Spotorno come era Spotorno come è: il nuovo libro del Circolo Socio Culturale Pontorno ODV, pregevole ricostruzione di un tempo e di un’epoca scomparse.
di Ezio Marinoni

La copertina è la stessa, ma la consistenza è diversa, lo si percepisce subito al tatto.
E sfogliare questo libro è proprio una esperienza della memoria e dei sensi, che coinvolge non solo la vista; si respira il profumo del mare, si sente il rumore del treno, si sfiorano e palpano stagioni estive di un glorioso passato.
Grazie a questa lunga carrellata di immagini, in gran parte in un confronto tra bianco e nero, nella più classica delle differenze tra passato e presente, si potrebbe dire: “Signore e signori, ecco a voi Spotorno!”.
Le fotografie che vengono presentate sono state realizzate da Maria teresa Perona, Giulia Fissi (che ha realizzato anche le didascalie storiche), Maria Toso, Ino Cerisola ed Enrico Bausone.
La prima edizione, del 2017, constava di 89 pagine, mentre la nuova versione stampata a dicembre 2025 arriva a 97. Con i due libri fra le mani, emerge, per il lettore più attento, l’esigenza di cercare le differenze, come in un gioco enigmistico.

Le prime due immagini (pagg. 6 e 7) ci offrono il paese visto dalla pineta, in primo piano la vecchia ferrovia e la tenuta dei Marchesi Serra, di fronte il promontorio di Bergeggi, dove sorgerà il complesso di Torre del Mare, è ancora privo di costruzioni.
In tema di ferrovia, un ormai secolare problema viario e ambientale ligure, le pagine 10 e 11 mostrano le differenze fra la ferrovia del 1872, con una galleria oggi transitabile con semaforo a senso alternato, e la variante Aurelia di oggi. Anche la vecchia stazione ferroviaria, abbattuta e che i giovani non hanno visto, poco più di una baracca in legno, ha lasciato il posto a un altro tratto di strada (16/17/18/19), parcheggio e verde. E il passaggio a livello, luogo di intralcio alla circolazione e di socializzazione e incontro fra le persone, presente fino al 1977, è stato sostituito da un muretto e un guard rail che si oltrepassano attraverso il sottopassaggio (20 – 21).
Il lungomare è presente in molte scene, ovviamente. Vediamo la vecchia piazza della Marina (, poi XX Settembre, oggi piazza della Vittoria) prima della costruzione del monumento ai Caduti, con il Caffè Ligure e gli scomparsi Bagni Cerutti, che erano i più antichi di Spotorno (28 e 29). La zona dei Bagni Sirio occupa ben sei pagine, da 52 a 57. Vediamo il confronti fra l’impianto originale, nato nel 1914, e l’attuale (52 e 53), con una successiva ricostruzione oggi superata (54 e 55) e la piazzetta antistante, che aggetta verso la passeggiata di levante, dove era collocato il fascio littorio (56 e 57).

