«No alla a riforma della Giustizia toglie indipendenza ai magistrati». Il Procuratore Capo, Alberto Lari: «La magistratura è compatta nel contrasto alla riforma, è vuota e non convince perché arriva da un Parlamento che ha abolito l’abuso d’ufficio e da una politica che ha reso quasi impossibili le intercettazioni». Si potrebbe aggiungere riforma della Corte dei Conti che modifica le funzioni di controllo e la disciplina della responsabilità per danno erariale.
Lascia più di un interrogativo l’introduzione del “preconsulto”, permettendo alle Pubblica Amministrazione di chiedere pareri preventivi entro 30 giorni; se la Corte non risponde, scatta il silenzio-assenso favorevole, garantendo l’immunità contabile ai dirigenti che si conformano, per contrastare la “paura della firma”, ma genera preoccupazioni su possibili indebolimenti dei controlli tenendo conto delle croniche carenze di organico.
Nella sala teatro di Cristo Re il tema: “Riforma Nordio – Perché è giusto dire no”. Ad animare il dibattito sono stati tre magistrati chiamati a offrire un’analisi tecnica e istituzionale della riforma: Raffaella Gabriel, giudice civile al Tribunale di Genova, Giuseppe Longo, pubblico ministero presso la Procura di Genova, e Massimiliano Botti, giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Imperia.
Il procuratore Alberto Lari ha illustrato la natura del referendum: “Il referendum della giustizia è un referendum confermativo. È stata fatta una legge e questa legge, non avendo ottenuto la maggioranza assoluta dei parlamentari, deve essere confermata dai cittadini. Quindi è un referendum che non ha un quorum ed è un referendum che vince chi ottiene più voti.”
Sala piena per l’incontro “Perché è giusto dire no” organizzato dai membri liguri del Comitato del “no” alla Riforma della Giustizia per il referendum costituzionale dei prossimi 22 e 23 marzo 2026.
Raffaella Gabriel ha aperto i lavori spiegando le ragioni della mobilitazione: “Siamo membri del comitato del no, fondato dall’Associazione nazionale magistrati. La nostra è una campagna referendaria, non siamo né riconducibili a nessun partito né contro alcun partito. Siamo scesi in campo anche superando le nostre abitudini, la posta in gioco è alta. Abbiamo deciso di cercare di poter spiegare quali sono le ragioni per la quale abbia senso andare a votare e votare no. Ogni voto è un voto che può fare vincere il sì o il no. Fondamentale esprimere il proprio voto”.
Il Gip Massimiliano Botti :«Senza un giudice imparziale e indipendente, la società collassa nella tirannide o nella lotta violenta»
Giuseppe Longo, pm di Genova, si è soffermato sulle conseguenze della riforma. «Cambierà poco, ma non in meglio. Non affronterà le vere difficoltà della giustizia ma indebolirà l’indipendenza del giudice che non è un privilegio, ma un presidio di libertà e uguaglianza per i cittadini».
2/INTERVENTO DEL PROCURATORE DELLA REPUBBL,ICA GRATTERI A DI MARTEDI (LA 7 DI FLORIS)
3/ Nicola Gratteri favorevole alla riforma sulla separazione delle carriere? È questo quello che hanno potuto pensare alcuni utenti dopo aver visto un post della pagina facebook di Fratelli d’Italia. Almeno secondo il procuratore di Napoli che ha deciso di denunciare il partito della premier Giorgia Meloni. “La Costituzione e la democrazia sono prioritarie. Non si toccano. Provvederò a denunciare nelle sedi opportune quanto accaduto per chiedere gli accertamenti del caso“, si legge nella nota diffusa dal capo dell’ufficio inquirente partenopeo.
Il tema è ovviamente quello del referendum sulla giustizia. Il procuratore Gratteri è tra i sostenitori del No, ma Fratelli d’Italia ha cercato di far credere ai suoi follower come al contrario il magistrato sostenga le ragioni del sì. Come? Pubblicando un video, senza contesto, di un vecchio intervento in cui Gratteri critica le correnti della magistratura e auspica il sorteggio per il Csm. Nel post si legge: “Sì, con il sorteggio metteremo la parola fine alle correnti politicizzate in magistratura. Gratteri, sì. Riformiamola”.
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