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La Fondazione Comunità Savonese: non se ne parla eppure ha una ‘mission sociale’ che coinvolge high society e gente bene


La Fondazione si propone di migliorare la qualità della vita della comunità savonese, rilanciare la cultura della donazione, rafforzare i legami di solidarietà e vuole coinvolgere una pluralità di soggetti in progetti di utilità sociale

Il nuovo Consiglio di Amministrazione della Fondazione Comunitaria Savonese si è insediato presso il Centro di Servizi per il Volontariato Ponente Ligure Solidale (CSV POLIS) di Savona. Nel corso della prima riunione, il Consiglio ha affrontato temi rilevanti per la prosecuzione e il rafforzamento delle attività della Fondazione, che da oltre quindici anni opera nel promuovere iniziative di solidarietà sociale nel territorio savonese.

Durante l’incontro, è stato ribadito l’impegno della Fondazione nel promuovere una cultura del dono e nel creare relazioni di fiducia tra donatori e comunità. La Fondazione Comunitaria Savonese, nata nel 2009 come evoluzione della Fondazione Comunitaria del Ponente Savonese Onlus, si è estesa a tutta la provincia di Savona, con l’obiettivo di rafforzare i legami di solidarietà tra i cittadini.

Gian Luigi Miazza, 63 anni, laurea in Economia e Commercio all’Università di Genova, cittadino di Bereggi, sposato, una figlia, è stato Amministratore delegato delle Funivie Spa, poi nel Cda Terminal Alti Fondali Savona Srl, nel Cda di Terminal Rinfuse Italia Spa, nel Cda di Estate Spa (settore finanziario), Componente del Comitato Autorità Portuale del Porto Savona-Vado. In passato era stato direttore del personale della società TMB (terminal molo B di Venezia), Terminal Rinfuse di Genova (direttore personale), Direttore personale dell’Italiana Coke Srl (settore chimico)

Per quanto riguarda le nomine, Gian Luigi Miazza, indicato dalla Fondazione Carige, è stato confermato presidente per il mandato 2025-2029, mentre Carlo Scrivano, nominato dalla Fondazione A. De Mari – CR Savona, mantiene la carica di vicepresidente. Gli altri consiglieri sono Matteo Di Maria (Provincia di Savona), Salvatore Onida e Marco Berbaldi (Diocesi di Savona-Noli), Antonella Bellissimo e Francesco Gerini (Diocesi di Albenga-Imperia), Giorgio Sambin (Fondazione Carige) e Cristina Rago (Fondazione Compagnia di San Paolo di Torino). È stata inoltre introdotta la figura dell’Organo di Controllo, affidata al dottor Giovanni Rosso, esperto nel Terzo Settore e già presidente del Collegio dei Revisori dei conti nei mandati precedenti.

Il presidente Miazza ha presentato un bilancio delle attività svolte nel mandato appena concluso e ha evidenziato i progetti futuri della Fondazione. Tra questi, ha ricordato l’adeguamento dello statuto al nuovo Codice del Terzo Settore (D.Lgs. n. 117/2017) e la possibilità di cooptare nuovi consiglieri per incrementare la partecipazione e rappresentatività delle diverse componenti civili, sociali, economiche, laiche e religiose presenti nel territorio di riferimento.

La Fondazione interviene principalmente in cinque ambiti: la gestione di donazioni e lasciti, con l’obiettivo di facilitare la destinazione di patrimoni a scopi di utilità generale; il supporto a enti pubblici e privati impegnati nel sociale per la mobilitazione e la gestione delle risorse; l’assistenza ai care-givers, fornendo sostegno nella gestione delle risorse nel breve e lungo periodo; la gestione delle emergenze, offrendo strumenti rapidi per la raccolta fondi in situazioni di calamità; e il sostegno alla comunità, permettendo a chiunque desideri contribuire al bene comune di attivare una “fondazione personale” senza doverne gestire direttamente gli oneri.

Carlo Scrivano, 60 anni, sposato, tre figli, laurea in Scienze Politiche, specializzato in Pubbliche relazioni, nel 2009 nominato direttore tecnico (come consulente a contratto biennale) dell’Unione Provinciale Albergatori, su proposta del presidente Angelo Galtieri (oggi sindaco di Finale). E’ stato consigliere comunale a Pietra Ligure, assessore provinciale a Turismo e Cultura con il presidente Bertolotto, tra i promotori del Sistema Turistico Locale partecipando stesura del piano strategico in stretto collegamento con la Regione Liguria, gli enti locali e le categorie del settore. Con coerenza, assai rara, con la sorella, è diventato anche operatore nella ricettività turistica. Nel 2021 ha inaugurato’U Barbaciiu’, 38 posti letto, completamente “green” ed eco-sostenibile. Una piscina di bio-design, una bike-room per gli sportivi amanti dell’outdoor

Res Pubblica 30 luglio 2025- Nei giorni scorsi il nostro concittadino Carlo Scrivano è stato eletto vice presidente della Fondazione Comunitaria Savonese. L’ incarico è a titolo gratuito: ‘Con l’impegno di cercare di fare il meglio possibile per il territorio che amo profondamente‘.“ Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam” (“Non a noi, o Signore, non a noi, ma al tuo nome da’ gloria”.…’  È il motto storico dei Cavalieri Templari e deriva dal Salmo 113 (o 115 della Vulgata) della Bibbia, esprimendo umiltà e attribuendo ogni merito a Dio.  