C’era un ospedale, a Spotorno, di cui è rimasta traccia nel nome di un vicolo in Borgata Monte, dal Cinquecento ai primi decenni del Novecento, poi convertito in Ente Comunale di Assistenza (E.C.A.), infine soppresso nel 1978 (pagina 74).
Le foto alle pagine 78 e 79 ci riportano al Cinema Ariston, luogo di delizia per occhi e innamoramenti dell’animo, e al Convitto Nazionale Longone (in precedenza convento dei Cappuccini), oggi in abbandono, visti dal campanile della chiesa parrocchiale, con la campana in primo piano.
Le scomparse fornaci di calce hanno regalato il nome a una zona del paese, prima caratterizzata da un piccolo supermercato poi chiuso e da condomini di altezza spropositata e di forte impatto ambientale (14 e 15).
L’Hotel Miramare, primo approdo di Lawrence e Frieda nel 1925 a Spotorno, di cui si sta celebrando il centenario, è ricordato in diverse angolazioni alle pagine 58 e 59, con la scomparsa “casa di sercizio” di Villa Albini, poi diventata la precedente sede comunale (58).
Iconica è la foto di pagina 62: gli ex Bagni Cerutti, abbattuti negli Anni Sessanta del Novecento, e il Caffè Ligure (quest’ultimo abbattuto nel 1938/39 per costruire l’attuale Hotel Ligure) allineati in una tipica immagine di mare novecentesca.
Pagina 66 è la storia stessa del paese, con i possedimenti e le case rurali dei Marchesi Serra, poi ceduti ai Siccardi. Quel territorio è stato storicamente di Noli, con secolari contese fra i due paesi, fino alla decisione della Repubblica di Genova, pronunciata nel 1797, di assegnarlo a Spotorno.
A pagina 68 un dipinto di William Senegallesi, il “pittore dei Navigli”, raffigura la zona della collina, donata da Maria Siccardi, ultima esponente della famiglia, alla comunità di Spotorno.
La Torre del Coreallo (70/71) era una delle sentinelle spotornesi, ripresa prima e dopo il restauro. In quella zona, il Mulino del Coreallo sarebbe bisognoso di altre attenzioni, prima di decadere del tutto.
Ritroviamo il caratteristico panorama ligure di caruggi e archivolti alle pagine 77/78/79. Nella Borgata Monte, nucleo originario di Spotorno insieme alla Borgata Paese, la struttura architettonica medievale è rimasta quasi intatta. Leggiamo a pagina 76: « (…) Poco fuori il portico, una porta allegramente decorata introduce ai locali un tempo occupati dalla officina di “Tugnin u ferà”e poi dalla ex “Locanda du ferà”. »

Salendo in alto, a pagina 80 vediamo il Castello Vescovile, con una collina spoglia di case e ricca di vegetazione, la sottostante Borgata castello Inferiore e l’Oratorio della SS. Annunziata ancora privo della casa del cappellano, che verrà costruita con le offerte degli abitanti e dei fedeli.
Nelle due pagine successive, il confronto tra la Borgata castello Superiore e l’Oratorio di Santa Caterina di un tempo e la situazione abitativa e produttiva di oggi.
Infine, le pagine 84 e 85 ci mostrano Spotorno dalle alture: al centro, l’Oratorio di Santa Caterina, alle sue spalle la casa ritenuta la primitiva sede della omonima Confraternita. Sulla destra c’è Villa Berlingieri, i cui terreni coltivati hanno lasciato il posto alla attuale sede ferroviaria.
Le differenze editoriali, come accennato, emergono alle pagine 35 – 90 – 94 – 96.
A pag. 35, in largo San Sebastiano, oggi piazza Galileo, dove si vendevano animali e prodotti agricoli, spicca ora un bel primo piano di Villa Corinna. Dalla foto vecchia (pag. 34) si intravede la facciata dello scomparso Oratorio di San Sebastiano.
Villa Bernarda, la seconda residenza spotornese di Lawrence e Frieda, poi abbattuta, appare alle pagine 90 e 91. Qui ha soggiornato l’attrice francese Martine Carol durante le riprese del film La spiaggia di Alberto Lattuada, nel 1953.
Alle pagine 94 e 95, ecco la seconda veduta del Castello Vescovile, visto da ponente e, con moderni mezzi, dall’alto.
Chiude il pregevole libro (pag. 96) un dipinto del pittore Aldo Raimondi, del 1936, che ritrae il golfo e Spotorno, “dove il sole sta di casa”. « Ambedue appaiono all’improvviso all’occhio del viaggiatore che, percorrendo la statale Aurelia, scollina Capo Ere e affronta la curva chiamata, dai locali, “il giro dell’isola”. »
Un ringraziamento va al Circolo Socio Culturale Pontorno ODV, al suo Presidente Pinuccio Bausone e a tutto il Direttivo, unitamente al Comune di Spotorno, che incoraggia e sostiene il lavoro di questa storica e benemerita associazione.
