rassegnata, a limitare l’uso dell’automobile.

di Massimo Ferrari

Il convoglio diesel elettrico per Edolo, uno dei treni più panoramici che circolano in Italia, grazie agli amplissimi finestrini che consentono di ammirare il lago d’Iseo e la prospiciente Monte Isola.

Lo spot del Presidente Mattarella sul tram centenario del 1928, diventato ormai un’icona, con Valentino Rossi al posto di guida, sancisce forse il tramonto del culto dei motori? Anche il pernottamento del vicepresidente Usa, Vance, all’hotel Gallia e la cena dei suoi famigliari in una vicina pizzeria non perturbano i dintorni della stazione, normalmente poco rassicuranti.

Così, di prima mattina, partiamo dalla Centrale alle 7,25 per testare i trasporti lombardi nel giorno d’avvio dei giochi. Siamo una decina, muniti del biglietto giornaliero IVOL (Io Viaggio Ovunque in Lombardia), al prezzo di 17,50 euro, che come associazione degli utenti avevamo strappato a suo tempo dell’assessore Cattaneo e che, nonostante il malumore di alcune aziende, nessuno da 15 anni ha avuto il coraggio di revocare. Ben poco pubblicizzato, è vero, ma adesso scoperto da molti.

Prima tappa a Brescia, dove arriviamo con un quarto d’ora di ritardo, per un misterioso guasto a Treviglio. Nulla a che vedere, per fortuna, con gli attentati che tra Bologna e Pesaro condizioneranno per ore la circolazione ferroviaria. L’irrilevanza politica degli antagonisti si accanisce ormai contro chi sceglie di muoversi in modo sicuro ed ecologico. Comunque a Brescia c’è il comporto di una mezz’ora e resta abbastanza tempo per far colazione al bancone del bar.

Poi saliamo su uno convoglio diesel elettrico per Edolo, uno dei treni più panoramici che circolano in Italia, grazie agli amplissimi finestrini che consentono di ammirare il lago d’Iseo e la prospiciente Monte Isola. Che bisogno ci sia di sostituirli con mezzi ad idrogeno, secondo il progetto portato avanti ostinatamente da Trenord, non è dato sapere. L’eventuale contributo all’inquinamento di un treno diesel elettrico, che percorre una valle prevalentemente rurale, è irrisorio; la spesa per sostituirlo con uno ad idrogeno è ingente; la resa dei nuovi motori è quanto meno dubbia.

Il binario e i fabbricati delle stazioni sono stati largamente migliorati, come pure le banchine d’attesa. Non così i passaggi a livello, che, anzi, per  arcani motivi di sicurezza, impongono tempi d’attesa più lunghi, suscitando le ire degli automobilisti incolonnati, cui si fanno portavoce alcuni sindaci. Come sprecare un’occasione per rilanciare l’immagine di questa bella ferrovia. Non molto frequentata in un sabato di febbraio privo di studenti. Non sono molti i bresciani che scelgono questo itinerario per raggiungere la Valtellina. Peccato, sarebbe per loro la via più breve.

Nonostante qualche minuto di ritardo, ad Edolo il bus ci aspetta. Anche il servizio che scavalla il passo dell’Aprica è stato incrementato, con corse ogni ora. Non tutti i biglietti sono validati dal lettore di bordo: pare che quelli venduti da Trenord non risultino leggibili. L’autista ne è al corrente e non fa problemi. Dopo l’episodio del ragazzino bellunese lasciato a piedi nella neve il buon senso finalmente prevale. Nel piazzale di Madonna di Tirano basta un segnale lampeggiante ed acustico per avvertire del passaggio del lungo convoglio delle Ferrovie Retiche che subito si palesa dietro le case. Sistema elvetico: è bastato poco più di un minuto, il tempo d’attesa ad un normale semaforo, senza paralizzare la principale via d’accesso alla città.

A Tirano ci accoglie l’ottimo Max Veneroni, che ha coordinato l’implementazione dei servizi su gomma e controlla la circolazione dei bus in tempo reale da un monitor istallato nella biglietteria dell’autostazione. Attorno a lui alcune ragazze forniscono informazioni in varie lingue agli utenti che adesso affluiscono numerosi. Dopo un breve pranzo a base di pizzoccheri, anche noi proseguiamo alla volta di Bormio. L’uscita da Tirano è un poco difficoltosa, ma poi la statale, da anni ormai protetta da lunghe gallerie, consente una circolazione abbastanza snella.

