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Ospedale di Albenga, la nuova Tac non fa prestazioni per pazienti odontoiatrici. Asl2 – 2026: 326 pensionamenti e 414 assunzioni. Anche con 4.328 dipendenti mancheranno medici e infermieri


Scrive sulla sua pagina facebook il dr. Eraldo Ciangherotti, titolare di studio dentistico ad Albenga. “La nuova TAC installata presso l’Ospedale Santa Maria di Misericordia di Albenga non consente più alcune prestazioni fondamentali per i pazienti odontoiatrici in regime SSN”.

SANTA MARIA DI MISERICORDIA: PRIMA L’OSPEDALE, POI TUTTO IL RESTO
“C’è un criterio semplice per capire se la sanità pubblica funziona davvero: ascoltare ciò che accade sul territorio, non limitarsi ai comunicati ufficiali. Medici, operatori, cittadini. Spesso parlano sottovoce, ma dicono cose chiarissime.
Nei giorni scorsi, durante un confronto su whatsapp tra odontoiatri del Ponente savonese, è emersa una criticità che non può essere liquidata come una pignoleria tecnica: la nuova TAC installata presso l’Ospedale Santa Maria di Misericordia di Albenga non consente più alcune prestazioni fondamentali per i pazienti odontoiatrici in regime SSN.
Mettiamo ordine, perché la precisione non è un dettaglio.
La TAC precedente risaliva al 2008, anno dell’inaugurazione dell’ospedale di Albenga. Ha lavorato per 17 anni, un tempo lunghissimo per una tecnologia di questo tipo. Che fosse necessario sostituirla era sacrosanto. Anzi, Viva Dio: finalmente. Nessuno rimpiange macchinari logori o superati.
La nuova apparecchiatura, TC Canon Aquilion Prime SP, è moderna, avanzata, tecnologicamente raffinata. Ma il punto non è cosa promette sulla carta: il punto è cosa consente di fare nella pratica quotidiana.
IL NUOVO CHE ARRIVA, IL SERVIZIO CHE SI ACCORCIA
Qui nasce il paradosso tutto italiano: si cambia una TAC vecchia di 17 anni e alcuni esami che prima si facevano, oggi non si fanno più. La tecnologia migliora, ma il servizio si restringe. E quando questo accade, il cittadino non guarda il modello della macchina: guarda il referto che non riesce a ottenere.
L’assessore regionale alla sanità Massimo Nicolò è sbarcato ad Albenga con fanfare, inaugurando qualche giorno fa l’Ospedale di Comunità (di cui parleremo nei prossimi giorni) e promettendo “gioielli da potenziare” grazie a nuovi macchinari e investimenti. Annunci legittimi, cerimonie ineccepibili. Ma la sanità pubblica non vive di inaugurazioni: vive di servizi che funzionano ogni giorno, anche lontano dai riflettori.
IL SUSSURRO CHE CORRE TRA LA GENTE- Secondo quanto riferito informalmente, la risposta di ASL2 alla segnalazione sarebbe che gli esami odontoiatrici e maxillo-facciali sono numericamente pochi. Una valutazione quantitativa, non clinica.
Nessuna accusa, sia chiaro. Ma è inevitabile che l’opinione pubblica si faccia una domanda, e la faccia sottovoce: quando il pubblico riduce un servizio, e le strutture private si trovano a pochi passi dall’ospedale, chi finisce per beneficiarne? Non lo dice chi scrive. Lo pensa la gente.E quando certe sensazioni si diffondono, il danno non è solo sanitario: è di fiducia.
UN “GIOIELLO” NON PUÒ PERDERE PEZZI- Da anni l’ospedale di Albenga viene definito un gioiello. Ma un gioiello, se perde funzioni, diventa un soprammobile. Bello da mostrare, poco utile per chi ne ha bisogno. Qui non servono ideologie né polemiche di bandiera.
Serve una cosa sola: verificare subito, integrare ciò che manca, correggere ciò che non funziona. Aggiornamenti, protocolli dedicati, collaborazione con i professionisti del territorio. Le soluzioni esistono, se c’è la volontà di applicarle.
LA CHIAMATA A RACCOLTA- In questi giorni sto ricevendo numerosi messaggi da cittadini della provincia di Savona: esami rinviati, prestazioni negate, liste d’attesa infinite. Li sto leggendo uno per uno. Li sto conservando. Perché senza la voce dei cittadini, nulla cambia. Ed è per questo che vi chiedo di scrivermi. Raccontatemi cosa non funziona. Segnalatemi i disagi del SSN sul nostro territorio. Non per urlare, ma per costruire una pressione civile, seria, documentata. Senza ideologismi. Senza tifoserie. Ma con una pretesa non negoziabile: una sanità pubblica efficiente, completa, all’altezza dei bisogni reali. Santa Maria di Misericordia non è uno slogan. È un ospedale.
Eraldo Ciangherotti
Monica Cirone e Angelo Vaccarezza: “Spesso abbiamo visto la politica piegarsi a logiche da manuale ‘Cencelli’ anche su nomine che avrebbero dovuto tenere in considerazione solo competenzaconoscenza del territorio. Questa volta abbiamo premiato e valorizzato le migliori professionalità. Sono felice di dire che a Savona non si poteva partire in modo migliore. Buon lavoro Monica”