DA IL SECOLO XIX DEL 30 LUGLIO 2025- L’INTERVISTA. Savona, Miazza: “Da ex presidente di Autorità portuale al volontariato”.Il manager alla guida di Fondazione comunitaria savonese. SILVIA CAMPESE.

Savona – «Il volontariato? È la mia vera passione. Il giorno in cui andrò in pensione mi dedicherò solo a quello. Il primo progetto che vorrei realizzare? Ne devo parlare con il mio consiglio di amministrazione, ma vorrei far rinascere il teatro e l’oratorio Don Bosco dei Salesiani a Savona».

Gianluigi Miazza, 63 anni, manager, ex presidente di Autorità portuale di Savona (sino al 2016), oggi presidente di Interporto di Vado, si è appena insediato con il nuovo consiglio di amministrazione nel ruolo di presidente di Fondazione Comunitaria Savonese.

Da manager a paladino del volontariato il balzo sembra ampio. O no?

«Non direi. Mi considero un manager “prestato” al volontariato. Cercherò di applicare un metodo organizzativo efficace, appreso in azienda, per ottenere i migliori risultati in un settore così importante».

I savonesi la ricordano alla guida del porto, nel periodo grigio del deposito di bitume. Ora cambia ambito?

«Magari potessi dedicarmi solo alla Fondazione. Lavoro molto e giro l’Italia per la mia professione. Ma ho la possibilità e la fortuna di poter dedicare un po’ del mio tempo al volontariato. Se potessi, farei molto di più. Ma abbiamo grandi potenzialità come Fondazione comunitaria: abbiamo messo in piedi una struttura in grado, spero, di raggiungere risultati importanti per il territorio provinciale».

Ad esempio?

«Il primo passo sarà quello di mettere insieme privati, aziende e istituzioni per poter sostenere progetti per il territorio».

Ma in concreto cosa farete?

«Sarà il mio consiglio di amministrazione ad avanzare le proposte. Io ho un progetto in testa, ma ne dobbiamo ancora discutere. Mi piacerebbe far rinascere l’oratorio dei Salesiano, in via Don Bosco, e anche il Cinema-Teatro. Credo sia un bene prezioso della città, dove sono cresciuti e hanno giocato tanti savonesi. Ridare ai bambini un luogo di aggregazione in centro, dove si possano svolgere tante attività: sarebbe un bel risultato».

Quali sono i passi da fare?

«Come Fondazione, possiamo solo aiutare e sostenere un progetto. Prendiamo l’esempio del Don Bosco: sta al parroco coinvolgerci e chiedere il nostro aiuto. Da parte nostra, possiamo cercare dei professionisti che preparino un progetto, magari prestando il lavoro in modo gratuito. Poi possiamo dare il via a una raccolta fondi coinvolgendo anche soggetti privati, pronti a elargire donazioni. Infine, raggiunto il budget, sta alla parrocchia partire con l’affido dei lavori. A intervento fatto, noi erogheremo i finanziamenti raccolti».

È un progetto ambizioso…

«Fondazione ha già concretizzato progetti importanti. Ad Albenga abbiamo realizzato un campo da calcio accanto alla chiesa di San Filippo Neri per un importo superiore ai 100 mila euro. Abbiamo messo insieme il sostegno di fondazioni bancarie, dalla De Mari alla Sanpaolo, di tanti cittadini che hanno versato donazioni per la realizzazione del progetto. Insomma, un bel lavoro tutti insieme».

Avete altri progetti nel cassetto?

«Ci siamo appena insediati e dovremo confrontarci. Abbiamo in testa gli ambiti in cui intervenire: l’attenzione ai bambini e, indirettamente alle famiglie, creando o potenziando strutture sportive, asili, luoghi di aggregazione e di educazione. Ma anche massima attenzione agli anziani e alla silver economy. E poi ascolteremo il territorio, i sindaci».

Ma le aziende in questo sistema cosa ci guadagnano ?

«Accostano il loro nome, il loro impegno, alla crescita del territorio. In altre regioni, è un sistema già collaudato e le Fondazioni come la nostra lavorano molto bene con la collaborazione e le donazioni dei privati».

E voi cosa ci guadagnate?

«Niente, sono cariche gratuite e l’ente è no profit».

La visibilità, però, sarà notevole se riuscirete negli obiettivi che vi siete prefissati.

«Come ho detto, è una grande soddisfazione fare qualcosa di utile per gli altri».

Non crede che questo ruolo potrebbe attirare l’interesse dei partiti per un suo eventuale ingresso in politica?

«Non credo proprio, almeno non è di mio interesse».

Già in passato l’avevano tirata per la giacca come candidato sindaco. Non le piacerebbe?

«Mai dire mai. Nella vita tutto può essere, ma non è quello che cerco. Credo ci vogliano tanta passione e impegno per fare gli amministratori. Io ho passione, ma non ho tempo».

E, in caso, in che area politica si identificherebbe?

«A me piace lavorare a raggiungere obiettivi. Non amo la politica: non capisco perché si voti contro a progetti condivisi solo per via dello schieramento diverso».

DA IL SECOLO XIX DEL 26 AGOSTO 2014

 

 

 

 


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