Nella piccola autostazione di Bormio, i bus si susseguono in continuazione, ma riusciamo ad incontrare i titolari della Perego, la storica impresa di autobus che assicura i più importanti collegamenti nelle valli della provincia di Sondrio. Da qualche anno, purtroppo, il bar è stato chiuso, ma funziona a pieno regime la biglietteria con deposito bagagli.

Si prosegue subito per Livigno, lungo la strada del passo Foscagno, che supera i 2.200 metri di quota, ma che viene sempre tenuta aperta per assicurare la continuità territoriale tra il “piccolo Tibet” ed il resto della nazione. Ricordo uno degli ultimi giorni del 2003, sotto una tempesta di neve, quando l’autista dovette fermarsi e mettere le catene; poi proseguimmo tra due imponenti pareti di neve. Anche adesso la neve c’è, ma non supera una manciata di centimetri. Non c’è bisogno di catene, perché il fondo stradale è perfettamente asciutto. Siamo fortunati. O forse il cambiamento climatico ha colpito anche qui.

A Livigno gran trambusto di turisti di varie nazionalità. Prevale la lingua tedesca. Lunghe file ai bagni pubblici, meglio optare per un bar. Circolazione convulsa e un poco disordinata di bus e navette in strada; manca infatti un’autostazione. E’ stato predisposto un sovrappasso pedonale, che non tutti utilizzano, essendo più agevole sgusciare con qualche rischio tra i mezzi in movimento. Poco distante atterrano gli elicotteri degli ospiti Vip.

Per il ritorno il primo bus è completo, bisogna attendere una corsa di rinforzo che si materializza nel giro di pochi minuti. Anche qui il lettore di bordo non riconosce il biglietto Ivol. Il simpaticissimo autista alza la voce, ma poi afferra al volo la situazione e lascia passare. Controlla, però, il pass appeso al collo di un inserviente di colore, poi accetta anche lui. Quindi parte velocemente affrontando con precisione millimetrica curve e strettoie che si susseguono.

Il percorso tra Livigno e Bormio vede il transito di una catena di veicoli ininterrotta, ma tutto sommato scorrevole. Quasi la metà sono mezzi con lampeggianti accesi di polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizie municipali, pompieri. Non ricordo uno schieramento altrettanto imponente di forze dell’ordine itineranti. Al valico, comunque, ci ferma imperturbabile la pattuglia di doganieri (Livigno, come è noto, è un’enclave extra doganale). Salgono a bordo e danno un’occhiata per dovere d’ufficio, caso mai spuntassero troppe stecche di sigarette.

Più a valle l’autista scende per soccorrere un collega incrociante il cui bus non riesce a chiudere le portiere. I problemi generati dalle sofisticazioni tecnologiche colpiscono indiscriminatamente auto, treni ed anche i bus. Un passeggero che si era addormentato ne approfitta per tornare a Bormio. Si cumula un certo ritardo e si prosegue per Tirano con una corsa locale che carica in ogni paese gruppi di ragazzini. Nessun problema: a Tirano i treni partono ogni mezz’ora e si susseguono fino a mezzanotte e mezza. Saltano le fermate minori ed incrociano (abbastanza velocemente) in ogni stazione. La linea, infatti, fino a Lecco è sempre a binario unico. Servirebbero almeno raddoppi selettivi. Alcuni marciapiedi – ma non tutti – sono stati elevati per facilitare l’accesso ai disabili.

Prendiamo al volo la corsa delle 19.31. Doppia composizione, parecchie persone a bordo, ma posti ancora disponibili. Toilette funzionanti e personale di pulizia itinerante. Controllori che parlano un inglese fluente. Ci sono gli spazi bici, ma servirebbe anche un distributore automatico di bibite e snack, tenuto conto della durata del tragitto. Non si può pretendere troppo. Si arriva a Milano puntuali alle 22.10. Quindici ore di viaggio quasi ininterrotto, senza sostanziali intoppi. Il tutto al prezzo di una pizza e una birra. Nonostante molte opere non ancora terminate, altre rimaste nel libro dei sogni, e grazie alla notevole abnegazione degli addetti e del personale di rinforzo mobilitato per l’occasione, la prova d’utenza è sostanzialmente riuscita. Sarà così fino alla fine dei Giochi?

Massimo Ferrari

(Presidente UTP/Assoutenti)


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M. Ferrari

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