2/DA SAVONANEWS- 17 gennaio 2026- Entrate e uscite in Asl2, nel 2026 previsti 326 pensionamenti e 414 assunzioni, ma la carenza di infermieri e medici pesa ancora sul sistema sanitario. Le scuole di specializzazione non formano un numero sufficiente di professionisti per coprire le carenze. Sono 326 le cessazioni del personale Asl2 (Azienda Tutela della Salute Liguria) nel 2026 e 414 le assunzioni programmate. I dati sono riportati nella deliberazione di Monica Cirone, coordinatrice di Asl2, allegata al PIAO.

Il Piano – Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2026-2028 è stato adottato in bozza nell’atto dalla coordinatrice Monica Cirone ed è stato approvato per rispettare le scadenze fissate dalla normativa nazionale e regionale.

Dei pensionamenti per l’anno in corso, 66 riguardano la dirigenza medica, 2 la dirigenza veterinaria, 8 la dirigenza sanitaria e 2 la dirigenza professionale, tecnica e amministrativa. Sono invece 115 i pensionamenti previsti di infermieri, 16 di personale tecnico sanitario, 20 di personale di riabilitazione, 6 della prevenzione, 23 con ruolo tecnico, 39 nel ruolo socio-sanitario e 28 amministrativi.

A fronte dei pensionamenti, Asl2 ha una previsione di 414 assunzioni, di cui 178 di personale infermieristico e 80 di personale di dirigenza medica. Queste assunzioni permetterebbero ad Asl2 di arrivare a 4.328 dipendenti, ma l’azienda dovrà comunque fare i conti con la carenza di personale, soprattutto medici e infermieri, che caratterizza l’intero territorio nazionale.

I piani assunzionali delle aziende sanitarie rischiano però di scontrarsi con la carenza ormai “cronica” di professionisti che escono dalle scuole di specializzazione. In Liguria, come in molte altre regioni italiane, il sistema sanitario pubblico sta affrontando una grave carenza di personale sanitario, soprattutto per quanto riguarda infermieri e medici di medicina generale.

Secondo dati recenti, mancano centinaia di infermieri rispetto al fabbisogno reale: alcune stime indicano un deficit di circa 800 infermieri, con oltre 200 professionisti persi solo nel 2024 tra pensionamenti e dimissioni. La produzione di nuovi laureati non è sufficiente a compensare queste uscite, e il progressivo invecchiamento della forza lavoro aggrava ulteriormente lo squilibrio.

Secondo alcune stime, mancherebbero oltre 100 medici di famiglia, e molti di quelli ancora in attività hanno un numero di pazienti superiore ai limiti consigliati, con conseguenti difficoltà di accesso per i cittadini, soprattutto nelle aree interne e periferiche. Tra le cause principali vi sono la fuga di professionisti verso l’estero o verso il privato, le condizioni di lavoro difficili, stipendi percepiti come meno competitivi rispetto ad altri Paesi europei e la ridotta attrattività delle specializzazioni in medicina generale.

LA PAGELLA DI MONICA CIRONE-   Scrive LOKKIO quotidiano online della destra ingauna: “Ha assunto l’incarico di Direttore di Area dell’A.S.L. 2 forte di una carriera interamente dedicata alla sanità del territorio savonese. Già Direttore delle Professioni Sanitarie della stessa azienda, ha maturato una comprovata esperienza nella gestione e nel coordinamento di grandi organici, distinguendosi per le capacità organizzative e la gestione strategica delle risorse umane. Considerata una delle massime esperte delle dinamiche sanitarie locali della provincia di Savona, la sua figura rappresenta un punto di riferimento tecnico e istituzionale capace di coniugare un’alta preparazione professionale alla conoscenza capillare delle necessità del territorio”.


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