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Liguria e Basso Piemonte

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Il lupo alpino sulle Alpi ha origine dalla Provenza. 464 esemplari in Piemonte, 211 in Liguria. Manca lo studio del DNA


Certe verità, come dice un antico proverbio, finiscono sempre per venire a galla. E spesso lo vengono per ragioni che nessuno si aspetta.

di Franco Zunino

Prendiamo il caso dei famosi lupi “alpini”, che tutti danno per scontato siano di provenienza appenninica e addirittura abruzzese, mentre chi scrive da anni sostiene, tramite l’AIW, che abbiano avuto origini da fraudolenti liberazioni avvenute in Francia negli anni ’90 del secolo scorso.

E, in particolare, sì in Francia (Provenza), ma subito al di là del confine, il che vuole dire praticamente anche in Italia (Piemonte), visto che si tratta della zona del Parco Nazionale del Mercantour, che al di qua del confine diventa Parco Regionale delle Alpi Marittime (Cuneo). Una realtà già più volte indirettamente dimostrata dagli stessi studiosi di quest’animale con la pubblicazione di carte dalle quali si evince, senza troppi sforzi mentali, come proprio in quell’area a cavallo del confine si sia creato il focolaio originario, e non già per l’arrivo dei pochi individui che solo anni dopo sono poi giunti dall’Italia con la crescita della popolazione appenninica!

Oggi si apprende che, secondo l’ISPRA, riportata dai media: “Il Piemonte è di gran lunga la Regione con maggior presenza di lupi: 464 esemplari, più di un terzo del totale, seguita dalla Liguria (211 lupi)” (e ci si riferisce al solo versante italiano!). Lasciamo perdere la quasi ridicola puntuale stima numerica che sa già di conteggi discutibili vista la difficoltà di osservare questi animali, per cui se si dice “1.124” si dovrebbe leggere “almeno 2-3.000 esemplari sulle Alpi” (hanno idea, questi “esperti”, di quante voci corrono tra la gente del cuneese e della Liguria occidentale, sugli esemplari di lupo che quasi giornalmente non vendono più l’alba del giorno dopo un incontro con allevatori e cacciatori?).

È invece interessante notare come proprio in Piemonte (e Liguria occidentale) se ne certifichi la presenza maggiore, il che dovrebbe far riflettere sul fatto che una ragione deve pur esserci. E quale può essere questa ragione, se non che il focolaio originario fu proprio in Francia, e a cavallo con il Piemonte (e la Liguria occidentale)? Un’ovvietà, ma un’ovvietà che, seppure non sia prova provata, dovrebbe essere almeno molto indiziaria su quell’origine tanto discussa e data per certa, ma senza uno straccio di prova che dimostri la provenienza di quel focolaio ancora oggi più nutrito di tutte le Alpi, e che risale a quell’epoca (si parla di anni ’90) e a quella regione geografica. Indizio non da poco supportato anche dal fatto che, tra l’altro, era proprio quella la regione ideale per una ipotetica liberazione, essendo all’epoca, e ancora oggi, quella più ricca di selvaggina di tutte le Alpi sud-occidentali. E infatti, dove, se non in una tale area, si poteva pensare di liberare i primi esemplari affinché dessero vita al suddetto focolaio?

A quando una ricerca serie e super-partes che stabilisca una volta per tutte come sia avvenuto che i lupi abbiano potuto, partendo da lì, ripopolare tutta la catena alpina, almeno occidentale (visto che da oriente ne sono poi giunti sia dalla Germania, Austria e Svizzera – di probabile liberazione altrettanto fraudolenta – che dalla Slovenia, questi ultimi forse gli unici di vera origine naturale)? E di che lupi, geneticamente parlando, si tratta? O ci vogliamo accontentare di un lupo qualsiasi pur che sia lupo?

In tutto il mondo oggi si studiano le popolazioni animali grazie ad analisi sempre più precise sul DNA. Possibile che solo per il lupo – e per l’Italia! – valga la vulgata (parole di esperti!) che non sia possibile distinguere un Canis lupus italicus (notoriamente così citato anche e proprio dagli “esperti”) da un Canis lupus lupus?

Murialdo, 20 Gennaio 2026                                                Franco Zunino

                                                                                   Segretario Generale AIW


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