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Liguria e Basso Piemonte

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Pieve di Teco: mega parcheggio in arrivo e pedonalizzazione di corso Ponzoni (centro storico). I commercianti: “Saremo penalizzati”


Pieve di Teco è ufficialmente tra i Borghi più belli d’Italia: il riconoscimento è stato consegnato nelle mani dell’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi e del sindaco Enrico Pira. ‘La mia Liguria’ riporta: “E un borgo medievale tra i più affascinanti nel mare di Borghi della Liguria. Con un intreccio autentico di storia, arte e tradizioni vivissime”.

Il sindaco Pira intervistato al TGR Liguria

Una delle zone tutte da scoprire della Liguria di Ponente: la Valle Arroscia. Ora può sventolare orgoglioso la bandiera dei Borghi più belli d’Italia”. È un club nato nel 2002 all’interno dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) per valorizzare, promuovere e preservare il patrimonio storico, culturale e paesaggistico di piccoli comuni italiani di eccellenza, spesso a rischio spopolamento. Conta oltre 360 borghi certificati. Per entrare nel club, i comuni devono superare una rigorosa selezione basata su una “Carta di Qualità”, che valuta l’integrità architettonica, la vivibilità, la qualità artistico-storica e l’offerta turistica.

Con l’ingresso di Pieve d Teco, arrivano a 29 i Borghi più belli d’Italia in Liguria: Apricale, Badalucco, Brugnato, Campo Ligure, Castelvecchio di Rocca Barbena, Celle Ligure, Ceriana, Cervo, Colletta, Deiva Marina, Diano Castello, Finalborgo, Framura, Laigueglia, Lingueglietta, Millesimo, Moneglia.

L’assessore al Turismo, Lombardi imperiese ha commentato: “Con Pieve di Teco sono 29 i borghi liguri che ottengono questo riconoscimento, premiando la qualità del centro storico, la tutela del patrimonio e l’impegno della comunità locale. L’ingresso avviene dopo una valutazione rigorosa. Pieve di Teco è un modello di borgo ligure, ora punto di riferimento per l’Alta Valle Arroscia. Il traguardo raggiunto è importante e punto di partenza per nuove progettualità. Questo risultato rientra nella strategia regionale di undertourism, offrendo una grande opportunità di sviluppo equilibrato”.

L’annuncio che l’Amministrazione comunale, dopo decenni, si è decisa a realizzare un mega parcheggio in un’area vicino al centro abitato, non può che essere accolta come la manna dal cielo. Trucioli.it, per 14 anni, non si è stancato di riproporre un ‘fabbisogno strategico’ per il paese e sopratutto la sua economia, l’accoglienza dei visitatori, molti sono gli stranieri anche proprietari di case nelle vallata. La carenza di posti auto è il più grave handicap del paese. Le auto parcheggiate lungo la statale che attraversa l’abitato, sui due lati dei marciapiedi. Problemi e discussioni per gli accessi ai garage. Abituale caccia al ‘posto auto‘ di centinaia di visitatori in occasione di eventi e manifestazioni. Creando difficoltà paradossali. Fino a sperimentare, con molti disagi, il senso unico mare-monti e monti-mare.

Per un annuncio che attende una corsa contro il tempo, nasce un interrogativo non di poco conto. Il sindaco dr.Pira ha colto l’occasione per far conoscere una futura scelta, ovvero pedonalizzare il corso principale che significa basta auto parcheggiate e divieto di transito no stop. Un traguardo da fiore all’occhiello che per molte altre località (piccole e grandi), sia nel Bel Paese e soprattutto nella Mittel e Nord Europa, è maturato nella ‘cultura ambientale’ dopo inevitabili resistenze. Soprattutto da parte degli operatori commerciali.

Ecco perché importante coinvolgere prima di tutto gli stessi operatori del commercio, quelli che “da una vita” contribuiscono ad animare il paese, oltre che servizio primario per la comunità residente e non.

Renzo Brunengo è stato sindaco per due mandati e presidente della Comunità Montana Valle Arroscia

Ci siamo casualmente trovati, proprio sotto i portici, il ‘salotto’, con l’ex sindaco ed ex presidente della Comunità Montana Francesco Brunengo al quale potrebbe essere assegnato il ruolo di ‘coscienza critica‘ per il proprio paese. Non è un foresto o un cittadino acquisito. Nel capannello di pievesi, tra i commenti, Brunengo a ricordare che: “Per la pedonalizzazione ho riscontrato finora solo contrarietà e i commercianti molto arrabbiati. Il motivo, a mio avviso, pare ovvio. Sono più di 15 anni che Pieve va indietro come i gamberi. Chiusi diversi negozi, chiusa la Pro Loco, via le fiere. I gruppi turistici, numerosi nei primi anni 2000, hanno preso altre strade avendo eliminato la Pro Loco che curava l’accoglienza. Nulla di nuovo. Addirittura era stato messo in discussione il mercatino dell’antiquariato con l’aumento del suolo pubblico, ma per fortuna ha resistito. Per parlare di isola pedonale bisogna prima fare molte cose, non basta la bandiera dei Borghi più Belli esposta. Bisogna che ci sia già una buona affluenza turistica altrimenti si peggiora la situazione”. Tutto chiaro comunque dopo gli annunci del sindaco? Brunengo: “Io voglio capire meglio il programma dei parcheggi perché dagli atti del Comune che ho letto non è tutto chiaro”.

Bisogna dare atto al primo cittadino (non vive a Pieve di Teco, fa il pendolare da Torino) della sua fermezza, senza ricorrere all’equilibrismo e a ‘dico e non dico’. Alla cronista de La Stampa ha dichiarato a proposito della pedonalizzazione: “Potranno esserci anche delle critiche da parte di cittadini e commercianti ma credo sia una scelta necessaria per un centro importante come Pieve di Teco. Mi assumo completamente questa responsabilità. Per essere tra i borghi più bello d’Italia bisogna fare scelte coraggiose per raggiungere gli obiettivi, ovvero essere coerenti con la qualità urbana richiesta dall’associazione che ci ha premiati.”

Forse saranno utili molti confronti con i cittadini e le categorie e soprattutto fare delle scelte con gradualità, coinvolgendo con l’informazione, verso quella che viene definita ‘opinione pubblica’. E soprattutto è necessario, opportuno, il voto del consiglio comunale e non già una determina dirigenziale, o una delibera di giunta. Ovvero la condivisione deve rappresentare anche la partecipazione attiva. Giusto che il sindaco guidi la squadra, con la giunta detti le line del crono programma, e non si esaurisca con una diktat. E la catena dell’informazione deve contribuire alla condivisione del progetto complessivo. Senza dimenticare che i contrari alle innovazioni ci saranno sempre.  (L.Cor.)

ARTICOLO DE LA STAMPA DI IMPERIA


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