Vladimir Vladimirovic Putin, 73 anni, al quinto mandato presidenziale, è considerato l’ultimo “zar” della Russia e vittorioso alle elezioni. Protagonista della ripresa economica del Paese dopo la disgregazione dell’Urss e di una politica estera molto aggressiva, l’ex agente del Kgb è stato più volte accusato di aver superato i limiti nell’esercizio dei suoi poteri fino alla decisione di invadere l’Ucraina nel 2022.
Attualmente, vi sono «166 prigionieri provenienti da 40 Paesi», rivela Andrii Yusov, portavoce della Direzione dell’Intelligence del ministero della Difesa ucraino. Mancano invece dati aggiornati sulle vittime falciate dal fuoco nemico. Nel maggio scorso, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky riferiva di oltre 3.000 soldati nordcoreani morti o feriti, principalmente nella regione russa di Kursk, mentre in novembre il network di oppositori Cubanet informava di «centinaia di cubani morti» la cui identità non era ancora stata accertata e aveva diffuso un elenco di 1.028 cubani reclutati dalla Russia, dei quali oltre 40 deceduti identificati.
Nell’ambito delle indagini sulla situazione in Ucraina, in data 17 marzo 2023 la Pre-Trial Chamber II della Corte penale internazionale, sulla base delle richieste della Procura del 22 febbraio 2023, ha emesso due mandati di arresto nei confronti Vladimir Vladimirovich Putin e Maria Alekseyevna Lvova-Belova. Gli illeciti contestati sono il crimine di guerra di deportazione illegale di popolazione (bambini) e di trasferimento illegale di popolazione (bambini) dalle aree occupate dell’Ucraina alla Federazione Russa
Nel 2014 Putin autorizza il sostegno militare alle forze filorusse nella regione ucraina della Crimea, dichiarando poi l’annessione del territorio a seguito di un referendum popolare non riconosciuto dalla comunità internazionale.
Nel gennaio 2017, l’intelligence statunitense pubblica un rapporto secondo cui il Cremlino avrebbe ordinato una campagna per favorire la vittoria di Trump, screditando la democratica Hillary Clinton.
Nell’ottobre del 2018 l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in un’intervista alla tv Cbs, dichiara che Putin “probabilmente è stato coinvolto in assassinii e avvelenamenti, ma non negli Stati Uniti”. Fatti che comunque non sembrano pregiudicare la fiducia del tycoon nel presidente russo.

Nei primi mesi del 2019 emergono le rivelazioni del cosiddetto caso “Russiagate” che vede protagonisti alcuni intermediari internazionali vicini alla Lega, in particolare Gianluca Savoini (giornalista, figlio di una stimata famiglia – il papà è morto- che possedeva Bagni Marini, per un periodo gestiti dalla sorella, con annesso immobile bar-ristorante) che avrebbe curato un presunto finanziamento del governo russo alle attività di partito di Matteo Salvini. Le indagini della magistratura si sono conclude con un nulla di fatto. Numerose le foto che ritraggono Savoini con Putin anche a ricevimenti e banchetti ufficiali.
Grande oppositore politico di Putin in questi anni è stato Alexei Navalny, politico e attivista. Nell’agosto del 2020 è stato avvelenato e ha passato mesi di degenza in ospedale. Ha deciso di tornare in Russia nel gennaio 2021, dove è stato processato, incarcerato e condannato alla prigionia. Il dissidente russo è morto nella colonia penale a regime speciale di Kharp, dove era rinchiuso, il 16 febbraio 2024.
Nell’ambito delle indagini sulla situazione in Ucraina, in data 17 marzo 2023 la Pre-Trial Chamber II della Corte penale internazionale, sulla base delle richieste della Procura del 22 febbraio 2023, ha emesso due mandati di arresto nei confronti Vladimir Vladimirovich Putin e Maria Alekseyevna Lvova-Belova. Gli illeciti contestati sono il crimine di guerra di deportazione illegale di popolazione (bambini) e di trasferimento illegale di popolazione (bambini) dalle aree occupate dell’Ucraina alla Federazione Russa
Le truppe provenienti da Stati totalitari sono già numerose, la Corea del Nord rappresenta il primo gruppo per dimensioni, ma la divisa di Mosca ormai è indossata anche da cittadini della Sierra Leone, della Somalia, del Nepal, secondo quanto testimoniano le periodiche catture da parte dell’esercito di Kiev. Attualmente, vi sono «166 prigionieri provenienti da 40 Paesi», rivela Andrii Yusov, portavoce della Direzione dell’Intelligence del ministero della Difesa ucraino. Mancano invece dati aggiornati sulle vittime falciate dal fuoco nemico. Nel maggio scorso, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky riferiva di oltre 3.000 soldati nordcoreani morti o feriti, principalmente nella regione russa di Kursk, mentre in novembre il network di oppositori Cubanet informava di «centinaia di cubani morti» la cui identità non era ancora stata accertata e aveva diffuso un elenco di 1.028 cubani reclutati dalla Russia, dei quali oltre 40 deceduti identificati. (Andrea Morigi)
